di Milena Santerini*
Avvenire, 23 maggio 2025
La lotta sacrosanta per estirpare l’odio contro gli ebrei è indebolita dalla violenza a Gaza e dalle azioni che non rispettano i diritti umani dei palestinesi. Quello che serve è un cambio di rotta. L’attentato in cui sono stati uccisi due giovani funzionari dell’Ambasciata israeliana a Washington è stato, secondo le parole del Presidente israeliano Herzog, una delle voci più sagge del Paese, “un atto spregevole di odio, di antisemitismo”. Una violenza inescusabile e ingiustificabile ha interrotto due giovani vite e ha aggiunto altro terrore a una situazione, il conflitto in Medio Oriente, che sta diventando intollerabile. Colpire due civili inermi è inescusabile e alimenta un circolo vizioso di violenza di cui non si vede la fine. Ci si chiede cosa serva oggi per arrivare a quella pace disarmata e disarmante perseguita da papa Francesco e oggi da Leone XIV.
di Franco Corleone
L’Espresso, 23 maggio 2025
Quello che succede a Gaza è un’apocalisse, una catastrofe dell’umanità e della ragione. Netanyahu è colpevole di un moderno genocidio o soltanto di una pulizia etnica senza limiti? I bombardamenti non hanno distrutto solo case, scuole, ospedali e ucciso migliaia di civili, ma hanno ammutolito le persone dell’Occidente, hanno provocato la perdita delle forme della politica e le “parole per dirlo” e il silenzio è inevitabilmente complice. Questo segno di impotenza nasce dalla convinzione che tutte le soluzioni immaginate negli anni, una per tutte - due popoli due Stati - sono divenute irreali e impraticabili. La crudeltà ha preso il sopravvento in quella terra contesa e l’accusa, che suona come ricatto, di antisemitismo se la si condanna, rappresenta il trionfo dell’ipocrisia e del fariseismo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 23 maggio 2025
L’espressione latina habeas corpus deriva dalla formula iniziale di un ordine giudiziario emesso da un tribunale, con cui si chiede che un detenuto sia portato davanti a un giudice per verificare la legittimità della sua detenzione. L’origine del principio risale all’Inghilterra medievale: il primo uso documentato di simili formule è del XIII secolo, ma la consacrazione giuridica più nota si ha nel 1679 con l’Habeas Corpus Act, votato dal Parlamento inglese sotto il regno di Carlo II. La legge nasce per arginare gli abusi del potere regio, in particolare l’arresto arbitrario dei sudditi sgraditi al monarca. Stabiliva che nessun cittadino potesse essere imprigionato senza un’accusa formale e senza la possibilità di essere ascoltato da un tribunale.
di Antonello Guerrera
La Repubblica, 23 maggio 2025
L’ex ministro conservatore Gauke ha pubblicato un rapporto indipendente sulle misure da adottare contro il sovraffollamento nelle prigioni. Si ipotizza di far scontare solo un terzo della detenzione per poi optare per la libertà vigilata. Nel caso di crimini sessuali la ministra della Giustizia pensa al trattamento farmacologico volontario e in alcuni casi obbligatorio. Castrazione chimica per stupratori e pedofili? Il governo Starmer ci sta pensando e potrebbe approvarla, in via obbligatoria, in alcuni casi. Anche perché è una delle indicazioni che emerge da una commissione indipendente sulla riforma della Giustizia e delle carceri nel Regno Unito che ha pubblicato oggi l’ex ministro conservatore David Gauke, e che dovrebbe essere adottata in larga parte dal governo laburista di Sir Keir Starmer.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 22 maggio 2025
È di questo che hanno discusso il presidente del Senato, Ignazio La Russa, Roberto Giachetti di Iv e Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino”. Come previsto, abbiamo incontrato stamattina a mezzogiorno il Presidente del Senato Ignazio La Russa che ringraziamo per l’attenzione e la sensibilità dimostrata riguardo la problematica delle carceri. Al centro del colloquio la necessità di affrontare il perdurante sovraffollamento delle carceri (16.000 detenuti in più rispetto ai posti disponibili) affinché la pena possa essere scontata secondo quanto previsto dalle leggi in vigore cioè - come ha ribadito il Presidente del Senato - nella maniera più civile possibile”. Così in una nota la Presidente di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini e il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 22 maggio 2025
Prosegue senza sosta l’impegno di Nessuno Tocchi Caino per migliorare in qualche modo la situazione nelle nostre carceri, al collasso dal punto di vista del sovraffollamento e nelle quali i suicidi nel 2025 hanno già superato le tre decine. Ieri Rita Bernardini, assieme a Roberto Giachetti, ha incontrato a palazzo Madama il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Come previsto, abbiamo incontrato La Russa che ringraziamo per l’attenzione e la sensibilità dimostrata riguardo la problematica delle carceri - hanno scritto Bernardini e Giachetti dopo l’incontro - Al centro del colloquio la necessità di affrontare il perdurante sovraffollamento delle carceri (16mila detenuti in più rispetto ai posti disponibili) affinché la pena possa essere scontata secondo quanto previsto dalle leggi in vigore cioè - come ha ribadito il Presidente del Senato - “nella maniera più civile possibile”.
camerepenali.it, 22 maggio 2025
Il premio sarà consegnato venerdì 13 giugno 2025 a Rimini, in una sessione del IX Open Day dell’Unione Camere Penali Italiane. La Giuria del Premio In difesa della dignità e della speranza dei detenuti “Riccardo Polidoro” ha deciso, all’unanimità, di assegnare il premio della seconda edizione a Rita Bernardini. Militante di lungo corso dei Radicali, inizia e prosegue il suo percorso al fianco di Marco Pannella con un instancabile impegno totalizzante sul versante dei diritti civili e politici in anni di grande fermento del nostro Paese, caratterizzati da battaglie civili per l’ottenimento di diritti di libertà che oggi sembrano scontati ma che all’epoca sembravano irrealizzabili.
Il Manifesto, 22 maggio 2025
Il magistrato civile Stefano Carmine De Michele sarà il nuovo capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ruolo attualmente ricoperto come facente funzione dalla vice capo, Lina Di Domenico. Ieri infatti il plenum del Csm ha dato il via libera, con due astensioni, alla delibera riguardante De Michele, già collocato fuori ruolo presso il ministero della Giustizia per la funzione fin qui ricoperta di Direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria (Dog). Lina Di Domenico, particolarmente vicina al sottosegretario Delmastro e che era stata designata dal governo capo Dap dopo le dimissioni di Giovanni Russo senza attendere il parere del presidente Mattarella e del Csm, assumerà l’incarico di capo del Dog.
di Bartolomeo Romano*
Il Foglio, 22 maggio 2025
Come il mantra del “fare giustizia” ha finito per alimentare l’inflazione penalistica. La perversa sottomissione della politica all’opinione pubblica. Ogni volta che si presenta un’emergenza criminale, vera o ritenuta tale, l’opinione pubblica, cui fa spesso eco il politico più rapido a coglierne gli umori, richiede a gran voce l’introduzione di nuovi reati o, almeno, l’inasprimento delle pene per quelli già esistenti. Ciò avviene perché spesso si ritiene, o si viene indotti a pensare, che determinate forme di criminalità vivano e si rafforzino nell’assoluto deserto normativo o, comunque, in presenza di “risposte” penali troppo timide e blande.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 22 maggio 2025
Bagarre sul taglio degli emendamenti, le opposizioni insorgono. Deciderà la giunta. L’obiettivo della maggioranza è approvare tutto entro dicembre. Poi il referendum. A tappe forzate: l’11 giugno in aula al Senato deve arrivare la riforma delle carriere, costi quel che costi. Già la settimana scorsa la maggioranza aveva deciso che il testo arriverà in ogni caso per quella data, anche senza la fine della discussione in commissione e senza un relatore. Ieri è arrivato l’ennesima bastonata: Alberto Balboni (FdI) propone di usare “il canguro”, l’arma da fine del mondo degli incastri parlamentari, il meccanismo per cui gli emendamenti simili si possono accorpare ed eliminare con un solo colpo di spugna. A questa notizia sono ovviamente insorte le opposizioni, che hanno chiesto l’intervento urgente della Giunta per il regolamento, e il presidente del Senato ha detto sì. Con un però: “Per la verità c’è un precedente…”. Lo spiega Balboni: “Ho chiesto di applicare un parere del presidente Grasso del 2017”. All’epoca accadde che il canguro venne usato in commissione Sanità dalla maggioranza di centrosinistra. La giunta dunque verificherà, ma l’esito è scontato: il canguro distruggerà buona parte dei 500 emendamenti depositati.
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