di Annamaria Carobella
Città Nuova, 17 aprile 2026
A Parma istituzioni e società civile si sono confrontate su percorsi concreti di reinserimento dei detenuti. Lavoro, formazione e relazioni sono al centro di una nuova idea di giustizia. Al convegno del 15 aprile al Palazzo del Governatore di Parma si è parlato di un nuovo modo di intendere il carcere, del valore umano e sociale dell’inclusione, del reinserimento nel mondo del lavoro di un detenuto alla volta, da accompagnare, da informare e formare con l’aiuto di un insieme di persone di buona volontà, tra difficoltà ed opportunità, grazie ad un percorso paziente e costruttivo fatto di cooperazione e di alleanza per costruire insieme un futuro di dignità.
di Marta Rosati
marsicalive.it, 17 aprile 2026
Nella mattinata di ieri, presso la sede di Avezzano del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo, si è svolto l’incontro dal titolo “(Ri)educazione e diritti dei detenuti”, inserito nel ciclo “Pena tra retribuzione e riparazione”, promosso dalle cattedre di Filosofia del Diritto e di Diritto Penale, rispettivamente dei professori Mario Sirimarco e Francesca Rocchi. L’iniziativa è nata anche grazie al contributo attivo della componente studentesca: la rappresentanza UniMov, coordinata da Pierfrancesco Maceroni, insieme a Elisa Bianchetti, studentessa del quarto anno della sede di Avezzano e vicina all’associazione.
di Franco Taverna*
Corriere della Sera, 17 aprile 2026
L’opera realizzata da 15 adolescenti di SpazioTre, centro diurno educativo integrato di Fondazione Exodus don Antonio Mazzi e Consorzio Exit, in scena il 16 aprile dalle 14 alle 18 davanti alla Stazione ferroviaria di Monza. Che meraviglia, le ragazze e i ragazzi quando hanno la possibilità di esprimersi. Quando i grandi danno loro la possibilità, lasciano nelle loro mani le occasioni, gli spiragli per sussurrare, urlare, buttare fuori la rabbia o l’entusiasmo. Leggete con calma questi frammenti di testi scritti da adolescenti, piccoli uomini e piccole donne di 13, 15, 17 anni. Leggete senza distrazioni, pesando le parole: sono pensieri, sono sassi, sono fiori, dirette a voi, dirette a noi.
di Vittoria Belluschi, Francesca Ricciardi, Pietro Matino, Marco Giorgini, Anna Gialdini
magzine.it, 17 aprile 2026
La seconda giornata della ventesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo si apre all’insegna degli Epstein Files e dell’intelligenza artificiale. Arianna Ciccone, che dal 2006 cura l’ideazione e l’organizzazione della rassegna, racconta quanto sia stato inaspettato per i founder vedere crescere in questa maniera l’International Journalism Festival, che nasce già a trazione mondiale. “Siamo partiti durante un momento critico del giornalismo: erano i tempi del boom dei nuovi media che hanno segnato un cambio di rotta rispetto ai media tradizionali. L’avvento dei social ha messo in crisi il vecchio modo di fare giornalismo, ma dall’altro lato ha democratizzato l’informazione, permettendo a tutti di fare giornalismo, nonostante il perdurante problema della sostenibilità – racconta Arianna Ciccone. Quando l’informazione è troppo attaccata ai luoghi del potere, non serve a niente”, conclude, suggerendo che i valori che animano il Festival sono libertà ed indipendenza.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 17 aprile 2026
Disegno di legge su giovani e Servizio civile universale, alla Commissione affari sociali della Camera le critiche delle associazioni: “Le radici del Servizio stanno nell’obiezione di coscienza e nella difesa non violenta della Patria, quel valore deve restare. Insieme con l’assenza di scopo di lucro”. Il Servizio civile è nato come “difesa non violenta della Patria” e tale deve restare: non trasformatelo in agenzia di collocamento. È questo il monito del Forum nazionale del Terzo settore sul disegno di legge governativo in materia di “giovani e Servizio civile universale” attualmente in discussione presso la Commissione affari sociali della Camera: un testo che - si legge in una nota del Forum - rappresenta “sicuramente un passaggio rilevante per il rafforzamento delle politiche rivolte alle nuove generazioni”, ma con “importanti criticità”. Soprattutto sul tema specifico del Servizio civile che appunto “non nasce per essere un’opportunità di trovare lavoro, ma per formare cittadini attivi e consapevoli”. Lo dichiarano il portavoce del Forum Giancarlo Moretti e Licio Palazzini, referente del Gruppo di lavoro sul Servizio Civile costituito nel Forum. Sulla stessa linea i rappresentanti di associazioni come Arci Servizio civile, secondo cui “ricondurre il Servizio civile all’interno delle generiche “politiche giovanili” potrebbe farne perdere l’identità”.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 17 aprile 2026
Il rispetto dei diritti delle persone con disabilità è un indicatore della qualità di una democrazia. Il report del primo anno di operatività della Autorità Garante. L’avvocato Maurizio Borgo: “Servono leggi che rendano esigibile ciò che oggi è incerto”. Sopralluoghi nelle scuole, nelle strutture protette, in ospedali e case per anziani, controlli in stazioni ferroviarie, linee metropolitane, aeroporti e porti. E poi, interventi per far valere i diritti delle persone con disabilità, dall’inserimento scolastico agli orari di lavoro fino ad uno stallo auto sotto casa.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 17 aprile 2026
Madrid regolarizzerà 500mila persone migranti, le stesse che vivono (e lavorano) in Italia tra irregolarità e accoglienza. Intanto, noi ci dividiamo sulla remigrazione. Ci sono scelte europee che, più di altre, interrogano l’Italia. Quella del governo spagnolo, che ieri ha approvato la regolarizzazione di mezzo milione di migranti senza permesso di soggiorno, è una di queste. Non solo perché sembra andare in direzione opposta rispetto a Bruxelles, che a giugno approverà il nuovo Patto su migrazione e asilo irrigidendo la gestione dei rimpatri e accelerando l’esternalizzazione delle frontiere. Né soltanto perché arriva sull’onda del sostegno popolare, a vent’anni dall’ultima sanatoria, con il supporto di oltre mille associazioni della società civile e della Chiesa spagnola. Ma soprattutto perché la soluzione spagnola tenta di rispondere a problemi che sono del tutto simili ai nostri.
Il Dubbio, 17 aprile 2026
La famiglia e i legali hanno potuto vederla sabato nella prigione di Zanjan. Secondo la fondazione che la sostiene, la Nobel iraniana mostra chiari segni di peggioramento fisico. Tornano a peggiorare le condizioni di Narges Mohammadi, la premio Nobel per la Pace 2023, detenuta nel carcere di Zanjan, nel nord dell’Iran. Secondo persone a lei vicine e secondo quanto riferito dalla sua fondazione, dopo l’infarto che l’ha colpita il mese scorso il suo stato di salute viene ora descritto come critico. La famiglia e gli avvocati hanno potuto incontrarla sabato e, da quel colloquio, sarebbe emerso un quadro fisico molto preoccupante. Già all’inizio di aprile la Fidh aveva denunciato che il team legale e un familiare, autorizzati a visitarla il 29 marzo, l’avevano trovata molto debilitata, pallida, dimagrita e in condizioni generali estremamente precarie. La stessa organizzazione aveva parlato di cure mediche essenziali negate o fortemente ritardate dopo un presunto attacco cardiaco avvenuto in carcere.
di Nello Trocchia
Il Domani, 16 aprile 2026
“La situazione è pessima, ci sono i problemi di sempre che peggiorano di giorno in giorno. Il sovraffollamento, ma anche il fantomatico piano carceri che è totalmente campato in aria mentre le strutture detentive cadono a pezzi e gli agenti sono sottoposti a caporalato di stato”. L’analisi è di Gennarino De Fazio, sindacalista che si prepara alla rielezione come segretario della Uil penitenziaria. Domani lo ha raggiunto al telefono. Il congresso che si è aperto in queste ore è l’occasione per stabilire priorità dopo il crollo di credibilità che ha colpito i vertici con le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, che aveva la delega alla penitenziaria.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 16 aprile 2026
Il provvedimento, in queste ore al Senato, consente ai poliziotti di agire sotto copertura per scovare reati (anche quelli ordinari) in cella, ma rischia di diventare esplosiva in un contesto pieno di problemi, a partire da un inarrestabile sovraffollamento. Il parere di Scandurra (Antigone) e di De Fazio (Uilpa Polizia penitenziaria). Nelle carceri sempre più sovraffollate arriva una misura che, vestita con i panni della caccia al crimine, porterà ancora più caos. Si tratta dell’agente di polizia penitenziaria infiltrato. La norma è in vigore da quasi due mesi, ma è passata sotto silenzio. Tenuta lontana dal dibattito pubblico concentrato sul divieto di acquisto di coltelli e sulle misure contro i manifestanti, è già pienamente operativa e di qui a fine mese sarà legge.
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