di Elisa Barion
La Voce di Rovigo, 7 luglio 2026
“Il popolo di Vannacci protesta per i corsi di percussioni? Incontri questi ragazzi”. Lunedì, l’Istituto penitenziario per minori di via Mazzini ha ricevuto l’ispezione a sorpresa di Ilaria Cucchi, senatrice e, prima ancora, cittadina che ha portato sulle proprie spalle tutto il peso della lotta contro l’ingiustizia e contro la violenza da parte di “uomini dello Stato”. Al termine della visita, la senatrice si è fermata per qualche istante fuori dalla struttura che oggi conta 22 detenuti in gran parte minorenni e ha fatto il punto insieme a Serena Gregnanin segretaria di Sinistra italiana: “Mi aspettavo una situazione molto diversa da quella che ho trovato - ha commentato Cucchi - Mi aspettavo di trovare una situazione critica. Invece ho scoperto che, come in ogni altro Ipm, vi sono detenuti dei ragazzi che sono semplicemente più sfortunati dei nostri figli, perché nati in contesti difficili e che pagano a costi diversi le politiche scellerate di questo governo.
di Marco Madonia
Corriere di Bologna, 7 luglio 2026
A Bologna nasce il Centro per la giustizia riparativa: “Un incontro tra hi ha commesso il reato e la vittima. Ognuno riconosce il dolore dell’altro”. Lo guiderà la mediatrice Rosalia Donnici: “Un percorso orizzontale nel quale l’uno va incontro all’altro. Solo così ricuciamo le fratture”. “È un percorso orizzontale nel quale ognuno va incontro all’altro. Non siamo giudici, il nostro è un modello che riconosce l’umanità al di là del reato”. Rosalia Donnici è una sociologa, mediatrice penale esperta in programmi di giustizia riparativa e mediatrice familiare. È lei a guidare il Centro di giustizia riparativa che sta per nascere a Bologna, un luogo dove fare incontrare l’autore di un reato e la vittima che l’ha subito.
di Ilaria Dioguardi
retisolidali.it, 7 luglio 2026
Rafforzare il dialogo tra volontariato, istituzioni e servizi della giustizia per promuovere percorsi di inclusione e cittadinanza attiva. Con quest’obiettivo si è svolto l’incontro “Volontariato e giustizia di comunità. Storie di inclusione”, presso la sede di Csv Lazio. Maria Vittoria Menenti, direttrice Uiepe Roma: “L’esecuzione penale esterna per essere efficace e completa ha bisogno della rete, del Terzo settore, dei volontari”. “L’esecuzione penale esterna per essere completa ha bisogno della rete, del Terzo settore, dei volontari”.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 7 luglio 2026
“Se fossi un detenuto, vorrei un libro per volar via, oltre le mura del carcere”, ha scritto Peppe Lanzetta, attore, drammaturgo e regista napoletano. Una frase che trova pieno riscontro nella storia di F.G., detenuto della casa circondariale Pasquale Mandato di Secondigliano, che, grazie allo studio e alla passione per i libri, ha saputo trasformare la detenzione in rinascita. Undici anni trascorsi in cella. Nel frattempo la partecipazione al laboratorio di scrittura giornalistica Parole in Libertà, che gli ha permesso di confrontarsi con altri detenuti e riscoprire il valore della parola. Una laurea triennale in Lettere conseguita grazie al polo universitario penitenziario dell’Università degli studi di Napoli Federico II.
di Marco Daniel Moscato
unisob.na.it, 7 luglio 2026
“Attualmente una struttura teatrale a Nisida c’è, ma non è utilizzabile”, dice allargando le braccia Gianluca Guida, direttore del carcere minorile di Nisida. “Il teatro - prosegue - versa in condizioni fatiscenti”. A oltre quarant’anni dalla sua realizzazione, il teatro voluto da Eduardo De Filippo all’interno dell’istituto minorile campano resta dunque inutilizzabile. Per restituire all’istituto uno spazio dedicato alle attività teatrali era stato predisposto un importante investimento pubblico. Nel 2025 il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva annunciato lo stanziamento di oltre un milione di euro destinato alla ricostruzione del teatro. L’intervento avrebbe dovuto consentire il recupero completo della struttura e la sua restituzione ai ragazzi dell’Istituto. L’avvio dei lavori, tuttavia, è stato più volte rinviato e ad oggi i lavori sono ancora fermi.
di Luisa Bove
chiesadimilano.it, 7 luglio 2026
“Fuori legge” è il titolo efficace del libro di Roberto Mozzi che ben descrive le condizioni in cui oggi spesso vivono le persone in carcere. Mozzi parte da un osservatorio privilegiato, essendo stato per 10 anni cappellano nella Casa circondariale di San Vittore (oggi non è più sacerdote). Ed è alla fine del suo mandato che ha sentito “l’esigenza di raccontare quanto ho visto durante il periodo in carcere”. Si è manifestata subito, spiega Mozzi, “anzitutto come desiderio di capire fino in fondo i meccanismi che vedevo e che non mi convincevano, perché quello a cui assistevo era la sofferenza gratuita delle persone. Non mi configuravo un regolamento che prevedesse tutto questo”.
Italia Oggi, 7 luglio 2026
Rispetto al 2022 le presenze sono aumentate di oltre il 52%. Il volume di Antonella Inverno (Save the Children Italia) fotografa il disagio. “Non c’è nessun allarme sulla criminalità giovanile, i numeri parlano chiaro e parlano di presa in carico più che di veri e propri arresti”, così Antonella Inverno che da circa 25 anni si occupa di sfruttamento minorile, migrazioni, lotta alla povertà e alle disuguaglianze, responsabile Ricerca e Dati di Save the Children Italia, che ha scritto “Dentro le mura. Viaggio nel mondo degli adolescenti tra disagio, carcere e dissenso” (Treccani)”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 7 luglio 2026
In principio fu l’attacco di Modena con un’auto lanciata sulla folla, poi sono arrivate le sparatorie in centro a Napoli, l’assalto di gruppi di giovani alle forze dell’ordine a due passi dal Colosseo, gli accoltellamenti degli scorsi giorni a Milano. Nelle stesse settimane Futuro Nazionale di Roberto Vannacci puntando tutto su legge e ordine cresceva di settimana in settimana superando la Lega di Matteo Salvini, ed ecco che la questione Sicurezza è tornata prepotentemente nel dibattito politico.
di Franco Mirabelli
L’Unità, 7 luglio 2026
Il suicidio assistito è un diritto. La destra blocca la legge. E da sette anni stiamo fermi, in attesa. Ma intanto molte persone continuano a soffrire. Serve una legge che non ponga limiti etici e morali. Parto da qui, da sette anni la legge sul fine vita è bloccata al Senato da una destra che non vuole neppure recepire le indicazioni della Corte Costituzionale e l’invito a legiferare. Si continua a trovare il modo per rinviare e non assumersi la responsabilità di decidere e dare risposte a chi soffre e alle loro famiglie. La manfrina insopportabile su questo tema è offensiva per chi chiede risposte dallo Stato. Per noi questa deve essere una priorità oggi e restare tale quando andremo al Governo. Trovo scandalosa la scelta della destra di insabbiare la legge sul fine vita.
di Antonio Gibelli
Il Manifesto, 7 luglio 2026
Di fronte alle parole fin troppo chiare di Leone XIV da Lampedusa sui migranti, sono molti i modi per tentare di chiamarsi fuori. Fino al miracolo del sottosegretario Mantovano, che fa finta di essere d’accordo e mette assieme il diavolo e l’acqua santa cercando di far dire al Papa il contrario di quel che ha detto. L’impresa è improba e questi sono mezzucci da giocatori delle tre carte. Ma ci sono anche altri piccoli espedienti mediatici di mascheramento, di uso più sfumato: lo stile enfatico, ieratico, patetico. Le sue sono parole di pietà evangelica per chi soffre. Un momento di commozione per i morti in mare. Eh no. No. Quello di Prevost non è un rituale di circostanza. Le sue parole sono semplici e lapidarie, sono un J’accuse!
- Migranti. Con il patto Ue sulla migrazione la salute diventa uno strumento di controllo
- L’allarme dell’Anm: più migranti a rischio sfruttamento
- Carceri al collasso, la Francia è come la Turchia
- Il ministero assume gli addetti all’Ufficio per il processo, ma è polemica sulle funzioni
- Piemonte. Caldo infernale nelle carceri: “Insostenibile per detenuti e personale”









