di Silvana De Mari
La Verità, 30 marzo 2026
Lo scandalo degli innocenti in galera e dei magistrati impuniti è troppo grande per non porvi rimedio. Ogni giorno, in Italia, tre persone innocenti finiscono in carcere. Non si tratta di casi isolati o eccezionali, ma di una realtà che si ripete con inquietante regolarità, tre casi al giorno, 30.000 negli ultimi 30 anni. Parliamo di individui che vedono la propria vita spezzata: mesi, talvolta anni, prima che la loro innocenza venga riconosciuta, quando ormai il danno è irreparabile. Relazioni compromesse, carriere distrutte, reputazioni cancellate. E, aspetto forse ancora più sconcertante, senza che quasi mai qualcuno sia chiamato a rispondere per questi errori.
di Sandro Marotta
La Stampa, 30 marzo 2026
Boom di domande dalle strutture di Asti e Saluzzo per l’unico spazio per colloqui intimi che si trova però a Torino. Ci sono decine di detenuti delle carceri del Piemonte che hanno fatto richiesta per usufruire della stanza dell’affettività della Casa circondariale di Torino, ma al momento non hanno ancora ricevuto un riscontro. Solo 50 provengono dal carcere di Saluzzo, un istituto di alta sicurezza con circa 350 detenuti. Il dato è confermato dal garante saluzzese Paolo Allemano: “Hanno fatto domanda in massa, come class action - spiega. Non si può negare che sia un bisogno reale, al momento però non si è ottenuto alcun via libera”.
di Anna Foti
ilreggino.it, 30 marzo 2026
Sono i due strumenti con cui vorrebbe intervenire sugli istituti calabresi la provveditrice regionale che auspica unità d’intenti. “Sovraffollamento e carenza di agenti penitenziari? Criticità nazionali”. “Sono ottimista sulle attività e su quello che si può organizzare nella regione Calabria, partendo da esperienze come quella della donazione della palestra alla sezione femminile Nausicaa del carcere Giuseppe Panzera di Reggio Calabria da parte del Soroptimist Italia. Fondamentale è il coinvolgimento della società civile, che ci deve dare una grande mano”.
di Dafne Roat
Corriere del Trentino, 30 marzo 2026
Il senatore Patton: “Sono un carcere”. FdI: “Accoglienza, ma nella legalità”. La Corte Costituzionale sui Cpr: con pericolo di fuga o reati, il questore può trattenere i migranti anche senza convalida della Corte d’Appello. C’è chi parla già di una sconfitta dei magistrati pro migranti. In realtà la Corte Costituzionale invita il Parlamento a modificare l’attuale legge per “uniformarsi agli obblighi dell’Unione Europea”. Ma la sentenza della Consulta, che ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione, arriva in un momento di forti tensioni e polemiche sui Cpr che in Trentino hanno travolto anche l’arcivescovo Lauro Tisi. La Corte ha stabilito che il questore può adottare un provvedimento di trattenimento per altre 48 ore di uno straniero in un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr), anche se la Corte d’appello non lo ha convalidato, se c’è un rischio di fuga e o “abbia commesso gravi reati”, scrivono i giudici.
di Rosario Pasciuto
Gazzetta del Sud, 30 marzo 2026
L’autopsia eseguita sul corpo di Francesco Capria, il detenuto messinese morto nel carcere di Augusta, ha evidenziato un quadro clinico complicato. L’esito dell’esame si conoscerà fra tre mesi. Intanto la Procura di Siracusa starebbe per effettuare le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Un quadro clinico generale piuttosto precario. È quanto emerso dall’autopsia eseguita sul corpo del 41enne messinese Francesco Capria morto lo scorso 18 marzo nel carcere di Augusta. A disporre l’esame la sostituta procuratrice Violetta Leonardi che sul decesso di Capria ha aperto un fascicolo al momento ancora contro ignoti ma sarebbero imminenti le prime iscrizioni sul registro degli indagati. Ad eseguire l’esame autoptico il medico legale incaricato dalla Procura di Siracusa alla presenza della consulente di parte, la professoressa Daniela Sapienza.
di Arianna Carminati* e Roberto Rossini**
Giornale di Brescia, 30 marzo 2026
In Consiglio comunale si discute la relazione annuale sui diritti delle persone private della libertà, partendo da un dato: a Canton Mombello c’è un tasso di sovraffollamento del 212%. Il Consiglio comunale di Brescia si appresta a discutere la relazione annuale sui diritti delle persone private della libertà, un documento che restituisce una fotografia periodica della situazione penitenziaria cittadina: una realtà riguardante l’intera città. La relazione è stata presentata nel corso di una seduta della Commissione Servizi alla persona che, diversamente dall’ormai consolidata tradizione, non ha potuto svolgersi alla Casa circondariale Nerio Fischione, Canton Mombello.
di Valentina Moro
La Stampa, 30 marzo 2026
Interrogazione parlamentare della senatrice Pd Cecilia D’Elia: “Queste decisioni sono una macchina per le recidive”. I cancelli del carcere di Asti non si apriranno per gli studenti, stesso destino di molti altri istituti dopo la direttiva del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che ha limitato le attività culturali nei regimi di alta sicurezza. “Decisioni come queste sono una macchina per la recidiva”, l’accusa netta della senatrice del Partito Democratico Cecilia D’Elia, capogruppo alla Commissione cultura, che sulla questione ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Iniziative culturali che coinvolgono i ragazzi da un lato hanno una grande funzione educativa e civica per gli studenti che entrano in carcere e conoscono quella realtà, dall’altro sono una risorsa fondamentale per la rieducazione dei detenuti, per loro significa lavorare su se stessi”, spiega D’Elia.
di Marco Lignana
La Repubblica, 30 marzo 2026
La scelta, che per ora resta immotivata, è contestata dal sindacato della polizia penitenziaria, dalla Camera penale e dal Garante regionale dei detenuti. Prima ha protestato la polizia penitenziaria. Poi è toccato alla camera penale ligure. Adesso anche il garante regionale dei detenuti, Doriano Saracino, esprime il suo sconcerto per una scelta ancora del tutto immotivata: interrompere, dopo 24 anni, il passaggio della Via Crucis nel carcere di Marassi. Da quasi cinque lustri, ormai, il vicariato garantisce almeno una stazione nell’intercinta dell’istituto penitenziario (l’area fra le mura e lo spazio detentivo), “un momento che ha il suo significato non soltanto in una prospettiva religiosa”, spiega lo stesso Saracino.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 30 marzo 2026
La protesta dell’altra sera a Torre del Gallo riporta alla mente la rivolta, più grave per conseguenze e numero dei coinvolti, dell’8 marzo 2020. Quella sera, in piena emergenza Covid, i detenuti del carcere di Pavia, sull’onda delle proteste andate in scena in diverse carceri italiane, organizzarono una sommossa contro il blocco dei colloqui e, in generale, le condizioni di detenzione e sovraffollamento delle celle durante l’emergenza sanitaria, che avrebbero aumentato il rischio di contagio. Alla fine alcuni detenuti riuscirono a salire sui tetti del carcere e, infine dopo una difficile mediazione, tornarono nelle loro celle.
di Stefania Prato
La Provincia Pavese, 30 marzo 2026
In 34 hanno partecipato alla giornata voluta da Plastic Free. Nell’operazione pulizia coinvolti anche sei detenuti. Hanno raccolto rifiuti e raccattato mozziconi di sigarette i 34 volontari che hanno preso parte alla giornata di pulizia che si è svolta a ridosso del castello. Giornata organizzata dall’associazione Plastic Free, nata nel 2019 e presente a Pavia dal 2021, che si pone l’obiettivo, spiega il referente Davide Barbieri, di sensibilizzare i cittadini ad un uso razionale e intelligente della plastica per salvaguardare il mondo dall’inquinamento. L’iniziativa, che si è svolta in collaborazione con l’associazione Seconda Chance, che si occupa di trovare lavoro ai detenuti, ha visto la partecipazione di sei detenuti del carcere di Torre del Gallo.
- Monza. Free for music: storie di cantautori in carcere
- Napoli. Al tribunale i Mercatini di Pasqua: sono in vendita i prodotti realizzati dai detenuti
- Inchiesta sulle carceri. Il primo volume della nuova collana
- Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere
- Mimmo Sorrentino: “Porto in scena i secondini. Il carcere è una guerra civile”










