di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 22 giugno 2026
Nei primi sei mesi del 2025 gli sbarcati erano stati 28 mila, quest’anno finora sono 13 mila: meno della metà. “La migrazione non si affronta con slogan ideologici ma con responsabilità, umanità, visione europea, strumenti concreti”: così Pietro Bartolo, il medico dell’isola divenuto europarlamentare per dieci anni e ora fondatore di Rete Lampedusa. Nei primi sei mesi del 2025 le persone sbarcate sulle coste italiane erano state 28 mila, quest’anno finora sono 13 mila: meno della metà. I dati sono aggiornati al 19 giugno e la fonte è il sito del Viminale. “La migrazione non si affronta con slogan ideologici ma con responsabilità, umanità, visione europea, strumenti concreti”: così Pietro Bartolo, il medico dell’isola divenuto europarlamentare per dieci anni e ora fondatore di Rete Lampedusa.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Alcuni nomi raccontano una storia. È il caso di Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana per i diritti umani perseguitata dagli ayatollah. Ed è il caso di Ebru Timtik, la legale turca morta nelle celle di Erdogan dopo 238 giorni di sciopero della fame. La loro vicenda è un monito universale. Perché mette a nudo un metodo ricorrente: chi vuole fiaccare lo spirito della democrazia colpisce al cuore dell’avvocatura. Ma chi non tollera i diritti non agisce mai indisturbato, perché c’è un faro potente che illumina le vicende umane e professionali dei legali colpiti in tutto il mondo. Una lunga lista di casi, abusi e persecuzioni giudiziarie su cui vigila attentamente l’occhio dell’OIAD, l’Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo che lo scorso 21 aprile ha compiuto dieci anni di attività.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Nancy Hollander è una delle avvocate più famose degli Stati Uniti. Quest’anno, in occasione della Giornata internazionale dell’avvocato in pericolo, ha partecipato ad una iniziativa organizzata da alcuni Coa, in collaborazione con l’Oiad e con la sezione italiana di “Scholars at risk”, per parlare della condizione in cui versa l’avvocatura statunitense. Sono mesi molto delicati per una delle più antiche democrazie del mondo. L’effetto Trump è sotto gli occhi di tutti. In un anno e mezzo di presenza alla Casa Bianca, dopo la rielezione nel novembre 2024, The Donald è stato protagonista, come hanno rilevato alcuni osservatori, di uno “slittamento autoritario”. Prima una serie di provvedimenti nei confronti delle Università per arginare le proteste contro i massacri di Gaza, poi le scorribande degli agenti dell’Ice per contrastare l’immigrazione clandestina. Senza tralasciare gli ordini esecutivi che hanno interessato diverse law firms accusate di aver alzato troppo la cresta contro l’amministrazione Trump e portate in tribunale.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 giugno 2026
L’avvocata Maria Bontsler deve restare in carcere, nonostante le precarie condizioni di salute. È stata arrestata oltre un anno fa per aver difeso un attivista sceso in piazza per sostenere il rispetto dei diritti umani in Russia. A nulla sono servite le richieste formulate dai familiari e dai suoi legali per un trasferimento in ospedale. All’inizio di marzo la posizione processuale di Bontsler si è aggravata: le è stato contestato il reato di “tradimento di Stato” e due settimane fa i giudici d’appello di Mosca hanno confermato la detenzione almeno fino al 13 novembre. Anche la storia di Maria Bontsler offre un quadro inquietante sulla situazione che si vive nella Russia di Putin e nei territori sottoposti al controllo di Mosca. Bontsler ha 65 anni ed è una avvocata di Kaliningrad, exclave russa che si affaccia sul Mar Baltico, situata tra Polonia e Lituania. Pochi mesi dopo l’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina nel febbraio 2022, Bontsler - unica avvocata di Kaliningrad che si occupa di diritti umani - è stata condannata al pagamento di una multa di 60 mila rubli per aver utilizzato la parola “guerra” nel corso di un’udienza. Più grave l’accusa formulata nel 2025 dalla procura della città russa: “Cooperazione su base confidenziale con uno Stato estero, un’organizzazione internazionale o straniera” (articolo 275.1 del Codice penale).
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 22 giugno 2026
Il Salvador del “trumpiano” Nayib Bukele con la sua politica di tolleranza zero in appena cinque anni ha praticamente annientato il fenomeno dei crimini violenti: gli omicidi sono infatti diminuiti del 98%, da 103 ogni 100mila abitanti ad appena 1,3 nel 2025, lo stesso tasso della Francia. Una caduta spettacolare che nasce dalla guerra senza quartiere alle due principali gang che operano nel piccolo paese centroamericano: MS-13 e Barrio 18. Il prezzo di questo successo sul piano della sicurezza lo ha pagato la democrazia; le stesse politiche che hanno consentito di smantellare il potere delle organizzazioni criminali ha coinciso con un attacco senza precedenti alle garanzie proprie dello Stato di diritto. Dal marzo 2022, quando il governo ha introdotto uno stato d’eccezione più volte rinnovato, gli apparati di sicurezza e la stessa magistratura hanno acquisito straordinari che hanno ridotto in modo drammatico le tutele individuali previste dall’ordinamento democratico.
di Alessia Candito
La Repubblica, 22 giugno 2026
Lo riportano i media libici. L’ex comandate è al centro di un contenzioso tra il governo italiano e la Corte penale internazionale. Sette anni e quattro mesi per aver violato i diritti dei detenuti nel carcere di Mitiga su cui regnava e che secondo il panel of experts dell’Onu ancora controlla. Arriva dal tribunale penale di Tripoli la prima condanna per Osama Njeem Almasri, l’ex comandante libico arrestato a Torino e che la Corte penale internazionale avrebbe voluto processare, ma l’Italia ha liberato e riportato a casa. Secondo quanto riportato dai media della Tripolitania, l’ex comandante della polizia giudiziaria e alto papavero della milizia Rada, sarebbe stato riconosciuto colpevole di maltrattamenti nei confronti dei detenuti che aveva in custodia e per questo condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici e alla perdita dei diritti civili per tutta la durata della pena.
di David Allegranti
La Nazione, 21 giugno 2026
Il carcere è un posto terribile in cui vivere da adulti, come testimoniato quotidianamente dal caso Sollicciano (e non solo purtroppo), figuriamoci da bambini. Eppure, dice Antigone in un aggiornamento di pochi giorni fa, sono 30 i bambini in carcere con le loro madri. Erano anni che non si registravano numeri così alti. Un anno fa erano 11. “Si tratta di un effetto diretto del decreto sicurezza, che ha cancellato il rinvio obbligatorio della pena per le donne incinte o con figli piccoli”, dice Antigone, che nel suo ultimo rapporto, pubblicato poche settimane fa, sottolinea l’origine dell’impennata di piccoli detenuti: “Il tema dei bambini in carcere è stato di recente investito da una novità normativa.
di Serena Bellandi
giornalelavoce.it, 21 giugno 2026
Ci sono numeri che non hanno bisogno di essere gridati per fare rumore. Trenta bambini oggi vivono in Italia insieme alle loro madri all’interno di strutture detentive. Trenta bambini che non hanno commesso alcun reato, ma che crescono dietro cancelli, controlli, procedure, orari, rumori e regole pensate per adulti privati della libertà. Trenta bambini che trasformano il carcere in una contraddizione insopportabile: un luogo nato per custodire la pena degli adulti che finisce per segnare anche l’infanzia di chi non deve espiare nulla. A lanciare l’allarme è Aldo Di Giacomo, del sindacato Fsa-Cnpp-Spp, che parla di un dato mai raggiunto negli ultimi anni.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 21 giugno 2026
Il pacchetto di misure del dl n. 100/2026: slittano le novità in tema di indennizzi Pinto, gip collegiale, riorganizzazione degli uffici, tribunale della famiglia e giudici di pace. Scattano in tutto sei proroghe per la giustizia, compresa la moratoria per gli indennizzi Pinto sulle cause lumaca. Aumentano poi le tutele ai notai, è modificato l’iter dei provvedimenti cautelari nelle controversie su proprietà industriale e diritti d’autore e arriva il nuovo esame di abilitazione forense. Ampio respiro per la riorganizzazione degli uffici: slitta al 28 febbraio 2027 il giudice per le indagini preliminari in composizione collegiale.
di Giulia Merlo
Il Domani, 21 giugno 2026
Si stanno ultimando le liste dei diversi gruppi associativi in vista del voto per eleggere il nuovo Csm del 25 e 25 ottobre prossimo. Domani aveva già anticipato i candidati alle prossime elezioni del Csm e piano piano stanno arrivando le varie conferme. Per quanto riguarda Magistratura indipendente, l’assemblea generale ha ufficializzato i nomi dei 10 candidati: per il collegio di legittimità, Salvatore Casciaro; per quello dei Pubblici ministeri, al collegio nord Stefano Buccini, il pm di Venezia, al collegio sud, Gaetano Bono, sostituto pg di Caltanissetta. Per il settore giudicante, al Collegio 1 Ernesta Occhiuto, giudice della Corte d’appello di Milano; al Collegio 2 Maria Tiziana Balduini, presidente di una delle sezioni civili del tribunale di Roma; al Collegio 3 Maria Ilaria Romano, presidente di sezione al tribunale di Benevento; al Collegio 4 Giulio Corsini, giudice a Palermo.
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