di Francesco Gottardi
La Provincia di Cremona, 13 agosto 2024
Cà del Ferro sovraffollato del 160%. Ravelli: “Serve una soluzione politica, si torni a parlare di amnistia”. “Rispetto alla nostra ultima visita abbiamo trovato una situazione gravemente peggiorata. Il sovraffollamento ormai endemico è arrivato alla soglia dell’insostenibilità: a Cà del Ferro è del 160% con 557 detenuti a fronte di una capienza di 394 posti. Mancano poi figure centrali come quella degli educatori: a Cremona sono solo 3, uno ogni 185 detenuti”. A tracciare l’allarmante bilancio di una situazione carceraria sempre più gravosa è Sergio Ravelli del Partito radicale italiano che oggi, insieme ad una delegazione composta da Gino Ruggeri, Maria Teresa Molaschi, Fabio Favalli e Samuele Resmini, ha fatto visita alla casa circondariale della città. A completare il quadro Ravelli aggiunge altri dati: “Nella nostra casa circondariale la popolazione straniera è particolarmente elevata con 349 ristretti pari al 67% del totale, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale. Una situazione che se non altro andrebbe gestita adeguatamente, invece Cà del Ferro ha un solo mediatore culturale, con 7 esperti che si alternano per affiancarlo”.
di Roberta Pumpo
agensir.it, 13 agosto 2024
Le ferie, con la conseguente sospensione delle attività e la riduzione del personale, di per sé insufficiente, aggravano notevolmente le già difficili condizioni di vita nelle carceri durante i mesi estivi, rendendo il Ferragosto un periodo particolarmente pesante. Le parole di mons. Fibbi e don Rulli. Le ferie, con la conseguente sospensione delle attività e la riduzione del personale, di per sé insufficiente, aggravano notevolmente le già difficili condizioni di vita all’interno delle carceri durante i mesi estivi, rendendo particolarmente pesante il periodo intorno a Ferragosto. Mons. Marco Fibbi, coordinatore dei cappellani del polo penitenziario di Rebibbia, ritiene fondamentale ricordare anzitutto che gli istituti penitenziari non devono essere associati esclusivamente a luoghi di detenzione per scontare una pena. Possono anche diventare ambienti in cui promuovere la crescita personale e culturale.
di Francesco Iuliano
La Nuova Calabria, 13 agosto 2024
Gli ultimi episodi accaduti nelle carceri italiane ed i fatti di sabato scorso nell’Istituto carcerario ‘Ugo Caridi’ di Catanzaro hanno, ancora di più, puntato il dito sulla questione del sovraffollamento delle carceri. Un dibattito al quale si sono aggiunte le polemiche, di una parte della politica, sull’approvazione al Senato del Decreto carceri. Un caso, quello del sovraffollamento delle carceri, che tocca livelli alti di sopportazione soprattutto a ridosso della stagione estiva. E con l’aumento della popolazione carceraria all’interno degli Istituti, crescono di conseguenza gli eventi critici con suicidi, tentativi di suicidio, atti di autolesionismo ed aggressioni al personale della Polizia Penitenziaria. Pe la Calabria, i numeri del problema carceri diffusi dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Luca Muglia sono dati che fanno riflettere.
genovatoday.it, 13 agosto 2024
Nel centro storico, un progetto che punta a dare un’occasione di riscatto attraverso il lavoro e la creatività. Ha aperto nel centro storico un negozio che mette in vendita magliette realizzate dai detenuti del carcere di Marassi. Si tratta di un Temporary Shop de La Bottega Solidale e si trova in piazza Fossatello 7r, rimarrà aperto fino a metà settembre. Fa parte del progetto O’Press che nasce dalla collaborazione (avviata nel 1998) tra La Bottega Solidale, l’Istituto Ruffini, l’associazione Teatro Necessario e la Fondazione De Andrè. Mira a portare il lavoro e la sostenibilità all’interno del penitenziario, coinvolgendo persone detenute nella produzione artigianale di t-shirt in cotone biologico/filiera fair trade attraverso la tecnica della serigrafia. Gli inchiostri utilizzati sono non inquinanti e atossici, rispettando così l’ambiente.
di Francesca Suggi
Il Tirreno, 13 agosto 2024
“Giulietta + Romeo, per amore non si muore” di Ricci e Gallo. Prenotazioni entro il 27 agosto: ecco come partecipare. Detenuti-attori sul palco della casa circondariale delle Sughere. Lo spettacolo è per tutti. Sarà allestito all’interno del campo sportivo, con una tribuna dedicata al pubblico. “Giulietta + Romeo, per amore non si muore” va in scena per il pubblico fuori. Sul palco 8 attori. Un ponte tra chi sta all’esterno e chi sta dentro. Un’occasione per entrare. Per vivere il teatro e la cultura come linguaggio universale che unisce. A prescindere. L’occasione è il 12 settembre, alle 18 (per 150 persone), all’interno delle Sughere.
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 13 agosto 2024
Il male, tema centrale di tutte le narrazioni mitiche e religiose. Da sempre, l’uomo ha cercato di rappresentare il male, posto all’origine del cammino umano, per esorcizzarlo. Ero convinto di poter consigliare ai lettori un libro che tratta di un argomento di cui abbiamo qui discusso tante volte e di cui non ci stancheremo di discutere: la rappresentazione del male. Il libro di chiama “Lo spettacolo del male. Da Squid Game al true crime. Perché abbiamo bisogno di mostri” ed è scritto da Lucrezia Ercoli (Ponte alle Grazie), ideatrice e direttrice artistica del festival di filosofia del contemporaneo “Popsophia”.
di Mauro Magatti
Corriere della Sera, 13 agosto 2024
La ludopatia è arrivata a livelli preoccupanti: nel 2023 gli italiani, neonati inclusi, hanno giocato 2.488 euro a testa. E nel nostro Paese le persone con un problema di dipendenza sono 300 mila. Il governo deve intervenire. In tempi di Olimpiadi - la grande festa mondiale dello sport, con la sua enorme carica di positività - vale la pena richiamare l’attenzione anche su un’altra forma di gioco, purtroppo tossica e disgregativa. Parlo del gioco d’azzardo, che costituisce un fenomeno di dimensioni davvero impressionanti.
di Monica Serra
La Stampa, 13 agosto 2024
Lo psicologo: “La sfera intima non esiste più, oggi tutto è spettacolarizzazione”. “Dobbiamo smetterla di scaricare tutte le colpe sulla famiglia o su internet. La colpa è della società che noi adulti abbiamo costruito, dove tutto è spettacolarizzazione, dove la sfera intima non esiste più, e del modo in cui noi utilizziamo il web e i social. Dobbiamo essere noi i primi a spegnere i cellulari: genitori, insegnanti, politici”. Lo psicoterapeuta Matteo Lancini, presidente dell’associazione Minotauro e autore del libro “Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta”, davanti ai recenti casi di baby gang e violenza tra i più giovani - il ragazzino picchiato in Irpinia e costretto al baciamano, il dodicenne circondato dal branco e obbligato a inginocchiarsi a Vieste, per citare gli ultimi - tutti rigorosamente filmati coi cellulari, spiega che “abbiamo creato una società individualista ma di massa, con una pornografizzazione di tutto, nella quale il problema di internet è come lo utilizzano gli adulti: come gestiscono la famiglia attraverso i gruppi di Whatsapp, come lo usa la politica ogni giorno, governando il proprio processo di potere attraverso i social network”.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 13 agosto 2024
A Porto Empedocle per bypassare i giudici “nemici” di Catania. Quello aperto l’estate scorsa a Pozzallo è stato chiuso dopo poche settimane in seguito alle ripetute bocciature dei fermi da parte della giudice Apostolico e dei suoi colleghi. Ora la competenza passa a Palermo. Si parte il 16 agosto. Impennata di sbarchi di migranti nell’ultima settimana e il Viminale, nell’attesa che parta l’operazione Albania, riprova ad applicare in Italia le procedure accelerate di frontiera nei confronti dei migranti provenienti da Paesi sicuri nella speranza di accelerarne i rimpatri. Invertendo il trend consolidato del - 63 % rispetto allo scorso anno, sono circa 2500 le persone arrivate in pochi giorni, il 77 % delle quali a Lampedusa. Ma anche le Ong hanno, per ultime la Sos Humanity e il veliero Astral della Open Arms, hanno soccorso più di 500 persone nelle ultime ore. Per loro la destinazione è sempre quella dei porti più lontani. Per chi arriva a Lampedusa, invece, adesso la prospettiva imminente è di finire nel nuovo centro di trattenimento per richiedenti asilo di Porto Empedocle.
di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 13 agosto 2024
Prima la promessa di ottenere un permesso di soggiorno in Italia e di essere regolarizzati con un contratto di lavoro nel settore agricolo. Poi l’amara sorpresa di essere sfruttati e ridotti in schiavitù nei campi del Basso Veronese. I braccianti, salvati la scorsa settimana dalle fiamme gialle, non solo dovevano lavorare 7 giorni su 7 e per 12 ore nei campi, ma nel restante tempo libero - se così si può definire - dovevano anche recarsi nell’abitazione di uno dei due caporali e svolgere ulteriori lavori domestici non retribuiti. Questo dettaglio emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa sabato 10 agosto dalla giudice per le indagini preliminari Paola Vacca nei confronti dei due fratelli indiani J.S. di 47 anni e K.S. di 48 anni, assistiti dall’avvocato Emanuele Luppi, entrambi residenti a Cologna Veneta e ora in carcere a Montorio. I due sono indagati per la riduzione e il mantenimento in schiavitù di una trentina di braccianti tra i 20 e i 35 anni, immigrati in Italia dall’India per lavorare tra Cologna Veneta, Pressana e Minerbe. Ogni giorno i braccianti, caricati su alcuni furgoni, venivano portati nei campi agricoli e, durante il tragitto, avevano il “divieto di parlare - si legge nell’ordinanza - e di far rumore per non attirare l’attenzione dall’esterno”.
- La necessità di un impegno collettivo per la pace
- I migranti in Libia: ogni giorno l’incubo delle retate di polizia e dei campi-lager
- Iran. La premio Nobel Narges Mohammadi picchiata durante una protesta pacifica in carcere
- Sovraffollamento nelle carceri e custodia cautelare, i temi da cui ripartirà la politica a settembre
- Meloni non vuole che Nordio salga al Colle. “Il testo sulle carceri prima passi in Cdm”










