Il Dubbio, 22 aprile 2024
“Riconciliazione: nel pensiero di Martini, lo scopo ultimo del diritto penale non può essere prima di tutto quello di far pagare il male commesso, quanto quello di ricostruire i legami spezzati dall’azione malvagia. Il dolore cagionato chiama una più grande responsabilità nei confronti delle persone offese, persone con un volto unico e irripetibile, con una storia unica e irripetibile, con nomi e condizioni inconfondibili. E questa responsabilità a tu per tu costituisce una pena di significato costruttivo, non meno impegnativa per il condannato rispetto a quella tradizionalmente intesa.
di Grazia Zuffa
L’Unità, 22 aprile 2024
Caso Careggi. È appena uscita la relazione del Ministero della Salute sulla visita ispettiva “ordinaria urgente” effettuata a Careggi il 23 e 24 gennaio sulla presa in carico dei pazienti con disforia di genere e sulla somministrazione del farmaco triptorelina. La disforia di genere è una categoria diagnostica presente nel DSM V (il manuale diagnostico psichiatrico comunemente usato), e indica lo stato disagio/sofferenza per l’incongruenza fra il sesso assegnato alla nascita e l’identità di genere percepita. La triptorelina è un farmaco che, tra gli altri suoi utilizzi, può essere impiegato anche per la disforia di genere nei preadolescenti, al fine di sospendere la pubertà per un periodo limitato, al massimo per due anni.
di Paolo Mastrolilli
La Repubblica, 22 aprile 2024
In teoria, il Piano Mattei sarebbe anche una buona idea. Chi non vorrebbe aiutare l’Africa a svilupparsi di più e meglio, per offrire una vita migliore ai suoi abitanti, e maggiore sicurezza alle regioni vicine? Sarebbe la cosa giusta da fare per loro, e conveniente per noi. Il problema è che per guidare simili iniziative, qualunque siano le operazioni sul terreno, servono i mezzi. E l’Italia, con tutta la buona volontà, non ne ha abbastanza. Si può chiedere agli altri paesi di contribuire, in base alla bontà e giustizia del progetto. Ma anche senza scendere nelle rivalità storiche, come quella con i francesi, o le divergenze di interessi, come la Russia che si infiltra nelle regioni settentrionali e sahariane del continente, è difficile spiegare perché altre nazioni dovrebbero mettere le loro risorse a disposizione dell’idea di Roma, che poi ne rivendicherebbe legittimamente il merito.
di Cristina Benenati
La Stampa, 22 aprile 2024
Mosca l’anno scorso ha stanziato 109 miliardi di dollari per le armi, l’Ucraina 65 a cui si sono sommati 35 di aiuti. Il Medio Oriente sfonda quota 200 miliardi. Allarme del Sipri: è record dal 2009. I bilanci per la difesa sono cresciuti del 6,8% nel 2023, toccando il massimo storico di 2.443 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, di gran lunga più avanti, seguiti da Cina e Russia, sono i tre Paesi che hanno speso di più per le loro forze armate. Mai prima d’ora la spesa militare era aumentata così tanto su base annua: il picco a 2,29 miliardi di euro equivale al 2,3% del Pil globale, un terzo in più del Pil annuo dell’Italia. E’ l’allarme lanciato dal Sipri, lo Stockholm International Peace Research Institute, che nel report del 2023 ha analizzato vari capitoli di spesa degli Stati e si è soffermata anche sul riarmo, la velocità di allestimento e approvvigionamento di armi, arrivato a un a “velocità mai vista prima”.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 22 aprile 2024
Nato nel 1949 per ospitare in Libano gli sfollati palestinesi. All’inizio era un ammasso di tende mentre oggi è un dedalo di edifici alti. In uno spazio pensato per accogliere tremila persone ce ne sono diciassettemila. Quando ha lasciato la casa in cui è nato, Ibrahim Nemer Deraoui aveva dieci anni. Era il 1948, l’anno della fondazione dello Stato di Israele, dello sfollamento forzato di 700 mila palestinesi dalla loro terra, l’anno della Naqba, la catastrofe.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 21 aprile 2024
Samuele, Alessandro e le altre vittime. L’appello dei familiari senza giustizia “Chi ha problemi psichici deve essere trasferito in strutture protette”. Don Gino Rigoldi: l’ultima stretta è una tortura, intervenire sui giovani. “Mio fratello non è stato protetto, aveva problemi psichici e non doveva stare in carcere. Aveva bisogno di aiuto, ed è stato abbandonato”. Il ricordo di Rosalinda Bua, che da anni vive a Melzo con il marito, torna al novembre del 2018, quando il fratello Samuele si tolse la vita all’età di 29 anni impiccandosi con una corda costruita con lacci da scarpe nel carcere Pagliarelli di Palermo.
di Stefano Baudino
L’Indipendente, 21 aprile 2024
Nel 2023, lo Stato italiano è stato chiamato a indennizzare persone ingiustamente finite dietro le sbarre per 27.844.794 milioni di euro. È quanto emerge dalla Relazione al Parlamento sulle “Misure Cautelari Personali e Riparazione per Ingiusta Detenzione” relativa all’ultimo anno che ci siamo lasciati alle spalle, all’interno della quale è stato svolto un importante approfondimento su una delle unità di misura più significative della “malagiustizia” italica anche in riferimento al quinquennio precedente.
di Umberto Aime
Il Messaggero, 21 aprile 2024
“Innocenza non certa”. La certezza che sia innocente non esiste, ma neanche quella della sua colpevolezza. Dunque, assoluzione per insufficienza di prove, che è una sorta di terza via, quella del dubbio appunto, per il Codice penale. Dopo aver trascorso oltre metà della vita in carcere, 33 anni su 59, dopo essere stato assolto dall’accusa di aver ucciso tre persone, dopo aver gioito, a gennaio, per essere scampato all’ergastolo che gli era stato inflitto in primo e secondo grado, stavolta Beniamino Zuncheddu, si è ritrovato con un velo di tristezza sul volto.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 21 aprile 2024
Il termine non piace a molti. Ma significa né più né meno la piena applicazione dei requisiti dello Stato di diritto e in particolare il complesso di tutele assicurate al cittadino nei confronti di tutte le istituzioni dello Stato durante le diverse fasi del processo penale. Vittorio Feltri, a proposito delle inchieste nei confronti di esponenti del Pd di Bari e di Torino, ha scritto: “Per noi vale la presunzione di innocenza. Ma noi siamo garantisti. A sinistra molto meno”. In effetti Feltri ha assunto, specie negli ultimi tempi, posizioni nitidamente garantiste; ma estendere tale giudizio all’aera politico-culturale nella quale si ritrova è un’impresa davvero improba.
di Alessandra Chini
ansa.it, 21 aprile 2024
Costa: “Non si fidino”. L’incrocio con Autonomia e premierato. Anche Forza Italia vuole la sua parte sulle riforme. Se la Lega è impegnata strenuamente nella battaglia per portare a casa in tempo per le Europee l’approdo in Aula alla Camera dell’Autonomia ed FdI incasserà martedì il primo via libera, in commissione, sul premierato, gli azzurri chiedono un segnale sulla separazione delle carriere prima del voto dell’8 e 9 giugno.
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