di Roberta Rampini
Il Giorno, 19 aprile 2024
“Una tortura, una cattiveria, un rischio”: sono queste le parole che don Gino Rigoldi ha utilizzato per commentare la circolare sulla chiusura dei reparti di media sicurezza, entrata in vigore nelle carceri italiane qualche mese fa. Per oltre 50 anni cappellano del carcere minorile Beccaria, Don Gino Rigoldi ha dedicato la sua vita alla cura, all’ascolto e all’accoglienza dei detenuti in carcere e conoscendo l’ambiente e i suoi inquilini, l’ex cappellano ha definito la circolare “terribile” perché “se non c’è attività, si sta in cella per 22 ore, con il rischio che la gente diventa matta quando è così compressa”.
di David Alleganti
La Nazione, 19 aprile 2024
Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza: a Sollicciano impossibile eseguire una pena adeguata “La struttura è il paradigma dei penitenziari italiani. Bisogna valorizzare subito soluzioni alternative”. “Le condizioni del carcere di Firenze, Sollicciano, sono di estremo degrado. È una situazione intollerabile. Le condizioni igieniche e strutturali non garantiscono quel minimo grado di civiltà necessario per far eseguire una pena degna ai detenuti”, dice Marcello Bortolato, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze. Un magistrato attento alla questione carceraria, autore insieme a Edoardo Vigna, di “Vendetta pubblica” (Laterza).
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 19 aprile 2024
Lo specialista del carcere in pensione. L’avvocato Simone Bergamini responsabile dell’osservatorio carcere della Camera Penale veronese e don Carlo Vinco, Garante dei detenuti a Verona, ieri insieme per l’appello lanciato dalla conferenza dei garanti per prevenire i suicidi in carcere. Il Garante dei detenuti ha letto i nomi dei 31 che dall’inizio dell’anno si sono tolti la vita nelle carceri italiane. L’avvocato Simone Bergamini ha spiegato come “sia stata abolita la pena di morte, ma non la morte per pena”.
di Giuseppe Di Martino
Il Mattino, 19 aprile 2024
La garante del Sannio e le associazioni hanno ribadito la necessità di migliorare la qualità della vita all’interno degli istituti. “Sui suicidi in carcere servono interventi urgenti. Non facciamo in tempo a contare casi di suicidio in cella che siamo costretti ad aggiornare questo agghiacciante elenco. È un grave stillicidio”. È il grido di protesta della garante dei detenuti della provincia di Benevento, Patrizia Sannino, che ieri mattina a piazza Risorgimento, insieme ai rappresentanti dell’associazione Rete Sociale, della Camera penale di Benevento, dei Giuristi democratici, dell’associazione Sbarre di zucchero e dell’associazione Gramigna, ha preso parte alla manifestazione sui diritti dei detenuti, in contemporanea a quelle promosse in altre 86 città italiane organizzata dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale.
di Marco Angelucci
Corriere dell’Alto Adige, 19 aprile 2024
Diciassette milioni. É quanto ha speso lo Stato italiano per la realizzazione del nuovo carcere a Bolzano sud. Una montagna di soldi. Ma il nuovo carcere non c’è. Manco una pietra o una transenna a delimitare i terreni espropriati per la modica cifra di 14 milioni al pool di costruttori che li aveva appena rilevati dai contadini. Il resto sono studi di fattibilità, progetti e consulenze per un progetto che è fermo da un decennio. Intanto nel vecchio carcere la situazione peggiora giorno dopo giorno: anche se la scabbia si è manifestata dai detenuti all’inizio di dicembre solamente la settimana prossima ci sarà una sanificazione radicale di tutti gli ambienti e tutti i detenuti verranno sottoposti a trattamento farmacologico per provare ad eliminare l’acaro.
di Angelica Malvatani
Il Resto Del Carlino, 19 aprile 2024
Mai prima si era visto un Vescovo impegnato come parroco dietro le sbarre: “C’è sofferenza e bisogno di portare il Vangelo. Fuori certi riti sono diventati automatici, poco sentiti. Qui è diverso”. La parola che più torna nei discorsi di monsignor Armando Trasarti è dignità, è un pensiero fisso che si adatta a ogni persona che incontra. Per questo al vescovo di Fermo Rocco Pennacchio è parso giusto e naturale chiedergli di occuparsi dei detenuti del carcere della città, di diventarne il parroco, lui, un Vescovo emerito.
di Mario Consani
La Repubblica, 19 aprile 2024
Quando tutto manca, la fantasia aiuta a sopravvivere nelle celle. Una mostra raccoglie e racconta gli oggetti inventati dai detenuti per sopperire a tutto quello che è proibito: dalla grattugia per il formaggio al frullatore. Per inventarsi un frullatore, in fondo basta togliere le pale al ventilatore (che in carcere si può tenere) e infilare nella base del motore tre forchette di plastica fuse a corpo unico che, in effetti, gira come un (quasi) normale sbattitore a frusta. Nella “cucina” di ogni cella manca tutto ma non la fantasia nell’arte di prepararsi il cibo, attività primaria per chiunque trascorra dietro le sbarre la maggior parte della giornata. Così da oggetti semplici ne nascono altri un po’ più raffinati.
di Arianna Di Genova
Il Manifesto, 19 aprile 2024
Biennale 60. “Con i propri occhi”, a cura di Chiara Parisi e Bruno Racine. Desideri, sorveglianza, ricordi: gli artisti - da Cattelan a Claire Fontaine fino a Gomes e Fattal - in un percorso dentro alla Casa di reclusione femminile alla Giudecca, lavorando con le residenti. Davanti ai Giardini ha attraccato la Freedom Boat, con i suoi reading per la Palestina, mentre per tutta Venezia sono appesi volantini rossi che disegnano la mappa dei rifugi anti-aerei: è l’incursione del padiglione Ucraina fra i canali, che racconta così il suo perenne stato d’allarme. Ma alla Giudecca, invece, c’è un silenzio assoluto. Il mondo esterno è bandito.
Il Mattino, 19 aprile 2024
L’opera è dedicata all’emarginazione, ai pregiudizi verso i bambini nati in famiglie affiliate alla criminalità organizzata Si terrà il prossimo venerdì 26 aprile, alle 10, presso la Casa Circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano (via Roma Verso Scampia 350, Napoli) la proiezione - in anteprima assoluta - del film “Nati pre-giudicati” di Stefano Cerbone, alla cui sceneggiatura hanno collaborato i detenuti del reparto di Alta Sicurezza. All’iniziativa assieme al regista e ai detenuti interverranno: la direttrice del carcere Giulia Russo, il garante dei detenuti del Comune di Napoli don Tonino Palmese, i parlamentari Gaetano Amato, Francesco Emilio Borrelli e Federico Cafiero de Raho. Al termine seguirà un dibattito sul ruolo dei genitori nell’educazione dei figli in contesti cosiddetti a rischio come le famiglie di malavitosi.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 19 aprile 2024
Parla la presidente Anna Rossato: l’associazione animerà un laboratorio venerdì 10 maggio a cui seguirà un incontro con l’ex magistrato Gherardo Colombo e Marta Cartabia
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