di Giulia Merlo
Il Domani, 5 giugno 2026
Il Patto entrerà in vigore il 12 giugno e il governo ha già approvato con decreto legge un pacchetto di norme per mettere a terra in particolare il meccanismo delle procedure accelerate per valutare le domande “entro un massimo di 12 settimane”. Novità sulla giustizia: rinviata l’entrata in vigore del gip collegiale. Anticipare l’impianto normativo con un decreto legge per dare immediata attuazione al patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo che entrerà in vigore il 12 giugno. “L’Italia ha fatto i compiti a casa”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nello spiegare l’intervento approvato in Consiglio dei ministri.
di Francesco Riccardi
Avvenire, 5 giugno 2026
La scusa non regge più: ogni giorno gli sfruttati ci sorpassano in bicicletta con i loro borsoni colorati. Li vediamo pigiati negli scantinati, bastonati dai padroncini al primo accenno di sciopero. Chi davvero non si vede sono coloro che dello sfruttamento beneficiano. E il vero pericolo è il nostro assuefarci, anche come consumatori. Chissà, forse a risolvere il problema del caporalato ci penserà domani l’Intelligenza artificiale. Calcolando, in una frazione di secondo, quante ore di lavoro di braccianti occorrono per raccogliere le fragole in un’impresa agricola. E, in un’altra frazione di secondo, controllando nell’anagrafe Inps se quell’azienda ha effettivamente versato contributi corrispondenti, riscontrando fatture di vendita e bonifici degli stipendi.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 5 giugno 2026
Centrale il ruolo del “padronato” (italiano): “Tanti mangiano sulla nostra pelle”. C’era una volta Jerry Masslo: il primo a lasciarci la pelle o, almeno, il primo di cui c’accorgemmo. Quando quattro bravi ragazzi di Villa Literno l’ammazzarono, trentasette anni fa, per strappargli poche banconote racimolate tra le chiamate all’alba nella “piazza degli schiavi” e le giornate senza fine nei campi di pomodoro, un’Italia ancora provvista di pudore insorse, manifestò, raccolse firme, gridando “mai più!”. Il rogo di Amendolara racconta che siamo ancora all’anno zero, fermi a Jerry. Abbiamo però trovato una parola buona per cavarcela: caporalato. Basta dirla per sentirsi meno coinvolti. La fine tragica di Amin Khogyani, Ullah Qiemi, Amjad Safi e Waseem Khan, bruciati vivi da due assassini venuti da lontano quanto loro, ci appare distante benché consumata sotto il nostro naso, una faccenda di caporali e braccianti, pachistani e afghani.
ilpost.it, 5 giugno 2026
Erano stati arrestati il 24 maggio: stanno protestando contro la detenzione, i maltrattamenti e l’impossibilità di avere assistenza legale. Gli organizzatori della Global Sumud Flotilla, l’iniziativa civile che ha provato due volte a rompere il blocco navale imposto da Israele davanti alla Striscia di Gaza, hanno fatto sapere che i dieci attivisti detenuti in Libia stanno facendo uno sciopero della fame. Facevano parte del gruppo che stava provando ad attraversare il paese per portare cibo, medicinali e beni di prima necessità a Gaza passando dal varco di Rafah, in Egitto, e che è stato bloccato dalle autorità libiche nei giorni scorsi. In un comunicato diffuso giovedì gli organizzatori hanno scritto che da quattro giorni rifiutano cibo e acqua per protestare contro la detenzione, i maltrattamenti e l’impossibilità di avere assistenza legale.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 5 giugno 2026
Marjane Satrapi è morta. “Morte de tristesse”. E i palazzi degli ayatollah sorridono, perché Marjane Satrapi li aveva lasciati “senza mutande”. Nudi di fronte alla violenza di una rivoluzione tradita, pure adesso che Marjane Satrapi se ne è andata. Con i suoi passi e una matita spezzata, tra il fumo di sigarette e dolore.Nei suoi fumetti era quasi impossibile distinguerli, sigarette e dolore: si accompagnavano. E così deve essere stato anche per lei, quando a 56 anni ha deciso di lasciarsi morire perché aveva perso “l’amore della sua vita”, suo marito Mattias Ripa. Così racconta la sua famiglia, senza finzioni. E per noi è facile crederlo, perché Marjane Satrapi aveva già scritto tutto. Aveva messo gli occhiali alle ragazze di tutto il mondo per guardare all’Iran senza strabismo.
agi.it, 5 giugno 2026
È morto nel carcere di massima sicurezza di Matona, in Mozambico, Umberto Sartori, nato a Ponte dell’Olio, in provincia di Piacenza, ma con cittadinanza mozambicana. Il decesso, riportano fonti diplomatiche, risale al 15 maggio. Sartori, che era in isolamento e stava facendo lo sciopero della fame, era stato arrestato il 21 aprile di quest’anno per traffico di droga, riciclaggio di denaro e possesso illegale di armi, ma non era stato ancora processato. Personale dell’ambasciata d’Italia a Maputo ha seguito il caso e compiuto tre visite nel penitenziario e dopo la morte ha fornito assistenza consolare alla famiglia che, a causa delle delicate condizioni di salute, aveva richiesto misure cautelari alternative al carcere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 giugno 2026
L’indagine del Coina denuncia turni in solitaria, aggressioni, rischio infettivo e strutture sovraffollate oltre ogni limite. È notte. Nel carcere “Antimo Graziano Bellizzi” di Avellino ci sono seicento detenuti. Il personale sanitario in servizio: due infermieri. Quando uno di loro è malato o in ferie, rimane uno solo. Un unico professionista per seicento reclusi, distribuiti su più padiglioni, in una struttura che manca anche di acqua corrente nelle ore notturne. Non è una situazione eccezionale. Succede con regolarità, ed è documentata nell’indagine che il Coina, Sindacato delle Professioni Sanitarie, ha svolto sul tema della sanità penitenziaria.
di Marika La Pietra*
unosguardoalcielo.com, 4 giugno 2026
Le recenti dimissioni e le conseguenti rinunce ai mandati difensivi da parte dell’Avvocato Michele Passione, da decenni sponda legale dell’Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), aprono un dibattito tecnico e deontologico di primaria importanza sul ruolo attualmente svolto dall’Authority. L’intervista analizza i punti critici di una trasformazione istituzionale che rischia di minare la terzietà dell’Autorità rispetto al potere politico, finanche rinunciando alle principali attività svolte dall’Ufficio a partire dalla sua istituzione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 giugno 2026
Vince, almeno per ora, la linea della stasi sulla giustizia. Il primo round sulla partita finale rispetto alle riforme da portare eventualmente a casa entro il termine della legislatura sembra esserselo aggiudicato Fratelli d’Italia, che è riuscito a frenare al momento l’offensiva di Forza Italia volta a scongelare diversi dossier sul tema. È quanto emerso dalla riunione che si è tenuta al ministero della Giustizia nella tarda mattinata di ieri. Un’ora e mezza di faccia a faccia tra il guardasigilli Carlo Nordio, il suo vice Francesco Paolo Sisto, i sottosegretari Alberto Balboni e Andrea Ostellari, i capigruppo dei partiti di maggioranza, il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio e altre prime linee dei partiti su questo fronte. Assente Noi Moderati. Alla fine è stato decretato lo stand-by e il rinvio a martedì prossimo per un nuovo “tavolo”.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 4 giugno 2026
Una brutta giornata per i forzisti: Nordio e FdI dicono no a quattro proposte per rilanciare il tema dopo il referendum. Sul fine vita il partito è costretto a seguire il resto della maggioranza chiedendo il rinvio in commissione. E firmando l’affossamento della legge. La rivoluzione che vorrebbe Marina Berlusconi stenta e parecchio. Lo testimoniano due scene, che vedono entrambe Forza Italia protagonista. La prima: pieno mattino, i nuvoloni iniziano a diradarsi su Roma dopo un lungo acquazzone. Non si diradano i nuvoloni sulla maggioranza. I referenti giustizia dei partiti di centrodestra si vedono al ministero della Giustizia, convocati dal ministro Carlo Nordio. Obiettivo dell’incontro: pianificare le prossime mosse in materia di giustizia. Riuscire a portare a casa qualche briciolo di riforma, dopo la sconfitta referendaria. Risultato dell’incontro: un nulla di fatto, dopo tre ore non esattamente serene, e l’aggiornamento alla prossima settimana.
- Il programma di Nordio sulla giustizia è sparito
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