di Stefano Musolino* e Giovanni Zaccaro**
Il Manifesto, 6 marzo 2026
Il garantismo non c’entra niente, anzi, le garanzie per i cittadini saranno sempre meno. Il disegno si inserisce nell’epoca delle democrature e delle torsioni securitarie. Siamo i primi a riconoscere i problemi, infrastrutturali e culturali, della giustizia italiana e la sempre più diffusa tendenza della giurisdizione a conservare lo status quo piuttosto che dare risposte adeguate alle diverse, crescenti, multiformi richieste di giustizia che la società contemporanea pone. Nessuno di questi temi è però affrontato dalla riforma Nordio, che non guarda alla giurisdizione come servizio ma come potere e ne riforma l’assetto interno ed il suo rapporto con gli altri poteri dello Stato.
di Walter Verini
Il Dubbio, 6 marzo 2026
La legge contro l’antisemitismo votata in prima lettura dal Senato è secondo me un risultato importante. Sono stato tra i circa venti parlamentari di gruppi di opposizione ad averla votata (alcuni del Pd, Italia Viva, Azione, Gruppo Autonomie). L’’ho fatto con convinzione, innanzitutto perché penso che l’antisemitismo, nel tempo dell’odio, dei razzismi, delle discriminazioni, sia il problema centrale. Non che le società contemporanee non siano attraversate da pulsioni e forme di diverse provenienze e di molteplici direzioni. A partire da pericolose - e pericolosamente diffuse - forme di islamofobia, legate anche al tema dell’immigrazione e all’uso politico e propagandista scellerato che ne fanno destre e sovranisti in giro per il mondo. Ma considero sbagliato negare che l’antisemitismo sia il problema centrale, ben prima del 7 ottobre.
di Franco Corleone
L’Espresso, 6 marzo 2026
Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale è doveroso chiudere le 1.500 cause ancora in corso. La memoria è la base della verità e della giustizia ma vi è una vicenda che brucia ancora e non trova soluzione completa e soddisfacente, stretta tra cavilli e boicottaggi. Si tratta dei processi relativi alle stragi naziste compiute dal Terzo Reich in Italia, in particolare dopo l’8 settembre con l’occupazione del Paese da parte dei tedeschi e con il sostegno della Repubblica di Salò. Un negazionismo all’insegna della pacificazione ha cercato di nascondere oltre duemila tragedie individuali e collettive.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2026
La Cassazione ha escluso che l’”alternativa” al processo si fondi sull’ammissione del fatto da parte dell’imputato o dalla sua offerta di risarcire e annulla la sentenza che aveva negato l’accesso per il rischio di vittimizzazione secondaria. La Corte di cassazione - con la sentenza n. 8653/2026 - ha affermato alcuni capisaldi interpretativi sull’applicazione della giustizia riparativa, il binario alternativo al processo in materia di giustizia penale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2026
La Cassazione, ordinanza n. 4944 depositata oggi, ha sollevato la questione di legittimità dell’art. 573-comma 1-bis, cod. proc. pen. La Cassazione prende di petto uno dei capisaldi della riforma Cartabia del codice di procedura penale: la regola per cui quando l’impugnazione in Cassazione riguarda i soli interessi civili, la decisione transita alle Sezioni civili della Suprema Corte. Secondo l’ordinanza n. 4944 depositata oggi, la previsione comporta un cambio di sistema che può mettere in crisi alcune garanzie costituzionali del processo: il giudice naturale, la durata del processo, il principio di ragionevolezza. Per queste ragioni la Suprema corte ha sollevato - in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 111, 117 Cost. e 6 Convenzione Edu - la questione di legittimità costituzionale dell’art. 573-comma 1-bis, cod. proc. pen.
di Antonella Mollica
Corriere Fiorentino, 6 marzo 2026
Il tribunale di sorveglianza solleva la questione di legittimità costituzionale. Sì alla richiesta degli avvocati di un detenuto: “Rispetto della dignità”. Sarà la Corte Costituzionale ad occuparsi delle condizioni drammatiche del carcere di Sollicciano. Il tribunale di sorveglianza di Firenze guidato da Marcello Bortolato nei giorni scorsi ha sollevato la questione di legittimità costituzionale accogliendo la richiesta dei legali di un detenuto che chiede “il rispetto della sua dignità”. Il detenuto è un marocchino condannato per omicidio a 22 anni, con fine pena nel 2042, da anni vive in 9 metri quadrati in una cella della sezione 11 di Sollicciano.
novaradio.info, 6 marzo 2026
Amato (Pd): “Sacchetti alle finestre contro il freddo. Interventi straordinari o chiusura”. Un carcere che ha superato il tasso di sovraffollamento del 160%, con celle da tre/quattro persone che arrivano a ospitarne sei; intere sezioni chiuse o inagibili, altre con gravi problemi di fatiscenza strutturale; problemi idraulici e perdite, e perfino celle con finestre rotte che rendono le celle gelide di notte; oltre ai noti problemi di funzionamento della mensa. Sono solo alcune delle questioni rilevate nel sopralluogo svolto ieri dai componenti della commissione Politiche sociali di Palazzo Vecchio nel carcere fiorentino di Sollicciano. Accompagnati dalla direttrice Valeria Vitrani, la commissione ha potuto accedere a diverse aree della struttura, tra cui l’Articolazione per la tutela della salute mentale, la zona preparazione pasti e alcune sezioni del giudiziario.
di Domenico Massano*
Gazzetta d’Asti, 6 marzo 2026
Gentile Dott. Napolillo, nei giorni scorsi è arrivata la comunicazione, da parte della Direzione generale dei detenuti e del trattamento (del D.A.P.), relativa al fatto che allo stato attuale non è possibile dare l’autorizzazione agli spettacoli teatrali per gli studenti maggiorenni delle classi quinte di diverse scuole superiori e dell’Università, accompagnati dai rispettivi docenti, programmati nella seconda metà di marzo nella Casa di Reclusione Alta Sicurezza di Asti. Tale comunicazione, a fronte di richieste sull’esito della domanda di autorizzazione avanzate da diverso tempo ed a pochi giorni ormai dalle date previste, ha di fatto vanificato la possibilità di organizzare la partecipazione ad un evento aspettato da mesi.
isnews.it, 6 marzo 2026
Eseguita l’autopsia sul corpo di di Joshua Di Carlo, il 23enne di Campodipietra trovato senza vita nel penitenziario di Ascoli. I legali della famiglia presentano un esposto. Detenuto molisano morto nel carcere di Ascoli Piceno, la prima fase dell’autopsia effettuata all’obitorio dell’ospedale ‘Mazzoni’ non ha chiarito con certezza le cause del decesso di Joshua Di Carlo, il 23enne di Campodipietra, trovato senza vita la mattina del 24 febbraio. È stata la Procura di Ascoli a disporre l’esame autoptico, anche a seguito dell’esposto presentato dai legali dei familiari del ragazzo, che hanno affermato che durante il riconoscimento della salma avrebbero notato segni sospetti sul corpo del giovane. Stando alla prima versione fornita dall’istituto penitenziario Joshua avrebbe ingoiato un cocktail di farmaci. Una versione tutta da confermare.
genteveneta.it, 6 marzo 2026
Dalla filosofia tra le sbarre ai disegni colorati per i figli che aspettano fuori; dai 4.500 volumi della biblioteca multilingue - con la speranza di arricchirla presto con testi in arabo grazie all’associazione “Un ponte per” - fino al volontariato attivo nelle feste cittadine. Senza dimenticare il dialogo con professori e giornalisti e la nascita del periodico “Ponti”, frutto di un laboratorio di scrittura. Da trent’anni, l’associazione “Il granello di senape” trasforma le carceri di Venezia in luoghi di possibilità e riscatto. Ieri, 5 marzo 2026, per il trentesimo anniversario dell’organizzazione, è stato presentato un fitto calendario di nuovi progetti.
- Bologna. Biblioteca in carcere, 500 volumi da donare
- Pescara. Donata attrezzatura sportiva al carcere, i ringraziamenti del Garante dei detenuti
- Salvare Radio Radicale, per tenere in vita il diritto alla conoscenza
- La sfida per una società più inclusiva
- TSO senza difesa legale: il Tribunale di Firenze porta la legge 833 davanti alla Consulta










