di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 24 marzo 2024
La separazione delle carriere, riflette l’ex magistrato Gherardo Colombo, “sarebbe un segnale culturale molto forte verso la perdita definitiva del senso della giurisdizione del pubblico ministero”. L’ex pm che scoprì gli elenchi della Loggia P2 e che indagò su Tangentopoli “dialoga sul ruolo costituzionale della magistratura” domani, al cinema Esedra, insieme al Procuratore generale di Milano, Francesca Nanni, in occasione di un dibattito organizzato dalla sezione piemontese dell’associazione nazionale magistrati (Anm): inizio alle 17 con la proiezione del film “In nome del popolo italiano”. Tra film e Costituzione, domani al cinema Esedra si potrà dialogare sulla magistratura (anche) con Gherardo Colombo, 77 anni, 33 dei quali passati da giudice e pubblico ministero, tra la scoperta degli elenchi della Loggia P2 e l’inchiesta di Mani pulite.
Il Resto del Carlino, 24 marzo 2024
Silvia Zamboni di Europa Verde chiede di fermare la serie di suicidi in carcere, definendola una “epidemia suicidaria”. Sottolinea l’importanza di agire per prevenire tali tragedie e ribadisce il ruolo educativo del sistema penitenziario. “È ora di fermare questa strage”. Così Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde in Regione e vicepresidente dell’Assemblea legislativa, dopo che nei giorni scorsi una detenuta di 55 anni si è tolta la vita nel carcere di Bologna. “Vorrei innanzitutto esprimere la mia vicinanza e il mio cordoglio ai suoi familiari - dichiara Zamboni -. Non è accettabile che si muoia per suicidio in carcere, un luogo dove ci si trova sotto la responsabilità e la tutela dello Stato. Siamo invece di fronte a una sorta di epidemia suicidaria”. Il suicidio di una donna, poi, “è una sconfitta ancora più pesante, in quanto le donne rappresentano appena il 4 per cento della popolazione detenuta all’interno delle strutture penitenziarie della nostra regione”, è il ragionamento della consigliera regionale. “Come istituzioni non possiamo stare a guardare. Dobbiamo agire e mettere in campo ogni sforzo per evitare i suicidi di detenuti e detenute: il carcere - sottolinea - non è un luogo dove abbandonare le persone che hanno commesso reati e punirli, ma deve essere un punto di ripartenza, con funzioni educative come previsto dall’articolo 27 della nostra Costituzione”.
di Rachele Callegari
Avvenire, 24 marzo 2024
Don Gino Rigoldi lascia il carcere minorile milanese dopo 50 anni di servizio. Al suo posto don Claudio Burgio. Ma non finisce l’impegno del sacerdote per i ragazzi. Don Gino Rigoldi lascia ma raddoppia: lo storico cappellano dell’Istituto penale minorile Beccaria, dopo 50 anni a servizio dei giovani del carcere, ha deciso di fare un passo indietro. Ha rassegnato le sue dimissioni e diventerà presto cappellano emerito: al suo posto don Claudio Burgio, fondatore e presidente dell’associazione Kayròs. “Ma non mollo il colpo” ci tiene a precisare don Rigoldi, che lancia l’idea di una comunità da realizzare da zero. Un modello innovativo in cui accogliere i ragazzi che, dopo il compimento della maggiore età, si troverebbero isolati, spesso assegnatari di alloggi singoli. “Ho visto queste comunità in Francia, gruppi misti di quindici o venti ragazzi e ragazze che fanno attività culturali ed educative, stanno in compagnia. Gruppi allegri - racconta -. Non possiamo lasciarli soli o mandarli per strada. Sono posti dove ciascuno potrebbe avere la sua autonomia ma non cadere nella solitudine: è un modello che in Italia non c’è, ma noi lo faremo”.
di Giulia Poetto
La Stampa, 24 marzo 2024
La discussione delle tesi è avvenuta nella casa di reclusione di Saluzzo. Alla cerimonia presente anche il magistrato del Tribunale di sorveglianza. Da ieri nella Casa di Reclusione “Rodolfo Morandi” di Saluzzo ci sono tre nuovi dottori in Scienze politiche e sociali. Agostino, Camillo ed Emilio sono i primi detenuti ad aver concluso il corso di laurea triennale in Scienze politiche e sociali del polo universitario per studenti detenuti dell’istituto.
di Francesco Iuliano
lanuovacalabria.it, 24 marzo 2024
Dare l’opportunità ai detenuti di migliorarsi culturalmente nel periodo di detenzione, portando la scuola in carcere. Un’attività, questa, che da anni viene svolta anche tra le mura dell’Istituto penitenziario ‘Ugo Caridi’ di Catanzaro, con l’istituzione di corsi di scuola secondaria di primo e secondo grado, con la collaborazione di alcuni Istituti scolastici della città, che ha rappresentato e rappresenta un momento di normalità per chi vive un periodo da ristretto.
Corriere del Veneto, 24 marzo 2024
A poco più di un mese dall’arrivo di Papa Francesco a Venezia, il Patriarca Francesco Moraglia entra in carcere e prepara il terreno con le detenute della Giudecca: “Prepariamoci all’incontro con il Papa, desidera salutarvi, un gesto di incoraggiamento che riconosce la dignità di tutti e indica la speranza che è di fronte a ciascuna di voi”. Ieri pomeriggio Moraglia ha celebrato la messa prefestiva della Domenica delle Palme e per incontrare le ospiti della casa di reclusione femminile a una settimana dalla Pasqua e a poco più di un mese dal 28 aprile, quando Bergoglio visiterà il padiglione del Vaticano per la Biennale. Ieri, insieme a loro, la direttrice Mariagrazia Bregoli, gli educatori, il personale e la polizia penitenziaria, i volontari e il cappellano diocesano don Antonio Biancotto. Moraglia ha parlato di redenzione e di errori, di peccato e di speranza: “La celebrazione della Messa delle Palme ci rende protagonisti di quella vicenda storica. Siamo Pilato, siamo Caifa, siamo il Cireneo, siamo la folla che si nasconde dietro alle opinioni dominanti e non verifica i fatti e le persone per quello che rappresentano”.
altritasti.it, 24 marzo 2024
Il progetto straordinario di riabilitazione attraverso l’arte ha raggiunto la nostra città mercoledì 20 marzo, con la messa in scena di “Fine pena ora” nell’istituto penitenziario di Asti. L’Associazione Effatà, con il suo costante impegno nel volontariato per il carcere, ha reso possibile questo evento, coinvolgendo detenuti e giovani studenti del liceo “Monti” in un’esperienza di profonda umanità e riflessione.
di Marco Molino
Corriere del Mezzogiorno, 24 marzo 2024
Come è noto Nisida è altrove ed è un carcere minorile vero e proprio, temo che questo non venga ben percepito dai ragazzi. “Nisida non è Mare Fuori. La detenzione è sofferenza ed isolamento, non è quella mitizzata da una fiction”. Laura Patrizia Cagnazzo, preside dell’Istituto comprensivo De Curtis-Ungaretti di Ercolano, non usa la diplomazia per denunciare il rischio che le fiction possano proporre ai ragazzi realtà che “non sono la normalità”.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 24 marzo 2024
L’allarme: in Europa nove milioni di adolescenti convivono con la difficoltà mentale. Bisogna dare risposte e agire in fretta. Ma se quella che stiamo vivendo fosse la più invisibile, la più impalpabile delle pandemie, quella dell’infelicità? Non prende i polmoni, ma impedisce spesso di respirare, stringe il cuore, accelera il battito, spegne gli occhi. Non è solo un’impressione, peraltro assai vivida, ma sono i dati delle analisi e delle grida inascoltate d’allarme di psicologi, psichiatri, neuropsichiatri di tutto il mondo. È passata in totale indifferenza - vuoi mettere con i turbamenti dei sequestrati del Grande fratello Vip? - la notizia che in Europa si contano nove milioni di adolescenti con forme di problemi della salute mentale, segnati da depressione, ansia, disturbi comportamentali, a cominciare da quelli alimentari. O che il suicidio è divenuta in questi anni la principale causa di morte tra i 15 e i 19 anni.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 24 marzo 2024
Crescono i suicidi fra i giovani, la psicoterapeuta Chiara Gatti si occupa delle famiglie. Un testo sul “metodo Emdr” per riparare l’esistenza. Il ruolo della comunità educante. Non esiste un nome per indicare un genitore che perde un figlio. Esiste solo un dolore devastante. Se poi quel figlio si è tolto la vita, il dolore diventa ancora più insopportabile perché si unisce a domande, sensi di colpa, sentimenti che opprimono e stravolgono mente e corpo. Chiara Gatti, psicologa e psicoterapeuta, dal 2017 segue questi genitori in un percorso di ripresa della propria esistenza e le richieste di aiuto che le arrivano da tutta Italia sono sempre di più: il suicidio è la seconda causa di morte per i giovani fra i 12 e i 34 anni, dopo gli incidenti stradali (a loro volta spesso legati a condotte a rischio tenute per rispondere ad un disagio intimo e incomunicabile). Allarmanti dati scientifici hanno evidenziato un aumento dei tentativi anche fra pre-adolescenti e secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nel mondo si toglie la vita una persona ogni 40 secondi.
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