di Marco Galluzzo
Corriere della Sera, 29 febbraio 2024
Il ministro degli Esteri ungherese: “Interferenze dall’Italia”. Tajani: “Rispettino le regole Ue sulla detenzione”. Doveva essere un incontro fruttuoso, costruttivo, capace di far fare dei passi avanti al caso Salis, la nostra connazionale detenuta nelle carceri ungheresi. Invece il faccia a faccia fra il ministro degli Esteri Péter Futsal Szijjártó e Antonio Tajani alla Farnesina si è trasformato nell’ennesimo scontro fra i due governi, con l’accusa di Budapest all’Italia di “fare interferenze” sul loro sistema politico e giudiziario.
di Federico Berni
Corriere della Sera, 29 febbraio 2024
L’incredulità della 39enne militante antifascista cresciuta a Monza è raccolta in un diario in cui racconta alla madre quello che vede e sente nella prigione in Ungheria. L’incubo diventa ancora più consistente alla notizia che le autorità ungheresi avrebbero “rinnovato” l’arresto. “Quando il giudice aveva detto che ci metteva in prigione per un mese, io avevo capito che era un mese e basta”. E invece Ilaria Salis in quella prigione di Budapest si trova ancora oggi, a più di un anno dal suo arresto per alcuni disordini scoppiati a margine di un raduno di neonazisti di febbraio dello scorso anno nella capitale magiara.
di Charlotte Penelope Tosti*
Il Fatto Quotidiano, 29 febbraio 2024
La decisione nel processo in corso presso l’Alta Corte di Giustizia britannico per l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti è una decisione molto attesa. Assange, che rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver pubblicato documenti riservati negli Stati Uniti, ha trascorso oltre un decennio vivendo tra una piccola stanza dell’ambasciata ecuadoriana e ora nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, dove trascorre la maggior parte delle sue giornate da solo. L’udienza, iniziata la scorsa settimana, è l’ultima opportunità per Assange di appellarsi all’ordine di estradizione firmato da Sajid Javid, allora ministro dell’interno britannico, nel 2019. Se non vincerà l’appello, potrà essere estradato negli Stati Uniti entro 28 giorni. Secondo Jennifer Robinson, una avvocata per Assange, i giudici erano preoccupati che le accuse contenute nell’atto di accusa, se Assange fosse stato estradato negli Stati Uniti, avrebbero potuto comportare la pena di morte.
di Luca Sofri
ilpost.it, 29 febbraio 2024
Il regime di Vladimir Putin usa isolamento, freddo, fame, violenza e torture psicologiche per piegare le resistenze degli oppositori. La morte del dissidente russo Alexei Navalny nel carcere siberiano IK-3 il 16 febbraio ha riportato l’attenzione sulle condizioni durissime e molto spesso inumane in cui vivono i detenuti in Russia, e in particolare i prigionieri politici. Dopo l’inizio della guerra in Ucraina il regime di Vladimir Putin ha ulteriormente intensificato la repressione del dissenso: è diventato più facile essere incarcerati per motivi politici, si sono moltiplicati i reati e le sentenze, è aumentata la durata delle pene e sono ancora peggiorate le condizioni di detenzione, con un’ulteriore riduzione dei già minimi diritti dei detenuti.
di Cesare Burdese
Il Dubbio, 28 febbraio 2024
Ci sono organismi dello Stato che a volte, con i loro atti, ci fanno sentire cittadini di un Paese civile. È il caso della Corte costituzionale che con la sentenza n. 10/ 2024 ha dichiarato l’illegittimità del divieto assoluto di colloqui intimi tra detenuti e familiari, affermando finalmente il diritto all’affettività e alla sessualità in carcere, a distanza di oltre dieci anni dal precedente arresto della sentenza n. 301/ 2012. Il divieto è stato ritenuto una vessazione gratuita, “esageratamente afflittiva”, in assenza di obiettive ragioni di pericolosità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 febbraio 2024
Il sistema carcerario si trova attualmente al centro di una serie di problematiche gravi e urgenti, le quali richiedono l’attenzione delle autorità competenti e della società nel suo complesso. Altri due eventi recenti, uno relativo alle condizioni di lavoro del personale penitenziario e l’altro all’emergenza suicidi, stanno mettendo a dura prova la tenuta dei penitenziari.
cnca.it, 28 febbraio 2024
Il Forum Terzo Settore sta collaborando al Gruppo di lavoro sul tema lavoro in carcere costituito presso il CNEL. Per le finalità di questo gruppo di lavoro, è stata predisposta una rilevazione che intende raccogliere informazioni su iniziative e progettualità promosse dalle organizzazioni di terzo settore riferite alla popolazione carceraria o a ex detenuti, a partire da quelle volte alla formazione e all’inserimento lavorativo. Il questionario predisposto va compilato entro il 22-3-2024. Tale raccolta di dati è propedeutica all’organizzazione dei lavori previsti dal protocollo di intesa CNEL/ministero della Giustizia, in programma per il 16 aprile prossimo. Compila il questionario: https://forms.gle/Vw9gqK6cL9xHu1Sj8
di Liana Milella
La Repubblica, 28 febbraio 2024
Al governo Meloni riesce ciò che non era riuscito a Berlusconi. Test psico attitudinali prima di poter diventare magistrato. Non ce l’ha fatta Berlusconi nel 2008 quando era premier. Ci riesce adesso la maggioranza di centrodestra al governo. Al Senato l’asse Lega-Forza Italia, impersonato dalla solida alleanza tra due avvocati nella vita - la presidente della commissione Giustizia, la leghista Giulia Bongiorno, e il capogruppo di Forza Italia Pierantonio Zanettin - sfonda il muro dei “ni” dei meloniani che non sono proprio del tutto convinti dall’idea di introdurre i test. Ma alla fine dicono sì in cambio di altri appoggi.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 28 febbraio 2024
Oggi voto dei commissari in Commissione al Senato. Un grande classico dello scontro tra politica e magistratura torna oggi in discussione alla Commissione giustizia del Senato: i test psicoattitudinali per i giudici. Il relatore per i decreti attuativi della riforma Cartabia, Pierantonio Zanettin di Forza Italia, ha inserito tra i punti all’ordine del giorno un parere che dovrà essere votato dai commissari. È così che si chiede al governo di valutare “la possibilità di prevedere l’eventuale introduzione di test psicoattitudinali per i candidati in ingresso nei ruoli della magistratura” e “l’opportunità di garantire che, per la valutazione di professionalità del magistrato, siano inseriti nel fascicolo personale tutti gli atti e i provvedimenti redatti da ciascun magistrato e non soltanto quelli scelti a campione”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 febbraio 2024
Intesa in maggioranza sui ritocchi ai decreti del governo, che verranno recepiti nella versione definitiva: verifiche sull’equilibrio di chi entra in magistratura. Il bastone e la carota: così si potrebbe riassumere l’atteggiamento adottato dall’Esecutivo e dalla maggioranza nei confronti della magistratura. Basti guardare a quanto accadrà oggi in commissione Giustizia al Senato e quanto accaduto ieri nell’analogo organismo della Camera. Stamattina a Palazzo Madama verrà votato favorevolmente il parere non vincolante, redatto dal senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin, riguardante lo schema di decreto legislativo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, parere che contiene due “sollecitazioni” in vista dell’emanazione definitiva da parte del governo Meloni.
- Ordinanze cautelari non pubblicabili. In G.U la legge di delegazione europea
- In cella 8 anni per una cena?
- Prato. Detenuto si toglie la vita nel carcere
- Venezia. Milza spappolata e costole rotte: detenuto ridotto in fin di vita da tre agenti
- Venezia. “Pestato in carcere”, detenuto ricoverato in rianimazione










