di Luigi Manconi
La Repubblica, 28 febbraio 2024
Infine, dopo otto lunghissimi anni, si è tenuta la prima udienza del processo per il sequestro, le torture e l’assassinio di Giulio Regeni, trovato cadavere in una via della periferia del Cairo nei primi giorni di febbraio del 2016. Ora, si tratta di verificare se la sorte di un nostro connazionale ucciso all’estero da un regime dispotico potrà avere un esito giudiziario tale da ottenere verità e giustizia. Ma allarghiamo lo sguardo.
di Domenico Quirico
La Stampa, 28 febbraio 2024
Le parole del leader francese ci dicono che un coinvolgimento diretto non è più un tabù. Finora politica e guerra in Ucraina erano, per signori e signore del nostro occidente, un tira e molla, un’altalena, un dai che io do, un va e vieni dai quali tutti in fondo pensavano di uscirne salvi, alla fine. Gli astuti perfino con qualche bel gruzzolo da spendere politicamente all’interno. Tutt’al più si trattava di pagare qualche milione di euro e di svuotar gli arsenali del vecchiume; ma alla prima occasione, ridotto come vogliono logica ed economia Putin al lumicino, si recuperava il perduto e il pagato. Si sa che le ricostruzioni sono affari lucrosi... Agli ucraini, quelli scampati al macello in prima linea, rimasti liberi per merito proprio, si riservava la amarognola soddisfazione della medaglia degli eroi. L’importante era che nessuno ad occidente uscisse con le ossa rotte. Altrimenti il bel gioco della politica e della guerra fatta con gli altri sarebbe finito.
di Tommaso Carboni
La Stampa, 28 febbraio 2024
L’azienda tedesca Rheinmetall è tra i protagonisti del riarmo europeo. Il valore delle sue azioni è quadruplicato dal 2022. Al secondo posto per guadagni in borsa c’è la svedese Saab, terza Leonardo. “Fino a qualche mese fa ci volevano bandire, dicevano che eravamo cattivi, che la nostra industria era dannosa”. L’amministratore delegato di Rheinmetall, il gigante tedesco della produzione di armi, aveva commentato così al Financial Times la svolta epocale della Germania in materia di difesa. Era giugno del 2022, e il governo del cancelliere Scholz aveva appena annunciato un investimento di 100 miliardi di euro in spese militari come risposta alla guerra di Putin all’Ucraina. Oggi l’azienda tedesca è tra i protagonisti del riarmo europeo. Il valore delle sue azioni è quadruplicato dal 2022. I guadagni in borsa riflettono ciò che succede nelle fabbriche: Rheinmetall è uno dei grandi fornitori europei di proiettili d’artiglieria 155 millimetri, di cui l’Ucraina a corto di munizioni ha un disperato bisogno. Entro il 2026 il gruppo tedesco dovrebbe riuscire a produrre 700mila colpi l’anno. Prima dell’invasione dell’Ucraina ne produceva 70mila. Aumentano la produzione anche la britannica BAE Systems, la francese Nexter e Nammo, di proprietà dei governi finlandese e norvegese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
La Corte Costituzionale è stata chiara sul diritto all’affettività, inclusa la sessualità, per chi è ristretto in carcere. I giudici delle leggi lo affermano, ricordando che una larga maggioranza degli ordinamenti europei riconosce ormai ai detenuti questo diritto. Eppure sono già scoppiate polemiche a seguito di un incontro tra Ristretti Orizzonti, in particolar modo la direttrice Ornella Favero, e il direttore del carcere Due Palazzi di Padova che si era detto favorevole alla realizzazione di una serie di stanze prefabbricate per concedere momenti di privacy ai detenuti che ne avessero fatto richiesta. I primi a polemizzare sono stati i sindacati di Polizia penitenziaria, i quali hanno lamentato che non possono fare i “guardoni di Stato”. Eppure, è esattamente il contrario: si tratta di far rispettare la riservatezza tra i detenuti e i loro cari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
La questione del diritto all’affettività e alla sessualità per i detenuti è un argomento di grande importanza a livello globale. In molte nazioni europee e in varie parti del mondo, esistono politiche e pratiche volte a garantire questo diritto fondamentale anche all’interno delle carceri. In Europa, ben 31 dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno adottato procedure che consentono visite affettive ai detenuti. Paesi come Francia, Olanda, Svizzera, Finlandia, Norvegia ed Austria sono solo alcuni esempi di nazioni che hanno implementato tali politiche. Le modalità di attuazione variano notevolmente, spaziando dalla concessione di colloqui prolungati e non controllati a sistemi più complessi che prevedono strutture specifiche.
di Paola Balducci*
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
Nonostante gli sforzi compiuti in passato, il sistema penitenziario italiano sta attraversando una situazione gravissima, che già in tempi non troppo lontani ha dimostrato tutta la sua drammaticità, in particolare davanti all’emergenza Covid. Negli anni sono state annunciate numerose riforme, troppo spesso solo palliative rispetto all’enormità dei problemi, e il più delle volte non le si è neppure realizzate. Il tutto nella cornice di una legislazione segnata da movimenti incostanti, che si sposta incessantemente dalla depenalizzazione al panpenalismo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
“A titolo personale non ho contrarietà pregiudiziali a misure di clemenza ben calibrate, che tengano sapientemente conto della diversa gravità dei reati. L’attenzione di tutta la magistratura sul tema delle carceri e delle condizioni carcerarie è sempre stata importante. la giustizia tutela i diritti e ripara i torti e quindi non può accettare che il luogo di esecuzione della pena, che dovrebbe favorire il reinserimento sociale, si trasformi in uno spazio di compressione dei diritti della persona”. Parola del presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia.
L’Osservatore Romano, 27 febbraio 2024
Parla l’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane. Un’emergenza che sembra non finire mai. Dall’inizio dell’anno sono sedici le persone che si sono tolte la vita nelle carceri italiane. Nel 2022 si è raggiunto addirittura il numero di 84 suicidi, ma è stato alto anche nel 2023: 69. Dietro questi numeri, vite spezzate non solo dagli errori commessi in passato ma anche dalla mancanza di speranza di poter riprendere in mano la vita e cambiare il finale. Attualmente sono poco più di 60.000 le persone detenute nelle carceri italiane, al netto dei circa 48.000 posti realmente disponibili. Il tasso di affollamento è di oltre il 125 per cento. Era da prima della pandemia di covid-19 che ciò non accadeva. Sovraffollamento, solitudine, mancanza di prospettive dopo la fine della pena: tante le cause che si possono individuare alla base di un disperato gesto estremo, ma è un dramma che non può essere messo sotto silenzio né può lasciare tranquille le coscienze. “I suicidi - ha dichiarato don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane all’agenzia Sir - avvengono soprattutto nei grandi istituti.
di Dario del Porto
La Repubblica, 27 febbraio 2024
Il procuratore di Napoli: “Sono espedienti che non hanno nulla a che vedere con le garanzie”. Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri critica ancora i progetti di riforma della giustizia penale al vaglio del governo: “Tante riforme inutili che servono solo a rallentare il processo penale. Sono espedienti che non hanno nulla a che vedere con le garanzie. Si stanno facendo modifiche che servono a non pensare minimamente alla garanzia delle parti offese”, dice Gratteri in apertura della conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’inchiesta su un giro di riciclaggio internazionale di oltre 2,6 miliardi di lire.
di Davide Varì
Il Dubbio, 27 febbraio 2024
L’esponente di Forza Italia: “Su questo tema c’è uno scontro violentissimo con la magistratura organizzata, ma io credo che questo governo sia in grado di ottenere un risultato importante”. In Parlamento “ci stiamo impegnando per ribaltare quella legislazione giustizialista che, negli ultimi anni, ha messo al centro del sistema giustizia la pubblica accusa, punendo la difesa e gli imputati. Stiamo cercando, e ci riusciremo, di normare il sequestro dei telefonini, che contengono la vita di tutti noi”. Lo ha detto il senatore e capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia, Pierantonio Zanettin. “La settimana prossima voteremo gli emendamenti alla mia proposta di legge, in base alla quale per il sequestro non basterà più il Pm, ma dovrà essere il Gip a dare l’autorizzazione”, ha aggiunto.
- Ormai la frase “giustizia è fatta” si dice soltanto quando il processo si conclude con una condanna
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