di Giuseppe Legato
La Stampa, 5 febbraio 2024
Per ogni euro speso lo Stato ne incassa almeno dieci con i sequestri dei beni. I procuratori antimafia contro il tetto alla spesa di Nordio: “Ingerenza politica”. C’è grande confusione sotto il cielo di Roma su uno dei temi più dibattuti del mondo della giustizia: le intercettazioni. Fronte divisivo per eccellenza ancora di più degli altri che pure hanno un peso nell’economia dei rapporti tra l’esecutivo e il mondo delle toghe.
di Grazia Longo
La Stampa, 5 febbraio 2024
La procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramanna: “La nazionalità non c’entra, pesa il disagio sociale. I ragazzi in gruppo commettono reati più gravi e i social amplificano il problema”
di Marilù Musto
Il Mattino, 5 febbraio 2024
Si chiamava Carmine, aveva 58 anni e viveva in due prigioni: la prima, quella della sedia a rotelle. La seconda, fra le sbarre del carcere. Era disabile ed era rinchiuso nel reparto con 30 detenuti “sex offender”, Carmine. Durante la notte fra sabato e domenica si è tolto la vita impiccandosi con una cintura al termosifone della sua cella. Carmine è il quindicesimo detenuto suicida in un mese dall’inizio dell’anno, morto nello stesso giorno di un altro recluso a Montorio di Verona, un cittadino straniero, dimesso da qualche giorno dal reparto psichiatrico: si è impiccato anche lui.
veronasera.it, 5 febbraio 2024
Per il quinto suicidio in tre mesi a Montorio, presidio organizzato da Verona Radicale. Mentre il Comune “proseguirà ancora più incessante il lavoro di sensibilizzazione e approfondimento”. Non è caduto nel silenzio il suicidio in carcere del 38enne ucraino detenuto a Montorio. Il quinto in tre mese nel penitenziario veronese e il 14esimo in Italia da inizio anno, seguito in poco tempo dal 15esimo caso avvenuto a Carinola, in provincia di Caserta, dove a togliersi la vita è stato un 58enne con disabilità.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 5 febbraio 2024
Nella Casa circondariale di Canton Mombello il sovraffollamento è al 200%, e il progetto di ampliamento di Verziano, arenato da tempo, potrebbe non bastare. Gli interventi in materia di architettura carceraria spesso fanno i conti con le riprogrammazioni e con i ritardi. Intoppi di vario genere acuiscono problemi che si trascinano da anni con ripercussioni negative sui detenuti e precarie condizioni di lavoro per gli agenti della polizia penitenziaria e per gli altri operatori. È il caso anche della casa di reclusione di Verziano, a Brescia. Il progetto per l’ampliamento, risalente a una decina di anni fa, poteva contare su una dotazione iniziale di 15 milioni. Tutto però si è arenato da tempo.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 5 febbraio 2024
Il dispositivo carcerario ideato da Jeremy Bentham era un’utopia per migliorare le condizioni dei detenuti, ma anche, per dirla con Foucault, il modello della moderna società del controllo e della sorveglianza perpetua. Il “panopticon” è il modello architettonico che simboleggia l’avvento dei moderni istituti di pena, il “carcere ideale” secondo le parole e le intenzioni del suo ideatore, il filosofo britannico Jeremy Bentham, liberale, riformatore convinto e “cittadino onorario” della Rivoluzione francese.
di Rinaldo Frignani e Erica Dellapasqua
Corriere della Sera, 5 febbraio 2024
Il 22enne originario della Guinea è stato trovato morto questa mattina nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria. Disordini tra i migranti, militari feriti. Lanci di sassi contro gli operatori, grate di ferro e porte abbattute. Il tentativo di incendiare un’auto della polizia. Una mattinata di tensione e disordini nel Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria, alle porte di Roma, dopo il suicidio di uno dei giovani in attesa dell’espulsione.
Il Domani, 5 febbraio 2024
La procura ha aperto un fascicolo di inchiesta per istigazione al suicidio. Su un muro Sylla ha lasciato un messaggio: “Se un giorno dovessi morire, vorrei il mio corpo fosse portato in Africa, mia madre ne sarebbe lieta (...) L’Africa mi manca molto e anche mia madre, non deve piangere per me. Pace alla mia anima, che io possa riposare in pace”. Quattordici persone sono state arrestate dalle forze dell’ordine dopo la rivolta scoppiata all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Ponte Galeria a Roma. Le proteste sono scoppiate in seguito al suicidio del 22enne originario della Guinea, Ousmane Sylla, che si trovava all’interno della struttura da otto mesi. Secondo una prima ricostruzione gli arrestati hanno provato a incendiare un’auto e hanno lanciati sassi contro le forze dell’ordine. Negli episodi sono rimasti feriti due carabinieri e un militare dell’Esercito. Nel frattempo, la procura di Roma ha aperto un fascicolo di inchiesta per istigazione al suicidio.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 5 febbraio 2024
Rivolta al Centro per i rimpatri dopo il ritrovamento del corpo del ragazzo della Guinea che si è impiccato alle sbarre della sua cella. Detenuto da 8 mesi ma l’Italia non ha accordi di rimpatrio con il suo Paese. Chiuso da otto mesi in una gabbia, prima a Trapani e da una decina di giorni a Roma, in strutture sovraffollate e in condizioni indecenti, Ousmane Sylla stava ormai impazzendo. In carcere senza aver commesso alcun reato. Detenzione amministrativa, la chiamano, in vista del rimpatrio per gli irregolari come lui. Peccato che Ousmane in Guinea non lo avrebbero mai rimpatriato, visto che l’Italia non ha alcun accordo con quel Paese. E però, questo ragazzo di 22 anni, con il nuovo decreto Cutro, chiuso in un Cpr ci sarebbe rimasto (inutilmente) per altri dieci mesi. Ma non ce l’ha fatta. E dopo giorni in cui piangeva disperato e chiedeva aiuto, alle 6 di ieri mattina si è impiccato alle sbarre della sua cella.
di Lodovico Poletto
La Stampa, 5 febbraio 2024
Oggi il padre dell’insegnante detenuta in catene incontra Nordio e Tajani. Corsa contro il tempo per presentare un piano a Budapest. Alle cinque di domenica pomeriggio l’avvocato milanese Eugenio Losco non si lascia andare a previsioni su come finirà l’incontro di oggi a Roma, con i ministri della Giustizia Carlo Nordio, quello degli Esteri, Antonio Tajani. La strategia da mettere a punto è complessa. Bisogna definire il piano da presentare a Budapest abbastanza rapidamente. Così che Ilaria Salis possa ottenere gli arresti domiciliari e lasciare il carcere dove si trova rinchiusa: una ex prigione della Gestapo, non lontana dal centro, ma isolata rispetto alle strade del turismo. Dello shopping, dei negozi griffati, dei locali acchiappa allocchi, nei quali un piatto con tre salsicce e una birra costa poco meno di 40 euro.
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