di Simona Musco
Il Dubbio, 15 dicembre 2023
La rivelazione dell’ex giudice costituzionale Zanon: “La sentenza dilaniò la Corte”. La sentenza della Corte costituzionale sul caso Cosimo Ferri fu pronunciata “rovesciando” la Costituzione per evitare di sconfessare la Cassazione e la sezione disciplinare del Csm sulla famigerata notte dell’Hotel Champagne. A fare la clamorosa rivelazione è Nicolò Zanon, che ha svestito i panni del giudice costituzionale da circa un mese. E che racconta, per averla vissuta, la spaccatura della Consulta, in una camera di consiglio che di fatto schiacciò i principi costituzionali in nome di una logica corporativa.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 dicembre 2023
Alla Camera, nella legge di delegazione europea, un emendamento di Costa, responsabile Giustizia di Azione trova la sponda degli azzurri. Nordio cerca di trattare. E ci risiamo. Enrico Costa, il mago degli emendamenti sulla giustizia, mette in trappola il “topo” Carlo Nordio. Pianifica da tempo l’attacco. E al Guardasigilli l’aveva pure preannunciato il 7 settembre quando era andato a trovarlo in via Arenula assieme a Carlo Calenda. E mentre i due si sfidavano sulle citazioni di Churchill, lui aveva già annunciato tre attacchi, che poi via via ha materializzato in Parlamento, sulla prescrizione, sul fascicolo del magistrato e adesso sulle ordinanze di custodia cautelare vietate alla stampa addirittura fino al processo. Il buio totale sull’informazione giudiziaria. Tant’è. Costa è fatto così.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 15 dicembre 2023
Quel concetto che, quando non eravamo barbari, si chiamava giustizia sostanziale - la possibilità di prescindere dalla norma giuridica per adeguarsi con maggiore aderenza al valore etico che la giustizia deve difendere - nello scadimento barbarico dei nostri anni è divenuto un sostanziale populismo penale, in cui l’emozione (non sempre ben riposta) ha la meglio sul resto.
di Andrea Aversa
L’Unità, 15 dicembre 2023
Non si contano più le battiture nelle carceri di Fuorni (a Salerno) e di Carinola (in provincia di Caserta). I detenuti di entrambi i penitenziari da giorni protestano per la mancanza di acqua calda e riscaldamento nell’intera struttura carceraria. Tazze contro le sbarre delle celle, porta di metallo esterna contro il muro. È il modo utilizzato dai reclusi per manifestare il loro dissenso nei confronti di una situazione disumana e degradante. D’estate, i detenuti sono vittima del caldo asfissiante, d’inverno del freddo. La maggior parte dei penitenziari italiani non sono adeguati nel garantire la giusta vivibilità in nessun periodo dell’anno.
Verona. Il cappellano: “3 detenuti suicidi in 1 mese, in carcere vita al limite della sopportazione”
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 15 dicembre 2023
Nel carcere di Verona scoppia l’allarme per i suicidi: sono stati tre in un mese. Il cappellano della struttura parla di condizioni, per i detenuti, al limite della sopportazione umana. Il carcere di Verona, come purtroppo gli altri 191 in tutta Italia, sta attraversando una condizione critica, che ha già portato al terzo suicidio in appena un mese. A togliersi la vita, infatti, è stato il 30enne Saiddiki Oussama, l’8 dicembre, preceduto dal 34enne Giovanni Polin e dal 30enne Mortaza Farhady, mentre ad agosto si è tolto la vita il 40enne Cristian Mizzon. Una situazione, insomma, tragica, che rappresenta un solo esempio in tutta Italia, in cui si sono registrati nell’ultimo anno 67 suicidi. Il carcere di Verona, peraltro, ospita 531 detenuti, a fronte di 335 posti effettivi, tra i quali Filippo Turetta, Benno Neumair e Massimo Zen.
di Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 15 dicembre 2023
L’avvocato Nettis: “Perplessità della famiglia sulle circostanze del decesso”. Sarà l’autopsia a chiarire le cause che hanno portato alla morte di una bolzanina di 37 anni, detenuta nella sezione femminile del carcere di Trento e trovata in fin di vita nel vano docce il 2 dicembre, con un laccio per le scarpe attorno al collo. La donna, bolzanina, è morta tre giorni dopo all’ospedale. La Procura, che sul caso ha aperto un fascicolo d’indagine, ha disposto che venga eseguito l’esame sul corpo, come chiedevano anche i familiari.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 15 dicembre 2023
Gli ospiti di Verziano e del Nerio Fischione riceveranno biglietti di auguri scritti dai bambini delle scuole dell’infanzia di Brescia e cesti natalizi. “Ti auguro di trascorrere un buon Natale. Speriamo che il prossimo sia migliore” oppure “Tanti auguri a te! Per favore non buttare il mio biglietto”. Sono alcuni dei messaggi di auguri realizzati dai bambini delle scuole dell’infanzia di Brescia per i detenuti che accompagnano, spesso con un disegno, i pacchi donati da 21 realtà che anche quest’anno in occasione delle feste natalizie hanno offerto ai detenuti un pacco con beni di prima necessità quali pasta, riso, biscotti, latte, caffè, tè e cioccolata.
di Paola Laghi
settesere.it, 15 dicembre 2023
Quando pensiamo alle carceri in Italia ci viene in mente sempre un istituto maschile, mai femminile. Su un totale di 56.319 detenuti (dati aggiornati al 28 febbraio 2023) le donne sono 2425. A Torino le donne carcerate sono 78 di cui 3 nell’ultimo anno si sono tolte la vita. Donatella, 27 anni, colpevole di alcuni reati minori, da mesi chiedeva la possibilità di vedere suo figlio di 4 anni, autistico, richiesta che nessuno ha ascoltato. Il suo è un caso emblematico di un problema che persiste da anni nelle carceri, infatti secondo Federico Amico, presidente della Commissione assembleare per la parità e per i diritti delle persone, “le donne detenute vivono in un contesto che non riconosce i bisogni e le singolarità, in quanto costruito in base a istanze maschili”.
di Massimo Sardo
La Sentinella del Canavese, 15 dicembre 2023
Il discorso introduttivo del presidente del consiglio comunale Luca Spitale al consiglio comunale convocato in carcere fortemente voluto dalla giunta guidata da Matteo Chiantore: “Un’assise di importante valore simbolico”. I consiglieri Andrea Cantoni, candidato sindaco del centro destra, e Gabriele Garino di Fratelli d’Italia però non hanno partecipa all’assemblea, in polemica con la decisione. Hanno scritto nel loro comunicato: “Quando ci è stato detto abbiamo quasi fatto fatica a crederci: una seduta dell’assise civica dentro la casa circondariale?
di Lara Esposito*
Corriere del Mezzogiorno, 15 dicembre 2023
Nel carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro realizzato il laboratorio “Dolce Lavoro”: il progetto dell’associazione “Amici con il cuore” è sostenuto da Fondazione Con il Sud. “Grazie alla nostra pasticceria i detenuti vivono uno spazio che sa di normalità”. Patrizia Delfino, direttrice del carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro sintetizza così il valore di “Dolce Lavoro”, il primo laboratorio in Calabria ad avere come sede di svolgimento un carcere: progetto nato proprio dalla passione di alcuni detenuti per la pasticceria. All’interno del più grande istituto penitenziario della regione, è stato infatti ricavato un laboratorio di pasticceria in uno spazio appositamente ristrutturato, grazie al sostegno di Fondazione Con il Sud, probabilmente il primo a livello nazionale ad avere come destinatari anche detenuti condannati “a fine pena mai”.
- Torino. Incontro sul tema “Carcere minorile contemporaneo, le nuove sfide”
- La Spezia. Cuochi detenuti si sfidano ai fornelli. Il riscatto sociale passa dalla cucina
- Roma. Teatro, i detenuti di Rebibbia protagonisti di “Coraggio senza confini. Voci oltre il buio”
- Napoli. Il rilancio di Caivano che parte dalla scuola
- “Chi li ascolterà?”, inchiesta sull’Ipm di Milano finalista della XII edizione del Premio Morrione










