di Giulia Inversi
buonasera24.it, 24 maggio 2026
Il percorso promosso con Eleonora Occhinegro ha coinvolto circa 15 persone sottoposte a misure limitative della libertà personale. A Fragagnano la sfida finale davanti agli chef Palma D’Onofrio e Antonio Capoccello. Un impasto da far crescere, ingredienti da scegliere con cura, tempi da rispettare, sapori da tenere insieme senza lasciare che uno cancelli l’altro. È passata anche da qui, dal gesto concreto della cucina, l’esperienza del laboratorio promosso dall’associazione “Noi e Voi” con Eleonora Occhinegro, la “pasticiottica” vicepresidente di Abfo, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso fatto di tecnica, ascolto e condivisione.
di Grazia De Sensi
ascolta.news, 24 maggio 2026
In un caldo pomeriggio di maggio, mi sono ritrovata in auto su una strada che conduce da Milano verso il mare di La Spezia. Ma il viaggio si fermava prima, per un tuffo in un mare denso di parole riparative e di sguardi riflessivi e profondi come solo sanno essere quelli delle ragazze e dei ragazzi degli IPM italiani, giunti a Lunae Pontremoli per raccontare la loro presenza. Tra il gorgoglio del fiume Magra e il silenzio del convento dei cappuccini, Lunae Pontemoli è una sorta di scuola di primavera a cui tutti dovrebbero partecipare: intreccio di teatro e mediazione, un progetto nato per costruire un ponte tra la città e l’Istituto Penale per i Minorenni femminile attraverso, quest’anno, la metafora del cammino sul filo. È un’esperienza di giustizia riparativa che trasforma il rischio della caduta in un’occasione di incontro e riflessione collettiva, invitando tutti a sperimentare l’”arte della vita”.
di Dario Edoardo Viganò*
Avvenire, 24 maggio 2026
Nell’ecosistema digitale, ricordare non deve essere archiviare: deve essere contesto e discernimento, per trasformare l’accaduto in significato. Le piattaforme tendono invece a privilegiare ciò che è “ricercabile” rispetto a ciò che è “memorabile”: conta quello che appare nei risultati, non quello che merita davvero di essere custodito. Quando pronunciamo la parola “memoria” in un’epoca governata dal digitale, avvertiamo subito un paradosso: non siamo mai stati così capaci di registrare, archiviare, duplicare; e tuttavia non siamo mai stati così esposti alla smemoratezza. Conserviamo tutto e ricordiamo poco. Siamo immersi in un presente che si rinnova a velocità vertiginosa e che, proprio perché non conosce soste, fatica a diventare storia.
di Maria Brucale
Il Domani, 23 maggio 2026
Il decreto Sicurezza ha introdotto la possibilità per gli agenti di infiltrarsi tra i detenuti, in una logica di sicurezza e prevenzione. Così, però, si trasforma lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata. La politica di segregazione carceraria e di progressivo annullamento dell’individualità trova la sua espressione più subdola, profonda e devastante nell’introduzione strutturata di agenti infiltrati all’interno degli istituti di pena, previsto dall’ultimo decreto Sicurezza. Una misura giustificata a parole da ragioni di sicurezza e di prevenzione di reati che finisce, però, per trasformare lo spazio della reclusione in un panopticon psicologico totalizzante, dove l’identità stessa del singolo viene aggredita e definitivamente calpestata.
ufficiostampa.provincia.tn.it, 23 maggio 2026
Secondo il Rapporto dell’Associazione Antigone, nel 2025, a fronte di 63.500 detenuti presenti nelle carceri italiane, solo 21.700 lavoravano, poco più del 34% del totale. Gran parte delle attività lavorative era all’interno del sistema penitenziario e solo il 4% all’esterno. In questo scenario, Trento è una mirabile eccezione, con un tasso di occupazione al di fuori delle strutture detentive del 20%. Ma se in Trentino i dati sono almeno incoraggianti, il quadro del Paese evidenzia come il tema del pieno riconoscimento del lavoro quale diritto/dovere - anche in carcere - meriti la massima attenzione. E proprio l’importanza del lavoro per la dignità, la valorizzazione e il recupero della persona è stato al centro dell’incontro intitolato “Lavoro e carcere tra sogno e realtà”, svoltosi presso la Casa Circondariale di Spini di Gardolo nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento.
gnewsonline.it, 23 maggio 2026
Ridurre la logica carcerocentrica, garantendo al contempo la sicurezza sociale. Questo è il senso delle misure adottate e da adottare per le carceri, che il ministro Carlo Nordio ha illustrato durante l’intervista del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci. Il dialogo tra il Guardasigilli e il giornalista è stato trasmesso al carcere di Spini di Gardolo, durante il Festival dell’Economia di Trento. Tra le misure c’è l’elenco nazionale delle strutture esterne per i detenuti senza domicilio, oggetto, ieri, di una conferenza stampa presso la Sala Livatino del Ministero. “Abbiamo concluso un iter - ha detto Nordio a Chiocci - che consentirà ai detenuti che hanno diritto agli arresti domiciliari, ma che non avendo domicilio devono restare in carcere, di stabilirsi in strutture protette delle quali stiamo facendo l’elenco, dove possono e devono iniziare un percorso di lavoro”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Si è parlato di garantismo e legge elettorale, di integrazione europea e scenari politici, ma anche di referendum, di cosa ha portato alla sconfitta del Sì e dell’eterno ritorno, da Tangentopoli in poi, del giustizialismo nel nostro Paese. È stato l’ex parlamentare Pd e costituzionalista Stefano Ceccanti a riunire coloro che si erano ritrovati nella “Sinistra per il Sì” durante la campagna referendaria e che ora si prodigano affinché quelle istanze, anche e soprattutto attraverso l’associazione LibertàEguale di cui Ceccanti è vicepresidente, non vengano perdute e anzi siano al centro dei programmi elettorali delle coalizioni, specialmente di quella progressista che si va formando.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Norme anti gogna, l’ex presidente della Camera: “Smettiamola di scomodare Falcone e Borsellino per avere ragione”. Luciano Violante, già presidente della Camera ed ex magistrato, cosa pensa delle nuove linee guida del Csm in materia di comunicazione istituzionale? “Sta emergendo, ormai da qualche anno, in tutti quanti i Paesi liberal democratici il diritto alla reputazione delle persone come nuovo diritto della modernità. E questo tipo di intervento del Csm si colloca nel quadro del riconoscimento di tale diritto”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 maggio 2026
Alla vigilia dell’anniversario di Capaci, il capo dei pm di Caltanissetta De Luca torna sul dossier caro ai due giudici: “Furono isolati, poi le stragi”. Nell’anniversario della strage di Capaci puntuale come ogni anno si riaccende il ventilatore delle suggestioni. Un rito sempre redditizio. Quel connubio inscindibile tra sette pseudo-esoteriche, professionisti dell’antimafia da salotto e la solita paranza mediatica - Report in prima fila - che deve per forza venderti la favola comoda. La favola secondo cui quattro “contadinotti” con la coppola non avrebbero mai potuto fare tutto da soli. Serve il grande vecchio.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 23 maggio 2026
Solo nell’ultimo anno ben due processi sono nati a Caltanissetta per presunti depistaggi sulle indagini sull’uccisione di Falcone. Lo storico Salvatore Lupo: “Le indagini fondate su complotti che fanno sparire la mafia”. Il 23 maggio 1992 Cosa nostra uccideva Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta. Trentaquattro anni dopo, i mandanti e gli esecutori della strage sono stati condannati in via definitiva, ma la vicenda continua a essere al centro di iniziative giudiziarie. Solo nell’ultimo anno ben due processi sono nati a Caltanissetta per presunti depistaggi sulle indagini sulla strage. Una sorta di controcanto rispetto alle inchieste condotte in precedenza a Palermo da Scarpinato, Di Matteo & Co. che invece prefiguravano il coinvolgimento di pezzi deviati dello stato, servizi segreti e massoneria. Dopo 34 anni, però, ci si chiede se tutto ciò sia proprio necessario. “La magistratura non deve sostituirsi alla storiografia”, dice al Foglio lo storico Salvatore Lupo.
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