di Valentina Petrini
La Stampa, 4 dicembre 2023
La “sentenza Cappato” non trova ancora piena applicazione in Italia. Ora anche i familiari si autodenunciano: “Ho disobbedito per mia sorella Margherita”. “Il 27 novembre è stata la nostra ultima notte insieme. La mattina dopo, mia sorella ha ingerito da sola il farmaco letale e in pochi minuti si è addormentata ed è morta. È finita, così, in Svizzera, la sua esistenza terrena, lontana da casa, dagli affetti più cari, lontano dai luoghi in cui siamo cresciuti”. Paolo Botto non trattiene le lacrime mentre racconta chi era sua sorella Margherita Botto e perché il 28 novembre è morta a Zurigo e non nel suo letto a Milano.
di Luca Liverani
Avvenire, 4 dicembre 2023
Alla vigilia della Giornata Onu del volontariato del 5 dicembre, la XXXI edizione del riconoscimento della Federazione delle Ong di sviluppo cristiane (Focsiv) che premia cinque progetti di cooperazione Premiati progetti di sicurezza alimentare in Africa, inserimento lavorativo dei disabili in America centrale, emancipazione femminile in Marocco, reinserimento sociale dei detenuti in Camerun e ricerca e soccorso in mare.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 4 dicembre 2023
Indagine di Mèdi-Migrazioni nel Mediterraneo sugli stranieri che donano: raccolte fondi e attività di solidarietà. Il caso della Comunità Monsignor Romero. Maurizio Ambrosini: “Ancora troppi stereotipi”. Sono cittadini “di fatto”, contribuiscono attivamente alla società di cui fanno parte. Anche sotto l’aspetto della solidarietà. E il loro atto del donare va letto come una domanda implicita di riconoscimento sociale. Partecipare - consegnando i pasti ai fragili, promuovendo donazioni di denaro, di beni materiali, di sangue - esprime un senso di appartenenza alla comunità in cui vivono. È quando emerge dalla inedita fotografia della popolazione di origine immigrata impegnata nel volontariato, scattata tra la pandemia e l’emergenza profughi con la guerra in Ucraina, grazie alla ricerca di “Medì-Migrazioni nel Mediterraneo” di Genova con i Centri di servizio per il volontariato e Csvnet che la presenta oggi sui propri canali YouTube e Facebook. In particolare, lo studio suona come un invito a mettere all’angolo molti stereotipi come quelli “che gli immigrati sono parassiti o persone da assistere”, sottolinea il sociologo Maurizio Ambrosini, docente all’Università Statale di Milano, che di “Medì” è il direttore scientifico.
cnn.com, 4 dicembre 2023
Il Massachusetts è diventato il quinto Stato degli Usa a consentire ai detenuti di telefonare gratuitamente, grazie a una nuova legge firmata dal governatore Maura Healey. La nuova legge è entrata in vigore venerdì e comprende tutti i 14 istituti penitenziari dello Stato, secondo un comunicato stampa del Massachusetts Department of Correction. Il cambiamento “fornirà un accesso equo a una comunicazione duratura tra i detenuti e i loro cari” e “non c’è limite al numero di chiamate che ogni detenuto può effettuare”, si legge nel comunicato stampa
di Giacomo Gambassi
Avvenire, 4 dicembre 2023
Il freddo e gli attacchi russi sul fronte del Dnepr fanno aumentare i profughi nella capitale: inflazione, lavoro scarso e un sussidio statale di soli 50 euro rendono difficile trovare alloggi. Ha visto morire davanti ai suoi occhi i vicini di casa. “Erano appena rientrati dopo essersi rifugiati all’estero. Un missile russo ha colpito la loro abitazione. Tutta la famiglia è stata uccisa. E non ce l’ho più fatta”. Se n’è andata Liudmyla Hritsenko. Lei con le due figlie: Tetyana di 15 anni e Victoria, 11 mesi, nata durante la guerra. Ha lasciato la campagna intorno a Kryvyi Rih, la città dell’Ucraina meridionale a cinquanta chilometri dal fiume Dnepr lungo cui corre il fronte. “La situazione sta peggiorando. I razzi ti volano sopra la testa. Gli allarmi antiaerei non hanno il tempo di entrare in funzione. Allora eccomi qui”. E Liudmyla è arrivata a Kiev. Da profuga. Senza più nulla. Era fine luglio. “Qui è più sicuro ma è davvero dura vivere”, confida. Come lei, centinaia di rifugiati che giorno dopo giorno continuano ad approdare nella capitale. Una città nella città: il volto più povero e fragile della metropoli. “Chi era giunto all’inizio del conflitto abbandonando gli abitati occupati dall’esercito russo intorno alla città è rientrato a casa, seppur tra mille difficoltà. Ma il flusso degli arrivi non si è mai interrotto: anzi, adesso si sta intensificando soprattutto dalle regioni del sud e dell’est più a ridosso della linea di combattimento e quindi nel mirino costante delle truppe di Mosca”, racconta il direttore della Caritas latina di Kiev, padre Rostyslav Pecheniuk.
di Lucia Annunziata
La Stampa, 4 dicembre 2023
Lo scontro con Hamas ha mostrato le falle nella macchina bellica israeliana, già emerse contro Hezbollah. Lo Stato ebraico è ora ricco e hi-tech e i vicini arabi vogliono imitarlo: è questa la maggiore chance per la pace. Nel 59esimo giorno -16.000 palestinesi morti, di cui 5.600 bambini, secondo Hamas, e 1.200 morti Israeliani nell’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas - la guerra di Gaza dopo la fine della tregua ha già un nome: “Fase Due”. La definizione indica che l’interruzione anche solo di pochi giorni ha cambiato alcune delle carte in tavola e che, dunque, occorreranno nuovi piani per fermare la guerra. L’idea di avere un’altra pausa - la seconda - sa molto di guerra “a singhiozzo”, il che coprirebbe di ridicolo sia i protagonisti del conflitto che i loro alleati. Stati Uniti da una parte e mondo arabo dall’altro.
di Francesco Munafò
giornalelavoce.it, 3 dicembre 2023
Ne ha parlato il Garante dei detenuti piemontese Bruno Mellano coi ragazzi del Fermi Galilei di Cirié. Due ore per capire come funzionano le carceri italiane. Quali sono i loro limiti, come vivono i detenuti una volta usciti, qual è il tasso di recidiva, cosa si può fare per migliorare la situazione. I ragazzi dell’Istituto Fermi-Galilei hanno trovato risposte a queste e altre domande lo scorso 29 novembre quando, a Cirié, hanno avuto occasione di incontrare il garante dei detenuti del Piemonte Bruno Mellano. Attenzione, però: Mellano non lavora solo con la popolazione carceraria.
di Angelo Senderi
L’Unità, 3 dicembre 2023
Quando tutto diventa pretesto per inventare nuovi reati. Ho come l’impressione che tutto sembra scorrere verso un’idea confusa di sicurezza sociale che, lungi dall’essere realmente perseguita attraverso strutturali riforme interdisciplinari, si riduce a realizzarsi fittiziamente attraverso sempre più nuove e creative norme di rilievo penalistico. Dopo aver assistito all’uso smodato della decretazione d’urgenza per l’introduzione di nuove, quanto inutili, fattispecie incriminatrici, è notizia di qualche giorno fa che il C.d.M. abbia approvato un nuovo disegno di legge che introduce nuove norme in materia di sicurezza pubblica.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 3 dicembre 2023
Nella esposizione del ministro Crosetto alla Camera ha assunto un peso centrale la parola “contromaggioritaria” usata nel corso di un convegno di magistrati per designare la funzione propria della magistratura. Non si tratta di termine occasionalmente inventato per chiamare la magistratura all’eversione e alla lotta contro il Governo, ma di una nozione acquisita da lungo tempo nei sistemi di democrazia costituzionale, dove è largamente accettata, anche se pone la cosiddetta countermajoritarian difficulty.
di Gian Domenico Caiazza*
Il Dubbio, 3 dicembre 2023
È sorprendente come la politica italiana si ostini ad immaginare ciclicamente implausibili complotti orditi dalla magistratura, e si rifiuti di cogliere e risolvere, invece, la vera patologia che da un trentennio affligge il nostro Paese. Immaginare riunioni carbonare di magistrati, o di correnti della magistratura, impegnate a pianificare assalti al governo inviso, serve solo a ridurre a caricatura un problema invece serissimo.
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