di Dario Del Porto
La Repubblica, 24 agosto 2026
Ieri primo giorno, ma nessuna istanza. La giudice Cervo (Anm): “Legge spot”. I penalisti: “Sì alla riforma, ma da sola non basta”. Il ministro Carlo Nordio l’ha definita una riforma “epocale”, per adesso però si prospetta una falsa partenza per la legge che consente ai detenuti tossicodipendenti o alcolisti di scontare ai domiciliari in comunità terapeutica le condanne residue fino a 8 anni di reclusione, quattro in caso di reati più gravi. Le nuove norme sono entrate in vigore ieri, ciò nonostante, fino al tardo pomeriggio, al tribunale di Sorveglianza di Napoli non erano state presentate istanze per ottenere il riconoscimento della misura.
Il Dubbio, 24 agosto 2026
Capece chiede strutture specializzate e piena applicazione del 14-bis, escludendo automatismi per dipendenze e disagio psichico. Il Sappe chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio di cambiare strategia nella gestione dei detenuti responsabili di aggressioni e gravi eventi critici. La proposta avanzata dal segretario generale Donato Capece è quella di valutare la riapertura degli istituti di Pianosa e Asinara oppure di creare strutture nazionali specializzate, progettate per accogliere un numero limitato di persone ad altissima criticità. Non si tratta, almeno nelle intenzioni dichiarate dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria, di introdurre automatismi fondati sul reato commesso, sulla provenienza o sulle condizioni sanitarie del detenuto.
di Marcello Pesarini
Ristretti Orizzonti, 24 agosto 2026
Marco Bondavalli era uscito dal carcere di Montacuto, Ancona, il 30 dicembre 2025. Una piccola grande battaglia di resistenza che aveva visto lui con la sorella e la madre, e tutti noi di “Morire di carcere” ottenere un risultato ormai insperato. È uscito con la pressione a livelli abnormi, dumping dello stomaco, stepsi, il catetere cambiato ogni 12 ore dai dottori dell’ospedale di Torrette, perché era troppo scomodo per il carcere, il suo ospedale e le 4 residenze adatte alla sua patologia. Il 29 dicembre il magistrato di sorveglianza aveva deciso in suo favore. Al suo fianco c’era stata la parte sana del mondo politico, la senatrice Ilaria Cucchi, il Garante dei detenuti della Regione Marche, la sua avvocata, medici esterni come Vito Totire di Bologna che avevano lavorato gratuitamente per rappresentare la giustizia.
di Gian Domenico Caiazza
Il Foglio, 24 agosto 2026
Combattere Cosa nostra senza venir meno allo stato di diritto: la lezione inascoltata da prima di Capaci. Ora Travaglio prova a screditare il giudice, che fu delegittimato già in vita proprio dal Politburo dell’antimafia, per difendere Ranucci. Non vi è nulla di sorprendente nella sortita con la quale Marco Travaglio, per legittimare le frequentazioni “fraterne” e famigliari tra l’amico Ranucci e Lavitola, ha tirato dentro il povero Giovanni Falcone. Questi, per aver diretto l’ufficio Affari penali del ministero della Giustizia su chiamata del ministro Guardasigilli Martelli nel governo Andreotti, nella logica binaria di Travaglio deve intendersi alla stregua di un fraterno frequentatore del divo Giulio colluso con la mafia, né più né meno come Ranucci con Lavitola in osteria. Ha provveduto Maria Falcone a dire a Travaglio ciò che egli merita. A me interessa sottolineare la assoluta razionalità, la euclidea consequenzialità di questa sortita. Giovanni Falcone, simbolo ed interprete della più virtuosa lotta dello stato contro la criminalità mafiosa, non è mai stato amato dal plumbeo, minaccioso e soprattutto autoproclamato Politburo del P.U.A., Partito Unico dell’Antimafia. Certo, la sua storia personale e professionale, e il suo tremendo martirio, non consentono di espungerlo, come in tanti preferirebbero, dall’Olimpo dei veri eroi civili del contrasto alle mafie. Impossibile.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 24 agosto 2026
Esteso l’ambito del ristoro di norma usato per i reclusi in carceri sovraffollate. Il detenuto che si veda ingiustificatamente negare le cure sanitarie ha diritto a essere indennizzato secondo le procedure di matrice europea. Lo ha stabilito, con una innovativa decisione, depositata il 15 luglio scorso, il magistrato di sorveglianza di Bologna. Il caso affrontato dal giudice riguarda una persona colpita tre volte da ictus, con duplice bypass, alla quale erano state prescritte cure riabilitative, mai effettuate. La questione è stata decisa alla luce degli istituti introdotti nel nostro ordinamento in seguito alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2013 (Torreggiani c. Italia), che presidiano la tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute (articolo 35-bis della legge sull’Ordinamento penitenziario, 354/1975) e consentono un indennizzo nel caso di accertata violazione della loro dignità (articolo 35-ter dell’Ordinamento penitenziario).
ansa.it, 24 agosto 2026
“Da Ferragosto a Messina c’è una detenuta con il figlio di 18 mesi”. I Garanti dei detenuti di Messina, Palermo e Siracusa segnalano “nell’indifferenza delle istituzioni, la situazione drammatica degli istituti di detenzione”. Dietro le sbarre della casa circondariale di Gazzi da Ferragosto - dicono - c’è un bambino di appena diciotto mesi, recluso insieme alla sua mamma - dicono - È necessario un intervento immediato da parte delle autorità competenti”.
di Marco Olivieri
tempostretto.it, 24 agosto 2026
Da anni la legge che prevede strutture di comunità viene ignorata. E il carcere continua a essere considerato solo in termini di emergenza. Ogni tanto si squarcia il velo del silenzio sul carcere. Su quanto sia inadeguato in termini di rieducazione della pena, calpestando i principi costituzionali. La recente vicenda del bimbo di 18 mesi sofferente per il caldo nel carcere di Gazzi è servita pure a riflettere su tante situazioni che spesso ignoriamo.
di Sandro Marotta
La Stampa, 24 agosto 2026
Antigone Piemonte: “Rispetto alle carceri ordinarie c’è una grande incertezza dei tempi di permanenza degli internati e questo crea sofferenza aggiuntiva”. Quarantuno persone confinate per anni in un luogo dove in teoria si dovrebbe lavorare, ma in realtà il lavoro manca, e dove le 4 ore a settimana di sedute psichiatriche non riescono a curare un disagio che diventa la norma. È la realtà quotidiana della Casa di lavoro di Alba, dove giovedì, secondo quanto comunicato dalla polizia penitenziaria, ci sono stati episodi di tensione.
di Caterina Franci
lecconotizie.com, 24 agosto 2026
Una nuova possibilità per i detenuti con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza, ma anche molti interrogativi sulla sua concreta applicazione. Entra in vigore la norma che consente, in determinate condizioni, di scontare la pena in strutture residenziali o semiresidenziali dedicate al recupero dalle dipendenze, anziché in carcere. Una misura che punta a favorire percorsi terapeutici alternativi alla detenzione, ma che, anche a Lecco, suscita forti perplessità.
di Elena Petruccelli
Il Mattino, 24 agosto 2026
Voglia di riscatto e di sentirsi utili per la comunità. Sono questi i sentimenti che accomunano il percorso di reinserimento di chi vive o ha vissuto l’esperienza del carcere, avere una seconda possibilità, di quelle che possono davvero salvare il significato della propria vita e ti danno la forza per ricominciare. A Casoria nasce il primo Sportello Reinserimento Detenuti, Spo. R.D., gestito insieme ad istituzioni e Terzo settore. Il frutto di un accordo tra l’assessorato alle Politiche sociali e l’associazione (R)esistenza Anticamorra. Un servizio a costo zero per il Comune, per l’orientamento e la costruzione di percorsi individuali di reinserimento lavorativo per ex detenuti e per chi sta scontano pene alternative al carcere. Un progetto coltivato dall’esperienza ventennale dell’associazione di Ciro Corona e fiorito grazie all’incontro con l’assessore Salvatore Iavarone e l’amministrazione comunale targata Raffaele Bene.
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