di Lidia Ginestra Giuffrida
Il Manifesto, 20 ottobre 2023
Lo studio di ActionAid e dipartimento di Scienze politiche dell’università di Bari. Una radiografia del sistema detentivo per stranieri. “Gli unici ad avere una significativa probabilità di essere rimpatriati sono gli uomini di nazionalità tunisina, che nel periodo 2018-2021 rappresentano il 50% degli uomini in ingresso in un Cpr e quasi il 70% dei rimpatri effettivamente eseguiti. Le altre nazionalità hanno probabilità maggiori di rimanere in detenzione fino a decorrenza dei termini di trattenimento a causa della scarsa probabilità di essere rimpatriati o rilasciati per provvedimento dell’autorità giudiziaria”, si legge nel rapporto Trattenuti. Una radiografia del sistema detentivo per stranieri. Lo studio sui Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) italiani è stato pubblicato martedì da Actionaid, in collaborazione con il dipartimento di Scienze politiche dell’università di Bari, ed esamina i dati su queste strutture detentive nel periodo che va dal 2014 al 2021.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 20 ottobre 2023
I casi risalgono al periodo 2017-2019. Le azioni legali firmate dalle avvocate dell’Asgi. La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato l’Italia per il trattenimento e le condizioni di vita nell’hotspot di Lampedusa affrontate da tre cittadini tunisini finiti nella struttura tra il 2017 e il 2019. Le sentenze sono arrivate ieri, proprio mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceveva al Quirinale la presidente della Cedu Síofra O’Leary, e riguardano tre procedimenti distinti firmati dalle avvocate Lucia Gennari, Loredana Leo e Anna Maria Brambilla. Le legali fanno parte dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi).
di Francesco Grignetti
La Stampa, 20 ottobre 2023
La Corte europea sul ricorso di tre profughi trattenuti nel centro siciliano. Ennesima condanna per l’Italia da parte della Corte europea per i diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo: a Lampedusa si violano i diritti umani. Un migrante tunisino ha fatto ricorso perché in due occasioni, nell’ottobre 2017 e nel marzo 2018, ha tentato di entrare in Italia con i barconi. La prima volta lo tennero chiuso nel centro di Lampedusa per ventidue giorni, dal 30 ottobre al 20 novembre 2017; la volta seguente per diciassette giorni, dal 10 al 27 marzo 2018. Lo rispedirono entrambe le volte in Tunisia. E ora il migrante ha ottenuto una sentenza a suo favore da parte della Corte di Strasburgo perché i giudici hanno riconosciuto che nel primo episodio ebbe informazioni troppo generiche sul suo diritto all’asilo politico, e che sempre le condizioni di detenzione erano state miserrime (oltretutto aggravate da un incendio che aveva da poco semidistrutto il centro), era stato costretto a dormire all’addiaccio e usare bagni di fortuna.
di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 20 ottobre 2023
La scelta non è tra accogliere e non accogliere. L’unica scelta che abbiamo è tra accogliere bene ed accogliere male. E Mimmo Lucano ci ha mostrato il modo per accogliere bene. I fatti giudiziari sono questi, Mimmo Lucano, al tempo sindaco di Riace, è stato accusato dalla Procura di Locri di associazione a delinquere, peculato e truffa per la gestione del modello Riace. Ma ora sono caduti, uno dopo l’altro, tutti i capi d’imputazione, tanto che dai 13 anni e due mesi si è giunti a una condanna di un anno e sei mesi. La sproporzione è sotto gli occhi di tutti. Resta questo capo di imputazione: aver firmato la determina, propedeutica alla liquidazione in favore dei richiedenti protezione internazionale, dei fondi relativi al semestre luglio-dicembre 2016, attestando falsamente di aver proceduto a effettuare i controlli.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Ben 9 Paesi, tra cui Italia, Germania e Francia, hanno deciso di sospendere il Trattato di Schengen. La decisione di 9 Paesi europei, tra cui Italia, Germania e Francia, di sospendere il Trattato di Schengen non ha fatto notizia più che tanto e lo si può capire. Era già successo 387 volte: se non proprio la norma almeno uno sgarro consueto. Eppure questo caso è diverso dalle centinaia precedenti. Prima di tutto per il numero di Paesi che hanno scelto di ripristinare le dogane soprattutto sui confini est, nel caso italiano quello con la Slovenia. Sulla carta non tutta l’Europa si è blindata ma di fatto quasi sì. Paesi come la Spagna, confinante solo con Portogallo e Francia, non avevano infatti alcuna necessità di ripristinare i controlli sulla cosiddetta “rotta balcanica”. In secondo luogo e soprattutto per gli espliciti connotati che la sospensione della libera circolazione assume in base alle giustificazioni ufficiali che ne sono state date e che chiamano apertamente in causa l’immigrazione.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Intervista a Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale. Wesam Ahmad, opinionista di Al Jazeera, in merito al conflitto tra Israele e Hamas ha paragonato il diritto internazionale ad uno strumento per imporre la volontà dell’Occidente. Una forzatura che rischia di alimentare le contrapposizioni e di far avvitare la discussione su quanto sta accadendo in Medio Oriente, senza alcuna via d’uscita. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale e professore a contratto di Operazioni di pace e intervento umanitario nell’Unicusano.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
La posizione di Italia Viva: “Quando c’è in ballo una poltrona aiutano il governo”. Ira di Pd e Avs, che lasciano l’aula. Via libera ieri dalla commissione Giustizia del Senato alle proposte di nomina del Governo per il collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. In particolare è arrivato l’ok, con i voti favorevoli della maggioranza e del M5S, alla nomina a presidente di Felice Maurizio D’Ettore e di Irma Conti e Mario Serio come componenti del collegio. L’avvio per la procedura di nomina di D’Ettore, Conti e Serio era stato deliberato lo scorso 25 settembre in Cdm, su proposta del ministro Nordio. Se dai pentastellati è arrivato l’ok perché hanno trovato l’accordo sul nome di Mario Serio, non hanno partecipato al voto Azione, Italia Viva, Avs e Pd.
di Carmine Di Niro
L'Unità, 19 ottobre 2023
Dopo la Rai è il turno della commissione Giustizia del Senato. I rapporti di “amicizia” tra la destra di governo e il Movimento 5 Stelle sulle nomine pubbliche si spostano infatti dal CdA di viale Mazzini a Palazzo Madama, in occasione del voto per la nomina dei vertici del Garante dei detenuti, o più tecnicamente del Garante delle persone private della libertà. Le opposizioni, composte dagli esponenti di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra e Italia Viva, hanno lasciato l’aula criticando la decisione della maggioranza di non aver voluto neanche ascoltare i tre candidati scelti dal governo.
redattoresociale.it, 19 ottobre 2023
Il nome scelto dal ministro della Giustizia è quello di Felice Maurizio D’Ettore. 15 associazioni scrivono alle istituzioni: “Esprimiamo il timore che le modalità fin qui adottate dal Governo non assicurino l'indispensabile indipendenza di un ente di garanzia”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 ottobre 2023
Il magistrato di sorveglianza consente a un detenuto di parlare liberamente col nipote, nonostante abbia compiuto il quattordicesimo anno: la decisione è supportata da una pronuncia della Consulta. Il detenuto al 41 bis può ancora svolgere un colloquio visivo senza vetro divisorio con il nipote, anche se quest'ultimo ha compiuto il quattordicesimo anno di età. Dopo un iter travagliato e, soprattutto, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha sottolineato la possibilità di autorizzare tali colloqui senza vetro divisorio anche con minori sopra i dodici anni, purché vi siano motivazioni opportunamente motivate, il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, ha accolto l'istanza dell'avvocata Barbara Amicarella del foro de L'Aquila.
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