di Gabriele Acerboni
La Nazione, 14 ottobre 2023
Presentate le opere realizzate nell’ambito del progetto voluto dalla direzione con Edf e fondazione Caript. Viaggiare fuori dallo spazio e dal tempo in una bolla, un’astronave, in un universo disegnato su un alto muro di cinta. E poi c’è un orologio sulla luna, che conta il tempo che deve trascorrere per poter riabbracciare il figlio, dedicato ad Adel che ha collaborato col gruppo di artisti e che purtroppo è morto una volta riacquisita la sua libertà.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 ottobre 2023
Un connubio tra il dolore e la speranza, tra la sofferenza e la determinazione. Questo lo spirito del progetto “Emozioni all’Opera: detenuti e pazienti psichiatrici si raccontano”, ha aperto le porte a un dialogo profondo e commovente tra due mondi apparentemente distanti ma sorprendentemente simili. L’evento culminante di questo straordinario progetto è stata la performance tenutasi mercoledì scorso sul palco della Sala teatro della Casa di reclusione di Opera a Milano. Detenuti e ospiti del Centro diurno psichiatrico Il Camaleonte, uniti dalle loro esperienze di lotta e resilienza, hanno dato voce alle loro storie attraverso potenti performance teatrali, letture avvincenti e commoventi video. Queste testimonianze hanno svelato l’umanità dietro le sbarre, spazzando via stereotipi e pregiudizi.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 14 ottobre 2023
“Colmare/ il vuoto che mi hai lasciato/ è difficile/ in questa vita ristretta/ dove ogni giorno/ è uguale/ a quello lasciato/ la sera prima/ alle spalle”. Si apre così la prima poesia, dedicata alla madre da un detenuto della casa di reclusione di Maiano- Spoleto, delle tante raccolte nella silloge “Quando il pianto è un canto”. Un insieme di poesie scritte dai detenuti dei penitenziari umbri di Spoleto e Perugia, frutto di un eccezionale lavoro introspettivo, che farà da apripista per la creazione di una nuova sezione speciale del Premio letterario Città di Castello, riservata a tutti i penitenziari italiani, dal titolo “Destinazione altrove - La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”.
di Giuliano Balestreri
La Stampa, 14 ottobre 2023
Il rapporto Istat sul sommerso: irregolare il 12,7% degli occupati, boom nei servizi alla persona. Tre milioni: sono i lavoratori in nero in Italia. Quasi un quarto del totale degli inattivi: quei 12 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni che potrebbero lavorare, ma non hanno alcun impiego e neppure lo cercano. La crisi del sistema previdenziale si spiega con questi numeri: a fronte di 23 milioni di occupati e 1,8 milione di disoccupati, ci sono tre milioni di lavoratori che non versano un euro di contributi, che sono completamente sconosciuti al fisco e che incassano milioni di euro sotto forma di sussidi. Ma sono pure i più esposti ai salari poveri, agli infortuni e alla tragedia delle morti sul lavoro.
di Chiara Baldi
Corriere della Sera, 14 ottobre 2023
Secondo quanto previsto dal sistema di accoglienza, ogni minore rintracciato sul territorio comunale deve essere preso in carico dall’Amministrazione. I minori stranieri non accompagnati in carico al Comune sono 1.300, quasi il doppio rispetto a prima del Covid: tra il 2019 e il 2020, infatti, erano 650-700. Secondo quanto previsto dal sistema di accoglienza, ogni minore rintracciato sul territorio comunale deve essere preso in carico dall’Amministrazione.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 14 ottobre 2023
“Lavoro e volontariato, il nostro viaggio è finito”. Varese, il laboratorio di Cassano Valcuvia: 600 abitanti e 43 ospiti. Mentre la popolazione invecchia, negli ex locali dei frati arrivano ragazzi dall’Africa. Questo in cima alla strada è un paese piccolo, invecchiato e in speranzosa ma forse vana attesa di nuove generazioni, come il resto d’Italia. Invece no, a esplorarlo, e soprattutto a trascorrere una mattina nel colossale antico eremo dei frati carmelitani - rimasti appena in tre, i religiosi se ne andarono anni fa -, Cassano Valcuvia, in provincia di Varese, appare addirittura un laboratorio futurista. O forse no, una soluzione fisiologica, obbligata.
di Federico Rampini
Corriere della Sera, 14 ottobre 2023
È difficile distinguere tra complicità ideale e pianificazione dell’attacco. Ma chi aveva più da guadagnarci? Dopo l’11 settembre 2001 Bush proclamò “l’equivalenza tra i terroristi e i governi degli stati che li appoggiano”. Dopo l’11 settembre 2001 l’America di George W. Bush affermò un principio: l’equivalenza tra i terroristi e i governi o gli Stati che li appoggiavano. Una nazione colpevole di aver protetto e foraggiato Al Qaeda meritava lo stesso tipo di castigo dell’organizzazione terroristica che aveva materialmente organizzato gli attentati. Fu così che l’America andò in guerra in Afghanistan, per punire e rovesciare il regime dei talebani che aveva dato ospitalità e sostegno a Osama Bin Laden e ai suoi uomini.
di Massimo De Carolis
Il Manifesto, 14 ottobre 2023
Un sintomo inquietante è la tendenza diffusa a registrare questo attacco come crimine di guerra, equiparando la milizia islamista a un surrogato dell’autorità statale. Da tempo l’ordine politico globale riserva al terrore un ruolo di primo piano. Almeno in superficie, però, il riferimento al terrore ha mutato drasticamente segno nel passaggio dal Ventesimo al Ventunesimo secolo. Schematicamente, si è passati dall’equilibrio del terrore, che aveva dominato lo scenario della Guerra fredda, alla guerra globale al terrorismo inaugurata dalla reazione americana all’11 settembre.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 ottobre 2023
Benché Tel Aviv non sia parte dello Statuto di Roma, la Palestina lo ha ratificato: la Corte ha giurisdizione su crimini commessi nel territorio della Striscia di Gaza ma anche in Israele. In Israele l’obiettivo politico e l’obiettivo militare coincidono. Il governo (militare) di unità nazionale ha come obiettivo lo sradicamento di Hamas dalla Striscia di Gaza. L’esigenza di rispondere agli attacchi barbari di una settimana fa può trasformarsi in desiderio di vendetta? La risposta potrebbe essere anche affermativa, ma i rischi sono dietro l’angolo.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 14 ottobre 2023
“Lasciare Gaza senza luce e acqua significa violare il diritto internazionale, e significa anche cadere nella trappola di Iran e terroristi che vogliono una guerra casa per casa”. “Da vera, sincera, amica d’Israele mi sento di dire a Benjamin Netanyahu: non cadete nella trappola che ha preparato Hamas. L’invasione di Gaza è quello che vogliono i terroristi e i loro burattinai iraniani”. A parlare è Emma Bonino, già ministra degli Esteri e Commissaria europea per le emergenze umanitarie, leader storica dei Radicali. “Ad Hamas - rimarca Bonino - non interessa conquistare terreni, il loro obiettivo è costringere Israele ad una operazione terrestre che trasformerebbe la Striscia di Gaza in una trappola mortale. Comprendo l’orrore, la rabbia, il dolore di fronte allo scempio di vite umane perpetrato da Hamas, ma oggi la leadership israeliana non deve agire di pancia ma con la ragione”.
- Dl Caivano, la destra vuole meno alternative al carcere e più controlli sui cellulari per i minori
- Torna di moda la prescrizione, i meloniani ritornano ai tempi di Bonafede
- Le sentenze dei giudici e l’incertezza del diritto
- Via Arenula chiede accertamenti su Apostolico, non “ispezioni”
- Per Apostolico Nordio si inventa le “non ispezioni”









