di Lorenzo Cipolla
interris.it, 14 dicembre 2025
L’ispettore generale dei cappellani delle carceri don Raffaele Grimaldi riflette sul significato dell’evento giubilare dedicato alle persone detenute. Chi ha sentito chiudere dietro di sé la porta di una cella, soglia prima della quale resta la propria libertà personale, oggi attraverserà la Porta santa nella Basilica di San Pietro e la luce della speranza potrà entrare nelle carceri per illuminare il buio che le affligge. Il Giubileo dei detenuti è l’evento conclusivo dell’anno giubilare, singolare coincidenza visto che all’inizio del Giubileo papa Francesco aveva dischiuso per la prima volta una porta santa in un penitenziario, a Rebibbia.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 14 dicembre 2025
Il Premio Castelli è una delle tante attività messe in campo dalla San Vincenzo De Paoli a favore dei detenuti e della legalità. Ne parliamo con Antonella Caldart, responsabile del Settore Carcere e Devianza della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, in occasione del Giubileo dei detenuti. Sono molteplici le attività della Federazione nazionale italiana Società San Vincenzo de’ Paoli a favore di chi vive ristretto, ma anche per formare volontari e sensibilizzare i giovani alla cultura della legalità. “Specchio insopportabile e maledetto. Volgevo lo sguardo altrove pur di non vedere quella faccia riflessa che ogni mattina mostravi, ma tu, impietoso, mi affliggevi, esibendo il volto di un detenuto”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 dicembre 2025
L’esperienza del Giubileo a Roma con chi ha commesso delitti anche gravi e ha preso coscienza di essere amato da Dio malgrado tutto ci porta a sentirli vicini e a cercare lo stesso sguardo su di noi. Assassini, rapinatori, ladri, stupratori. Cosa ci fanno oggi nella basilica di San Pietro? Sono arrivati per incontrare Papa Leone XIV e assaggiare il sapore di un frutto che la Chiesa offre anche a chi ha vestito i panni di Caino, a chi ha tradito il patto con la società, a chi pensa di non meritarlo, quel frutto. Si chiama misericordia, parola che esprime un amore senza confini, racconta il chinarsi del cuore di Dio sulle miserie dell’uomo, di ogni uomo, e dona speranza attraverso il perdono, incarnando una giustizia che ha una misura più alta di quella umana.
di Giuseppe Muolo
Avvenire, 14 dicembre 2025
Di prima mattina, un’intensa foschia ha ricoperto tutta la zona. Poi è arrivato il sole. E piano piano si è preso la scena, facendosi spazio tra le nuvole. Lo hanno interpretato quasi come un segno, i detenuti, i cappellani e i volontari di diverse carceri italiane che ieri e venerdì si sono riuniti a Sacrofano, a pochi chilometri da Roma. Tutti insieme per pregare e prepararsi alla Messa di stamattina con papa Leone XIV, cuore del Giubileo dei detenuti, l’ultimo grande evento giubilare. C’era Luca (nome di fantasia), che sta scontando la sua pena dal 2018.
a cura di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 dicembre 2025
In occasione del Giubileo dei detenuti riceviamo e pubblichiamo i messaggi di chi potrà andare a Roma e di chi invece potrà partecipare solo da lontano. In vista del Giubileo dei detenuti che verrà celebrato oggi, domenica 14 dicembre, che porterà a Roma seimila pellegrini e che avrà il suo culmine nella Messa presieduta alle 10 da Leone XIV nella Basilica di San Pietro, molti messaggi sono arrivati alla redazione di Avvenire. Vengono sia da parte di chi potrà recarsi nell’Urbe, sia da quanti, pur dovendo restare in carcere, hanno voluto testimoniare come stanno vivendo questo “tempo forte”. Alcuni nomi delle testimonianze che seguono sono di fantasia.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2025
Ieri il comitato direttivo “Ragioni tecniche evaporate, solo un sì o un no ai giudici”. Oramai il referendum alle porte sarà sulla magistratura, sulla stima e credibilità di cui gode o potrà godere, e non più sulle questioni tecniche oggetto della legge di riforma costituzionale. Alza il tono il presidente dell’Anm Cesare Parodi al comitato centrale di ieri in un intervento che lui stesso sottolinea come irrituale anche nella lunghezza. “Ho maturato una sensazione molto forte: sarà un referendum contro la magistratura - sottolinea Parodi. Sono parole forti perché la mia osservazione sulla realtà di tutti i giorni, negli uffici, sulla stampa, sulle televisioni, fra le persone mi porta purtroppo a questa conclusione, che è esattamente il contrario di quello che io auspicavo”.
di Edmondo Bruti Liberati
Corriere della Sera, 14 dicembre 2025
Quello del prossimo anno sulla magistratura sia comunicato in maniera corretta. Ricordi d’infanzia all’avvicinarsi delle Feste. Nelle prime classi delle elementari scrivevamo la “Letterina di Natale”. Propositi di buon comportamento in casa e a scuola, discreti suggerimenti per i regali e infine desideri per un Mondo migliore. Oggi l’auspicio è la pace e il rispetto dei diritti delle persone. Più terra terra avanzo tre pensierini, desideri (wishes allora non si usava) su che cosa voteremo al prossimo Referendum sulla riforma della magistratura.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 dicembre 2025
C’è un gruppo pronto ad andare in Cassazione e fermare così il blitz del governo. L’Anm: “Serve un dibattito informato nel paese”. La mossa già nei prossimi giorni. Prc: “Disponibili a presentare un quesito”. Nei primissimi giorni della settimana, un gruppo di cittadini si recherà alla cancelleria dell’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione e farà richiesta di raccogliere le firme per il referendum sulla riforma della giustizia. Non è stato complicato comporre questo mini comitato informale, anche se le varie associazioni che compongono la Via Maestra (e i partiti) hanno evitato di prendere una posizione precisa sul punto, un po’ per calcolo, un po’ per opportunità e un po’, forse, per generale sottovalutazione della questione.
di Fulvio Gianaria e Alberto Mittone*
La Stampa, 14 dicembre 2025
Non sappiamo se ai cittadini che andranno alle urne per esprimere la loro opinione nel referendum sulla separazione delle carriere dei pm e dei giudici interessa conoscere l’opinione di chi ha frequentato per cinquant’anni le aule giudiziarie, perché non sappiamo se nel tempo che viviamo l’esperienza sia ancora un valore. Ci sembra comunque utile trasmettervi un’opinione pensata e pacata. Innanzitutto una premessa che deve essere chiara a tutti e che ci pare non possa essere smentita. Se si pensa che i problemi della giustizia italiana siano quelli di essere lenta e farraginosa, si sappia che la riforma di cui si discute non influirà per nulla su questi difetti, così come non servirà a ridurre gli errori che nessun sistema processuale riesce ad eliminare del tutto.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 14 dicembre 2025
La Cassazione respinge il ricorso a una donna non potrà scontare la pena ai domiciliari perché non ha una casa adeguata. Non ha una casa adatta e c’è un “elevatissimo rischio” che commetta gli stessi reati per cui è stata condannata. Per questo la Cassazione ha respinto nei giorni scorsi il ricorso di una donna incinta e malata di tumore al seno contro la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che le aveva negato la possibilità di scontare la pena a 30 anni di carcere per numerosissimi furti ai domiciliari lasciando l’Icam (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri) nel quale si trova. Dopo che è stato presentato il ricorso, il figlio della donna è nato prematuro.
- Livorno. Trovato morto in cella a 31 anni: “Nelle carceri regna il degrado”
- Milano. Emergenza a San Vittore: trasferiti nella notte 250 detenuti
- Lecce. Carcere, sovraffollamento e suicidi: “Operatori e detenuti abbandonati dal Ministero”
- Bologna. Le parole della libertà: “Io e quei detenuti che mi hanno cambiato”
- Trento. Oltre mille persone contro i Cpr: “Questi sono luoghi di morte”










