di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 14 agosto 2026
La libera circolazione con la Spagna sarà ripristinata soltanto quando per l’Italia il rischio sarà tornato a zero. Non prima di Ferragosto e, specie, non sulla base di una scadenza fissata in calendario. È il punto politico più netto dell’audizione con cui ieri Matteo Piantedosi, davanti al Comitato Schengen, ha difeso la sospensione decisa dal governo dopo l’assalto di massa a Ceuta. “La decisione non sarà rivista prima del 15 agosto”, ha scandito il ministro dell’Interno, aggiungendo che i controlli resteranno finché non saranno “completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Un messaggio rivolto a Madrid, ma anche a chi accusa Palazzo Chigi di avere trasformato l’emergenza nell’exclave spagnola in uno strumento di propaganda.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 agosto 2026
Le incredibili spiegazioni del ministro davanti ai parlamentari: buchi nei documenti e dati sballati. Nessun arrivo da Ceuta. Nei panni della guardia di frontiera il ministro Matteo Piantedosi ci prova pure a fare il duro, ma dalla sua audizione di ieri davanti al Comitato Schengen, a palazzo San Macuto, emergono più buchi che certezze rispetto alle ultime alterne vicende. AL DI LÀ della propaganda e degli slogan, sempre gli stessi, sui rimpatri volontari (+700%, dice), sugli sbarchi (-55%, pare) e sui centri in Albania (“Saranno un modello”), l’uomo del Viminale non è stato in grado di dire con esattezza per quale motivo l’Italia abbia sospeso gli accordi Schengen per chi arriva dalla Spagna (“Comunque lo hanno fatto in tanti in passato”). Le ragioni di sicurezza pure evocate non trovano conferma nei fatti. A questo proposito, Piantedosi ha parlato di uno “scenario prognostico” secondo il quale “il Nord Africa” sarebbe un’area “a forte rischio di reclutamento jihadista”. Dunque bisogna prestare la massima attenzione ai migranti arrivati a Ceuta e ai loro spostamenti. Da quando si fanno i controlli, cioè dal primo agosto, sono state arrestate tre persone e respinte altre ventuno. Di queste sei erano di origini marocchine. Quante venivano da Ceuta? Il ministro non lo sa. Nel senso che proprio non è in grado di dirlo visto che non sono state fatte identificazioni.
di Emilio De Capitani
Il Domani, 14 agosto 2026
Le nuove regole sono pienamente operative da appena un paio di mesi eppure già mostrano che anche a livello Ue vale il gattopardesco cambiar tutto perché nulla cambi. Da anni ormai, soprattutto su pressione della destra e del Ppe, si incide tramite finzioni giuridiche. Sono passati solo due mesi dalla piena operatività - il 12 giugno scorso - del cosiddetto Patto europeo per la migrazione e l’asilo, ma sono già numerosi - e sempre di più - i segnali che confermerebbero che anche a livello di Unione europea valga il gattopardesco: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 14 agosto 2026
La norma, che applica il Patto europeo Immigrazione, designa la città e le altre province del Friuli Venezia Giulia come zone di confine e transito. I nuovi confini Ue però sono in Slovenia e Croazia. Schiavone (Asgi): le procedure accelerate non valgono per chi viene rintracciato in città. La Manna (Caritas): le sentenze a favore dei profughi sono un segnale da ascoltare. A Trieste per decreto si torna indietro di 25 anni, ai tempi della frontiera con la Slovenia non ancora entrata nella Ue. È ovviamente un paradosso, ma è l’effetto della applicazione nel capoluogo giuliano, a Gorizia, e nelle province di Udine e Pordenone, del decreto ministeriale pubblicato il 10 agosto che, per applicare due articoli del nuovo Patto europeo per l’immigrazione e l’asilo che accelerano i rimpatri dei richiedenti protezione, ha di fatto trasformato quattro province della regione in zone di frontiera e transito con appositi centri, i “paf” in cui sarà possibile trattare le domande di protezione internazionale con procedura accelerata.
di Paola Mordiglia
Il Domani, 14 agosto 2026
“La gestione degli sbarchi è alla ribalta dello scontro politico e le ong diventano il capro espiatorio”, dice il capomissione della Life Support di Emergency. A bordo della nave Life Support - Nel match tra Italia e Germania sulla pelle dei migranti, dopo l’entrata in vigore del patto Ue il 12 giugno, il Viminale risponde al governo Merz, e alla sua richiesta di trasferimento in Italia dei migranti richiedenti asilo, puntando il dito sulle imbarcazioni delle ong, in particolare quelle battenti bandiera tedesca. Sono loro, a detta del ministro dell’Interno Piantedosi, i maggiori indiziati dei flussi migratori sulle nostre coste.
di Giancarlo Brunello*
trevisotoday.it, 13 agosto 2026
Varie iniziative civiche organizzate quest’estate per mantenere alta l’attenzione sul sistema carcerario italiano e sul ruolo di rieducazione che dovrebbe rivestire nei confronti delle persone detenute. “Vieni, che ti porto al fresco”. Un vecchio detto popolare diceva che molte guardie nell’accompagnare l’arrestato, gli dicessero questo. Ebbene, mai detto popolare fu più menzognero, specie di questi ultimi tempi, in quanto le carceri italiane, oltreché luoghi decisamente indecenti e inadeguati (ma tutto ciò viene accettato come “effetto collaterale” della pena unica, stabilita dalla Costituzione Italiana, che è la mancanza della libertà) le carceri sono veramente inferni, sia d’estate che d’inverno.
di Patrizio Gonnella
Oggi, 13 agosto 2026
Dovrebbe ridurre il sovraffollamento delle carceri, ma sarà per pochi per i limiti previsti, anche finanziari. Introdotta nel Testo unico sulle leggi in materia di stupefacenti (d.P.R. n. 309 del 1990), prevede che chi deve ancora scontare otto anni di carcere e ha commesso delitti legati al proprio stato di dipendenza da stupefacenti possa scontare la pena in comunità selezionate dal ministero della Giustizia. Secondo il ministro Nordio, ne fruiranno circa 10 mila detenuti. Ora l’affollamento nelle carceri supera il 140%: la popolazione detenuta ha quasi raggiunto le 65 mila unità, mentre i posti disponibili sono 46 mila circa.
di Giovanna Gueci
L’Altravoce, 13 agosto 2026
A confronto sull’emergenza penitenziaria con Rita Bernardini, Presidente dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino”, ex-membro del Consiglio Generale del Partito Radicale ed ex deputata. Emergenza carcere. Anzi, inferno, con una popolazione carceraria che ha appena sfondato quota 65.000. In pratica, 18.666 detenuti in più oltre i posti disponibili e un tasso di sovraffollamento di più del 140%. Dietro questi numeri: spazi ristretti, condizioni igienico-sanitarie drammatiche, docce rotte, caldo asfissiante. E ancora: carenze sanitarie, mancanza di beni primari, ambienti fatiscenti, assenza di attività di volontariato o formazione, tossicodipendenza.
di Francesco Picozzi*
gnewsonline.it, 13 agosto 2026
La notizia pubblicata da Il Gazzettino dell’11 agosto può riassumersi in pochi tratti. In una sezione del Due Palazzi di Padova, che ospita in celle singole condannati a lunghe pene o ergastolani ammessi al lavoro, la direzione aveva deciso di collocare una seconda branda. Tale scelta avrebbe ridotto la superficie disponibile, facendola scendere - sia pure di poco - al di sotto dei 3 mq pro capite, individuati come soglia tendenzialmente minima dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Le proteste da parte di sei reclusi ospiti della sezione erano state talmente veementi da indurre i vertici dell’istituto a revocare la decisione contestata.
di Simona Bonfante
Il Riformista, 13 agosto 2026
Dallo scorso primo agosto il detenuto Gilberto Cavallini, che dal 19 luglio si trova recluso nella Casa Circondariale di Parma in regime di “isolamento diurno”, non viene più portato al passeggio per le due ore d’aria giornaliere imposte per legge, e la ragione è la carenza di personale di polizia penitenziaria. Gli agenti ad agosto vanno in ferie e, in mancanza, il carcere non è in grado di garantire alle persone detenute il rispetto dei loro basilari diritti umani. Ci si chiede perché non pensarci prima, visto che agosto arriva ogni anno. “Cavallini - riferisce l’avvocato Luca Brufani - in una settimana, dall’1 al 7 agosto, ha fatto solo due ore d’aria in totale, delle 14 cui avrebbe avuto diritto”.
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