di Gualtiero Parisi
La Sicilia, 22 settembre 2025
La testimonianza raccolta nell’ambito del progetto di UniCt e dell’associazione Seconda Chance. Quando la lezione arriva da dietro le sbarre e il mondo accademico plaude. Per tre giorni all’Università di Catania si è discusso su esperienze e buone pratiche per costruire una sostenibilità sociale concreta, capace di ridurre le disuguaglianze promuovendo una crescita inclusiva. Un programma vasto e profondo, che ha riunito a Catania decine di ricercatori provenienti da parecchi atenei italiani, sotto la regia attenta del prof. Roberto Cellini del
di Caterina Ceccuti
lanazione.it, 22 settembre 2025
Dopo la fuga dal Paese di origine la disperata ricerca di un lavoro, i furti, il carcere a Bologna e infine la rinascita, anche grazie all’aiuto delle Ancelle dei Poveri. Dochka ha attraversato un matrimonio di dieci anni segnato dalla violenza. Il marito aggressivo, la suocera ostile. In Bulgaria ha lasciato un figlio ancora piccolo, scappando, costretta ad un silenzio forzato. Non le è concesso neppure di sentirne la voce del suo bambino al telefono. Ha scelto la fuga, con un progetto semplice e immenso.
di Giorgio Spangher
Il Dubbio, 22 settembre 2025
Al centro del riassetto costituzionale, l’organizzazione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i soli giudici e un altro riservato ai pm, l’individuazione per sorteggio dei relativi componenti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. La legge di riforma costituzionale dell’Ordinamento giudiziario si avvia ad affrontare la seconda fase di deliberazione che, pur approvata, richiederà per la sua entrata in vigore il passaggio referendario. In questa prospettiva, i due “campi” che si contrappongono - dato che l’esito, pur ritenuto favorevole ai riformatori, non può ritenersi scontato - si organizzano sia mediaticamente (attraverso il ricorso anche a società ed esperti di comunicazione), sia strutturalmente (attivando i comitati destinati a supportare il confronto pubblico), sia politicamente (cercando i necessari supporti nei diversi punti di riferimento: partiti, corpi intermedi, organi di informazione).
di Simona Musco
Il Dubbio, 22 settembre 2025
Pregiudizi e semplificazioni mediatiche rischiano di ribaltare il senso delle sentenze: non solo i verdetti, ma il linguaggio con cui vengono scritti può ferire la giustizia e i suoi protagonisti. Sentenze imbevute di giudizi morali, commenti, sermoni. Giornalisti che tagliano, estrapolano e trasformano frasi in armi di opinione. E una giustizia che sempre più diventa vittima di parole che, come macigni, appesantiscono la verità. La storia di Lucia Regna, brutalmente picchiata dal suo ex marito, condannato per le lesioni, ma assolto dall’accusa di maltrattamenti, è stata messa in prima pagina per una sola frase: “L’uomo andava compreso”.
di Iacopo Benevieri*
Il Dubbio, 22 settembre 2025
Il processo penale è una civiltà di parole. L’aforisma, nella sua epigrammatica chiarezza, vorrebbe manifestare il complesso rapporto tra linguaggio e processo penale. Su tale tema si è costretti a registrare una diffusa inconsapevolezza, soprattutto tra gli operatori del diritto. Storicamente la rilevanza del ruolo della parola, che ha concrete conseguenze nella quotidiana attuazione giustizia penale, era già nota fin dall’antichità. Il processo penale nasce come reazione a una giustizia praticata tramite faide, vendette, duelli. La reazione ha sostituito la giustizia privata a un dialettico confronto di parole.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 22 settembre 2025
Le parole sono importanti, anche nelle sentenze. E non si stanca di ripeterlo chi lavora nei tribunali e nei centri antiviolenza, come la penalista Elena Biaggioni, già vicepresidente della rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza): la contattiamo per commentare la sentenza del tribunale di Torino, che ha fatto parecchio rumore per alcune espressioni usate nelle motivazioni.
di Luca Fiorucci
La Nazione, 22 settembre 2025
L’avvocato Giuseppe Caforio: “Si sono moltiplicati in queste settimane episodi di autolesionismo e di violenza nei confronti della polizia”. La presidente della Regione, Proietti: “Una sconfitta collettiva”. Continua a essere drammatica la situazione delle carceri umbre. Tensioni, personale insufficienza, carenze strutturali, una percentuale estremamente elevate di detenuti psichiatrici che non hanno adeguata assistenza e che rendono la convivenza tra la popolazione reclusa estremamente critica. E un altro suicidio. La seconda morte nelle case circondariali dell’Umbria dopo il recente decesso di un detenuto a Spoleto, presumibilmente che complicazioni legate all’uso di stupefacenti. Ieri mattina, invece, a morire, per un atto volontario, è stata una detenuta trentacinquenne della sezione femminile del carcere di Capanne, a Perugia.
perugiatoday.it, 22 settembre 2025
Lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo. Nella mattinata di domenica 21 settembre una detenuta di 30 anni, originaria di Taranto, si è suicidata nel carcere di Capanne. Una notizia drammatica diffusa dal garante dei detenuti. La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha voluto scrivere e inviare una lettera indirizzata a tutte le donne che scontano la pena nella casa circondariale del capoluogo.
di Elisa Sola
La Stampa, 22 settembre 2025
Il giovane torinese si era impiccato a Novara, aveva già provato due volte. Il pm chiede l’archiviazione: “Non c’è un divieto esplicito sulle stringhe”. Si chiamava Michael Monsolino. Si è tolto la vita in cella a 29 anni, impiccandosi con i lacci delle scarpe. Era arrivato nel carcere di Novara quattro giorni prima, il primo luglio 2023. Era un ragazzo fragile. Una vita passata a Torino, nel quartiere Barriera di Milano. È finito dietro le sbarre la prima volta a 20 anni, per rapine, ricettazioni e porto di armi. Detenuto a Torino, e poi a Vercelli, ha provato due volte a suicidarsi, nel 2021. Nel penitenziario di Novara il terzo tentativo, finito in tragedia.
umbriacronaca.it, 22 settembre 2025
Avviato nel 2024, prosegue il progetto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve “Semi di Carità”, finanziato dall’8xMille, finalizzato a promuovere sul territorio i valori, i principi e le pratiche generative della “Giustizia Riparativa” e della “Giustizia di Comunità”. Tra gli interventi già avviati, i percorsi di accompagnamento all’inclusione sociale e lavorativa per persone detenute, city farm e laboratori di ecologia integrale per studenti di scuole dell’infanzia, primarie e del catechismo, di sensibilizzazione della comunità scolastica sulla “Giustizia Riparativa” e campagna di advocacy su “Giustizia Riparativa” e “Giustizia di Comunità”.
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