di Anna Follari
La Sicilia, 25 luglio 2026
“L’indecenza osservata all’Ucciardone non l’avevo mai riscontrata altrove. Nelle cucine è ancora presente la fogna a vista: riteniamo necessario un esposto in Procura”: la deputata Elisabetta Zamparutti pronuncia queste parole durante la visita negli istituti penitenziari Ucciardone e Pagliarelli di una delegazione dell’associazione Nessuno tocchi Caino, insieme alla Camera penale e al Movimento Italiano diritti dei detenuti. La situazione viene descritta dalla delegazione come “una tortura strutturale dei detenuti”: celle sovraffollate, gravi carenze igienico-sanitarie e un ricorso diffuso agli psicofarmaci sono solo alcuni elementi di un quadro fortemente degradato.
di Raimonda Lobina*
elbapress.it, 25 luglio 2026
Giovedì 16 luglio 2026 ho visitato, accompagnata da un giovane agente, quasi tutte le sezioni, la galleria, il passeggio e la palestra della Casa di Reclusione “Pasquale de Santis” di Porto Azzurro. Erano le 10:30 circa, veniva distribuito il pasto. L’impressione che ne è derivata è a dir poco terribile. Rispetto al passato (ho visitato più volte i locali dell’Istituto) ho registrato un peggioramento notevole soprattutto per quanto riguarda la pulizia, le temperature, il decoro. Ormai le celle ospitano più di un detenuto, ma i servizi igienici a vista non permettono privacy e decenza, i corridoi, le scale, i muri, tutto è sporco e degradato, buio, caldo, soffocante. Alcuni locali fungono da magazzino, pieni di oggetti accatastati (materassi, sedie…).
garantedetenutilazio.it, 25 luglio 2026
Ok della Giunta regionale del Lazio a un finanziamento di 3,6 milioni di euro. Il presidente Rocca: “Un atto di civiltà”. Il presidente Rocca durante una visita al blocco operatorio della Casa circondariale di Regina Coeli. Anche il carcere di Rebibbia avrà la sua Casa della Comunità per curare non solo i detenuti ma anche gli operatori penitenziari. La Giunta regionale del Lazio, su proposta del presidente Francesco Rocca, ha votato la delibera con la quale si approva il protocollo d’intesa tra Dipartimento Amministrazione penitenziaria, Asl Roma 2 e Regione Lazio, per la concessione ad uso gratuito dei locali del “fabbricato A” del carcere di Rebibbia, per la realizzazione del Poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”. Si tratta di una sperimentazione innovativa, avviata in chiave operativa a partire da agosto 2025, per estendere il modello assistenziale del Servizio sanitario nazionale (regolato dal DM 77/2022) direttamente all’interno delle mura del carcere.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 25 luglio 2026
Dopo il braccio di ferro con la Toscana, a sfidare il governo è l’Emilia-Romagna, terza ad approvare una norma locale. Mentre il dossier langue al Senato. Se in Senato è calato di nuovo il sipario sul dossier del fine vita, fuori dal Parlamento sono successe parecchie cose nel giro di poche ore. L’Emilia-Romagna si è fatta una legge tutta sua, ed è la terza Regione a provarci dopo la Toscana e la Sardegna. A proposito di quest’ultima, giusto oggi, è arrivato il verdetto della Corte Costituzionale sulla norma impugnata dal governo. E ancora la Consulta, in giornata, si è pronunciata per l’ennesima volta sui “trattamenti di sostegno vitale”, ovvero uno dei quattro requisiti previsti per l’accesso al suicidio assistito.
di Claudia De Martino*
Il Fatto Quotidiano, 25 luglio 2026
Nel 2025 sono state registrate 2.707 esecuzioni in 17 paesi dell’area, più del triplo rispetto al 2024. In testa l’Iran, in Israele la maggioranza della popolazione la ritiene moralmente giusta. Il 20 giugno scorso, a Parigi, si è riunito il nono congresso sullo stato della pena di morte, che ha purtroppo accertato la progressione di questo strumento di punizione nel mondo, a dispetto della razionalità del discorso abolizionista, già dimostrata illo tempore da Cesare Beccaria e poi divenuta orientamento maggioritario nel diritto internazionale nel secondo Dopoguerra. La razionalità illuminista aveva introdotto il dibattito sulla pena di morte presentandola al contempo come ingiusta e inefficace.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 25 luglio 2026
Detenuti sfruttati e esclusione razziale. Schiavisti contro il lavoro forzato, altrui. Stavolta il pretesto degli Stati Uniti per imporre i dazi è la lotta contro il lavoro forzato. Non che il presidente degli Usa, Donald Trump, sia diventato improvvisamente socialista, men che mai ha avuto una svolta etica. Dopo la decisione della Corte Suprema che ha invalidato i dazi annunciati durante il Liberation Day del 2025, il tycoon ha trovato un escamotage: le tariffe saranno imposte ai partner che non applicano divieti adeguati contro le merci prodotte con in condizioni di para schiavitù. Nel novero ci finiscono 60 paesi tra cui Unione europea (considerata come un’unica entità), Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Canada, Cina, India. Il piano prevede un sistema differenziato: ai paesi ritenuti dotati di adeguate misure sarà applicata un’aliquota del 10%, per gli altri salirà al 12,5%. Per farlo, il presidente si è servito della Section 301 del Trade Act del 1974 che intende con la locuzione “lavoro forzato” “ogni servizio estorto a qualsiasi persona sotto la minaccia di una qualsiasi sanzione”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 24 luglio 2026
Tra le storture l’utilizzo di elementi ignifughi che si sono rivelati tossici. Come dimostrano casi recenti. Di fronte all’incandescente sovraffollamento l’amministrazione penitenziaria della Toscana con una circolare aveva suggerito di collocare i materassi nelle celle anche in terra, pur promettendo di regolarizzare rapidamente la sistemazione “di fortuna”. Che si tratti di un ossimoro o di un lapsus non importa, è certo che Margara e Gozzini si rivoltano nella tomba di fronte a una testimonianza inimmaginabile di violazione dei diritti umani.
di Andrea Andreoli
stradeonline.it, 24 luglio 2026
Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, solitamente equilibrato e riflessivo, in un post che mi auguro figlio della fretta e della mancanza di tempo per una adeguata revisione, ha ritenuto di doversi adeguare ai toni emergenziali che tanti suoi colleghi parlamentari usano quando avvertono il bisogno di parlare il linguaggio dei social network. Colto probabilmente dalla preoccupazione che una singola voce potesse passare inosservata, ha incluso - nell’immagine a corredo del suddetto post - un coro a tre voci in marcato unisono: più carceri, più carceri, più carceri.
di Raffaella Stacciarini e Federica Valcauda
stradeonline.it, 24 luglio 2026
Esattamente una settimana fa abbiamo passato la notte davanti a San Vittore perché il fantasma di Enzo Tortora continua ad abitare queste mura. Non è un fantasma del passato: è una domanda che questo Paese non ha mai avuto il coraggio di affrontare fino in fondo. Tortora entrò in carcere da innocente, travolto da accuse inesistenti e da una macchina giudiziaria che arrivò troppo tardi a restituirgli ciò che gli aveva tolto. Da allora sono passati più di quarant’anni. Eppure continuiamo a riempire le celle di persone che una sentenza definitiva ancora non ce l’hanno. Nel cuore della notte, davanti a queste mura, il rumore ferroso di una porta che si richiude rompeva il silenzio come un monito.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 luglio 2026
Onorevole Gianni Alemanno, c’è una data per il suo incontro con il ministro Nordio? “Tra poche ore invierò una lettera formale alla sua segreteria. Comunque lui sa che voglio incontrarlo, avrebbe potuto anche chiamarmi. Voglio assolutamente parlarci perché secondo me non si rende conto della situazione delle carceri”.
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