di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 5 luglio 2025
L’uomo di 57 anni aveva problemi di salute Il cappellano Casamassima: il caldo un fattore. Un uomo di 57 anni, affetto da problemi psichiatrici e detenuto in una delle stanze di Sollicciano in cui non è presente neppure un ventilatore, è morto ieri nel carcere fiorentino a causa di un malore. Il cappellano Stefano Casamassima: “Lì fa davvero molto caldo, l’afa può aver influito”.
di Ciro Cuozzo
Il Riformista, 5 luglio 2025
Un detenuto di 39 anni è morto nel carcere di Poggioreale a Napoli in circostanze da chiarire. Il decesso, stando a quanto appreso dal Riformista, è avvenuto nei giorni scorsi, probabilmente martedì 1° luglio, all’interno della Casa circondariale partenopea ed è stato confermato dal garante regionale dei diritti dei detenuti Samuele Ciambriello. Ufficialmente l’uomo, napoletano, sarebbe morto in seguito ad un malore ma sarà l’autopsia, disposta dalla Procura, a cristallizzare le cause. La vittima avrebbe finito di scontare la pena nelle prossime settimane. La famiglia è stata informata e chiede chiarezza. Al vaglio anche le testimonianze dei compagni di cella della vittima per ricostruire gli ultimi giorni dell’uomo ed eventuali tensioni con altre persone recluse nel carcere napoletano.
di Barbara Morra
La Stampa, 5 luglio 2025
Le presunte vittime si sono costituite parte civile. L’episodio più grave è la “spedizione punitiva del 2023”. Il gup di Cuneo ha rinviato a giudizio i 14 indagati per le presunte violenze al carcere Cerialdo. In 10 andranno a dibattimento con prima udienza il 28 gennaio 2026 e quattro, tra cui l’ispettore G.V., saranno processati con il rito abbreviato. Sei persone sono accusate del reato di tortura mentre gli altri, tra cui un medico (anche lui ha scelto l’abbreviato), devono rispondere a vario titolo di altri reati tra cui falso e lesioni.
di Giovanna Loccatelli
La Stampa, 5 luglio 2025
La situazione esplosiva nel carcere di Sanremo è stata confermata. Ma nuovi e preoccupanti dettagli sono emersi dopo la visita della delegazione. Uno di questi riguarda la salute dei detenuti e la gestione dell’infermeria: “È evidente che è un luogo molto appetibile soprattutto per chi ha dipendenza da droga o farmaci: pensano di andare lì e se non ottengono quello che cercano, spesso minacciano il personale o vanno in escandescenza” spiega Sergio D’Elia, di Nessuno Tocchi Caino. Il problema, in questo caso, non è il numero esiguo dei medici e infermieri presenti: “Il numero dei dottori è sufficiente ma l’organizzazione è assolutamente da rivedere”.
di Andrea Carullo
Corriere della Sera, 5 luglio 2025
Per i progetti del 2025 mancano 50 mila euro: lanciata la raccolta fondi. “Non ho mai visto una situazione come quella che c’è oggi in carcere”. A parlare è Valentina Lanfranchi, presidente onoraria e garante dei detenuti dell’associazione Carcere e Territorio di Bergamo: “Ogni giorno è peggio - racconta -: sovraffollamento, risse, aggressioni, fenomeni di autolesionismo, e adesso rischiamo di perdere anche gli unici strumenti alternativi alla reclusione che abbiamo come i tirocini curriculari. Noi cerchiamo di aiutare, ma a causa di mille vincoli e modalità gestionali non ci stiamo riuscendo”.
di Anna Maselli
Corriere del Veneto, 5 luglio 2025
Dieci nuovi agenti penitenziari entro fine ottobre e l’arrivo imminente del nuovo direttore del carcere femminile. È quanto ha promesso il ministro della Giustizia Carlo Nordio dopo il lungo colloquio avuto ieri con il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, da sempre attento alle condizioni dei detenuti nelle due case circondariali del centro storico. Come denunciato più volte dall’associazione Antigone, le carceri italiane presentano tassi di sovraffollamento record, carenza di personale, diritti compressi e difficoltà ad accedere a misure alternative alla pena. Così Moraglia e Nordio hanno messo al centro le criticità di Santa Maria Maggiore e del penitenziario femminile della Giudecca. Cosa si sta facendo? Cosa si potrebbe fare per migliorare?
foggiatoday.it, 5 luglio 2025
“Nuove Vie” per i detenuti e microcredito “Mi fido di noi”: due progetti sociali lanciati dalla Caritas Diocesana. Ieri mattina, 4 luglio 2025, nella Sala “Mons. Farina” presso l’Episcopio di Foggia, la Caritas Diocesana di Foggia‑Bovino ha ufficialmente presentato due iniziative di grande impatto sociale: il Progetto Nuove Vie, rivolto ai detenuti del carcere cittadino, e il Progetto “fratello” Mi fido di noi, dedicato al microcredito per famiglie vulnerabili e persone a rischio usura.
di Mauro Zola
La Stampa, 5 luglio 2025
Parte dalla Casa circondariale di Biella il progetto pilota per migliorare la capacità d’accesso alle cure mediche per i detenuti, frutto del protocollo d’intesa tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà. Nei prossimi mesi dovrebbero aggiungersi le carceri di Ancona e di Taranto.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 5 luglio 2025
L’iniziativa per i detenuti del Due Palazzi in questi giorni di caldo torrido. L’ordine degli Avvocati di Padova, raccogliendo l’appello lanciato dal Garante dei Detenuti Antonio Bincoletto, ha deciso di comprare e donare ai detenuti 100 ventilatori. Un gesto di solidarietà e al contempo una denuncia per le condizioni all’interno del carcere cittadino. Il caldo estremo di questi giorni, con il termometro che sfiora i 40 gradi, sta causando problemi e condizione di estremo disagio anche all’interno degli istituti di pena.
di Zita Dazzi
La Repubblica, 5 luglio 2025
Parte una campagna di sensibilizzazione rivolta a imprese, associazioni e cittadini, invitati a contribuire per comprare gli strumenti per rinfrescare i detenuti. Il caldo soffoca anche chi sta a casa sua comodamente seduto sotto le pale del ventilatore, chi sta in cella semplicemente frigge. Per questo Ordine degli Avvocati di Milano lancia la campagna “Aria d’Umanità”, un’iniziativa solidale nata per portare un po’ di refrigerio a chi sta dietro le sbarre con ventilatori, che certo non sono l’aria condizionata, ma possono portare un po’ di sollievo.









