di Lina Palmerini
Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2025
Con il voto dell’Aula del Senato sulla separazione delle carriere dei magistrati, la maggioranza fa un altro passo deciso verso la riforma della giustizia, l’unica tra le tre promesse in campagna elettorale che sta procedendo. Si è persa quella sull’autonomia differenziata anche dopo lo stop della Consulta mentre sul premierato il rallentamento sembra legato a motivi legati all’opportunità politica. Probabilmente Meloni ha, finora, ritenuto che cambiare le norme costituzionali coinvolgendo anche l’equilibrio di poteri con il capo dello Stato, possa intaccare la sua popolarità che invece tiene bene.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 luglio 2025
Parla il giurista Ferrua: “Prima di separare le carriere va ricostituito il modello accusatorio. La Cartabia? Retrograda”. Paolo Ferrua, professore emerito di diritto processuale penale all’Università di Torino, in un suo recente saggio lei parla di “relazione controversa” tra separazione delle carriere dei magistrati e rito accusatorio. Poi dice che con la riforma della giustizia c’è il rischio di affossare questo modello e allo stesso tempo di non realizzare la separazione. Come uscirne?
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 4 luglio 2025
Il tribunale torinese ha depositato le motivazioni della sentenza sul “caso Bigliettopoli”. Nonostante i principali imputati siano stati assolti, i giudici spiegano come si è evoluta la corruzione dal “tardo impero romano” a oggi e si lanciano in commenti etici. “Nel tardo impero romano, e poi per molti secoli a venire, la regola fu quella della sportula: il privato che chiedeva un provvedimento amministrativo era tenuto a consegnare al pubblico funzionario un compenso in danaro o in natura. Il provvedimento amministrativo, infatti, non era oggetto di un diritto del cittadino, ma di una graziosa concessione fatta dal funzionario imperiale al suddito, che era perciò tenuto a sdebitarsi”. Le righe che avete appena letto non sono tratte da un manuale di storia, ma da una sentenza scritta da giudici italiani.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 4 luglio 2025
Il ragazzo aveva tentato di uccidere la madre. La pericolosità sociale non esclude però la misura alternativa che va favorita in un’ottica di recupero. Aveva tentato di uccidere la madre, ospite con il ragazzo e altri tre fratelli minori di una casa di accoglienza. I media avevano parlato di un raptus di follia, per la Cassazione, che accoglie il ricorso del legale del minore, contro la custodia cautelare in carcere, va valutato invece il contesto di estremo disagio familiare in cui l’atto era maturato e che aveva portato alla sospensione della potestà per entrambi i genitori.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2025
Per i giudici della Corte costituzionale, la scelta di abrogare il reato non contrasta con la Convenzione di Mérida. Gli “indubbi vuoti di tutela” questione meramente politica. Nessuna violazione della Convenzione di Mérida. Nessuna disparità costituzionale. E nessuna possibilità, per la Corte costituzionale, di sostituirsi al Parlamento nella scelta di abrogare un reato. Con una sentenza densissima e destinata a segnare un precedente importante, la Consulta ha dichiarato inammissibili o infondate tutte le questioni di legittimità costituzionale sollevate da quattordici giudici, compresa la Corte di Cassazione, contro la legge 9 agosto 2024, n. 114, che ha cancellato il reato di abuso d’ufficio dal codice penale. “Né il tenore letterale delle disposizioni della Convenzione di Mérida evocate dai rimettenti, né la loro ratio e collocazione sistematica, né - ancora - i relativi travaux préparatoires supportano in alcun modo la tesi secondo cui dalla Convenzione stessa deriverebbe un obbligo di introdurre il reato di abuso d’ufficio o un divieto di abrogarlo”, scrive la Corte nella sua conclusione.
parmatoday.it, 4 luglio 2025
Staff multidisciplinari per favorire la massima sinergia tra operatori penitenziari e sanitari; stretta collaborazione con i servizi sociali e sanitari territoriali, per intercettare in tempi rapidi i possibili comportamenti lesivi; percorsi clinici personalizzati, che accompagnano il detenuto dal momento del suo ingresso nell’istituto penitenziario fino all’uscita dal carcere; prime visite per la valutazione del grado di rischio suicidario, con ulteriori rivalutazioni psicologiche e psichiatriche, e programmi individuali di presa in carico per affrontare situazioni che nel tempo possono cambiare.
gnewsonline.it, 4 luglio 2025
Poster da realizzare e attaccare negli spazi comuni delle 10 carceri dell’Emilia; 3.800 i detenuti coinvolti. Parte la campagna “Lascia un segno”, promossa dall’agenzia di comunicazione Ad Store in collaborazione con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche e il Garante regionale dei detenuti dell’Emilia. Si tratta del primo progetto di comunicazione in assoluto nei penitenziari.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 4 luglio 2025
Milano, San Vittore: la casa circondariale pensata per 450 persone ne ospita oggi 1.111, con temperature interne alla struttura che raggiungono i 37 gradi. I detenuti con dipendenze sono 600, mentre 400 presentano problemi psichiatrici accertati. È questo il quadro emerso mercoledì 2 luglio durante la visita dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone. San Vittore non è un’eccezione: rappresenta oggi lo stato del sistema penitenziario italiano. Una crisi strutturale fatta di sovraffollamento, marginalità sociale, carenza di personale e condizioni sanitarie e ambientali insostenibili.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 4 luglio 2025
“L’Istituto penale per minorenni di Treviso? Parlare di condizioni estreme è poco. Sovraffollamento a parte, si tratta di una struttura vecchissima, sporca, fatiscente. Tanto per dare un’idea: i ragazzi sono costretti a farsi la doccia con i piedi appoggiati su una grata posizionata sopra al bagno alla turca”. Giovanni Costa è un magistrato veneziano di 32 anni. Ed è uno dei 23 magistrati ordinari in tirocinio (Mot) entrati il 24 aprile scorso negli istituti penitenziari di Venezia e Padova, e nell’Ipm carcere minorile di Treviso. Colpiti dalle condizioni estreme dell’istituto trevigiano, hanno deciso di fare colletta per una donazione.
di Petronilla Carillo e Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 4 luglio 2025
“Oggi le carceri scoppiano, e le criticità aumenteranno ancora fin tanto che si continuerà a introdurre nel codice penale nuove figure di reato. Serve una risposta, subito, perché il carcere non può essere l’unica risposta al problema. E serve un più ampio ventaglio di ipotesi alternative alla detenzione carceraria nella fase dell’esecuzione di pena”. Nella scia dell’allarme lanciato dal Capo dello Stato solo pochi giorni fa il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, fa il punto sulla situazione che vive uno dei distretti giudiziari tra i più complessi e articolati d’Italia.
- Venezia. Dal carcere a piazza San Marco: i detenuti saranno carpentieri, muratori e informatici
- Padova. L’appello del Garante che si affida alle donazioni: “Due Palazzi, servono 150 ventilatori”
- Trieste. Temperature infernali ma Roma dice no ai climatizzatori: “Speriamo non muoia nessuno”
- Busto Arsizio. Apre lo Sportello di ascolto per le famiglie dei detenuti
- Sondrio. “Uno sguardo da dentro”, i detenuti raccontano il carcere









