di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 6 luglio 2025
Il Governo interverrà, non per riportare il sistema nella Costituzione ma per dare una cornice legale alla violazione dei suoi principi. Sul trattamento dei migranti e più in generale sulla condizione dello straniero si gioca la resistenza della nostra democrazia. Partita fondamentale che riguarda tutti nel nostro paese, non alcune centinaia di migliaia di “irregolari”. Ma non c’è consapevolezza della sua importanza, dunque ci avviamo a perderla. Il fatto che la destra usi i “clandestini” come carne da propaganda confonde: un programma illiberale di fondo pare una poco pericolosa incontinenza comunicativa. Il fatto che alla costruzione di un sistema discriminatorio per lo straniero abbiano contribuito diversi governi “democratici” ha narcotizzato le capacità di reazione della sinistra. Troppo poco abbiamo riflettuto sul risultato del quinto referendum.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 6 luglio 2025
Ius scholae Tace lo staff di Meloni. La Lega: “Il ministro degli esteri se ne faccia una ragione”. Ogni estate, e questa non fa eccezione, il vicepremier Antonio Tajani ripropone il dibattito sullo ius scholae, così come la tv le repliche della principessa Sissy. Le ragioni del segretario di Forza Italia per forzare la discussione sono note e diverse (la rivalità con Matteo Salvini e le direttive che gli arrivano dalla famiglia Berlusconi), meno chiara è la sua tattica, se ne ha una.
di Francesca Martelli
L’Espresso, 6 luglio 2025
Forza Italia cercherebbe di distinguersi e guadagnare terreno in vista delle prossime elezioni regionali. Esattamente come poche settimane fa aveva fatto il partito di Salvini in commissione Affari costituzionali in Senato, votando “sì” al terzo mandato. La politica italiana è tornata a discutere della riforma della cittadinanza. In particolare Forza Italia, che ha rilanciato la proposta sullo Ius Scholae per permettere a chi frequenta la scuola per 10 anni in Italia - e con esiti positivi - di diventare cittadino italiano. Attualmente la legge sulla cittadinanza risale al 1992 e la procedura per ottenerla è lunga e farraginosa. Le dichiarazioni sul tema di Antonio Tajani sono piaciute alle opposizioni - che hanno detto tutte di essere disponibili a votare in parlamento la proposta dei forzisti - ma non certo all’alleato leghista, che non è disponibile a trattare sullo Ius Scholae. E anche Fratelli d’Italia la pensa in modo simile: secondo la responsabile immigrazione di fratelli d’Italia Sara Kelany, “la legge sulla cittadinanza va bene così e visto l’esito del referendum, va bene anche così per i cittadini”.
di Lara Zani
rainews.it, 6 luglio 2025
Serracchiani, Pd, qualcosa cambierà. Dreosto, Lega, migranti a casa dei giudici. La legge sul trattenimento dei migranti nei Cpr come quello di Gradisca viola “la dignità della persona trattenuta”. Lo ha stabilito la Corte costituzionale. Per Enrico Sbriglia, garante regionale per i diritti della persona, una questione che emerge a intermittenza a causa di un vuoto normativo che dura dal 1998: “La detenzione amministrativa, in verità, vuol dire carcere senza giustizia, senza processo, ma come risposta amministrativa. Va detto che diversi sono stati, in realtà, gli sforzi per tentare di giurisdizionalizzarla, ma i risultati sono stati inadeguati. Nei Cpr sono perciò collocati gli incollocabili, uomini o donne senza una identità certa”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 6 luglio 2025
La decisione della Corte d’Appello di Cagliari dopo la sentenza della Corte costituzionale. La sentenza con cui la Corte costituzionale ha accertato l’incostituzionalità delle norme sulla detenzione amministrativa dei migranti, pur dichiarando l’inammissibilità delle questioni sollevate dal giudice di pace di Roma, ha iniziato subito a fare effetto. Il provvedimento della Consulta è stato pubblicato giovedì, meno di 24 ore dopo il primo migrante ha riguadagnato la libertà. Per ironia della sorte è un cittadino albanese.
di Salvatore Lucente
Il Manifesto, 6 luglio 2025
Trattenuti all’interno dei Cpr, nonostante l’evidente impossibilità di essere rimpatriati in Palestina. Un’assurdità, anche dal punto di vista giuridico, eppure è il destino a cui vanno incontro diversi palestinesi su tutto il territorio italiano. Se per alcuni il trattenimento è una vera e propria forma persecutoria inflitta per motivazioni politiche, per altri rappresenta una ulteriore conseguenza del genocidio in atto a Gaza e dell’occupazione dei territori palestinesi in West Bank. Oltre che l’ennesima aberrazione del sistema di detenzione amministrativa per gli stranieri senza regolare titolo di soggiorno portato avanti dall’Italia.
di Paolo Lepri
Corriere della Sera, 6 luglio 2025
Dopo 80 anni dalla sua istituzione serve un cambiamento: le nazioni unite sono assenti nei grandi conflitti in corso nel mondo. L’Onu? “Dovrebbe celebrare il fatto di essere viva e non morta”, dice lo studioso di geopolitica Kishore Mahbubani, per due volte ambasciatore di Singapore al Palazzo di Vetro. Ma non è giusto accontentarsi di questo, anche se l’epoca in cui stiamo vivendo viene definita da molti, eufemisticamente, “meno internazionalista”. Con lo spirito che sembra quello dei naufraghi scampati al disastro è stata messa in mostra a New York la bozza della Carta firmata il 26 giugno 1945 a San Francisco dai rappresentanti di cinquanta Stati (oggi i Paesi membri delle Nazioni Unite sono 193), cioè il documento che vieta l’uso della forza nelle relazioni internazionali, riaffermando “la fede nei diritti fondamentali dell’uomo” e promuovendo “il progresso sociale”. Adesso, a ottanta anni di distanza, con le sue correzioni a penna e le sue piccole cancellature, il solenne preambolo fa lo stesso effetto di un messaggio trovato in una bottiglia affidata alla volubilità implacabile del mare.
di Daniel Peyronel
La Nazione, 6 luglio 2025
Per combattere il sovraffollamento carcerario, il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin ha presentato lunedì 30 giugno un piano per realizzare, entro il 2028, 17 strutture leggere. Lavau è un piccolo comune di circa 1.500 abitanti, nella periferia della città francese di Troyes. Un terzo della popolazione risiede in un centro penitenziario nuovo di zecca, costruito appena due anni fa. Ed è proprio qui che, entro ottobre 2026, dovrebbe sorgere anche la prima delle 17 prigioni prefabbricate volute da Gérald Darmanin, destinate ad ospitare detenuti condannati per reati minori o a fine pena.
di Stefano Montefiori
Corriere della Sera, 6 luglio 2025
Circa 6.500 condannati hanno beneficiato della clemenza presidenziale, ma tra loro non c’è Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino condannato in appello a cinque anni di carcere. Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ieri ha concesso la grazia a migliaia di detenuti, come vuole la tradizione, nel giorno della festa dell’indipendenza dalla Francia. Quest’anno circa 6.500 condannati hanno beneficiato della clemenza presidenziale, ma tra loro non c’è Boualem Sansal, lo scrittore franco-algerino condannato in appello, martedì scorso, a cinque anni di carcere. Il decreto di grazia esclude chi “ha minacciato l’unità territoriale della nazione”, e questo non si perdona a Sansal: l’avere sostenuto che alcuni territori dell’Ovest algerino dovrebbero appartenere in realtà al Marocco, ma sono stati attribuiti ad Algeri dall’ex potenza coloniale.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 luglio 2025
Nelle celle surriscaldate di Rebibbia entra per la prima volta il presidente della Camera. A un anno dal decreto legge di Nordio. Flop delle misure governative. E il ministro chiede aiuto al Patriarca di Venezia. Bisognava leggere la testimonianza del detenuto Gianni Alemanno riguardo al “momento più difficile” dell’anno - quello in cui il “caldo arroventa il sovraffollamento” giunto a sfiorare il 135%, nelle carceri italiane, e mette a repentaglio perfino le vite degli oltre 62 mila reclusi - per vedere il presidente della Camera Lorenzo Fontana varcare per la prima volta l’ingresso di una struttura penitenziaria in visita ufficiale. In questo caso Rebibbia, dove l’esponente leghista ha incontrato l’ex sindaco di Roma, recluso da 186 giorni in una cella da cui diffonde un utile “diario” che ha già sortito l’effetto di smuovere perfino l’intransigente Ignazio La Russa.
- Se Delmastro scopre i dolori delle carceri
- Dietro le sbarre, prima dei muri, vanno riqualificate le relazioni
- Sicurezza carceri, il piano FdI: guardie 007 infiltrate in cella
- “Sulle carceri paralisi incomprensibile. Dal Guardasigilli solo risposte irritanti”
- Comunità carcerarie. Il pilastro di una nuova riforma fatta insieme al privato sociale









