di Stela Mehmeti
La Nazione, 9 marzo 2025
Dall’1 gennaio al 22 dicembre 2024 registrati 300 omicidi, le vittime donne sono state 109, di cui 95 uccise in ambito familiare o affettivo. Bartoccetti (Telefono Donna): “La consapevolezza è il vero traguardo”. Molte donne non sono consapevoli di essere vittime di violenza. Tante di loro non pensano di essere donne maltrattate e ritengono di vivere una fase di relazione complicata e difficile, anche se subiscono violenza. La consapevolezza “è il vero traguardo” e per tutelare le vittime occorre semplificare l’accesso alla giustizia. L’iter delle denunce e dei processi “è spesso troppo lungo” sostiene Stefania Bartoccetti, a capo di Telefono Donna, che ha messo a terra in Italia centri antiviolenza con volontarie e operatrici specializzate pronte a rispondere 24 ore su 24, case rifugio per le donne vittime di maltrattamenti e un servizio attivo di assistenti sociali, psicologhe, avvocate. Le donne vittime di violenza si trovano costrette a raccontare più volte quello che hanno subito e, in alcune occasioni, “sotto giudizio” sottolinea Bartoccetti. Dunque, è importante che la politica e la giustizia offrano misure di protezione immediate serie.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 9 marzo 2025
L’8 marzo del 2020 persero la vita otto detenuti durante una rivolta all’interno del carcere. La protesta scoppiò per la paura dei contagi da Covid e per il divieto dei colloqui con i familiari. Passerà alla storia come la strage più grave mai avvenuta nelle carceri italiane. Ancora oggi se ne parla nelle aule dei tribunali, nonostante il fascicolo sia stato archiviato. Resta aperto, infatti, quello sulle presunte torture ai danni di detenuti ma nessuno potrà dimenticare come, cinque anni fa, l’8 marzo del 2020 nel corso di una maxi rivolta nel carcere modenese del Sant’Anna persero la vita otto detenuti. Le autopsie confermarono come i decessi furono legati all’assunzione smodata di farmaci dopo l’assalto alla farmacia del carcere. La rivolta prese le mosse a Modena come in altri penitenziari a seguito dell’avvento del Covid e della comprensibile paura provata dai detenuti. Pende però ancora un ricorso alla Corte Europea contro quell’archiviazione.
targatocn.it, 9 marzo 2025
Tra le sue priorità la continuità con le gestioni precedenti e l’impegno per i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale nella Casa di Reclusione “Giuseppe Montalto”. Non si tratta solo di occuparsi delle persone internate in esecuzione di misure di sicurezza post detenzione e in regime di semilibertà, ma anche di chi lavora all’interno della struttura. È fondamentale avviare progetti di formazione lavoro e di reinserimento: senza prospettive, il rischio è che, una volta scontata la pena, le persone non abbiano opportunità di ricostruire una vita all’esterno”. Con queste parole Emilio De Vitto, nuovo garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, ha delineato il senso della sua nomina.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 9 marzo 2025
I sindacati: “Stessi problemi in altri locali, perché allora non chiudere anche quelli”. Muffa, tubi rotti, degrado. Le stanze di Sollicciano destinate alle attività mediche fanno acqua - letteralmente - da tutte le parti e il direttore provvisorio del penitenziario fiorentino, Alessandro Monacelli, ne ha disposto il trasferimento in quattro stanze nei locali adiacenti alla direzione. Un trasloco piuttosto complicato che costringe alcuni agenti penitenziari a stiparsi in spazi più stretti oppure a spostarsi in altre stanze per permettere di adibire i locali in questione a infermerie.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 9 marzo 2025
Il teatro, lo sport e la musica per riallacciare i fili della relazione tra la città e il carcere. La Giunta ha approvato i “Progetti in carcere”, interventi di inclusione sociale a favore dei detenuti a cura del Conservatorio Vittadini, del Teatro delle chimere e della Polisportiva popolare pavese. I progetti hanno come obiettivo l’integrazione sociale, il recupero e il reinserimento nella società e la promozione della salute attraverso il ruolo educativo dello sport. Il Vittadini organizza, da marzo a giugno, due incontri musicali settimanali di teoria musicale, pratica strumentale e vocale con un concerto finale che si terrà nel teatro della casa circondariale.
uisp.it, 9 marzo 2025
Il progetto proporrà attività sportive nella casa circondariale di Ferrara. Eleonora Banzi: “Sport ponte tra il dentro e il fuori”. Al via il progetto socioeducativo ‘sportivi dentro’ promosso da Uisp Ferrara, grazie a cui verranno promosse attività sportive all’interno della casa circondariale della città emiliana. I dettagli sono stati illustrati nella conferenza stampa che si è tenuta martedì 4 marzo alla presenza dell’assessore allo sport, Francesco Carità, della presidente Uisp Ferrara, Eleonora Banzi, della direttrice della casa circondariale ‘Costantino Satta’ Maria Martone, la docente del liceo ‘Roiti’ di Ferrara, Serena Parma, il vicepresidente Arci Ferrara, Mattia Antico e il coordinatore per Uisp Ferrara del progetto ‘sportivi dentro’, Andrea De Vivo.
di Giorgia Cozzolino
L’Arena di Verona, 9 marzo 2025
Il progetto portato avanti da a otto anni da Roberto Cagliero, attualmente insieme a Nicoletta Ortu e Francesco Previti all’interno del programma curato dall’associazione Horse Valley di Corte Molon fa il “tour” delle case circondariali del Belpaese. “Liberi” seppur dietro le sbarre. E se non proprio liberi, almeno alla ricerca di uno stato di quiete interiore nel mezzo di una situazione di privazioni. È quanto cercano di ottenere le persone che si trovano al carcere di Montorio frequentando il corso di Kundalini Yoga portato avanti da a otto anni da Roberto Cagliero, attualmente insieme a Nicoletta Ortu e Francesco Previti.
valmisa.com, 9 marzo 2025
Giulia Torbidoni, presidente di Antigone Marche, sarà ospite dell’incontro in programma giovedì 13 marzo. Il ciclo di incontri “Fulminanti” prende il via con una serata dedicata al tema della giustizia e del sistema carcerario. Il primo appuntamento, dal titolo “Chi sbaglia, paga?”, si terrà giovedì 13 marzo alle ore 21.00 presso il Circolo Arci “Pablo Neruda” di Corinaldo. Ospite della serata sarà Giulia Torbidoni, presidente di Antigone Marche, che guiderà il confronto su questioni cruciali: repressione o educazione? Punizione o reintegrazione? Quale modello di giustizia vogliamo?
grossetonotizie.com, 9 marzo 2025
Il progetto è ideato e promosso dall’associazione Operazione Cuore Ets. Dal 7 al 10 aprile il cortile della casa circondariale di Massa Marittima si trasformerà in un laboratorio creativo grazie al progetto “Arte senza confini tra rinascita e speranza”, ideato e promosso dall’associazione Operazione Cuore E.t.s. L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione nelle strutture detentive, coinvolgerà detenuti e un gruppo di studenti dell’Isis “Carducci-Volta-Pacinotti” di Piombino nella realizzazione di un murale collettivo, simbolo di inclusione, rinascita e speranza. Con il pieno supporto del preside, dottor Cristiano Lena, gli studenti saranno seguiti dalle professoresse Lorella Niccolini e Odetta Barani.
di Roberta Barbi
L’Osservatore Romano, 9 marzo 2025
Speranze e timori dei detenuti in un libro curato da suor Emma Zordan. “Noi fuori siamo considerati scarto. Noi fuori siamo e saremo sempre nessuno”. È un doloroso grido d’aiuto quello che emerge dalle pagine della nuova fatica di suor Emma Zordan, religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo, da anni tra i detenuti del carcere romano di Rebibbia dove organizza anche laboratori di scrittura. Un grido sottolineato dalla voce sottile e pacata di questo fiore d’acciaio che è suor Emma, che in occasione del Giubileo del mondo del volontariato torna a far parlare i ristretti con il libro Noi fuori - la voce dei detenuti di Rebibbia (Il Levante, 2024, 104 pagine, 13 euro). Nel volume - con la prefazione del vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata - affrontano la paura che accompagna spesso il momento del fine pena.
- Il libro sulla polizia e i Governi: “Oggi la vicinanza è più sfacciata”
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