ansa.it, 9 marzo 2025
Rita Bernardini di “Nessuno tocchi Caino” denuncia la “carenza di servizi adeguati per le donne detenute”, con solo tre istituti femminili in Italia e un “sovraffollamento preoccupante” a Rebibbia. Le carceri italiane ospitano attualmente un totale di 2.729 donne detenute, tra cui 14 madri che hanno con sé i propri figli, e vengono considerate la “minoranza invisibile del sistema penitenziario, con il rischio di diritti negati e percorsi di reinserimento inadeguati”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 9 marzo 2025
All’evento “Il carcere al femminile” organizzato dal Cnf con la Fai e Il Dubbio, le proposte di Maria Elena Boschi (IV), Susanna Donatella Campione (Fdi), Mariastella Gelmini (Noi moderati - Centro popolare) e Debora Serracchiani (Pd). Nel corso del dibattito “Il carcere al femminile”, organizzato ieri a Perugia dal Consiglio nazionale forense per la Giornata Internazionale della Donna, con la Fondazione dell’avvocatura italiana e Il Dubbio, le parlamentari Maria Elena Boschi (IV), Susanna Donatella Campione (Fdi), Mariastella Gelmini (Noi moderati - Centro popolare) e Debora Serracchiani (Pd) hanno avviato una riflessione comune sul ddl sicurezza, ora in discussione al Senato, che prevede la cancellazione del differimento obbligatorio della pena per le donne incinte e le madri con figli di età inferiore a un anno.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 9 marzo 2025
Dopo la Cassazione sulla Diciotti le toghe annunciano una campagna nelle piazze. Il Viminale: “Sentenza ininfluente” Non ci possono fermare, non vogliamo arretrare. Anzi: ci stanno costringendo a parlare di più, a moltiplicare le voci, a cercare l’ascolto di tutti gli ambienti, di tanti cittadini. Eccola qui, la campagna di primavera dell’Anm. Si prepara un assaggio di pressing referendario. Una mobilitazione che rischia di diventare anche più vasta e motivata, il giorno dopo lo scontro frontale portato avanti da Meloni e maggioranza contro la Corte di Cassazione, per l’ordinanza delle Sezioni unite civili che condannava l’esecutivo a risarcire i migranti della nave Diciotti, vittime di un “arbitrario trattenimento”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 marzo 2025
Clima teso all’Anm dopo l’incontro con Meloni a palazzo Chigi. “Iniziative ovunque” contro la riforma. Entro marzo da Mattarella. La corrente di destra già mette in discussione il “suo” presidente Cesare Parodi. A dispetto del momento delicatissimo e dei ripetuti appelli all’unità, tra le toghe dell’Anm il clima è teso: l’intenzione di proseguire sulla via della protesta contro la riforma della separazione delle carriere, dopo l’80% di adesione allo sciopero della settimana scorsa, c’è. Però manca l’accordo su come muoversi. E soprattutto su come affrontare le onde del dibattito pubblico. Così, la riunione del comitato direttivo centrale dell’associazione dei magistrati di ieri in Cassazione è andata molto oltre il contenuto molto burocratico dell’ordine del giorno. Tutta la discussione, in mattinata e per buona parte del pomeriggio è ruotata intorno alle comunicazioni fatte dal presidente Cesare Parodi e dal segretario Rocco Maruotti sull’infruttuoso incontro andato in scena mercoledì pomeriggio a palazzo Chigi con la premier Meloni, i vice Tajani e Salvini, il ministro Nordio e il sottosegretario Mantovano.
di Cosimo Rossi
La Nazione, 9 marzo 2025
“Le sentenze si rispettano”. Ma lo slogan con cui il Movimento 5 Stelle si schermisce d’ufficio, in merito alla deliberazione della corte di Cassazione sul caso della nave Diciotti e i rapporti con gli ex alleati di governo della Lega, non la dice nient’affatto tutta riguardo i rapporti politici passati e presenti tra il Carroccio condotto da Matteo Salvini e la formazione guidata da Giuseppe Conte. Le due forze di matrice popolar-populista che nel decennio scorso avevano scardinato non senza successo il bipolarismo, fino a intessere un’alleanza di governo (Conte I: 2018-’19) all’insegna delle istanze nazional-popolari, compresi appunto il contrasto all’immigrazione concorrenziale coi ceti deboli nazionali, la lotta alla povertà (e il reddito di cittadinanza), le simpatie nei riguardi dell’isolazionismo pseudo-pacifista dell’America di Donald Trump versione 1.0, che oggi il tycoon ripropone in formula amplificata.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 9 marzo 2025
Il procuratore: “Condivido le parole della presidente della Cassazione. Dalle carriere separate rischi per i cittadini con un pm che lavora per condanne a tutti i costi”. Procuratore Nicola Gratteri, l’ordinanza sul risarcimento al migrante clandestino della Diciotti fa risalire la tensione fra governo e magistrati. In tempi di riforma sarà così a ogni pronuncia su temi sensibili? “Ha già risposto la presidente della Corte di Cassazione (“Le decisioni sono criticabili, gli insulti inaccettabili” ndr). Condivido pienamente le sue parole”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 9 marzo 2025
Il consigliere laico del Csm: “L’Associazione nazionale magistrati sta sbagliando tutto. Non può dire solamente ‘no’, deve avanzare proposte concrete che tendano anche a concludere la guerra iniziata fra politica e magistratura con Mani pulite”. “L’Associazione nazionale magistrati sta sbagliando tutto. Non può dire solamente ‘no’, deve avanzare proposte concrete che tendano non solo ad autoriformare la magistratura ma anche a concludere la guerra dei trent’anni che è iniziata fra politica e magistratura con Mani pulite. Un esempio? Fossi in loro proporrei il ripristino dell’immunità parlamentare”. A parlare, intervistato dal Foglio, è Ernesto Carbone, componente laico del Csm in quota Italia viva. Da sempre Carbone è contrario alla riforma della separazione delle carriere proposta dal governo, e infatti negli ultimi mesi è stato al fianco delle iniziative dell’Anm: “Ritengo la riforma sbagliata perché non risolve i problemi della giustizia, che vanno dai mille arresti ingiusti ogni anno ai tempi lunghi dei processi. La vedo più come una forma di ripicca della politica nei confronti della magistratura”, ribadisce il consigliere laico, spiegando anche di vedere l’istituzione del doppio Csm (uno per i giudici, uno per i pm) come “il primo passo per portare poi il pm sotto l’esecutivo”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 9 marzo 2025
Sono anni che la normativa in materia di reati di genere si arricchisce di misure repressive e sanzioni. Ciò nonostante, la violenza contro le donne non si attenua. Eppure, ancora una volta, pare che la risposta legislativa sia per il governo la soluzione migliore. La vigilia della giornata internazionale della donna rappresenta senza dubbio la cornice più adeguata entro la quale inserire un nuovo disegno di legge che si occupa di donne, specificamente di quelle che arrivano a morire per il solo fatto di essere donne. Proprio ieri il consiglio dei ministri ha varato un ddl che introduce nell’ordinamento il reato di femminicidio. Il governo non è nuovo alla scelta di date significative per annunciare certi provvedimenti. Già in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, il 25 novembre scorso, la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, aveva comunicato l’inizio dei lavori per la redazione di un testo unico di raccolta delle disposizioni sul contrasto a tale tipo di violenza, com’è stato ricordato nella conferenza stampa di presentazione del nuovo ddl.
di Maurizio Papa
dire.it, 9 marzo 2025
Va in scena anche il flash mob contro il ReArm Europe nella manifestazione programmata in questa giornata simbolica da “Non una di meno”. Un 8 marzo “di lotta e di sciopero”, a Bologna, nelle piazze promosse da Non Una Di Meno: stamattina microfono aperto e laboratori sul Crescentone di piazza Maggiore, poi nel pomeriggio il corteo che partirà alle 16.30 da porta Saragozza. Una giornata di “sciopero politico, dal lavoro produttivo e riproduttivo. Quindi da quello che svolgiamo sul posto di lavoro e salariato, ma anche dal lavoro di cura che svolgiamo nelle nostre case e non solo, sia nello spazio privato che pubblico”: un lavoro “non pagato e anche questo sfruttato”, spiega Carmen di Non Una Di Meno da piazza Maggiore.
di Federica Pennelli
Il Domani, 9 marzo 2025
La rete D.i.Re: il disegno di legge è nato “senza un vero confronto con chi lavora quotidianamente su questi temi”. L’avvocata Aurora D’Agostino, consulente legale del Centro veneto progetti donna: “Non porta alcunché di utile e positivo alle donne che subiscono violenze, a cui ben poco interessa a quale pena verrà sottoposto chi la opera”. Il Consiglio dei ministri ha varato un Ddl che introduce il reato di femminicidio, ma, ancora una volta, non ha tenuto conto di chi la violenza maschile la contrasta ogni giorno, con fondi statali sempre più esigui: i centri antiviolenza.
- Violenza sulle donne: serve un accesso alla giustizia più rapido ed efficace
- Modena. La strage al carcere Sant’Anna 5 anni fa. Le iniziative su diritti e giustizia
- Alba (Cn). Il neo garante dei detenuti, Emilio De Vitto: “Un tavolo per garantire il reinserimento”
- Firenze. Carcere di Sollicciano, ambulatori allagati e trasferiti negli uffici degli agenti
- Pavia. Non solo sport e musica dentro al carcere. Più corsi a favore dell’inclusione sociale











