di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 8 luglio 2025
L’attuale disciplina di trattenimento nei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) non è compatibile con la Costituzione, non rispettando in particolare la riserva di legge assoluta prevista dall’articolo 13, secondo comma. La Consulta non ritiene però di poter porre rimedio a questa situazione di accertata incostituzionalità, ricadendo sul legislatore il “dovere ineludibile” di introdurre una “normativa compiuta, la quale assicuri il rispetto dei diritti fondamentali e della dignità della persona trattenuta”. Una decisione che si fonda sul presupposto del rispetto del principio di leale collaborazione tra organi costituzionali. Ma quanto si può confidare sulla volontà dei poteri chiamati in causa? Di fronte all’inerzia di Governo e Parlamento che farà la Corte?
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 8 luglio 2025
Dopo la sentenza della Corte costituzionale, che riconosce un “vulnus” a danno dei diritti dei migranti nei Cpr, si attende un intervento del legislatore. Nel frattempo sarebbe meglio evitare ulteriori trattenimenti in Albania che, a seguito di questa pronuncia, potrebbero essere oggetto di ricorso. La recente sentenza della Corte costituzionale in tema di centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) lascia un senso di incompiutezza. La Corte, infatti, pur riconoscendo vizi di legittimità nelle norme che disciplinano il trattenimento degli stranieri in tali centri, non ha accolto le questioni di costituzionalità sollevate. Spetta al legislatore - ha detto - sanare i vizi riscontrati. Pertanto, fino a quando quest’ultimo non riterrà di intervenire, la situazione resterà quella attuale, con il “vulnus” rilevato dalla Corte.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 8 luglio 2025
Cinque udienze di convalida per il Cpr di Ponte Galeria e una per quello di Gjader: ragioni diverse ma stesso esito. La Corte d’appello di Roma ha liberato ieri cinque cittadini stranieri rinchiusi nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). Quattro erano a Ponte Galeria, uno a Gjader. Un’altra non convalida del trattenimento l’ha decisa il giudice di pace della capitale. Le motivazioni sono diverse e riguardano le storie singole. La recente sentenza della Consulta sull’illegittimità del trattenimento, perché manca una legge che ne regola i “modi”, è richiamata in una sola decisione. C’è quindi una differenza rispetto alla pronuncia della Corte d’appello di Cagliari che venerdì scorso ha fatto sue le argomentazioni della Corte costituzionale.
di Vincenzo Pellico
La Repubblica, 8 luglio 2025
Dopo le proteste della notte scorsa (domenica 6 luglio), la tensione è ulteriormente salita con centinaia di persone salite sui tetti delle strutture. Chiedono soprattutto celerità nel rilascio dei documenti in particolare per coloro che hanno fatto richiesta di asilo politico. È durata quasi quattro ore la protesta di circa un centinaio di detenuti del Cpr di Bari, che nel pomeriggio di oggi, lunedì 7 luglio sono saliti sui tetti della struttura per denunciare condizioni di vita ritenute insostenibili.
di Franco Giubilei
La Stampa, 8 luglio 2025
Il racconto di una ragazza ospite di San Patrignano: “La droga non bastava mai. Non dormivo più e persi il lavoro. Dopo 22 mesi in comunità è ancora dura”. Che la nuova emergenza si chiami crack lo dicono i dati più recenti sul consumo di droghe e lo testimonia l’esperienza di Nicole, che a 17 anni ha cominciato a fumare cristalli di coca per ritrovarsi molto presto con una dipendenza fortissima. Oggi ha 24 anni e da ventidue mesi segue un programma di recupero nella comunità di San Patrignano.
di Francesco Petrelli
Il Domani, 8 luglio 2025
La quarta Conferenza finanza per lo sviluppo che si è conclusa lo scorso 3 luglio a Siviglia è stata l’evento multilaterale più importante dell’anno per le Nazioni unite. L’appuntamento si è svolto nel momento peggiore per un sistema multilaterale. Per questo bisogna costituire nuove alleanze strategiche contro le disuguaglianze ed è prioritario ridurre il ruolo della finanza privata nel finanziamento per lo sviluppo. La quarta Conferenza sul finanziamento dello sviluppo conclusasi a Siviglia lo scorso 3 luglio è stata l’evento multilaterale più importante dell’anno per le Nazioni Unite, con 70 paesi partecipanti, decine di leader convenuti e le fondamentali questioni sul tavolo per il presente e il futuro prossimo di milioni di persone in tutto il mondo. Eppure rischia di passare inosservata per il succedersi frenetico e disordinato delle crisi degli ultimi mesi.
di Rosario Aitala
Avvenire, 8 luglio 2025
La Storia si vendica sempre dell’incoerenza e dell’abuso. L’alternativa alle regole è il ritorno alla forza come misura nei rapporti fra Stati, ha ammonito il presidente Mattarella. Il mito della “guerra giusta” sta rovesciando il mondo. L’egemone che si prepara a versare il sangue confeziona narrazioni per propagandare la propria causa. Le cuce con cura, su misura per il proprio pubblico. Le colma di appelli emotivi per eccitare odio, rabbia, paura, entusiasmo. Galvanizza i combattenti, mobilita le masse, demonizza il nemico, forgia alleanze politiche, falsifica, manomette, manipola.
di Mauro Del Corno
Il Fatto Quotidiano, 8 luglio 2025
E gli elettorati puniranno i governi che lo raggiungono. L’unico Paese che può dirsi relativamente tranquillo è la Germania. Tutti gli altri hanno messo il carro davanti ai buoi, accettando il piano Nato senza ancora sapere dove trovare il denaro. Si fa presto a dire 5%. Passare dalle promesse ai fatti, è un altro paio di maniche, non solo per l’Italia. L’impegno concordato a livello Nato dai paesi europei di alzare significativamente le spese per armi ed eserciti è stato assunto con superficialità e senza fare troppi conti. Del resto, per i capi di governo promettere qualcosa che, molto probabilmente, dovrà poi realizzare qualcun altro, ammesso che deciderà farlo, non è cosa insolita. L’impressione è che si siano sottoscritti impegni estremamente gravosi, con aumenti di spesa nell’ordine di centinaia di miliardi di euro l’anno, curandosi poco delle conseguenze. E ora i primi nodi stanno venendo al pettine.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 8 luglio 2025
La pace tra Ucraina e Russia passa attraverso lo scambio di prigionieri. Ne sono convinti alcuni dissidenti e oppositori politici russi in carcere, che hanno scritto una lettera diffusa dall’agenzia Reuters. Tra i firmatari l’avvocato Alexei Gorinov (si veda Il Dubbio del 15 febbraio 2024) e Alexander Shestun, ex amministratore pubblico finito in galera per essersi opposto al progetto di un impianto per lo smaltimento di rifiuti nel distretto di Serpukhov, non distante da Mosca (si veda Il Dubbio del 5 dicembre 2022). I dissidenti dietro le sbarre chiedono alla comunità internazionale, rivolgendosi a partire dai primi ministri e ai Capi di Stato dei Paesi europei, di effettuare immediatamente uno scambio di prigionieri di guerra e civili, secondo la formula “tutti per tutti”, compresi gli ostaggi civili ucraini.
di Gian Luigi Gatta
sistemapenale.it, 7 luglio 2025
Prendo in prestito il titolo di questo editoriale da quello di una meritoria iniziativa sul tema del caldo in carcere organizzata a Monza dalle Camere penali del distretto di Milano, il prossimo 17 luglio. E muovo da una prima considerazione: Francesco Petrelli (Presidente Ucpi), Cesare Parodi (Presidente Anm) ed io eravamo stati facili profeti. In un articolo pubblicato un mese fa su Repubblica e ripreso sulle pagine della nostra Rivista, avevamo sottolineato l’urgenza di un intervento per ridurre il numero dei detenuti nelle nostre carceri, sovraffollate e teatro di frequenti suicidi. Nel farlo, avevamo così chiosato: “l’estate, periodo critico, è ormai alle porte”.
- Il carcere rovente di Alemanno e dei 62mila senza nome
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