garantedetenutilazio.it, 11 marzo 2025
La presidente della Corte d’Appello di Roma, Roberta Palmisano, ha illustrato il programma. Ieri, lunedì 10 marzo 2025, ha preso avvio un ciclo di incontri organizzati dall’Osservatorio per la Giustizia di Comunità della Corte d’Appello di Roma, focalizzato sull’esecuzione della pena e la tutela dei diritti. Nel corso della presentazione del programma, la presidente della Corte d’Appello di Roma, Roberta Palmisano, ha messo in luce la grave situazione del sovraffollamento carcerario in Italia, con 62.165 detenuti a fronte di soli 51.323 posti disponibili. Nel Lazio, il tasso di sovraffollamento raggiunge un preoccupante 146,7%, con un impatto diretto sulle condizioni di vita all’interno delle carceri, sulla dignità dei detenuti e sulla loro possibilità di reintegrazione sociale.
di Francesco Iori
Il Mattino di Padova, 11 marzo 2025
Il libro di Vera Zamagni fa un focus su una realtà quarantennale che dà lavoro a quasi 600 persone con 12 milioni fatturato guidata da Boscoletto. All’inizio, una quarantina di anni fa, erano i classici quattro amici al bar. Oggi, la loro è diventata una realtà di punta nel campo della cooperazione sociale, che dà lavoro a poco meno di 600 persone, con un fatturato di oltre 12 milioni di euro, che opera in quattro macro-settori: parchi e giardini, ambiente, contact center, servizi vari a partire dalla gestione museale; e rappresenta una realtà di riferimento a livello nazionale per il supporto lavorativo ai carcerati. Si chiama Giotto, e ad essa ha dedicato un ampio saggio Vera Zamagni, docente all’università di Bologna, una delle maggiori studiose del terzo settore (“La cooperativa sociale Giotto, una normalità eccezionale”, edizioni Il Mulino).
di Adele Oriana Orlando
iltquotidiano.it, 11 marzo 2025
Atotus, Tabita e l’Ortazzo hanno lanciato “Cuciamo nuove opportunità”. I corsi, della durata di 50 ore, insegnano tecniche utili per le riparazioni degli indumenti, ma anche di come dare vita a un nuovo abito partendo da qualcosa che già posseggono. Stoffe, fili e nuovi progetti sono entrati nella casa circondariale di Trento a inizio mese, nella giornata di lunedì 3 marzo e ci rimarranno per un paio d’anni, il tempo che è stato dato al progetto “Cuciamo nuove opportunità” organizzato da Atotus, Tabita e L’Ortazzo, con la partecipazione della fondazione Cassa Rurale di Trento che ha finanziato questa nuova opportunità a favore di alcune delle persone detenute.
di Roberta Barbi
vaticannews.va.it, 11 marzo 2025
Il 26 febbraio scorso al Quirinale si è svolta la cerimonia di premiazione per 28 cittadini che si sono distinti per meriti, tanto da ricevere le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica. Tra loro uno storico esponente dell’economia carceraria italiana: Carmine Falanga, fondatore e presidente della cooperativa che lavora con gli istituti di pena di Alessandria. È tutt’altro che un cervello in fuga - anche se nel nome della cooperativa, Idee in fuga, il sostantivo associato al carcere richiama un altro gioco di parole - Carmine Falanga, da pochi giorni insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, che ha ricevuto dal presidente Sergio Mattarella grazie al suo lavoro con i detenuti degli istituti di pena di Alessandria: “Per la sua attività volta a creare una sinergia tra le mura del carcere e le imprese”, si legge nella motivazione. “È stata la giornata della consapevolezza che facciamo qualcosa di buono e significativo per la collettività - commenta con i media vaticani - voglio condividere questo premio soprattutto con i miei ragazzi che ogni giorno s’impegnano fino in fondo per cambiare la propria vita”.
di Lara De Luna
La Repubblica, 11 marzo 2025
Quattro tirocinanti in permesso premio dall’istituto di pena avranno la possibilità di seguire, anche grazie a questa esperienza, un percorso formativo per il diploma dell’Alberghiero. Non è solo Mare Fuori. Nei giorni della messa in onda della nuova stagione della fortunata serie targata Rai 1, importanti notizie arrivano dal mondo reale che gravita attorno ai penitenziari minorili. Notizie belle e buone, almeno così è nel caso che vede insieme il carcere minorile di Nisida (isolotto vulcanico in area flegrea) e la Presidenza della Repubblica. Alcuni degli ospiti dell’Istituto partenopeo, infatti, studieranno e lavoreranno all’interno delle cucine del Quirinale fino al 13 marzo. I ragazzi che vivranno questa importante opportunità formativa sono 4 e tutti hanno scelto di affrontare il percorso di studi che prevede come obiettivo il diploma di scuola secondaria di istituto alberghiero. Nello specifico, tutti i ragazzi hanno scelto l’indirizzo cucina.
di Giulia Rocchi
romasette.it, 11 marzo 2025
Lucia Di Mauro, che perse il marito ucciso nel 2009 dalla camorra, racconta la sua storia legata a un percorso di giustizia riparativa, dando il via alla Settimana diocesana per la pastorale dei detenuti. Lucia Di Mauro rimane vedova nel 2009. Suo marito Gaetano Montanino, guardia giurata, viene ucciso a Napoli dalla camorra. Tra i suoi assassini c’è Antonio, all’epoca diciassettenne. La sua riabilitazione passa soprattutto attraverso di lei, Lucia, assistente sociale abituata a occuparsi di ragazzi in contesti difficili. Insieme iniziano un percorso di giustizia riparativa, grazie anche a Libera di don Luigi Ciotti. Antonio oggi lavora ed è sposato, mentre Lucia racconta la sua storia - sulla quale sono stati realizzati, tra l’altro, anche un libro e un podcast - in incontri in giro per l’Italia. Questo pomeriggio, 10 marzo, alle 18 è al Pontificio Seminario Maggiore, protagonista de “L’abbraccio che ripara. Perdonare un delitto”, promosso dal Servizio diocesano per la pastorale carceraria. Si darà il via così alla Settimana di animazione per la pastorale delle persone detenute, organizzata per la prima volta nella diocesi di Roma.
portalegiovani.comune.fi.it, 11 marzo 2025
Rieducazione, umanizzazione e riparazione: per Ernesto Balducci il carcere non doveva essere luogo di punizione fine a se stessa, ma un’opportunità per la riabilitazione del detenuto e il suo reinserimento nella società. Criticava le condizioni disumane di molte carceri, sostenendo la necessità di garantire ai detenuti il rispetto dei diritti umani fondamentali; promuoveva una giustizia che non si limitasse a punire, ma che si concentrasse sulla riparazione del danno causato dal reato, coinvolgendo sia la vittima che il reo.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 11 marzo 2025
Dopo anni di silenzio, il Parlamento sembra disponibile a presentare una bozza che possa dare veste giuridica a quanto disposto dalla sentenza della Corte costituzionale sull’aiuto al suicidio medicalizzato. Non è da escludere che la recente normativa toscana o il prossimo regolamento che Luca Zaia prepara in Veneto possano ormai aver fatto capire al Parlamento che ulteriori ritardi non sarebbero stati possibili. Così nasce una bozza preliminare in merito, a firma del senatore Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 11 marzo 2025
Ho dovuto rileggere due o tre volte le agenzie sulla legge sul suicidio assistito che sta scrivendo il comitato ristretto al Senato. Ci sarebbe molto da dire anche su questa ristrettezza del comitato, sui tempi e sull’incapacità del legislatore di copiare due sentenze della Corte costituzionale, la 242 del 2019 e la 135 del 2024. Ma forse il comitato si è superato - o meglio ha confermato le aspettative più basse. La prima meraviglia si trova già nei titoli. “Fine vita: relatore, ok paletti Consulta e obbligo cure palliative. È lo schema di ddl proposto dal Comitato ristretto al Senato” e “Fine vita: relatore, paletti Consulta e obbligo cure palliative (2). Ecco il testo dello schema di legge, in due articoli” (Ansa, 5 marzo 2025).
di Alessia Candito
La Repubblica, 11 marzo 2025
Sottoposto a accertamenti medici solo quando il cancro al pancreas che lo divora è diventato incurabile. L’europarlamentare di Avs e sindaco della cittadina calabra: “Gli restituiamo dignità. E poi faremo un esposto”. Un posto per morire. Nella pace che può concedere un tumore al quarto stadio che dal pancreas si è diffuso divorando viscere e midollo. Nel calore di un posto in cui straniero non è nessuno. Habashy Rashed Hassan Arafa alla fine ha chiesto solo questo, perché non gli rimane altro, neanche i giorni necessari per tornare un uomo libero. Condannato a cinque anni come “capitano” di una delle tante carrette che attraversano il Mediterraneo, solo quando il cancro che lo stava divorando è arrivato al quarto stadio ha avuto la grazia di un’ecografia che lo accertasse. Solo adesso che sta per morire ha potuto lasciare il carcere e andare a Riace, che gli ha aperto le porte. “Non abbiamo esitato un secondo. I suoi più elementari diritti umani sono stati violati. Gli restituiamo almeno la dignità”, spiega il sindaco e europarlamentare di Avs Mimmo Lucano.











