di Davide Varì
Il Dubbio, 11 marzo 2025
L’attacco contro la Cassazione dopo la pronuncia sulla nave Diciotti è l’ennesimo segnale di un esecutivo che, preso dal furore iconoclasta, si scaglia contro il totem della giurisdizione. Il Governo è sull’orlo di una crisi di nervi: l’attacco contro la Cassazione dopo la pronuncia sulla nave Diciotti è l’ennesimo segnale di un esecutivo che, preso dal furore iconoclasta, si scaglia contro il totem della giurisdizione. Un nervosismo che rischia di travolgere persino la riforma della giustizia, quella chimera che (quasi) ogni governo accarezza e poi sacrifica sull’altare della propria incompetenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 marzo 2025
Oggi vertice di maggioranza a via Arenula: il ministro vuol mettere al sicuro il referendum sulla legge-chiave. Sarà una riunione difficile. Non tutti saranno d’accordo con la linea di Carlo Nordio. Ma la tensione coi magistrati non è mai stata così alta, ed è proprio per spegnere l’incendio che il guardasigilli ha convocato il vertice “informale” di oggi. Vi parteciperanno i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, insieme con i capigruppo di tutti i partiti del centrodestra. E sarà l’occasione per chiarire che la separazione delle carriere è così importante da imporre anche qualche rinuncia, temporanea almeno, ad altri dossier.
di Michele Passione
Il Dubbio, 11 marzo 2025
L’impietosa analisi dell’avvocato Michele Passione sul testo presentato dal Governo venerdì scorso, portatore di una cultura vendicativa del diritto penale. “Sono contro l’ergastolo, innanzitutto perché non riesco a immaginarlo”. Mi è tornata in mente questa frase di Pietro Ingrao (di cui quest’anno ricorre il decennale dalla morte), un politico (e tante altre cose) capace di riflettere sui temi grandi con un pensiero che scavava la superficie delle cose e andava in profondità. Forse per questo, non certo perché non cogliesse l’abominio della pena perpetua, e nemmeno perché ne ignorasse i numeri che la connotano (circa 1.900 sono gli ergastolani, cresciuti quasi del 50% dal 2006 al 2024, e soprattutto quintuplicati dal 1992, sebbene il numero annuo di omicidi sia rimasto costante), si diceva incapace di immaginare la ragione per la quale ancora valga, e sempre più, l’indecenza del raddoppio del male, e incapace di arrendersi all’idea che lo Stato si prenda la vita di un altro, replicando al male con la morte per pena.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 11 marzo 2025
“La proposta di introdurre il reato di femminicidio, certamente comprensibile nell’intento di contrastare un fenomeno odioso, suscita perplessità, non solo per come viene formulata la nuova fattispecie penale, ma perché sembra collocarsi nell’ambito del crescente utilizzo del diritto penale in chiave simbolica e quasi consumistica che va avanti da troppi anni. Da molti anni siamo di fronte a vere e proprie operazioni di marketing, spesso tese a ottenere ricadute in termini di consenso elettorale. Ci sono tutti gli elementi per definire anche il femminicidio un reato spot, non a caso è stato proposto in coincidenza con una data particolare”. Così, intervistato dal Foglio, il professore Vittorio Manes, docente di Diritto penale all’Università di Bologna, commenta il ddl varato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso (alla vigilia della Giornata internazionale della donna), che introduce nella legislazione italiana il reato di femminicidio.
di Carlo Canepa
pagellapolitica.it, 11 marzo 2025
Prima di diventare ministro della Giustizia, era contrario a “leggine ad hoc” che allungassero il codice penale. Ora sembra aver cambiato idea. “Un risultato epocale, una grande svolta”. Così il 7 marzo, durante una conferenza stampa, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il disegno di legge approvato dal governo che vuole introdurre il reato di “femminicidio” nel codice penale. Secondo Nordio, questa proposta “costituisce una manifestazione potente di un’attenzione a questa problematica, che è emersa in questi ultimi anni in maniera così dolorosa, e che deve, doveva, avrebbe dovuto e ha avuto una sanzione, un riconoscimento penale di prima levatura”. Il ministro ha aggiunto che il disegno di legge approvato dal governo “inasprisce le pene, che peraltro erano già molto elevate,” sulla violenza contro le donne, e manda “un segnale di attenzione particolare da parte dello Stato a questo fenomeno pernicioso e odioso del femminicidio”. Le parole pronunciate da Nordio in conferenza stampa contraddicono quanto scritto e dichiarato in passato da lui stesso, sia sul femminicidio sia più in generale sull’allungamento del codice penale con l’introduzione di nuovi reati.
d Paolo Comi
L’Unità, 11 marzo 2025
Le pratiche a “tutela” si aprono solo contro i giornalisti che scrivono articoli non graditi e non invece se un magistrato viene minacciato di morte dai mafiosi o dagli ‘ndranghetisti. Pare essere questa la linea di condotta del Consiglio superiore della magistratura che ha deciso di archiviare la richiesta di aprire una pratica a tutela nei confronti di Marcello Viola, procuratore di Milano, e Alessandra Cerretti, pm della locale Direzione distrettuale antimafia. I due magistrati nelle scorse settimane sono stati minacciati da esponenti dei clan coinvolti nella maxi inchiesta “Hydra” sull’alleanza delle tre mafie. I carabinieri hanno anche rinvenuto un arsenale che, secondo i primi accertamenti, doveva essere utilizzato proprio per far saltare in aria Viola e Cerretti.
ansa.it, 11 marzo 2025
Lucchini e Tironi: percorsi professionalizzanti e competenze per ritorno a legalità. Promuovere l’inclusione socio lavorativa dei detenuti e delle persone sottoposte a misure di esecuzione penale esterna investendo su progetti professionalizzanti che consentano loro, una volta scontata la pena, di inserirsi nel mondo del lavoro e di prevenire la recidiva. Questo l’intento delle proposte progettuali approvate dalla Giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Simona Tironi. Le risorse messe a disposizione saranno pari a 10,8 milioni di euro e si riferiscono all’Avviso del ministero della Giustizia “Una Giustizia più Inclusiva” del PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. I percorsi saranno condivisi con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Milano (PRAP) e gli Istituti penitenziari della Lombardia.
di Maria Francesca Rivano
La Stampa, 11 marzo 2025
Nella sezione femminile solo pochi corsi, sono il mondo del volontariato e il Soroptimist i sostenitori più attivi. Sono una realtà per molti versi invisibile. Scontano la pena per i reati commessi, cercando di ricostruirsi una vita. E sebbene tra il carcere e la città di Vercelli si stiano costruendo spazi di incontro sempre più significativi, il mondo femminile è quello che arranca maggiormente. Minoranza nella minoranza, le donne detenute in città sono un piccolo gruppo eterogeneo per provenienza, età e retroterra culturale. Anche per questo, risulta più complesso offrire loro opportunità di formazione e recupero.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 11 marzo 2025
Sono stati trasferiti i detenuti dell’Alta sicurezza, ma non i definitivi. E resta l’incertezza sui tempi. Dal Pratello resta aperta l’ipotesi di spostare una quindicina di ragazzi, “senza contatti col territorio”. Passano i giorni. Ma alla Dozza i passaggi necessari all’approdo di una cinquantina di giovani adulti, provenienti dai minorili, in una sezione dedicata - sulla carta solo temporaneamente - a ospitarli sono in alto mare. Tra le date ipotetiche per il trasferimento dei ragazzini, è infatti trapelata la possibilità del 17 marzo. Ossia, lunedì prossimo.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 11 marzo 2025
Garante fiorentino dei detenuti, forse siamo alla svolta. Nella riunione flash dei capigruppo di ieri, convocata con urgenza dal presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione, è stato deciso che la modifica del regolamento dell’assemblea cittadina, propedeutica alla riapertura del bando per l’individuazione del garante, sarà discussa giovedì prossimo nella commissione Affari istituzionali. Poi andrà rapidamente al voto in Consiglio, già il lunedì 17. Una volta che il regolamento sarà approvato potrà riaprire il bando e la lacuna del garante sarà colmata.
- Roma. Al via gli incontri sull’esecuzione della pena e la tutela dei diritti
- Padova. Giotto, una coop dalla “normalità eccezionale”
- Trento. Corsi di cucito e moda in carcere, iniziativa di tre realtà del tessile sostenibile
- Alessandria. Mattarella premia “Idee in fuga”: riconoscimento per chi prova a cambiare vita
- Napoli. E i giovani detenuti del carcere minorile di Nisida ora lavorano nelle cucine del Quirinale











