di Stefano Milani
collettiva.it, 7 luglio 2025
E chi l’avrebbe mai detto: tocca ringraziare Gianni Alemanno, uno dei peggiori sindaci dai tempi di Nerone. E invece eccolo lì, recluso a Rebibbia, profeta del caldo assassino. Mentre 62mila corpi si dissolvono in celle-forno, lui annota la tragedia e, come per magia, i palazzi del potere si ricordano che dietro le sbarre c’è vita. Non bastavano i suicidi, i malori, i rapporti ignorati. Serviva un reduce da Campidoglio per fare audience. E per svegliare il torpore istituzionale. Così Fontana visita, La Russa si commuove, Nordio si agita. E agisce: va da MediaWorld e ordina mille congelatori a pozzetto. Uno ogni 62 condannati al disagio. Mentre il decreto “Carcere sicuro” resta ibernato, senza fondi, decreti attuativi né senso.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 7 luglio 2025
Crescono le denunce dei sindacati e dell’opposizione: Italia Viva e Azione accusano il governo di immobilismo e propaganda securitaria. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, venerdì ha visitato Rebibbia e chiesto interventi contro sovraffollamento e carenze di organico. Un altro suicidio dietro le sbarre. Un uomo di circa 40 anni, di origine magrebina, si è tolto la vita nella sua cella nella casa di lavoro di Vasto, in Abruzzo. Era detenuto nell’articolazione per la Tutela della salute mentale. È stato trovato impiccato, senza vita.
di Francesco Lo Piccolo
vocididentro.it, 7 luglio 2025
Il suicidio nel carcere di Vasto (39mo dall’inizio dell’anno) è l’ennesima dimostrazione di un sistema che porta le persone alla disperazione. Un sistema che genera morte. Pur considerando che i suicidi sono fatti che attengono a problematiche personali, quando avvengono mentre la persona è nelle mani dello Stato, allora non si possono più definire suicidi. Troppo comodo deresponsabilizzarsi scaricando il problema alla “vittima”. Il carcere è invivibile, pura sofferenza. Oggi, non sentirsi addosso la responsabilità dei suicidi in carcere è la cosa più orribile che possa capitare a questa nostra umanità. Purtroppo oggi ci accompagna solo l’indifferenza.
di Marco Marelli
La Regione, 7 luglio 2025
Uccide di più il carcere che la criminalità organizzata. Calcolando solo i suicidi, e soltanto quelli dei detenuti (si tolgono la vita anche le guardie carcerarie), nel 2024 il carcere in Italia ne ha uccisi 91 (35 nei primi quattro mesi di quest’anno), mentre gli omicidi della criminalità organizzata nel 2024 sono stati 15. Negli ultimi dieci anni nelle carceri italiane si sono suicidati 661 detenuti, mentre gli omicidi firmati dalla mafia sono stati 331. Con il passare degli anni i primi sono cresciuti in modo verticale, i secondi sono crollati. Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un forte richiamo alla politica affermando che siamo in presenza di “una vera e propria emergenza sociale, sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
di Francesca Moriero
fanpage.it, 7 luglio 2025
Potrebbe essere alle porte la creazione di un servizio segreto penitenziario, con agenti sotto copertura e identità fittizie all’interno delle carceri. Un progetto riservato, che solleva interrogativi su diritti, trasparenza e giustizia. Potrebbe essere ormai pronto un decreto che, sotto il nome di “operazioni sotto copertura per la sicurezza degli istituti penitenziari”, darebbe vita a un nuovo e inedito servizio segreto interno alle carceri italiane. Il testo circolerebbe già negli uffici del ministero della Giustizia e sarebbe destinato ad approdare a Palazzo Chigi nelle prossime settimane. La misura, fortemente voluta dal sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, esponente di Fratelli d’Italia, avrebbe l’obiettivo dichiarato di rafforzare la sicurezza interna alle carceri.
di Imran Faisal
La Repubblica, 7 luglio 2025
La vicenda in gran parte emblematica di un giovane finito per caso nelle maglie della giustizia in Grecia e con strascichi fino alla Cassazione italiana. Dal sito di Nessuno Tocchi Caino riportiamo questa lettera di un detenuto pakistano, che racconta la sua storia di immigrato, oggi rinchiuso nel carcere di Bollate.
di Nicola Colaianni
La Repubblica, 7 luglio 2025
La manifestazione di protesta dei precari addetti all’ufficio del processo davanti al tribunale di Bari ha evidenziato il rischio di un ulteriore aggravamento della condizione critica della giustizia. Le cronache narrano di processi penali che non vedranno il 2026 perché rinviati all’inverno del 2027. Del resto, un processo non complicato, essendovi delle videoriprese, come quello per le aggressioni di carattere fascista imputate ad esponenti di Casa Pound, risalenti al settembre 2018, andrà a sentenza solo il 30 ottobre: dopo sette anni.
di Alessandro Numini*
progetto-radici.it, 7 luglio 2025
In Italia, la giustizia non si consuma più solo nelle aule dei tribunali, ma anche, e sempre più spesso, nei salotti televisivi, sui social network e nelle prime pagine dei quotidiani. Quello che dovrebbe essere un principio sacrosanto dello Stato di diritto, la presunzione di innocenza, rischia quotidianamente di essere calpestato da un sistema dell’informazione che, tra fretta, sensazionalismo e audience, diventa giudice e giuria ben prima che lo faccia un tribunale. Basta un’indagine aperta, una perquisizione, o anche solo un avviso di garanzia, perché un cittadino venga trasformato in colpevole agli occhi dell’opinione pubblica.
rainews.it, 7 luglio 2025
Verrà potenziato il supporto alle singole Asl, sul cui territorio sono presenti istituti penitenziari. Su iniziativa del presidente Francesco Rocca, la giunta regionale ha approvato il documento sulla “Riorganizzazione dei servizi sanitari in ambito penitenziario nel Lazio”, che mira a potenziare il supporto alle singole Asl, sul cui territorio sia presente uno o più istituti detentivi. Lo scopo è quello di ad assicurare l’erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e cure per le persone recluse nelle carceri.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 7 luglio 2025
Tra le situazioni peggiori quella del Lorusso e Cutugno con locali inagibili e un sovraffollamento che raggiunge il 160%. Gli spazi vitali angusti, gli scarafaggi in cella e nelle aree comuni, rumori costanti, disagio e alienazione, prigioni bollenti e inabitabili, muffe e infiltrazioni ovunque. La scarsa igiene, la convivenza con altri corpi che hanno esigenze e abitudini differenti. I pasti consumati sul letto, a volte per terra. L’associazione Luca Coscioni rende pubbliche le relazioni delle Asl sugli istituti penitenziari, tra il 2023 e il 2024.
- Piemonte. Carceri sovraffollate e roventi e manca il Garante dei diritti dei detenuti
- Vasto (Ch). Detenuto con fragilità psichiche si suicida nella Casa di lavoro
- Vigevano (Pv). Ex detenuto denuncia le condizioni del carcere: “Ho visto un 19enne darsi fuoco”
- Roma. Tiziano e la meningite presa in carcere: “Ora è salvo, ma non sappiamo dove curarlo”
- Prato. Emergenza carcere, “Lavoro lì da 40 anni. Servono impegni concreti”









