di Angela Stella
L’Unità, 8 luglio 2025
In 100 tra legali, giuristi e toghe hanno già aderito all’appello, tra loro Nello Rossi. L’obiettivo è convincere il Parlamento a riesaminare il ddl Giachetti. Sovraffollamento che sfiora il 130 per cento e trentasette suicidi in carcere dall’inizio dell’anno, ossia in poco più di sei mesi. L’ultimo, in ordine di tempo, domenica scorsa: un detenuto di origine magrebina, di circa 40 anni, con problemi di natura psichica e per questo da qualche giorno allocato presso l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, è stato ritrovato impiccato nella sua cella della casa di lavoro di Vasto (Abruzzo), come reso noto da Gennarino De Fazio, segretario Generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Il presidente del Senato sarebbe pronto a sostenere la proposta di Roberto Giachetti. La premier sarebbe avvisata: non ostacola né aiuta. La soluzione per l’emergenza carceri sarebbe tutta nelle mani del presidente del Senato Ignazio La Russa. Com’è noto, la seconda carica dello Stato negli ultimi mesi ha aperto favorevolmente alla proposta di legge di Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale. “Di questo problema del sovraffollamento ci dobbiamo assolutamente occupare. Ne ho parlato con Giorgia Meloni, so che è un tema che lei avverte in maniera importante. C’è una proposta Giachetti che non so se possa essere considerata accoglibile in toto, ma è un argomento su cui farò moral suasion perché se ne discuta”: aveva detto a metà maggio durante un convegno sulle carceri, promosso dalla comunità “La Valle di Ezechiele”, guidata da don Davide Riboldi.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Carceri affollate e condizioni di detenzione insostenibili. Con il problema più grande: dimenticarsi di chi è ospitato negli istituti penitenziari. A questi temi è dedicata la giornata di studi organizzata dall’Organismo congressuale forense. Appuntamento il 10 luglio a Roma, nella sede del Cnel di viale Lubin. La scelta dell’Ocf di organizzare un convegno presso il Cnel, per affrontare in modo strutturato l’emergenza carceraria italiana, nasce dalle considerazioni emerse in numerosi incontri pubblici e dalla necessità di dare risposte concrete a una situazione che si aggrava quotidianamente.
di Gianpaolo Catanzariti
Il Dubbio, 8 luglio 2025
Da alcuni mesi sul muro del silenzio, calato sulle disumane condizioni di vita dei detenuti e che impedisce la fuoriuscita di una qualsivoglia voce in grado di raggiungere un pezzo di opinione pubblica distratta e senza più passione civile, si è, finalmente, aperta qualche crepa. Grazie alla infaticabile opera di due detenuti del carcere di Rebibbia, Fabio Falbo e Gianni Alemanno. Il primo, il classico detenuto ignoto, figlio sfortunato di una terra bistrattata e violentata da forme di potere criminale, ma anche istituzionale e non solo politico, la Calabria, laureatosi in legge in carcere dove sta scontando una lunga pena.
di Massimo Pandolfi
Il Resto del Carlino, 8 luglio 2025
Caccia all’uomo. Caccia a un uomo. Un ragazzo, più che un uomo. Un bulletto di 26 anni, capobanda, manipolatore - come lo hanno definito in tanti - che quasi sette anni fa ha compiuto la sciocchezza più grande della sua vita. In una discoteca strapiena - troppo strapiena - a Corinaldo, in provincia di Ancona, ha spruzzato dello spray al peperoncino, creando il panico e provocando una fuga di massa. Fu una tragedia. Persero la vita sei persone: cinque ragazzi e una mamma. Morti schiacciati. Il peggio del peggio.
di Roberto Cavalieri*
bologna2000.it, 8 luglio 2025
Il caso di Andrea Cavallari, il 26enne condannato per la strage di Corinaldo che ha ottenuto un permesso per discutere la tesi di laurea e non è più rientrato in carcere, ha sollevato polemiche. L’opinione pubblica condanna l’assenza di controllo durante il permesso e contesta la possibilità di concedere benefici a chi si è reso responsabile di reati tanto gravi. A essere più ferite, però, sono le famiglie delle vittime, che ancora una volta sentono le loro istanze trascurate e non riconosciute. L’aspetto su cui dovremmo riflettere non è l’esistenza di strumenti come i permessi premio o il lavoro esterno, che non vanno assolutamente demonizzati, bensì la totale assenza di percorsi dedicati alle vittime, capaci di riconoscerle pienamente e di stimolare negli autori dei reati una reale assunzione di responsabilità.
di Federico Zanon*
quotidianosanita.it, 8 luglio 2025
In questi giorni fioriscono gli appelli accorati sul problema del carcere. Si parla di caldo, suicidi, sovraffollamento, carenza di personale. E si invocano le solite soluzioni di compromesso: più personale, più strutture, più sanitari. Parrebbe quasi, leggendo certi commenti, che installando un paio di condizionatori, mettendo qualche psicologo in più, diminuendo i suicidi, il sovraffollamento e le carenze di personale, il carcere potesse magicamente diventare quel trattamento “non contrario al senso di umanità e tendente alla rieducazione del condannato” riservato a chi è colpevole perché giunto ad una “condanna definitiva”, di cui parla la nostra ignorata Costituzione.
di Valter Vecellio
huffingtonpost.it, 8 luglio 2025
Ragionamenti attorno alle dichiarazioni più o meno chiare del prof. Mario Serio, componente del collegio nazionale, intervistato dal Manifesto. È una di quelle benemerite istituzioni con le quali ci si augura di non dover mai avere a che fare: il Garante dei detenuti. Le funzioni e le prerogative, i compiti e i ruoli del Garante sono importanti e delicati.
di Michele Bellame
anteprima24.it, 8 luglio 2025
L’Osservatorio Regionale campano sulle condizioni delle persone private della libertà personale ha lanciato un appello accorato, unendosi alle numerose voci che hanno già manifestato inquietudine per la situazione critica che sta attraversando l’Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il timore è legato alle dimissioni a catena di figure chiave dell’organismo: un’emorragia di competenze che rischia di compromettere la capacità del Garante di svolgere con efficacia il proprio delicato ruolo di vigilanza e tutela.
di Davide Vari
Il Dubbio, 8 luglio 2025
“Separazione delle carriere necessaria ma non sufficiente. Il sistema delle indagini va rivisto”. Il referendum sulla riforma della giustizia si terrà “nei primi mesi del 2026”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso della trasmissione Quarta Repubblica su Rete4, assicurando che il disegno di legge sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è “in dirittura d’arrivo per l’approvazione in prima lettura al Senato” e che “la seconda lettura sarà più semplice e rapida”. Nordio ha rivendicato il percorso riformatore, definendo la separazione delle carriere e la previsione di due distinti Consigli superiori della magistratura come un intervento “necessario, ma non sufficiente”. Per migliorare l’efficienza della giustizia, ha aggiunto, “saranno necessarie anche altre riforme”.
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