di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 12 marzo 2025
Mai così tanti. Sono 55 i “giovani adulti” tra i 18 e i 24 anni. I cappellani: “In queste condizioni è difficile il percorso rieducativo”. Gli avvocati: “Servono misure d’emergenza”. Come in una escalation continua, i numeri sono giunti a toccare una soglia che non è solo simbolica. È concreta, perché rappresenta plasticamente le difficoltà che vivono tutti coloro che si trovano oltre quelle mura, oltre quelle sbarre. Il carcere di Bergamo è arrivato - tra lunedì e ieri, secondo i dati ufficiali del ministero della Giustizia - a quota 600 detenuti. Mai così tanti da quando ci sono dati puntuali e anche stando alla memoria di chi da lungo tempo opera in via Gleno.
romadailynews.it, 12 marzo 2025
Il segretario di Radicali italiani, Filippo Blengino, insieme all’associazione “Nessuno tocchi Caino”, ha visitato ieri il carcere minorile di Casal del Marmo a Roma. Lo riporta una nota ufficiale. Nella struttura, il 60% dei detenuti è in attesa di giudizio, la sezione maschile è sovraffollata, con 61 ragazzi in 52 posti disponibili, e si nota un evidente disagio psichico. “Dopo la visita all’istituto penale per minorenni, esco profondamente angosciato e commosso, e con la convinzione che lo Stato sia assente anche qui”, dichiara Blengino. Molti ragazzi mostrano segni evidenti di autolesionismo, in particolare tagli sulle braccia. Il personale è costretto a sopperire alle mancanze gravissime e alle negligenze.
Il Resto del Carlino, 12 marzo 2025
Un servizio che assicura una conoscenza reciproca e che rappresenta un nuovo inizio per le persone, minorenni e in età adulta, sottoposte a misure esterne all’Istituto penale. Sulla base di uno specifico accordo tra Comune di Cesena, Unione Valle del Savio e Ministero della Giustizia - Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, sarà attivato negli spazi dell’hub di comunità di Sant’Egidio un Ufficio di prossimità Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna).
di Antonio Mattone
Il Mattino, 12 marzo 2025
È stato un incontro intenso e schietto quello di Fiammetta Borsellino con cento detenuti del carcere di Secondigliano. La figlia del giudice ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992, è stata invitata dalla Comunità di Sant’Egidio, ed è stata per due ore a tu per tu con i reclusi schierati in prima fila, per una volta protagonisti e non relegati nelle retrovie come invece avviene in tante manifestazioni che si svolgono dentro le mura dei penitenziari. Fiammetta subito rompe il ghiaccio e previene una delle domande più scontate: “Io sono qui perché credo nel cambiamento. Alimentare la rabbia è un atteggiamento sterile e non fa resuscitare i morti”.
lavocediferrara.it, 12 marzo 2025
Appuntamento speciale nella chiesa di San Paolo a Ferrara sabato 22 marzo alle ore 20.30. La voce degli ex detenuti del carcere milanese di San Vittore unita a quelle dell’Accademia Corale Vittore Veneziani e de I Cantori del Vòlto. Gli archi e i fiati dell’Orchestra Antiqua Estensis, con cantanti e musicisti solisti d’eccezione come Paolo Ghidoni. E le voci recitanti del Macró Maudit Teáter di Milano. Insieme per interpretare a Ferrara, in questo tempo di Quaresima, i temi de La Passione evangelica nella sua attualità: alle 20.30 di sabato 22 marzo, nella chiesa della Conversione di San Paolo.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della sera, 12 marzo 2025
Dovremmo chiederci perché la qualità del capitale umano non è mai un’emergenza nazionale. Non è mai ai primi posti delle agende politiche. Certo, direte, ci sono altre priorità in questo momento. Si parla di investimenti nella Difesa, di riarmo. Non è il momento. Non è mai il momento. Alcuni interessanti dati sul nostro sistema educativo emergono da una ricerca Teha, a cura di Paolo Borzatta e Jonathan Donadonibus. L’Italia spende più per pagare gli interessi sul proprio debito che per gli investimenti nell’istruzione. Già questo dice tutto.
di Valentina Petrini
La Stampa, 12 marzo 2025
Ma chi è benestante in Italia può aggirare i divieti andando all’estero. Alla Consulta l’eccezione di costituzionalità sollevata dal tribunale di Firenze. “Che colpa ho se le mie relazioni non sono andate bene? Se gli uomini di cui mi sono innamorata non volevano figli? Nel frattempo sono arrivata a quarantatré anni e il mio tempo per diventare madre, genitore, sta scadendo. Perché non posso autodeterminarmi e accedere da sola, in Italia, alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (ndr Pma)?”.
di Leonardo Fiorentini e Antonella Soldo
Il Manifesto, 12 marzo 2025
Tutti i Paesi hanno normative che regolano la guida sotto l’influenza di sostanze psicoattive, siano esse legali o illegali. Le legislazioni sull’alcol hanno una lunga tradizione e generalmente seguono un approccio repressivo progressivo, infatti la maggior parte degli Stati fissano limiti, superati i quali vengono applicate sanzioni, incluse quelle penali, in relazione alla quantità consumata. Invece per le sostanze soggette a controllo internazionale, inserite nelle tabelle delle convenzioni sulle droghe, prevale spesso un approccio di tolleranza zero.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 12 marzo 2025
Lo stato dell’accoglienza in Italia. Nuovo rapporto di Action Aid e Open Polis. Nei centri del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) possono essere ospitate persone che hanno ottenuto la protezione oppure sono in situazione di vulnerabilità. Alla fine del 2023, ultimo dato disponibile, su 30mila ben 12 mila erano originarie dei Paesi attualmente considerati “sicuri” dal governo (40% del totale). “Non si tratta quindi di territori sicuri, non ovunque e non per tutti”, denunciano Action Aid e Open Polis, autori di Accoglienza al collasso. Report 2024. Tolte donne e minori restano 5.400 uomini adulti, quelli che rischiano la detenzione durante le procedure accelerate di frontiera. Una prova in più che non basta la presunzione di sicurezza per escludere il diritto d’asilo di queste persone.
Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2025
Via libera agli hub in Paesi terzi: “Ma non è modello Albania”. Un sistema europeo comune per i rimpatri e la possibilità di creare hub in Paesi terzi sulla base di accordi. Sono queste le due principali novità che la Commissione Europea vuole introdurre, con la proposta di regolamento che ha l’obiettivo di arrivare a procedure di rimpatrio più rapide, semplici ed efficaci in tutta l’Ue. Il commissario Ue alla Migrazione, Magnus Brunner, in conferenza stampa a Strasburgo, ha però tenuto a precisare che gli hub citati nel regolamento sono “completamente diversi” dal “modello Ruanda” e dal “modello italo-albanese”: in questo caso, spiega, riguarderebbero persone che sono “illegalmente sul territorio dell’Ue”, che si sono già viste rifiutare la domanda di asilo e avranno ricevuto un “ordine di rimpatrio”, cosa che presuppone “diversi gradi di giudizio”.
- Migranti. “Più detenzione e meno diritti. La Commissione ha tradito ogni promessa”
- Migranti. L’Europa e l’ossessione dei rimpatri
- L’illusione del riarmo Ue
- I Garanti territoriali incontrano Nordio: “Serve un sistema penitenziario più umano”
- Zuppi (Cei): “Forme di amnistia o di condono della pena, per restituire speranza ai detenuti”











