di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 13 marzo 2025
“Non è vietato avere la cintura in cella”. Ahmed Sadawi si suicidò con la cintura dei pantaloni nel bagno della sua cella di San Vittore la sera della “prima” della Scala l’8 dicembre 2023. la Procura di Milano chiede al Gip d’archiviare l’inchiesta a carico di ignoti: “In assenza di rischio specifico non previste limitazioni al possesso di oggetti”. Si era impiccato a 46 anni con la cintura dei pantaloni nel bagno della sua cella di San Vittore la sera della “prima” della Scala l’8 dicembre 2023, proprio mentre nella Rotonda del carcere su un maxischermo la “società civile” partecipava alla tradizionale visione con i detenuti della ““prima” diffusa”: ora la Procura di Milano chiede al Gip d’archiviare l’inchiesta a carico di ignoti, ritenendo che “la lettura di circolari e ordini di servizio vigenti all’epoca nell’istituto, e l’analisi delle telecamere”, escludano “responsabilità penale di alcun soggetto deputato alla vigilanza”.
avellinotoday.it, 13 marzo 2025
Dopo un lungo iter giudiziario, il tribunale ha assolto Carmine Urciuoli, all’epoca responsabile sanitario del carcere di Bellizzi Irpino, dall’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte di Luigi Della Valle, detenuto quarantatreenne originario di Montoro, che si tolse la vita nella sua cella il 18 luglio 2017. Il medico, difeso dall’avvocato Nicola D’Archi, è stato scagionato con la formula “il fatto non sussiste”, ponendo fine a un processo che ha sollevato interrogativi sulla gestione sanitaria dei detenuti con fragilità psichiatriche.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 13 marzo 2025
“Jordan ha pagato troppo”: il padre e gli amici davanti al carcere di Pavia. Il giovane in carcere per una rapina commessa assieme a un amico aveva subito abusi sessuali. In corso l’inchiesta per omicidio colposo. Un anno dopo la telefonata con la quale veniva avvisato che il figlio si era tolto la vita, Roberto Tinti, il padre di Jordan Jeffrey Baby, il trapper di 26 anni di Bernareggio che nella notte tra l’11 e il 12 marzo è stato trovato impiccato in una cella di Torre del Gallo di Pavia, è tornato davanti al carcere. Lo ha fatto per un presidio autorizzato dalla direttrice della Casa circondariale di Pavia, Stefania Mussio, al quale hanno partecipato anche gli amici più cari del giovane e l’avvocato Federico Edoardo Pisani che segue la famiglia.
di Nicola Palma
Il Giorno, 13 marzo 2025
Un’altra nottata difficile nel penitenziario minorile. Tutto è partito poco dopo la mezzanotte: il rogo innescato da un materasso dato alle fiamme. L’ultimo precedente era datato 31 agosto 2024: quella sera, in tre, poi ripresi nei giorni successivi, avevano approfittato del caos generato da un incendio per scavalcare il muro di cinta e scomparire nel nulla. Dopo sei mesi e mezzo di tranquillità apparente, il carcere minorile Beccaria torna a far parlare di sé sempre per lo stesso motivo: poco dopo la mezzanotte del 13 marzo 2025, alcuni detenuti hanno appiccato un rogo in una cella, dando alle fiamme un materasso secondo le prime informazioni.
altarimini.it, 13 marzo 2025
Il senatore M5S chiede interventi urgenti per migliorare le condizioni della struttura e accelerare la ristrutturazione. Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti ha presentato un’interrogazione urgente al ministro della Giustizia Nordio sulle gravi criticità della Casa Circondariale di Rimini. La recente visita del Partito Radicale ha confermato problemi già segnalati, in particolare nella prima sezione, in condizioni degradate. Nonostante i 2 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione, i lavori continuano a subire ritardi. Il carcere soffre di sovraffollamento (133 detenuti per 118 posti) e carenza di personale (72 agenti su 139 previsti). Croatti chiede al ministero interventi urgenti e tempi certi per i lavori.
di Filomena Greco
Il Sole 24 Ore, 13 marzo 2025
Graffino: “Guardiamo alle buone pratiche per favorire l’inserimento”. Un obiettivo chiaro, arrivare ad un Protocollo d’intesa per sostenere i progetti di inserimento dei detenuti nelle imprese, in una situazione complessa come quella dell’affollamento degli istituti di pena. È il tema al centro di un appuntamento organizzato dai Giovani imprenditori dell’Unione industriali di Torino. “In questo momento non guardiamo ai numeri ma alle buone pratiche da mettere in campo per favorire l’inserimento lavorativo dei detenuti, facendo cultura d’impresa, coordinandoci con realtà come la Fondazione Ufficio Pio e il Fondo Musy, e cercando di ridurre la burocrazia” sottolinea la presidente Barbara Graffino.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 13 marzo 2025
Nel rione Sanità la diocesi di Napoli ha fissato la residenza di una casa di accoglienza per detenuti in regime di detenzione domiciliare e di semilibertà. I tre piani - un tempo abitati da una comunità di suore e in parte adibiti a istituto scolastico - sono stati risanati e ridestinati ad alloggi per dieci detenuti provenienti dal penitenziario di Poggioreale. Il trait d’union tra il carcere e la struttura esterna per l’esecuzione della pena è don Franco Esposito, storico cappellano dell’istituto e referente del Centro diocesano di pastorale carceraria. “Gli ospiti - racconta il sacerdote - vengono accolti dopo un colloquio con un operatore che, al termine, segnala la disponibilità per l’accoglienza e la presenta al giudice che, eventualmente, dispone l’affidamento esterno”.
di Rosalba Carbutti
Il Resto del Carlino, 13 marzo 2025
Don Domenico, cappellano del carcere da quasi 5 anni, racconta la sua esperienza. E critica il trasferimento dei ragazzi alla Dozza: “Un precedente pericoloso da evitare”. “Trasferire i giovani detenuti alla Dozza andava evitato. Il rischio è creare un precedente pericoloso, che allarma, così da creare una bolgia Dantesca”. Don Domenico Cambareri, cappellano del minorile del Pratello, è fortemente preoccupato dal trasloco di 50-70 ragazzi al carcere degli adulti.
telestense.it, 13 marzo 2025
Formazione digitale alle persone in esecuzione penale, o sottoposte a misure di comunità in Emilia-Romagna: si è concluso con successo, presso la Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara, il percorso di Pro.Digi, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa sociale, che punta a creare una seconda opportunità per 100 persone in situazione di fragilità, accompagnandole a maturare competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione, oltre che finalizzate al reinserimento lavorativo.
telestense.it, 13 marzo 2025
Formazione digitale alle persone in esecuzione penale, o sottoposte a misure di comunità in Emilia-Romagna: si è concluso con successo, presso la Casa Circondariale Costantino Satta di Ferrara, il percorso di Pro.Digi, il progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale - Impresa sociale, che punta a creare una seconda opportunità per 100 persone in situazione di fragilità, accompagnandole a maturare competenze digitali per la cittadinanza e l’inclusione, oltre che finalizzate al reinserimento lavorativo.
- Ancona. Detenuti a lezione di verde urbano, al via corso Univpm a Barcaglione
- Cremona. “Oltre la bilancia e la spada”: incontro sulla giustizia riparativa
- Varese. Vedere papà in uno spazio fuori dal carcere: un luogo per gli incontri figli-detenuti
- Brescia. “Orizzonti ristretti. Carcere e carceri”, al via la quinta edizione del cineforum sociale
- Roma. Premio De Sanctis, Nordio: “In carcere bisogna portare cultura”











