di Isaia Invernizzi
ilpost.it, 11 luglio 2025
Negli ultimi tre anni sono stati avviati oltre 180 processi, di cui pochi conclusi con sentenze di condanna. Entro la fine della settimana un giudice del tribunale di Roma deciderà se condannare o assolvere due attivisti di Ultima Generazione accusati di aver violato il foglio di via, un provvedimento che gli impediva di tornare nel comune dove avevano partecipato a una protesta organizzata per sensibilizzare le persone sugli effetti del cambiamento climatico. A Carrara tre attivisti e un’attivista affronteranno un’udienza preliminare in un altro processo; all’inizio della prossima settimana altri undici attivisti saranno in aula a Milano.
di Marco Colombo
Il Domani, 11 luglio 2025
Nove persone sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere e istigazione a delinquere per aver organizzato e promosso le ronde anti-maranza a Milano e provincia. Dalle indagini della Digos emergono i legami tra alcuni indagati e movimenti neofascisti, in particolare con Forza Nuova.Ora hanno un volto e un nome gli ispiratori delle ronde anti maranza. E c’è anche una matrice nera su tutta questa storia. Ci sono, infatti, i primi indagati che negli scorsi mesi, organizzandosi su social ed app di messaggistica, si sono rese protagoniste di violenti pestaggi ai danni di cittadini stranieri. La Polizia di Stato ha eseguito nove perquisizioni nelle province di Milano, Pavia, Monza e Brianza e Como nei confronti di altrettante persone sospettate di far parte del gruppo “Articolo 52”. Gli indagati, tutti cittadini italiani di età compresa tra i 23 e i 49 anni, sono indagati a vario titolo per il reato di associazione per delinquere e istigazione a delinquere.
di Alex Corlazzoli*
Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2025
Invalsi sembra dire: la scuola va male a causa dei migranti. Forse meglio affermare: la scuola italiana non ha ancora le competenze per accoglierli. Il divario tra Nord e Sud aumenta, le competenze degli allievi che passano dalle medie alle superiori diminuiscono, ma “finalmente” l’Invalsi ha trovato il “colpevole” del disastro della scuola italiana: la mancata integrazione degli studenti migranti. Ci voleva un governo di destra con un ministro dell’Istruzione e del Merito leghista per far sì che il presidente Roberto Ricci & company dichiarassero senza problemi che “necessariamente la frequenza di allievi e allieve che prima abbandonavano la scuola rende la popolazione generale più complessa e con più allievi/e con livelli di apprendimento più bassi. Di conseguenza si ha un effetto sugli esiti medi che tendono a contrarsi nel tempo”.
di Claudia Voltattorni
Corriere della Sera, 11 luglio 2025
Nasce “Dedalo”, osservatorio dei “giovani non invisibili”. Rosina: “È un’emergenza, non bisogna sprecare neanche un giovane”. Dopo i 30 anni percentuale “neet” donne il doppio degli uomini. “Non bisogna sprecare neanche un giovane”, dice il professor Alessandro Rosina, demografo e docente di Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano e coordinatore dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. Perché “lasciare i giovani in una condizione di neet, ha conseguenze su tutto il sistema Paese e investire sui giovani è la cosa migliore che un Paese possa fare”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 11 luglio 2025
L’Europa è stretta tra guerre terribili, nel cuore del continente quella dell’Ucraina invasa dalla Russia di Putin e nel Mediterraneo quella dello stermino a Gaza da parte di Israele. Per non parlare dello spappolamento della Siria e della Libia, della persecuzione infinita del popolo curdo e dell’attacco alle istituzioni rappresentative in Turchia con arresti e censure. Non vanno trascurate le guerre economiche e sui dazi, la crisi della Nato e l’allentamento del rapporto storico con gli Stati Uniti.
di Nataša Kandić*
Avvenire, 11 luglio 2025
Le istituzioni continuano a ignorare le responsabilità dello Stato nel massacro di musulmani, ma la società civile non dimentica e le organizzazioni per i diritti umani oggi commemorano le vittime. In Serbia il trentesimo anniversario del genocidio di Srebrenica non sarà diverso da tutti quelli che l’hanno preceduto. I politici e i rappresentanti istituzionali del mio Paese rimarranno ancora una volta in silenzio e si guarderanno bene dal riconoscere le colpe dello stato. Con le organizzazioni della società civile e molti miei connazionali organizzeremo però una serie di iniziative per commemorare le vittime e per la prima volta faremo pubblicare su “Danas”, il principale quotidiano serbo, l’elenco completo con i nomi delle 8.372 persone che sono state uccise o risultano scomparse nei giorni del genocidio del 1995. Sarà il nostro omaggio silenzioso alle vittime e occuperà sedici pagine del giornale nell’edizione di oggi, 11 luglio. Non dobbiamo inoltre scordarci che, a trent’anni dalla fine della guerra, in Bosnia ci sono ancora circa ottomila persone disperse, circa un migliaio delle quali nella sola area di Srebrenica.
di Roberto Festa
Il Fatto Quotidiano, 11 luglio 2025
Se a Los Angeles, almeno per il momento, si sono placati proteste e disordini, il caos è esploso nelle fattorie, aree dove fino a un paio di mesi fa gli agenti dell’ICE evitavano di avventurarsi. E anche la chiesa è costretta ad attrezzarsi. Dispensa dalla messa della domenica. È quanto il vescovo di San Bernardino, Alberto Rojas, concede ai suoi fedeli. “C’è una paura reale che attanaglia molti nelle nostre comunità” spiega Rojas, che racconta di suoi parrocchiani prelevati dagli agenti dell’immigrazione la domenica, mentre andavano a messa. “Voglio che le nostre comunità di immigrati sappiano che la Chiesa è al loro fianco e cammina con loro in questo momento difficile”, continua Rojas, che lascia ai fedeli non in regola con il visto la possibilità di saltare la messa.
odg.it, 10 luglio 2025
L’Ordine dei Giornalisti approva documento proposto dai Consiglieri Pallotta e De Robert: “Tutelare i giornali dove collaborano i detenuti”. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nella seduta del 9 luglio 2025, ha approvato il seguente Ordine del giorno. Il carcere in Italia rischia di allontanarsi dai principi costituzionali e dalla legislazione: un luogo spesso poco trasparente dove talvolta le regole democratiche faticano a trovare attuazione.
di Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane
camerepenali.it, 10 luglio 2025
L’amaro e pur prevedibile destino del decreto “Carcere sicuro” a un anno di distanza dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. È trascorso appena un anno dalla tanto attesa conferenza stampa del Ministro della Giustizia in cui si annunciava un decreto-legge chiamato “Carcere sicuro”. Un provvedimento, per usare le parole del ministro Nordio, “vasto e strutturale che affronta in modo organico un altro settore del sistema dell’esecuzione penale… frutto di una visione del governo Meloni, condivisa dai nostri sottosegretari, che sul punto di vista della Giustizia è orientata essenzialmente su quello che potremmo chiamare umanizzazione carceraria”.
di Davide Traglia
vdnews.it, 10 luglio 2025
Dovrebbe rieducare ma oggi è un contenitore di marginalità. Non basta aggiustarlo, il sistema va ripensato da capo. Nelle ultime settimane, il carcere La Dogaia di Prato è tornato al centro della cronaca a causa di gravi episodi di violenza sessuale fra detenuti. In un caso, un recluso sarebbe stato minacciato con un rasoio e costretto a subire abusi. In un secondo episodio, due detenuti avrebbero sottoposto un giovane tossicodipendente, alla sua prima esperienza in carcere, a giorni di torture e stupri. Secondo le indagini, la vittima sarebbe stata brutalizzata con mazze, pentole bollenti, pugni e colpi alla testa, costretta a vivere in un regime di terrore continuo.
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