di Carmelo Gallico
L’Unità, 10 luglio 2025
Era inizio giugno del 2010. A Brescia l’estate sembrava essere precipitata sulla città direttamente dall’inverno. Le scuole si apprestavano a chiudere, ma all’università era tempo di esami. Ci ero andato appena qualche giorno prima a ritirare il diploma di laurea in Giurisprudenza e ora sulla targhetta del citofono campeggiava la scritta “dottore” davanti al mio nome. Dietro quella semplice parola c’era molto di più del raggiungimento di un traguardo: c’erano tutti i sogni di un ragazzino che per tragedie più grandi di lui si era visto costretto a lasciare il liceo. C’era tutto il dolore dell’adolescenza e della giovinezza perdute. C’erano le tante rinunce che erano altrettanti furti di vita. C’era la caparbietà di un uomo che non si era voluto piegare ad un destino che altri pensavano di poter scrivere per lui. C’erano il riscatto, la speranza, l’orgoglio e la dignità conservata nonostante ogni violenza subita.
anteprima24.it, 10 luglio 2025
Il Garante regionale campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Direttore Generale dell’Asl Napoli 1 Centro, dott. Ciro Verdoliva, per ringraziarlo della nomina di una responsabile dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (Uosd) di salute mentale per gli istituti penitenziari di Poggioreale, Secondigliano e Nisida. Nel manifestare la propria gratitudine per aver istituito questa unità operativa, il Garante ha però ribadito la necessità di attuare quanto previsto dal Decreto n. 6 del 25 gennaio 2018, punto 33, comma 3, emanato dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario della Regione Campania.
novaradio.info, 10 luglio 2025
Nelle carceri toscane non c’è spazio per l’affettività dei detenuti, nonostante che una sentenza della Consulta (la 10/2024) abbia sancito con chiarezza il diritto all’affettività e ai colloqui intimi per i detenuti, inclusi quelli di natura sessuale, con il coniuge o il convivente non detenuto, a meno di comprovate ragioni di sicurezza. Sono infatti state infatti tutte negative le sei risposte finora prevenute al garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che il 26 giugno scorso aveva scritto una lettera in merito a tutte le carceri della Regione.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 10 luglio 2025
A Rebibbia un recluso tenta di togliersi la vita. A salvarlo, la prontezza e il coraggio dei suoi compagni, di un’infermeria e di alcuni agenti. Un gesto collettivo che vale più dei discorsi sull’emergenza carceraria. Lunedì 30 giugno, ore 10: 30, Palazzo del Quirinale. Il Presidente Mattarella incontra i nuovi vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e approfitta dell’occasione per richiamare l’attenzione sulle drammatiche condizioni delle carceri italiane, ricordando in particolare la lunga serie di suicidi di persone detenute (e anche di agenti della penitenziaria). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, gli risponde a stretto giro sfogliando il solito libro dei sogni (fatti mentre dormiva con l’aria condizionata) con nuove carceri, penitenziari prefabbricati e luoghi di detenzione riservati ai tossicodipendenti.
di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 10 luglio 2025
Contestato a nove ragazzi il reato di “devastazione” per i disordini avvenuti nell’agosto del 2024. In totale sono stati inflitti oltre 35 anni di reclusione ai nove ragazzi accusati della rivolta dei primi di agosto 2024 al carcere minorile di Torino. La sentenza con rito abbreviato è stata pronunciata martedì 8 luglio poco prima della mezzanotte, dopo un’udienza iniziata alle nove del mattino. I disordini al Ferrante Aporti, secondo le ricostruzioni di un anno fa, avevano coinvolto decine di detenuti che avevano appiccato un incendio nel primo padiglione della struttura e distrutto alcuni uffici. I motivi della rivolta sarebbero state le condizioni difficili e il sovraffollamento del penitenziario, all’epoca 52 detenuti a fronte di 40 posti disponibili.
di Nicola Sorrentino
Il Mattino, 10 luglio 2025
Aniello Bruno, 50 anni, di Angri, morì in carcere il 1 aprile del 2018. Il Tribunale ha emesso sentenza per i tre imputati di omicidio colposo. Diagnosi errata, detenuto muore dopo visita in ospedale. Per quei fatti, tre medici sono stati condannati al termine del processo di primo grado, celebrato presso il Tribunale di Salerno. Sullo sfondo c’è la morte di Aniello Bruno, 50enne di Angri, avvenuta il 1 aprile del 2018 all’ospedale ospedale di Aragona. La causa della morte era legata ad uno choc settico, risultato di una peritonite stercoracea che andò complicandosi, a causa di una ischemia intestinale.
di Vittorio Savio
Corriere dell’Alto Adige, 10 luglio 2025
Non usa mezze misure il segretario nazionale generale Uil-Pa della polizia penitenziaria Gennarino De Fazio dopo aver visitato la struttura di via Dante, insieme a una delegazione composta dal segretario regionale Antonio Cifelli, al consigliere nazionale, Nicolino Budano, e ad altri dirigenti territoriali del sindacato. Struttura fatiscente quella di via Dante, nonostante gli interventi di ristrutturazione in corso d’opera, ma unico carcere italiano ad avere ancora nelle celle in uso le turche al posto del water.
aostanews24.it, 10 luglio 2025
Da circa due settimane due detenuti della casa circondariale di Brissogne, ammessi al lavoro esterno, sono regolarmente impiegati presso il McDonald’s di Aosta. A comunicarlo è la Direttrice dell’istituto penitenziario, Velia Nobile Mattei, che ha definito l’iniziativa “una concreta risposta alla sfida del reinserimento” e parte di un piano di collaborazione con l’associazione ‘Seconda Chance’ e la società Finoallafine s.r.l.
brindisitime.it, 10 luglio 2025
L’intervento della Garante dei detenuti. Le carceri minorili italiane sono state a lungo considerate un’eccellenza a livello europeo per la loro capacità di coniugare finalità rieducativa, inclusione sociale e tutela dei diritti dei minori. Questo paradigma si è tradotto in strumenti concreti come la messa alla prova (art. 28 DPR 448/1988), il collocamento in comunità e il coinvolgimento dei servizi territoriali. Tuttavia, negli ultimi anni, il sistema ha subito una preoccupante torsione repressiva con una tendenza alla detenzione anche in presenza di reati minori. Con il Decreto Caivano (DL 123/2023, L. 159/2023) si è abbassata la soglia per la custodia cautelare minorile, a discapito di misure alternative.
diocesi.pavia.it, 10 luglio 2025
L’ondata di caldo che sta colpendo duramente tutta la popolazione in Italia e in Europa rende ancora più dura la vita in carcere, soprattutto per i detenuti privi di reti familiari. Per rispondere a questa emergenza, la Diocesi di Pavia, insieme alla Caritas Diocesana e alla Cappellania della Casa Circondariale, lancia una raccolta straordinaria di beni di prima necessità: shampoo, bagnoschiuma, saponette, dentifrici, spazzolini, deodoranti (no spray), abiti estivi (magliette, t-shirt, polo, pantaloni corti; taglie S, M, L, XL), ciabatte da doccia e scarpe da tennis o leggere (taglie 41-44).
- Spoleto (Pg). Speranza e cultura: il Mondo che non c’è nelle carceri italiane
- C’è ancora tempo per il dialogo. O per affossare la legge sul fine vita
- Migranti. Dalla Consulta un monito debole, ma i Cpr vanno chiusi
- Migranti. Mobilitazione doppia contro i trattenimenti
- Migranti. È un rifugiato politico ma viene arrestato in Italia su richiesta dell’Iran









