di Lirio Abbate
La Repubblica, 9 luglio 2025
Nel carcere di Prato lo Stato non c’è. Il cancello che lo annuncia si chiude lasciandosi alle spalle la legalità che pure dovrebbe abitare questo luogo. Consegnando a un silenzio che sa di complicità, di ritiro, di resa. Un luogo dove non è l’istituzione a parlare. Ma le voci che arrivano dalle celle, dove si impartiscono ordini, si pianificano traffici, si coordina il crimine. Si stupra. Dove certamente si governa, ma non in nome della legge. A “La Dogaia”, che ospita oltre 600 detenuti, tra cui più di cento nella sezione “alta sicurezza”, lo Stato si è dissolto. E ciò che resta è un potere parallelo, invisibile solo a chi non vuole vedere. Quello dei detenuti che, con telefoni occultati nei televisori, router nascosti nei muri, micro sim intestate a sconosciuti, gestiscono affari, minacciano, decidono. È il potere di chi corrompe, controlla, comanda.
di Alessandra Cannetiello
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 luglio 2025
Sono stati condannati a 2 anni con pena sospesa i due agenti di polizia penitenziaria coinvolti nell’inchiesta nata dopo il tentato suicidio di un detenuto all’interno dell’ospedale Santissima Annunziata. A emettere il verdetto è stato il collegio presieduto dal giudice Loredana Galasso che ha inflitto una pena più bassa dei 3 anni e 6 mesi formulati dalla pubblica accusa. I magistrati hanno infine stabilito che il danno dovrà essere quantificato in sede civile. I fatti risalgono a marzo 2018 quando il detenuto, ancora oggi in coma, era stato trasferito per problemi di salute dall’istituto “Carmelo Magli” nella cella sanitaria all’interno del nosocomio ionico.
di Andrea Bucci
La Stampa, 9 luglio 2025
La notte del primo agosto scorso l’istituto è stato messo a ferro e fuoco dai detenuti: la protesta è durata quasi fino all’alba. Trentasette anni: è questa la somma delle nove condanne - in rito abbreviato - inflitte dal Tribunale per i Minorenni ai responsabili della rivolta che, nell’agosto dello scorso anno, devastò il carcere minorile Ferrante Aporti. Un totale superiore ai 32 anni e 4 mesi richiesti dal pubblico ministero Davide Fratta.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 9 luglio 2025
Detenuto per 15 anni, Maksim rientra ogni giorno nella struttura di Siracusa per lavorare all’Arcolaio: un laboratorio di dolci (che ha conquistato gli imprenditori). Dopo tanto tempo passato in galera, era arrivato finalmente il giorno del fine pena. Eppure, proprio mentre stava gustando il sapore della libertà, aveva deciso di tornare “dentro”. Perché “dentro” aveva incontrato qualcosa di così potente da cambiare direzione alla sua esistenza, e voleva restituire ai suoi compagni almeno un po’ del bene ricevuto. Sembra un paradosso ma è la storia di Maksim, che ogni mattina rientra come lavoratore in carcere dopo averci passato quindici anni come detenuto.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 9 luglio 2025
Il presidente dell’Ordine, Flavio Peccenini: “In carcere condizioni indegne di un Paese civile, e in estate la situazione peggiora”. A Bologna sovraffollamento al 130%. Le condizioni dei detenuti, compresi quelli ristretti al carcere della Dozza, sono molto spesso “intollerabili”, aggravate nei mesi estivi dalle temperature insopportabili all’interno delle celle; condizioni “non degne di un Paese civile”, di costante sovraffollamento (circa del 130%) e di carenza di personale, sul quale tutto questo ricade. È a partire da questa constatazione, e dalla concomitante richiesta di interventi urgenti per garantire il rispetto dei principi costituzionali di umanità e rieducazione, che il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna ha deciso di donare nuovi ventilatori ai detenuti in situazioni più difficili e meno abbienti, oltre a un’offerta per sostenere i costi dell’energia per la loro accensione: altrimenti, i costi sarebbero a carico dei detenuti.
cronacadiverona.com, 9 luglio 2025
La nuova realtà produttiva crea opportunità per persone fragili in un contesto innovativo. È stato presentato il progetto “Saldatura Solidale - saldiamo legami, non solo metalli” e inaugurato il laboratorio di saldatura della Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria, la nuova realtà produttiva nata per rispondere alla crescente domanda di lavorazioni di saldatura qualificate, creando al tempo stesso opportunità di lavoro per persone fragili in un contesto sicuro e innovativo. Il laboratorio offrirà servizi di saldatura professionale e percorsi formativi altamente qualificanti, con la prospettiva di aprire un reparto interno alla Casa Circondariale di Montorio.
di Michela Bompani
La Repubblica, 9 luglio 2025
Finalmente una buona notizia da un carcere. Quello genovese di Marassi, dove i bambini vengono aiutati a superare il trauma dell’incontro con i padri detenuti. Tra sketch teatrali, partite di calcio e tante attenzioni. Separazione, sofferenza, stress, stigma: chi si occupa di cosa provano i minori quando un genitore finisce in carcere? E quando lo vanno a visitare? Da qualche tempo ci prova uno spazio, dentro il carcere maschile di Marassi, a Genova, in cui i figli dei detenuti trovano una strada alternativa per andare a visitare papà.
di Emiliano Moccia
vita.it, 9 luglio 2025
La versione sensoriale, con inserti in Braille, della fiaba scritta da Antonio Gramsci è la prima opera realizzata a mano dal gruppo di ristretti che hanno partecipato al progetto “conTatto”, ideato dalla cooperativa sociale Zorba e dalla casa editrice edizioni la meridiana. L’obiettivo è di creare un laboratorio permanente di realizzazione di libri tattili illustrati all’interno del penitenziario per offrire occasioni di lavoro.
di Alberto Siracusa
lamagistratura.it, 9 luglio 2025
La consapevolezza del dramma della condizione delle carceri. L’esigenza di creare occasioni di confronto. Il teatro come linguaggio universale, comprensibile a tutti, detenuti e non. Sono gli ingredienti dell’iniziativa del penitenziario di Bollate, dove un gruppo di persone, provenienti da diverse professionalità, tra le quali anche la magistratura, ha indossato le vesti da attori e messo in scena l’Antigone con la regia di Oscar Magi, dando poi spazio a un dibattito con gli stessi detenuti.
cinecittanews.it, 9 luglio 2025
Il documentario indipendente “Nella colonia penale”, racconto per immagini di alcune delle ultime colonie penali tuttora attive in Europa, è al Festival di Locarno nella Semaine de la Critique. Tre località sarde - Isili, Mamone, Is Arenas, fino a poco tempo fa l’Asinara - sono infatti sede di case di lavoro all’aperto, fondate su un modello ereditato dall’imperialismo europeo, dove i detenuti scontano la pena coltivando la terra, allevando animali da pascolo o svolgendo compiti legati alla manutenzione della stessa struttura in cui sono costretti.
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