di Alessandro De Angelis
La Stampa, 9 luglio 2025
Date e fatti raccontano di una sequenza di forzature senza precedenti. Ieri il penultimo atto, peraltro nel giorno in cui il rapporto della commissione Ue sullo Stato di diritto certifica come in Italia cresce la fiducia nella giustizia e la percezione della sua indipendenza. Nel corso di una riunione sui lavori a palazzo Madama, la maggioranza ha stabilito di “contingentare” i tempi proprio sulla riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere. Trenta ore di dibattito in Aula, non una di più. Significa, poiché in calendario c’è anche altro, che l’ultimo atto, ovvero l’approvazione, si celebrerà entro la fine del mese. Prima della pausa estiva. Fine della discussione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 9 luglio 2025
Ieri l’ennesimo scontro in Senato tra maggioranza e opposizione. Semaforo verde tra il 16 e il 23 luglio. “The neverending story” era la famosa colonna sonora, cantata da Limahl, musicista britannico di origini francese, resa nota al mondo intero dall’omonimo film di fantascienza del 1984. Ma adesso potremmo dire che rappresenta anche a pieno il racconto parlamentare sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Eh già, perché ieri per l’ennesima volta abbiamo assistito nell’Aula del Senato al solito scontro tra maggioranza e opposizione sulle tempistiche che ci avvicinano all’approvazione del provvedimento in seconda lettura.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 9 luglio 2025
E alla fine, il cerchio si è chiuso (e la Cassazione se n’è accorta a metà). Il Decreto (in) Sicurezza è pervaso dalla logica della prevenzione e la travasa nella materia penale, realizzando così i timori di chi, da tempo, denuncia il fatale abbraccio tra i due ambiti, che sta soffocando le consolidate conquiste del diritto penale liberale e del giusto processo, creando forme di ibridazione degne della mente di Lovecraft. Lo testimonia il ritorno, e il loro debutto sulla “scena del delitto”, di figure criminologiche assai affini agli oziosi e vagabondi, espulsi persino dalla legislazione di prevenzione sin dal 1988. Il manifesto programmatico dei soggetti ai quali le misure di prevenzione erano destinate: persone che non avevano commesso alcun reato, ma che “pretendevano di vivere senza poter dar conto di come vivessero”. E che, paradigmaticamente, non facevano niente ed erano difficilmente controllabili.
di Rocco Vazzana
Il Manifesto, 9 luglio 2025
Il Governo ha una visione “gerarchica” della società. La separazione delle carriere è figlia di questa concezione. Per Gherardo Colombo, ex componente del Pool di Mani pulite, il vero obiettivo del governo è quello di “abolire l’obbligatorietà dell’azione penale”. Il presidente del Senato La Russa ha annunciato il contingentamento dei tempi sulla separazione delle carriere. La riforma è urgente per il corretto funzionamento della giustizia e della magistratura? Ma guardi, secondo me sarebbe un tema da affrontare in una prospettiva esattamente opposta.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 9 luglio 2025
L’Associazione stampa toscana ha conferito una “Pergamena al merito” al magistrato per aver “sempre fornito puntualmente le notizie”, che poi sono quelle sputtananti nei confronti delle persone indagate. La separazione che manca tra procure e giornalisti. L’Associazione stampa toscana (Ast), il sindacato dei giornalisti che lavorano in Toscana, lunedì ha conferito un premio, più precisamente una “Pergamena al merito”. Il lettore potrà pensare che il riconoscimento sia stato attribuito a un giornalista d’inchiesta, oppure a un cronista minacciato per il suo lavoro, o ancora a un importante direttore di un quotidiano. Nulla di tutto ciò.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2025
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 18559 depositata ieri. La Corte ha anche affermato (n. 18586 sempre di ieri) l’incandidabilità per i delitti colposi con pene superiori a 6 mesi commessi con abuso di poteri. Con due sentenze depositate oggi, la Cassazione stringe le maglie dell’elettorato passivo per gli amministratori dei comuni sciolti per mafia e per i condannati a una pena superiore a sei mesi per reati, anche colposi, commessi con abuso dei poteri o violazione dei doveri.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 9 luglio 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 18427/2025, affermando un principio di diritto. Ai fini della revoca dello status di rifugiato non è necessario che il soggetto costituisca un pericolo “reale ed attuale” per lo Stato italiano essendo sufficiente che integri un pericolo solo “potenziale”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 18427/2025, affermando un principio di diritto. Il caso era quello di un cittadino algerino a cui la Commissione nazionale per il Diritto d’Asilo (CNA) aveva revocato lo status di rifugiato, con divieto di reingresso per 10 anni. La qualifica di rifugiato gli era stata riconosciuta dalla Commissione territoriale di Milano in quanto vittima di persecuzione per appartenenza al gruppo sociale LGBTI.
kalaritanamedia.it
La nuova denuncia dell’associazione Socialismo Diritti e Riforme guidata da Maria Grazia Calligaris. Sono ancora una volta impietosi i numeri delle carceri isolane. Con il problema del sovraffollamento che è ormai una realtà assodata anche in Sardegna. A denunciarlo è l’associazione Socialismo Diritti e Riforme, guidata da Maria Grazia Calligaris. Nelle case circondariali di Uta e Bancali il numero dei detenuti eccede quello dei posti disponibili, con spazi che risultano invivibili per chi sconta già la propria pena. E con le problematiche che si riversano così anche sui lavoratori, a partire dagli agenti di polizia penitenziaria. “A rendere ancora più difficile la situazione - spiega Calligaris in un comunicato - è il caldo torrido che sta mettendo a dura prova, oltre alle persone private della libertà, tutti gli operatori, nonostante il forte senso di abnegazione. A Cagliari per 561 posti sono ristrette 689 persone (122,8%), a Sassari-Bancali 533 detenuti per 454 posti (117,3%) a cui occorre aggiungere i 90 41bis. A Lanusei, nell’antico ex convento francescano di “San Daniele” a fronte di 33 posti sono presenti 41 detenuti (13 stranieri). A Oristano invece sono recluse 218 persone per 264 posti, la prima volta di numeri così bassi negli ultimi anni”.
di Enea Lombardozzi, Samuele Moccia, Giovanni Oteri
Ristretti Orizzonti, 9 luglio 2025
Al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ai consiglieri regionali del Piemonte. Necessità ed urgenza della nomina del “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” (L. R. n. 28/2009). L’Associazione radicale Adelaide Aglietta ha condotto un’iniziativa politica lunga dieci anni prima per il varo di una legge regionale che istituisse il garante regionale delle carceri e poi per l’effettiva nomina di tale Garante. Con legge regionale n. 28 del 2 dicembre 2009 la Regione Piemonte ha istituito il “Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” (d’ora in poi “Garante”); solo il 12 maggio 2014 il Consiglio Regionale nominò per la prima volta il Garante, scegliendo Bruno Mellano, esponente radicale piemontese che dieci anni prima, come consigliere regionale, aveva presentato la prima PDL per l’istituzione del Garante.
di Giorgio Bernardini
Corriere Fiorentino, 9 luglio 2025
Nuove perquisizioni dentro la Dogaia. Furfaro e Serracchiani (Pd) portano il caso in Parlamento. Stupri, rivolte, telefoni clandestini e perfino video su TikTok direttamente dalle celle. È il ritratto drammatico del carcere La Dogaia di Prato, al centro di un’inchiesta che continua a far emergere dettagli inquietanti. Il quadro emerge nell’approfondimento portato avanti dal procuratore capo Luca Tescaroli: nella zona di alta sicurezza un detenuto ha persino postato su TikTok un video della sua brandina, ottenendo decine di commenti dagli utenti. E non è un caso isolato: nell’ultimo anno in carcere sono stati sequestrati 41 telefoni, tre sim e un router; eppure nuovi dispositivi sono emersi anche dopo la maxi-ispezione del 28 giugno scorso.
- Prato. Dietro quelle sbarre lo Stato si è arreso
- Taranto. Detenuto tenta il suicidio in ospedale: condannati due poliziotti penitenziari
- Torino. Nove condanne per la sommossa nel carcere minorile Ferrante Aporti
- Siracusa. La scelta di tornare “dentro” per restituire ciò che il carcere ha dato
- Bologna. Gli avvocati donano 40 ventilatori ai detenuti: “Fondi per chi non può pagare bollette”









