di Carlo Casini
La Nazione, 14 marzo 2025
Possibile overdose in cella: in carcere ora entra anche la droga. Terza vittima dall’inizio del 2025, nel giorno del suo compleanno. Funaro, sindaca di Firenze: “Una struttura da buttare giù e ricostruire”. Un altro morto in carcere. Il terzo da inizio dell’anno. Il sesto in circa dodici mesi. È la strage dei detenuti nel penitenziario fiorentino di Sollicciano. Martedì pomeriggio, nel giorno del suo compleanno, T.F., 34 anni originario di Roma, è stato trovato nella sua cella privo si sensi. Poco distante, a terra, erano presenti delle siringhe. Overdose di eroina, stando a quanto ricostruito. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno tentato da subito di rianimarlo. Il giovane, però, era in coma. È stato così trasportato in fin di vita all’ospedale di Torregalli. Per poi essere trasferito al reparto di terapia intensiva. Dove alle 5.30 di ieri mattina è deceduto.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 14 marzo 2025
L’uomo era seguito dai servizi psichiatrici. “In carcere pochi controlli, la droga entra”. Un detenuto romano è morto il giorno del suo compleanno in una cella del carcere di Sollicciano. La causa del decesso sarebbe da ricondurre a un’overdose. Nella sua cella sono state trovate siringhe. È il quarto detenuto morto a Sollicciano dall’inizio dell’anno. Accusa un malore in cella, viene trasportato in ospedale e lì muore. È il quarto detenuto del carcere di Sollicciano morto dall’inizio dell’anno. Dopo i due suicidi e una morte probabilmente per droga, stavolta il decesso è stato causato da overdose. “Sono state trovate siringhe e materiale per uso di stupefacenti” ha detto Eleuterio Grieco, agente penitenziario della Uil Pa, che poi ha aggiunto: “Ci sono pochi controlli e nel carcere la droga entra”.
grandangoloagrigento.it, 14 marzo 2025
L’associazione sollecita inoltre l’intervento del Garante nazionale dei detenuti e delle autorità competenti “affinché venga garantito il rispetto della dignità dei reclusi. Il Codacons, si legge in una nota, “interviene con fermezza sulle gravi condizioni in cui versano i detenuti del carcere Di Lorenzo di Agrigento”. “Secondo quanto denunciato da 55 detenuti in una lettera indirizzata al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, la situazione sarebbe caratterizzata da maltrattamenti, privazioni e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili - sottolinea la nota -.
lanuovaprovincia.it, 14 marzo 2025
Resoconto di Camera Penale, Nessuno Tocchi Caino e Garante regionale per i Detenuti dopo una visita alla struttura di Quarto. “Una cattedrale nel deserto”: dove la cattedrale è il carcere di Quarto e il deserto è quello dei collegamenti con la città. Definizione di Elisabetta Zamparutti tesoriera dell’associazione Nessuno Tocchi Caino dopo la visita al carcere astigiano insieme al presidente della Camera Penale Davide Gatti, ad altri volontari dell’associazione e al Garante regionale per i detenuti Bruno Mellano. Su una capienza autorizzata di 207, sono stati contati 248 detenuti con una percentuale di sovraffollamento appena appena sotto la media nazionale. Gli agenti penitenziari sono 109 contro i 167 previsti e a questi ne vanno sottratti ancora 24 che fanno servizi esterni non legati alla vigilanza interna.
di Claudio Malfitano
Il Mattino di Padova, 13 marzo 2025
“Portare gli studenti delle scuole superiori nelle carceri minorili. Va fatto capire che la conseguenza dei reati è un istituto, che c’è una punizione”. Il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari dosa bastone e carota: leggi più severe ma anche interventi educativi per fermare la violenza giovanile, esplosa negli ultimi mesi in tutto il Nord Est.
di Claudio Malfitano
Il Mattino di Padova, 14 marzo 2025
“Il primo a dover visitare più spesso le carceri minorili dovrebbe essere proprio il sottosegretario Ostellari. Si renderebbe conto che si tratta di luoghi che dovrebbero educare i ragazzi e invece sono sovraffollati e inadeguati per un Paese civile. E soprattutto non sono degli zoo, in cui portare gli studenti in visita”. È netta la risposta del vicesindaco Andrea Micalizzi alla proposta lanciata ieri dal sottosegretario leghista di portare le scolaresche delle superiori all’interno degli istituti minorili per far capire le conseguenze dei reati. Una proposta arrivata a commento della notizia dell’arresto di due baby criminali che a 16 e 17 anni avevano già collezionato una ventina tra denunce e segnalazioni.
di Claudio Bellumori
romatoday.it, 14 marzo 2025
L’associazione non profit del terzo settore fa da ponte con aziende e imprese, per agevolare il reinserimento del detenuto una volta fuori dal carcere. E per fornire, concretamente, un’occasione di rinascita. A quanti non è capitato di sentirsi dire che il treno giusto, prima o poi, sarebbe arrivato. Vero. Come è vero che non basta solo salire sul vagone. Perché una volta sopra sono necessari sia biglietto che bagagli. E una destinazione. Che, talvolta, è l’opportunità per lasciarsi alle spalle il passato. In maniera netta. Insomma, un nuovo inizio. Da affrontare a testa alta.
modenatoday.it, 14 marzo 2025
Firmato l’Accordo di progetto sull’esecuzione penale esterna, valorizzando il ruolo del volontariato e del terzo settore come strumenti di reintegrazione sociale. È stato siglato ieri mattina a Modena l’Accordo di progetto sull’esecuzione penale esterna, un’iniziativa biennale (2025-2026) volta a migliorare l’efficacia delle misure di esecuzione penale esterna attraverso la collaborazione tra istituzioni giudiziarie, enti del terzo settore e organizzazioni professionali. L’accordo è stato firmato da Tribunale di Modena, Centro Servizi Volontariato Terre Estensi, Ordine degli Avvocati di Modena, Fondazione di Modena, Camera Penale Carl’Alberto Perroux, Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna di Modena (Ulepe).
piacenzasera.it, 14 marzo 2025
L’orto più segreto di Piacenza, quello coltivato dai detenuti che abitano il carcere di via delle Novate, aprirà eccezionalmente le porte al pubblico di Interno Verde. Il festival dedicato ai giardini più suggestivi e curiosi della città - che quest’anno si terrà sabato 12 e domenica 13 aprile - inaugura la terza edizione con un evento decisamente inusuale, organizzato grazie alla collaborazione della Direzione della Casa Circondariale: una visita guidata che permetterà di scoprire la natura che cresce all’interno del muro di cinta dell’Istituto, curata e coltivata grazie a un progetto educativo di notevole impatto e significato.
corrierediviterbo.it, 14 marzo 2025
“Anime Disarmate” nasce dall’incontro con i detenuti con i quali il regista Marco Amati ha trascorso alcuni mesi con la volontà di realizzare un film in cui una parte della narrazione si svolgeva appunto in un carcere. Negli incontri di preparazione ha spinto più volte i detenuti ad aprirsi utilizzando la scrittura come strumento di dialogo. Uno di questi scritti, a prima vista una poesia, si è rivelato essere, dando voce alla volontà dell’autore, un brano per un pezzo rap.
- Lanciano (Ch). “Sopra la barriera”, nel carcere “il calcio è libertà”
- Torino Il Rigoletto in carcere
- Libri. Oltre le sbarre, esistenze restituite alla loro dignità
- Migranti. “Se vogliono tenerci reclusi portateci in carcere, almeno abbiamo una tutela”
- Asti, Hammad sequestrato e gettato dal balcone: “La mia vita da migrante, picchiato da tutti”











