firenzetoday.it, 12 luglio 2025
In Toscana sono oltre 2.100 le persone detenute o in uscita dal carcere coinvolte in percorsi di inclusione sociale, lavorativa e giustizia riparativa ma nell’ultimo anno si registrano anche molti tentativi di suicidio tra detenuti. Luci e ombre della situazione carceraria toscana sono state trattate nel corso del convegno “Carcere inclusione sociale, comunità: il sistema delle politiche regionali per la giustizia penale in Toscana” organizzato dalla Regione Toscana e Anci Toscana. A concludere la tre-giorni, una lectio magistralis della prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 12 luglio 2025
Un ex detenuto del carcere del Canton Mombello di Brescia ha deciso di raccontare a Fanpage.it le “condizioni disumane” che ha vissuto all’interno dell’Istituto, un luogo dove “la mentalità è quella di buttate via la chiave, dove le persone si uccidono e, se escono, lo fanno senza più un’anima”. “Si vive come scarafaggi, costretti a nascondersi dal sole. Viene il vomito all’interno di quella sezione, di quei corridoi pieni di polvere, dove si fatica anche a respirare. Ma di tutto questo a nessuno importa nulla”. A parlare è Walter M., ex detenuto del carcere del Canton Mombello di Brescia, che ha deciso di raccontare a Fanpage.it le “condizioni disumane” che ha vissuto all’interno dell’Istituto, un luogo dove “la mentalità è quella di buttate via la chiave, dove le persone si uccidono e, se escono, lo fanno senza più un’anima”.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 luglio 2025
L’istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito a Lauro, nella provincia di Avellino, sembrava apprestarsi a chiudere, a fine febbraio, con il trasferimento negli istituti del Nord, delle donne presenti con i figli. “Per tre mesi non ci sono state detenute. Poi hanno ricominciato ad arrivare”. Cosa è successo? Lo abbiamo chiesto al garante delle persone private della libertà personale della Campania Samuele Ciambriello.
di Vincenzo Falci
seguonews.com, 12 luglio 2025
Sei agenti penitenziari del “Malaspina” indagati. Due perché accusati di avere malmenato un detenuto durante una traduzione, gli altri - tra loro anche il comandante del nucleo traduzioni e piantonamenti di Caltanissetta - perché li avrebbero favoriti nascondendo la verità. Due di loro sono stati pure sospesi dal servizio. Un sovrintendente per un mese e un ispettore per quattro mesi. Misure cautelari interdittive che già pure il tribunale del riesame ha confermato. Ai sei indagati sono state contestate le ipotesi, a vario titolo, di lesioni personali aggravate, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale.
comune.ragusa.it, 12 luglio 2025
Si è svolto presso la Casa Circondariale di Ragusa il terzo seminario rivolto ai detenuti e al personale penitenziario. Nell’ambito del progetto “Educare alla salute: Incontri sulla prevenzione delle malattie infettive”, si è svolto presso la Casa Circondariale di Ragusa il terzo seminario rivolto ai detenuti e al personale penitenziario. L’iniziativa, ideata da AJS Connection Srl con il contributo non condizionante di Gilead Sciences, gode del patrocinio non oneroso del Dasoe - Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, di Federsanità Anci Sicilia e dell’Arnas Garibaldi di Catania.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 12 luglio 2025
Fumettista e insegnante di fumetto, Tonio Vinci ha passato mesi con i detenuti del carcere di Pescara e di Sulmona. Dopo quest’esperienza, ha scritto “Fumetti per l’evasione”, in cui racconta cosa succede quando un autore di fumetti tiene un corso all’interno di un carcere per insegnare ai detenuti a raccontare - e a raccontarsi - attraverso i disegni. “Utilizzo il fumetto per entrare in posti in cui sarebbe altrimenti impossibile entrare e per strappare un sorriso alle persone”. Uno di questi luoghi è il carcere. In Fumetti per l’evasione (Momo edizioni), Tonio Vinci racconta la sua esperienza con i detenuti, che sono i protagonisti del libro.
ansa.it, 12 luglio 2025
Il disegnatore in carcere a Regina Coeli per conclusione corso. I consigli su come dare vita ai personaggi, l’indicazione di quali matite scegliere per un lavoro ben fatto e, dopo i complimenti per il talento dimostrato, un ‘disegnetto’ per tutti: é stato Zerocalcare il protagonista dell’ultima giornata del corso di illustrazione e fumetto tenuto dall’artista Daniele De Sando. Una full-immersion particolare: si è infatti trattato di un corso per i giovani detenuti e si è tenuto nel carcere di Regina Coeli a Roma.
di Fabio Gianfilippi
sistemapenale.it, 12 luglio 2025
Recensione a Donatella Stasio, “L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere”, Castelvecchi, 2025. Donatella Stasio ha appena pubblicato per Castelvecchi “L’Amore in gabbia”. Nel sottotitolo leggiamo che si tratta della “ricerca della libertà di un reduce dal carcere”. È la storia, raccontata attraverso il fitto dialogo con l’autrice, di Gianluca, che ha conosciuto a lungo la detenzione nel nostro Paese e che, ora che ce l’ha alle spalle, come “uno che ce l’ha fatta”, può raccontarci non solo quello che ha provato vivendola, ma quello che ne è rimasto, quando a libertà riacquistata ha compreso che il cammino per ottenerla davvero cominciava, in un certo senso, soltanto allora.
di Ernesto Galli della Loggia
Corriere della Sera, 12 luglio 2025
Egemonia non vuol dire, infatti, avere una lista di posti a disposizione e cominciare a riempirli sostituendo gli amichetti degli altri con i propri, all’insegna del fatidico “levati tu che mi ci metto io”. Nessuno si aspettava dal governo di destra qualcosa come la messa in cantiere dell’Enciclopedia Italiana. Non solo perché i tempi non sono più quelli, non solo perché lo sconsigliava un’ovvia prudenza, e non solo perché di Giovanni Gentile non mi pare che in giro ce ne siano molti. Ma soprattutto per una ragione: perché anche Giorgia Meloni sa che nei regimi democratici non spetta ai governi di occuparsi troppo e troppo da vicino di cose della cultura così grandi e ideologicamente connotate come quella.
di Francesco Pallante
volerelaluna.it, 12 luglio 2025
La reclusione degli stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio continua a sollevare gravi questioni di compatibilità con la Costituzione, da ultimo tornate all’attenzione della Corte costituzionale nella sentenza n. 96 del 2025 pubblicata nei giorni scorsi. Alla base di tutto - è bene evidenziarlo - vi è una deficienza dello Stato, consistente nell’incapacità di provvedere, in tempi ragionevoli, all’accompagnamento alla frontiera degli stranieri privi di regolare titolo di soggiorno. La reclusione nei Cpr viene di conseguenza, e dovrebbe avere minima durata: lo stretto tempo necessario a effettuare l’espulsione. Invece, può protrarsi sino a 18 mesi e, in più nella metà dei casi, si conclude con il rilascio in libertà dello straniero, contestualmente invitato a rientrare nello Stato di provenienza con i propri mezzi: vale a dire, a riuscire là dove lo Stato ha fallito.
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