di Giuseppe Russo
Avvenire, 18 marzo 2025
L’arcivescovo Renna in visita all’Istituto penitenziario di Piazza Lanza. L’incontro con gli ospiti cella per cella. Cresce il progetto “Senza catene”. Nell’Anno Santo dedicato alla speranza non poteva di certo mancare un appuntamento rivolto a coloro che coltivano forse più di tutti questo sentimento, dettato da una voglia di rivalsa e riscatto sociale. Sarà il prossimo 14 dicembre - a ridosso della chiusura - il Giubileo dei detenuti a Roma, ma nell’arcidiocesi di Catania l’appuntamento è già avvenuto domenica scorsa, 9 marzo.
di Carla Reschia
linkiesta.it, 18 marzo 2025
La speranza di un futuro lavorativo spinge i giovani ospiti dell’istituto penale minorile di Bologna a partecipare alle attività di formazione in campo ristorativo che si tengono all’interno dell’istituto e che prevedono anche eventi aperti ai clienti esterni. L’osteria formativa della Brigata del Pratello è qualcosa di più rispetto alle classiche e amatissime osterie bolognesi, cantate ai tempi anche da Guccini, perché nasce da un’esperienza avviata nel carcere minorile cittadino grazie a Fomal, ente di formazione nell’ambito della ristorazione accreditato dalla Regione Emilia-Romagna, e all’Istituto Penale Minorenni “Siciliani” (Ipm), che si trova appunto in via del Pratello 34, a Bologna. In Italia, queste strutture ospitano minorenni, ma anche giovani fino ai 25 anni quando il reato cui è riferita la pena sia stato commesso prima della maggiore età; educare e reinserire nella società è il loro fine istituzionale.
ansa.it, 18 marzo 2025
“Benvenuti in galera” su RaiPlay documenta la straordinaria esperienza di riscatto sociale. Racconta la bella storia del primo ristorante al mondo aperto all’interno di un carcere il documentario ‘Benvenuti in galera’, scritto e diretto da Michele Rho, che sarà disponibile in esclusiva su RaiPlay dal prossimo 22 marzo. Al centro del film la storia del ristorante ‘In galera’ di Bollate e della sua brigata, composta da otto detenuti, che preparano pranzi e cene con la supervisione di Silvia Polleri, alias “Nonna Galeotta”, professionista nel settore della ristorazione e madre del regista. È stata lei a volere fortemente questo progetto di reinserimento sociale, che getta un ponte tra il carcere e il mondo esterno.
garantedetenutilazio.it, 18 marzo 2025
Liberamente ispirata a “Il bar sotto il mare” di Stefano Benni, l’opera è stata realizzata con il contributo della Regione Lazio. Giunto alla quinta fase, dopo aver coinvolto le sezioni lavoranti e femminile, a cavallo tra il 2024 e il 2025 il progetto La Scena Invisibile dell’Associazione Sangue Giusto /Compagnia AdDentro è tornato nella Casa di reclusione degli Istituti G. Passerini di Civitavecchia con la realizzazione di un podcast narrativo basato sulla scrittura originale e l’interpretazione dei partecipanti detenuti.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 18 marzo 2025
Il progetto del creativo Carlo Galli promosso da Grande Brera Milano si ispira all’effetto optical anni 60. Un gruppo di reclusi lo affiancherà nel lavoro all’interno del penitenziario. Inaugurazione il 20 maggio. “Crediamo che la bellezza sia un valore etico prima ancora che estetico. Spinge all’esempio positivo. C’è qualcosa di profondo, nella contemplazione della bellezza” che può migliorare la vita. Soprattutto se ne entra a fare parte sotto forma di arte.
di Marisa Nicchi
L’Unità, 18 marzo 2025
Oggi a Roma l’incontro alla Casa internazionale delle donne per ricordare la grande intellettuale femminista recentemente scomparsa. Luminoso è l’aggettivo più giusto per descrivere l’incontro con Grazia Zuffa. Avviene nella seconda metà degli anni 70, lei femminista, dirigente dell’UDI, io segretaria regionale della Fgci. Eravamo nel pieno dei movimenti di donne e di giovani che infiammavano le scuole, le università, la società, esprimendo una inedita politicità che atteneva al corpo, alla soggettività femminile, alla sessualità, all’aborto, alla violenza maschile sulle donne, ai sentimenti, ai sogni. Una materia fino allora oscura per la politica su cui trovai in lei un’interlocutrice preziosa per valutarne i significati profondi. Il sommovimento sociale e culturale era impetuoso e spiazzante, imponeva alla FGCI di lasciare consunte liturgie e di rinnovare culture politiche perché quelle tradizionali della sinistra stavano perdendo forza. Furono anni di trasformazioni sociali e mutamenti nella soggettività di tante donne, cancellati troppo superficialmente da una lettura che li identifica solo come “anni di piombo”. In quella temperie è nato il nostro rapporto e si è consolidato nel PCI di Firenze e della Toscana, dove è stata Responsabile della Commissione femminile, della Commissione Sanità, Consigliere Comunale, per essere infine Senatrice dall’87 al ‘94.
di Ferdinando Boero
Il Fatto Quotidiano, 18 marzo 2025
Tutte le mattine, a Prima Pagina, Rai Radio 3, un giornalista legge i giornali dalle 7.15 alle 8 e, fino alle 8.40, gli ascoltatori intervengono. In questi giorni un signore ha detto che i politici non guidano più i loro elettori, dettando una linea; oggi, si è lamentato, i politici assecondano gli elettori, rappresentandone pregi e difetti. Il giornalista si è dichiarato d’accordo e ha parlato di De Gasperi e Togliatti. Penso al militante del Pci, interpretato da Maurizio Ferrini, col suo: “Non capisco ma mi adeguo”. Gli elettori, allora, si fidavano dei loro leader e cercavano di adeguarsi al loro pensiero: non capivano il politichese, ma si fidavano.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 marzo 2025
Il sistema di accoglienza italiano per migranti e richiedenti asilo è sempre più vicino al collasso, stretto tra caos amministrativo, iperproduzione normativa e una gestione opaca che viola i diritti fondamentali. È la fotografia scattata dal report “Accoglienza al collasso. Centri d’Italia 2024”, realizzato da ActionAid e Openpolis, che denuncia un modello basato sull’emergenza perpetua, lontano da logiche di integrazione e programmazione. Nel 2023, oltre 157mila persone hanno raggiunto l’Italia via mare o terra, un dato gestibile se paragonato ai picchi del 2016- 2017. Eppure, il sistema appare saturo: il 68,3% degli ospiti è concentrato nei Centri di Accoglienza Straordinaria, strutture temporanee con servizi ridotti all’osso. A crescere sono soprattutto i “mega- centri”: quelli con oltre 300 posti sono aumentati del 360% in un anno, con casi critici come Milano, dove 10 strutture accolgono 2.500 persone a fronte di una capienza di 2.087 posti. “Si preferisce investire in grandi strutture, spesso sovraffollate, invece che in accoglienza diffusa”, spiegano gli autori del report. “Un approccio che ostacola l’inclusione e favorisce speculazioni”. Uno dei dati più allarmanti riguarda i minori stranieri non accompagnati. Nel 2023, la loro presenza nei Cas è schizzata a + 63,9%, con 1.773 ragazzi accolti in strutture spesso inadatte. A ciò si aggiungono oltre 700 Msna inseriti in centri per adulti nel 2023, nonostante le raccomandazioni del Garante per l’Infanzia. “Collocare minori in strutture per adulti è inaccettabile e rischia di diventare prassi”, avverte il report. A fine agosto 2024, 284 minori risultavano ancora in queste condizioni, mentre i posti liberi nel Sistema di Accoglienza e Integrazione rimanevano sottoutilizzati.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 marzo 2025
Ma l’immediato futuro dei Centri albanesi resta appeso comunque alla Corte Ue. Rimpatri “digitalizzati” e organizzati direttamente da Frontex, hub per le deportazioni costruiti in Stati terzi e una lista comune sui paesi di origine sicuri da presentare già “nelle prossime settimane”. Sono i punti principali della lettera in materia di immigrazione che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha inviato ai leader Ue in vista del Consiglio di giovedì prossimo. La terza questione riguarda il futuro del progetto Albania, dopo le difficoltà incontrate finora e mentre si attende la sentenza della Corte di giustizia Ue sui paesi sicuri (dovrebbe arrivare entro giugno). L’elenco comunitario, accanto a quelli nazionali, è previsto dal nuovo regolamento procedure contenuto nel Patto immigrazione e asilo. Doveva entrare in vigore a giugno 2026, ma visto il pasticcio dei centri di Shengjin e Gjader il governo italiano preme per anticipare le parti relative ai paesi sicuri. Le dichiarazioni di von der Leyen vanno quindi nel senso auspicato da Meloni. “Stiamo attingendo a un’analisi dell’Agenzia Ue per l’asilo e ad altre fonti di informazioni disponibili per valutare una prima selezione di paesi scelti in base a criteri oggettivi, come bassi tassi di riconoscimento dell’asilo”, scrive la presidente.
di Agostino Giovagnoli
Avvenire, 18 marzo 2025
Europa o nazionalismi? L’asse Trump Putin - quanto duraturo si vedrà - ha cambiato radicalmente lo scenario internazionale e oggi l’Unione Europea è davanti all’alternativa tra rafforzarsi o dissolversi (rilanciare l’Europa è stato il senso della manifestazione di sabato scorso a Roma). Tale alternativa, però, può non apparire urgente. Si discute molto, ad esempio, della scelta pro o contro il progetto Von der Leyen, presentato come la madre di tutte le decisioni, ma in realtà RearmEurope è double face: prevede agevolazioni per il riarmo degli Stati nazionali europei e un fondo specifico per la difesa comunitaria. Non è la stessa cosa, sono anzi progetti opposti se li vede alla luce dell’alternativa tra Europa e nazionalismi. Il problema si pone, sebbene in forma diversa, anche riguardo alla coalizione dei “volenterosi” che si propongono di garantire, raggiunta la tregua in Ucraina, la sicurezza di quest’ultima.
- Nazionalismo e armamenti: la congiura dei falliti
- “Si parla troppo di armi e poco del resto: la piazza diventi movimento europeo”
- I profitti di pochi e i debiti di molti nelle guerre senza fine
- Libia. Rastrellamenti senza pietà dopo il ritorno di Almasri
- Stati Uniti. “Le deportazioni di migranti sono illegali”. Tra Casa Bianca e giudici è scontro totale











