di Francesco Petrelli*
Il Foglio, 15 luglio 2025
Il grave silenzio sulla tragedia delle carceri. Un hardware liberale e garantista mal si concilia con un software giustizialista. Pesa nel bilancio il grave silenzio tuttora serbato sulla tragedia delle carceri e la mancata risposta alle aperture che sono pure state espresse di recente da rappresentanti autorevoli della stessa maggioranza. Si tratta, infatti, di una crisi sia umanitaria che sociale che non può essere ignorata, restando prigionieri di slogan elettorali e di parole d’ordine che presuppongono una visione puramente repressiva del carcere e della pena, populisticamente appagante ma contraria ad ogni effettiva utilità in termini di sicurezza. Se si vuole essere “garantisti nel processo” non si può al tempo stesso essere “giustizialisti nell’esecuzione delle pene”.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 15 luglio 2025
Alcune disposizioni del decreto Sicurezza trovano il proprio presupposto nella “qualità” dell’autore della condotta considerata più che nella offensività della condotta stessa. L’intenzione è quella di colpire l’appartenenza a certi “tipi” di individui. Alcune norme del decreto Sicurezza, come ha rilevato il Massimario della Cassazione, si basano non tanto sull’offensività della condotta sanzionata, quanto sulle qualità del suo autore. Si creano così artificiosamente “nemici della società”. Nonostante su queste pagine avessimo rilevato varie criticità, oltre a dubbi di costituzionalità, nel decreto Sicurezza, convertito in legge lo scorso 9 giugno, la relazione elaborata dall’ufficio del Massimario della corte di Cassazione, e duramente contestata dal governo, ha tracciato un quadro più grave rispetto a quello già delineato. L’Ufficio - giova ribadirlo - ha raccolto pareri di autorevoli studiosi e soggetti qualificati, citati nelle 577 note delle 129 pagine di cui consta il documento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2025
Continuano le segnalazioni verso gli avvocati che “abbracciano” i loro assistiti al 41 bis. Dopo la vicenda del legale di Alfredo Cospito, Flavio Rossi Albertini, segnalato dal carcere di Sassari per aver stretto la mano e dato due baci sulla guancia al suo assistito, ad essere redarguita per lo stesso motivo per la quinta volta è stata l’avvocato Maria Teresa Pintus. Ieri, infatti, ha ricevuto l’ennesima notifica da parte del suo Coa di appartenenza con la quale le viene appunto comunicato che il 5 giugno è giunto l’ennesimo esposto dalla casa circondariale di Bancali firmato dal direttore con il quale viene segnalata per comportamento professionale non corretto: “In data 09/ 05/ 2025, al termine del colloquio effettuato con il suo assistito AP, salutava quest’ultimo con una stretta di mano e due baci sulle guance”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 luglio 2025
Il giudice ha disposto la misura in carcere per l’uomo, senza fissa dimora, dopo che ha “saltato” la firma. “Ma sbattere un uomo in galera a luglio in una situazione di insostenibile sovraffollamento carcerario è una misura cautelare del tutto sproporzionata”. “Ma è giusto mandare nell’attuale inferno che stanno vivendo le nostre carceri un poveraccio che ha rubato due spazzolini e qualche bottiglia d’olio?”: a porsi la domanda è il penalista Vincenzo Comi che insieme alla collega Marina Colella assiste un cileno di 40 anni, G.G..
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 15 luglio 2025
La Cassazione: quanto detto agli interrogatori preventivi è considerato solo se ci sono elementi favorevoli al ricorrente. La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, rigettando il ricorso presentato dalla difesa contro l’ordinanza emessa dal Tribunale di Catania. L’indagato, accusato di estorsione aggravata e associazione di tipo mafioso nonché di traffico di stupefacenti, aveva contestato la mancata trasmissione al Riesame, da parte del pubblico ministero, degli interrogatori resi dagli altri coindagati nel procedimento, ritenendo che tali atti potessero contenere elementi favorevoli alla sua posizione.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2025
Anche se l’ordinamento penitenziario limita i colloqui visivi ai familiari, incontrare una donna rientra nel diritto all’affettività. Non può essere vietato, in nome del diritto all’affettività, il colloquio visivo del boss di mafia detenuto al 41-bis, con una donna con la quale, dopo uno scambio epistolare, durato circa 17 anni, si è instaurata una relazione sentimentale. E questo malgrado l’ordinamento penitenziario, per quanto riguarda il regime speciale differenziato, vieti espressamente (comma 2, articolo 41-bis) i colloqui del detenuto sottoposto al cosiddetto carcere duro, con persone diverse dai familiari, salvo casi eccezionale individuati di volta in volta dal direttore dell’istituto di pena. La Cassazione ha così respinto il ricorso del ministero della Giustizia contro l’ordinanza con la quale il Tribunale di sorveglianza aveva accolto il reclamo presentato da un boss della mafia - ristretto al 41-bis da oltre 25 anni e in carcere dal 1993 - per cancellare il no del direttore a un colloquio in presenza con una donna amica di “penna” dal 2008: una relazione epistolare che si era trasformata in una liaison sentimentale.
di Erica Manna
La Repubblica, 15 luglio 2025
La ditta che si è aggiudicata l’appalto in Liguria fornisce colazione, pranzo e cena per 3,93 euro. Così i detenuti, se hanno il permesso, preferiscono cucinare in cella. Fare colazione, pranzo e cena con 3,93 euro. Cosa si potrebbe mangiare, fuori? Eppure, è quello che accade dentro: perché è questo il valore della diaria giornaliera a persona proposto dalla ditta che si è aggiudicata il servizio per le carceri liguri, a Chiavari, Spezia, Imperia, Sanremo, Marassi e Pontedecimo. Un ribasso del 30,97 per cento, per un lotto stimato 9 milioni e 550 mila euro. Tre euro e 93, Iva esclusa. “Ma con una diaria inferiore ai 4 euro giornalieri - incalza il garante regionale dei detenuti, Doriano Saracino - i problemi legati alla qualità del vitto, se non addirittura alla quantità, sono difficilmente eliminabili”.
di Adamo Chiesa
lapiazzaweb.it, 15 luglio 2025
Grazie alla collaborazione con la Regione Veneto, il progetto promuove percorsi di orientamento, formazione e housing sociale per persone sottoposte a misure penali esterne o in uscita dal carcere. Un importante passo avanti nel reinserimento sociale e lavorativo delle persone coinvolte nel sistema penale arriva dal Ministero della Giustizia. Il Ministro Carlo Nordio ha infatti stanziato oltre due milioni di euro destinati al Veneto per l’attivazione di percorsi di orientamento, formazione e housing sociale rivolti a chi è sottoposto a misure penali esterne o in uscita dagli istituti penitenziari.
di Natascia Grbic
fanpage.it, 15 luglio 2025
Il garante Anastasia: “La solitudine uccide, in carcere più che fuori”. Un detenuto è morto dopo che venerdì scorso ha tentato il suicidio nel carcere di Frosinone. Subito soccorso e portato in ospedale, è stato immediatamente preso in carico dai medici che hanno provato di tutto per salvargli la vita. Purtroppo tutti i tentativi non sono andati a buon fine, il cuore del ragazzo non ha retto. Le lesioni riportate nel tentativo di togliersi la vita si sono verificate gravi e irreversibili. Oggi, purtroppo, il decesso. A dare notizia della morte del ragazzo è stato il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia. “Non ce l’ha fatta il ragazzo che ha tentato il suicidio venerdì scorso nel carcere di Frosinone - le parole di Anastasia -.
bergamotomorrow.it, 15 luglio 2025
Il gesto estremo di un detenuto pachistano riaccende l’allarme sulle condizioni nella casa circondariale di via Gleno. Sovraffollamento, carenze di personale e disagio psichico al centro della denuncia. Un detenuto pachistano di 32 anni ha perso la vita a seguito di un gesto estremo compiuto a metà giugno nel carcere di via Gleno, a Bergamo. L’uomo è deceduto dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, nonostante gli sforzi tempestivi per tentare di salvargli la vita. Un episodio che getta nuova luce sulle condizioni di disagio psichico e sociale che affliggono le carceri italiane, con la struttura bergamasca tra le più critiche a livello nazionale.
- Ferrara. Carcere, dopo il caso trans scatta ispezione ministeriale
- Torino. Arresto illegale, condannati due poliziotti del reparto prevenzione crimine
- Udine. Libri, gruppi di lettura e giochi con i figli: la cultura varca i cancelli del carcere
- Udine. In carcere libri in lingua e incontri con autori, ma ci sono ancora troppi detenuti
- Roma. Teatro-carcere, a Rebibbia la “Rivoluzione alla Sudamericana”









