di Gianni Alemanno e Fabio Falbo*
L’Unità, 19 marzo 2025
L’ex sindaco di Roma ci scrive dal carcere con Fabio Falbo per lanciare un appello alle forze politiche. “Egregio Direttore, siamo due detenuti del Carcere di Rebibbia, opposti nei loro percorsi di vita e diversi per estrazione politica. Lei ci conosce bene: da un lato una persona da sempre impegnata in politica che si è trovata improvvisamente catapultata nel carcere e dall’altro lato “lo scrivano di Rebibbia”, laureato nel corso della sua ventennale detenzione e autore sul suo giornale di alcuni articoli sulla condizione carceraria. L’occasione per la quale le scriviamo è la seduta straordinaria della Camera dei Deputati sulla situazione delle carceri che si terrà giovedì prossimo, per discutere le mozioni presentate dalle opposizioni parlamentari a firma degli onorevoli Giachetti e D’Orso.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 marzo 2025
Il guardasigilli e il presidente dell’Anm insieme al dibattito sulla separazione delle carriere organizzato da Noi Moderati. E Meloni in aula blinda l’intervento. “La riforma della giustizia, dal mio punto di vista, è improcrastinabile”: concetto quasi scontato quello ribadito ieri dalla premier Giorgia Meloni al Senato e confermato anche dal ministro Carlo Nordio al convegno organizzato da Noi Moderati dal titolo “(In) Separabili - Pm e giudici alla prova dell’equa distanza”: “La riforma è sicuramente intoccabile. Adesso aspetteremo il referendum e auspico che vi si arrivi con la stessa serenità con cui stiamo discutendo oggi (ieri, ndr), utilizzando argomentazioni tecniche, senza pregiudizi e senza slogan. Chiunque perda non dovrà essere umiliato”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 marzo 2025
Il ministro della Giustizia terrà oggi pomeriggio un incontro con i suoi colleghi di partito sulla riforma della separazione delle carriere, dopo il caso Delmastro, che al nostro giornale ha bocciato il testo. La linea del Guardasigilli: basta uscite a vuoto. Il ministro Nordio prova a blindare la riforma costituzionale della magistratura. Secondo quanto appreso dal Foglio, oggi pomeriggio il Guardasigilli terrà un incontro con i parlamentari di Fratelli d’Italia incentrato proprio sulla riforma della separazione delle carriere. “Il ministro parlerà della riforma”, riferiscono fonti di FdI. Indicazione singolare, se si tiene conto che il provvedimento è già stato esaminato e approvato alla Camera (con i voti anche di FdI), e ora è in corso di esame al Senato. È molto probabile, dunque, che l’intento del ministro sia lanciare ai colleghi di partito un messaggio molto chiaro, e cioè che la maggioranza non può più permettersi uscite “a vuoto” sulla riforma, come quella compiuta dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, che a questo giornale si è lasciato andare a una sostanziale bocciatura della riforma concepita dal suo ministro. Non è noto se Delmastro, deputato, parteciperà all’incontro, anche se sarebbe sorprendente il contrario.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 19 marzo 2025
“Non abbiamo mai detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci”, dice il Guardasigilli. Ma molti esponenti del centrodestra hanno suggerito proprio questo. La riforma della separazione delle carriere è “sicuramente intoccabile, perché già approvata da un ramo del Parlamento”. Ma è un provvedimento che “non influisce sull’efficienza della giustizia” e d’altra parte “nessuno lo ha mai preteso”. Con invidiabile nonchalance, Carlo Nordio ammette che il ddl costituzionale in discussione al Senato - da lui stesso definito “epocale” - non servirà in nessun modo a migliorare le condizioni concrete della giustizia italiana: “Non abbiamo mai detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 19 marzo 2025
I due omicidi del 1974 nello scontro a fuoco tra il commando dei terroristi e i carabinieri. Le ammissioni in Aula dell’81enne Azzolini, le scoperte del Ris sui documenti storici e tutti gli elementi che ancora non tornano: il “romanzo criminale” della cascina Spiotta. Scrive Guido Salvini rendendo una preziosa testimonianza nel libro appena uscito “Hazet 36” dell’esperto Pino Casamassima ed edito da Solferino: “Le Brigate Rosse sono scomparse come organizzazione armata ma esistono ancora come, viene da dire, associazione di pensionati che mantengono stretti rapporti tra loro e hanno le stesse idee di un tempo”. Salvini, già giudice istruttore e gip, coordinatore di plurime inchieste nell’eversione di destra come di sinistra, è avvocato di parte civile nel processo in Corte d’Assise di Alessandria sul cold case della cascina Spiotta: la sparatoria del 5 giugno 1975 tra un commando delle Br e i carabinieri causò l’uccisione della brigatista Mara Cagol e dell’appuntato Giovanni D’Alfonso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 marzo 2025
Dopo l’udienza pubblica del 25 febbraio scorso la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica, dichiarando incostituzionale la norma che limitava a due ore al giorno la permanenza all’aperto per i detenuti sottoposti al regime speciale di cui all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. La decisione segna un punto di svolta nella tutela dei diritti dei reclusi, ribadendo che nessuna restrizione può trasformarsi in un “supplizio inutile” privo di giustificazioni concrete. Ricordiamo che è stato audito l’avvocato Valerio Vianello Accorretti, del foro di Roma, difensore di Giovanni Birra, il detenuto sottoposto al regime differenziato nel supercarcere di Bancali. Grazie al suo ricorso, il magistrato di sorveglianza di Sassari ha sollevato la questione di costituzionalità, ritenendola rilevante per la violazione di articoli fondamentali della Costituzione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 marzo 2025
Illegittima la norma che dimezza il diritto dei detenuti: “Non aumenta la sicurezza”. Altri due suicidi in meno di 48 ore. Domani seduta straordinaria sulle carceri alla Camera. Non lasciarli respirare è incostituzionale. Se per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro togliere idealmente l’aria ai detenuti in regime di 41 bis è “un’intima gioia”, come dichiarò qualche tempo fa presentando la nuova auto blindata adibita al trasporto di questo tipo di reclusi, per la Corte costituzionale è invece “illegittimo” concedere loro meno di quattro ore al giorno di permanenza all’aria aperta. La Consulta lo ha stabilito con la sentenza numero 30 depositata ieri tramite la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41bis, comma 2-quater, dell’Ordinamento penitenziario. Pur senza porre “in alcun modo in discussione l’impianto complessivo del regime speciale”. Una modalità di detenzione chiamata comunemente, non a caso, di “carcere duro”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2025
La Cassazione, sentenza n. 7128 depositata ieri, circoscrive la portata del nuovo articolo 391-quater Cpc ai soli pregiudizi ad “un diritto di stato della persona”. Lettura restrittiva dell’articolo 391-quater Cpc introdotto dalla riforma Cartabia (Dlgs 149/2022) in materia di revocazione per conformarsi alle decisioni della Corte EDU. Per la Cassazione, sentenza n. 7128 depositata oggi, la revocazione per contrarietà alla Cedu di una sentenza passata in giudicato va esclusa quanto la domanda “abbia avuto ad oggetto già essa stessa una tutela meramente risarcitoria o, comunque, per equivalente”, e ciò anche se il diritto oggetto della sentenza “sia un diritto fondamentale della persona, ma non di stato”.
di Francesco Pesante
immediato.net, 19 marzo 2025
Il 39enne Vincenzo Pupillo di Vieste, arrestato due giorni prima per maltrattamenti, è stato trovato impiccato nella sua cella. I parenti contestano il sovraffollamento come causa e chiedono chiarezza sulla gestione della sua detenzione. La famiglia di Vincenzo Pupillo vuole la verità sul suicidio del proprio caro. Il 39enne di Vieste è stato trovato morto nelle scorse ore in una cella del carcere di Foggia, impiccato alle sbarre del bagno. Secondo il Sappe, il sindacato di Polizia penitenziaria, anche “il sovraffollamento può aver influito sulla sua decisione”. Di diverso parere i familiari dell’uomo, rappresentati dall’avvocato Antonio Merlicco: “A nostro modo di vedere il sovraffollamento ha inciso poco o nulla, nonostante fossero in sette in una cella da quattro.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 19 marzo 2025
L’uomo era tornato in cella lunedì. Gli avvocati: serve più lavoro in carcere. “Non paiono esserci particolari dubbi sulla dinamica dei fatti, purtroppo di agevole ma anche tragica constatazione, né allo stato sono emerse negligenze da parte dell’istituto di pena”. È nelle parole del procuratore capo Raffaele Tito la cronaca del secondo suicidio in meno di 48 ore nella casa circondariale di Montorio. Quel penitenziario in cui, ieri mattina, M. V. si è impiccato. Domenica era stata la volta di Alex, detenuto di 69 anni che nella cella che condivideva con altri due reclusi doveva restare fino al 2031.
- Sassari. Detenuto 20enne in sciopero della fame da oltre un mese
- Trento. Un detenuto denuncia: “Io seviziato in cella da tre uomini”
- Monza. Stupri in carcere, scatta l’allarme: “È la causa del 20% dei suicidi”
- Reggio Emilia. “Picchiarono un detenuto. Mi auguro che seguano un corso sui diritti di chi è in carcere”
- Forlì. Seconda chance: “Così ho assunto due giovani detenuti, meritano un’occasione”











