di Marika Ikonomu
Il Domani, 16 luglio 2025
In Commissione è stato bocciato l’emendamento sulla prevenzione primaria. Il primo Piano antiviolenza dell’esecutivo Meloni non ha coinvolto i Cav e “non è omogeneo né strutturale”. Un accordo tra maggioranza e opposizioni sul reato di femminicidio è stato trovato in commissione al Senato. Il testo dovrebbe arrivare in aula domani, ma sulla nuova fattispecie le posizioni di chi lavora nel contrasto alla violenza di genere sono diverse. C’è chi considera importante l’introduzione di un reato specifico che spieghi la matrice del delitto - la cultura sessista all’origine - che lo definisca, ne stabilisca l’esistenza per poi porre in atto misure di prevenzione. Secondo altre, invece, è l’ennesimo strumento repressivo del governo Meloni, senza che sia accompagnato da misure preventive. E, dunque, privo di una reale capacità di deterrenza di un fenomeno socio-culturale complesso.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 luglio 2025
La magistrata è andata in pensione il 10 luglio: “A Milano 13 mila bimbi da affidare. Il figlio della coppia dell’acido? Giusto non darlo ai nonni”. La presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, Maria Carla Gatto, il 10 luglio ha compiuto 70 anni (auguri!). Non è stato solo un compleanno importante, ma l’ultimo giorno di lavoro. Adesso è in pensione.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 16 luglio 2025
In arrivo il verdetto del tribunale dei ministri. Meloni e alleati vogliono negare l’autorizzazione a procedere. E hanno i numeri per farlo. Le opposizioni chiedono che il ministro torni in Parlamento: “Ha mentito, non può restare”. Dal governo un altro no: “C’è il segreto istruttorio”. “Non è né utile né opportuno che il governo riferisca su cose che peraltro non conosce, riferirà alla conclusione dell’indagine, quando ci saranno degli elementi utili per il confronto parlamentare, prima non avrebbe senso”. Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, replica con un secco no all’ennesima richiesta delle opposizioni, formulata ieri durante la capigruppo del Senato, di poter risentire il ministro della Giustizia nelle aule parlamentari sul caso Elmasry.
di Francesco Palmieri
Il Foglio, 16 luglio 2025
Rosaria Capacchione appartiene a quella scuola di cronisti che lasciava l’”io narrante” nella penna perché conta la notizia, non chi tiene il taccuino. Preferisce l’ombra ai riflettori anche quando la notizia è lei, parte offesa nel processo contro il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti e il suo avvocato, Michele Santonastaso, ai quali la Corte d’appello di Roma ha confermato le condanne rispettivamente a un anno e sei mesi e un anno e due mesi per minacce aggravate dal metodo mafioso. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di Roberto Saviano, parte offesa anche lui, scoppiato in lacrime alla lettura della sentenza dopo un estenuante percorso giudiziario di diciassette anni. Capacchione ricorda a ciglio asciutto che quando venne letto quel documento minatorio in aula al processo Spartacus, il 13 marzo 2008, capì subito cosa fosse: “Un messaggio di condanna a morte, perché il linguaggio della mafia lo conosco bene”. Si occupava di camorra dal 1986 consumando le suole, spulciando gli atti giudiziari, ritagliando, coltivando le fonti e consegnando il proprio nome solo alla firma sotto gli articoli.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 luglio 2025
L’entusiasmo di Report e M5S è infondato. Lo Cicero, testimone inaffidabile e mai coinvolto operativamente nelle stragi, non menzionò Delle Chiaie. “Report aveva ragione sulla pista nera!”, proclama trionfalmente Sigfrido Ranucci sulla sua pagina Facebook, allegando un articolo de Il Fatto Quotidiano che annuncia la nuova udienza fissata dalla gip nissena Graziella Luparello, la quale ha disposto lo stop all’archiviazione della pista nera relativa alla strage di Via D’Amelio. Peccato che i titoli di molti giornali lascino intendere al lettore l’esistenza di un verbale in cui Paolo Borsellino si sarebbe interessato al coinvolgimento di Stefano Delle Chiaie, detto “er caccola” - politico di estrema destra e fondatore di Avanguardia Nazionale - nella strage di Capaci. Completamente falso.
di Marco Boato
L’Unità, 16 luglio 2025
Nel dichiararsi convinto della colpevolezza di Adriano Sofri, l’allora presidente dell’Antimafia ha avuto enorme influenza. A prescindere dalle sue convinzioni, un po’ di trasparenza sarebbe stata doverosa. La vicenda legata al “caso Sofri” si è conclusa giudiziariamente ormai un quarto di secolo fa, ma a quanto pare è politicamente ancora dolorosamente aperta, come ha dimostrato quanto è comparso su Repubblica la settimana scorsa in due occasioni. La prima con una lettera di Adriano Sofri alla rubrica di Francesco Merlo martedì 8 luglio, e la seconda con una singolare risposta di Luciano Violante, tramite una intervista con Annalisa Cuzzocrea sullo stesso quotidiano di giovedì 10 luglio. Sofri aveva scritto a Merlo: “Quando fui coimputato dell’omicidio di Luigi Calabresi, e si sollevarono dubbi sull’imputazione e sulla conduzione dell’indagine, Violante si dichiarò convinto della mia colpevolezza perché c’era a provarla ‘una fonte non ostensibilè.
di Federica Pacella
Il Giorno, 16 luglio 2025
Sempre più detenuti (e detenute) universitarie, con percorsi anche molto positivi, nonostante i grossi ostacoli che l’amministrazione penitenziaria, a livello centrale, non ha ancora rimosso. Il nuovo rapporto Cnupp, presentato nell’assemblea annuale della Conferenza Nazionale di delegati e delegate di rettori e rettrici per i poli universitari penitenziari conferma il consolidamento e l’ampliamento delle iniziative dedicate alla diffusione dell’istruzione universitaria negli istituti penitenziari d’Italia. In Lombardia, per l’anno accademico 2024-2025, gli iscritti sono 232 (163 alla statale di Milano, 100 in Bicocca, 14 a Bergamo, 2 a Brescia).
di Alessia Rabbai
fanpage.it, 16 luglio 2025
Fanpage.it racconta chi era Sergio, il detenuto 30enne che ha tentato il suicidio nel carcere di Frosinone ed è morto ieri in ospedale. Il garante dei detenuti del Lazio Anastasìa: “Solo e senza colloqui con l’esterno, c’era la speranza per lui di un’alternativa detentiva”. Si chiamava Sergio e aveva trent’anni il detenuto che ha tentato il suicidio venerdì scorso nel carcere di Frosinone. Era italiano di origine bielorussa, cresciuto in Calabria con la famiglia adottiva, con la quale però per motivi non noti, aveva chiuso ogni rapporto. Si trovava nel carcere di Frosinone da dicembre del 2024, prima era detenuto a Rebibbia, dopo l’arresto a Roma, condannato in via definitiva per un cumulo di reati minori.
di Silvia Pogliaghi
trendsanita.it, 16 luglio 2025
Tra cure reali e uso improprio, cresce l’allarme salute mentale e la necessità di una presa in carico efficace. A Trend Sanità Maria Paola Canevini, Direttrice del Dipartimento di Salute Mentale che include gli Istituti di San Vittore, Bollate, Opera e Beccaria. Ogni anno in Italia transitano negli istituti penitenziari circa 100mila persone. Di queste, tra il 35 e il 50% presenta un uso problematico di sostanze, mentre oltre un terzo (34,1%) è detenuto per reati legati alla droga. Solo nel 2023, gli ingressi in carcere di persone con dipendenze sono stati 15.492, pari al 38,1% del totale. A fine 2023, i detenuti con dipendenza da sostanze erano 17.405, ovvero il 29% della popolazione carceraria complessiva.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 luglio 2025
La denuncia di Antigone: “Infermieri barricati, educatori scomparsi. È una pentola a pressione”. “I detenuti del reparto di salute mentale del carcere di Sollicciano sono totalmente abbandonati a loro stessi”. È quanto denuncia l’associazione Antigone alla luce delle numerose testimonianze raccolte dal personale medico all’interno dell’Atsm, il reparto di Articolazione Trattamento Salute Mentale, dove finiscono pazienti-detenuti con criticità psichiatriche molto gravi.
- Trento. Sovraffollamento in carcere, il Garante dei detenuti: “Venite e vedete”
- Como. Bassone sovraffollato e disumano: arriva l’esposto di Codacons
- Roma. Rebibbia, il “Diario” di Gianni Alemanno e l’appello alla politica
- Roma. A Rebibbia una seduta del consiglio comunale per dare un segnale
- Saluzzo (Cn). Il Dams laurea i primi studenti nel carcere









