di Daniele Masseglia
La Nazione, 17 luglio 2025
Il ministro della giustizia al “Caffè” della Versiliana ha illustrato le sue priorità. E sul caso Garlasco: “Dopo tutti questi anni forse si dovrebbe dire basta”. Portare a termine la riforma per la separazione delle carriere, svuotare le carceri, snellire i processi aumentando l’organico dei magistrati. L’agendina del ministro della giustizia Carlo Nordio darà priorità a questi temi, come il Guardiasigilli ha annunciato ieri al “Caffè” della Versiliana, intervistato dal giornalista Stefano Zurlo.
agenparl.eu, 17 luglio 2025
Una misura concreta per affrontare l’emergenza carceraria attraverso la leva della liberazione anticipata, ampliando in via temporanea e retroattiva le maglie della legge Gozzini. È questa la proposta al centro dell’intervista rilasciata all’Huffington Post dal deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, promotore dell’ipotesi di una “liberazione anticipata speciale” che, nei prossimi giorni, potrebbe essere trasformata in una legge condivisa da un ampio arco parlamentare. La proposta, che fino a pochi mesi fa sembrava accantonata, ha ricevuto nuova linfa grazie all’apertura del presidente del Senato, Ignazio La Russa. Una svolta che - osserva Giachetti - “assicura il sostegno non solo della seconda carica dello Stato, ma anche di una parte significativa di Fratelli d’Italia”.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 17 luglio 2025
Due notizie dal carcere, ieri, che danno da pensare. La prima. Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade, si è collegato in video col tribunale di Genova nel quale è in corso il processo Morandi - il crollo del ponte - per cui è imputato insieme ad altre cinquantasei persone. Si è collegato dal carcere di Rebibbia, dove è stato trasferito ad aprile. Castellucci è detenuto da quando la Cassazione ha reso definitiva la sua condanna a sei anni di reclusione per la morte di quaranta persone che viaggiavano su un pullman caduto da un viadotto autostradale nell’Avellinese, il 28 luglio del 2013.
di Alessio Di Florio
pressenza.com, 17 luglio 2025
A Vasto un quarantenne si è tolto la vita nella Casa Lavoro dieci giorni fa. “Anche oggi un uomo si è tolto la vita dietro le sbarre. È successo proprio oggi, mentre scrivo queste parole, ma potrebbe essere successo anche oggi, nel giorno in cui queste parole vengono lette da un loro occasionale lettore. Un giorno vale l’altro e ogni giorno è buono per morire, in carcere: questa, purtroppo, è una drammatica verità del nostro sistema giudiziario, e noi vi ci stiamo drammaticamente abituando”.
di Massimo Lensi
thedotcultura.it, 17 luglio 2025
In questi giorni infuocati di luglio, è difficile non pensare ai luoghi di detenzione. I liberi - non tutti, ma molti - arrancano sotto un caldo che fiacca e ammala. Figuriamoci chi è recluso. Per le donne e gli uomini in carcere, il caldo non è solo insopportabile: è insostenibile. E chi non lo sa, può almeno immaginarlo. Le loro condizioni sono più precarie di altre, aggravate dalla detenzione stessa e da un sentimento sempre più acuto di abbandono istituzionale. Corpi accatastati nel “carcer”, il recinto. Cambiasse pure la latitudine, saremmo comunque al punto di partenza: il problema non è il termometro, è la carcerazione. È la scomparsa della dignità.
dal Direttivo del Comitato degli idonei Funzionari Giuridico-Pedagogici
Ristretti Orizzonti, 17 luglio 2025
La questione intricata dello scorrimento integrale della graduatoria dei Funzionari Giuridico-Pedagogici, relativa al concorso per esami a 104 posti (elevati a 236), III Area funzionale, fascia retributiva F1-DAP. La graduatoria, approvata il 18 ottobre 2022, dovrebbe scadere l’8 maggio 2026. Riteniamo che lo scorrimento integrale della graduatoria sia fondamentale per garantire condizioni di detenzione più umane e rispettose dei diritti dei detenuti, come previsto dall’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani (Cedu).
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 17 luglio 2025
Separazione delle carriere Il 22 luglio il voto definitivo. Nell’attesa del voto finale, che sarà martedì 22 luglio, la riforma della Giustizia voluta dalla destra ha fatto un altro passo avanti ieri al Senato. Il testo tornerà alla Camera per il terzo passaggio parlamentare, come previsto per le riforme costituzionali. Nelle ultime 48 ore sono stati approvati tutti gli otto articoli che compongono il testo del guardasigilli Carlo Nordio. L’accelerazione è stata dovuta al “canguro”, che consente di raggruppare gli emendamenti e di fatto ha permesso di cassare in blocco le oltre 1.300 modifiche richieste dal centro sinistra.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 luglio 2025
Grazie al ricorso al cosiddetto “canguro”, il meccanismo parlamentare che consente di accorpare più proposte di modifica in un solo voto, ieri l’aula del Senato, alla presenza del vice ministro alla giustizia Francesco Paolo Sisto, ha concluso l’esame degli emendamenti al disegno di legge sulla separazione delle carriere. Tutti respinti, come previsto da tempo, considerato che Governo e maggioranza hanno blindato il testo. Approvati dunque gli altri cinque articoli rimanenti, compreso quindi quello che istituisce l’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari. Martedì 22 luglio sono invece in calendario le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla riforma. La modifica dell’ordinamento giudiziario passerà poi alla seconda fase di deliberazione con un ulteriore passaggio prima alla Camera, dove è stata già approvata lo scorso 16 gennaio, e poi al Senato, senza però alcuna possibilità di presentare seppur solo formalmente delle modifiche. Non sono, infatti, ammessi emendamenti, questioni pregiudiziali e sospensive, né richieste di stralcio, né ordini del giorno. “Ritengo - ha sottolineato ad Affaritaliani.it il presidente della Commissione affari costituzionali di Palazzo Madama, il meloniano Alberto Balboni- che per ottobre, novembre di quest’anno avremo il via libera definitivo del Parlamento alla riforma con la quarta lettura a Palazzo Madama”.
di Claudio Castelli
Il Domani, 17 luglio 2025
Le proposte per ridurre il disposition time civile, se accolte, dovranno essere realizzabili e realizzate in tempi rapidissimi in modo da essere operative a settembre - ottobre, dato che la scadenza del Pnrr è ormai vicinissima. La delibera del Csm approvata ieri su “Interventi strutturali ed attività di supporto agli uffici giudiziari per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr” è un esempio di collaborazione istituzionale e di responsabilità. Il Csm in tutto il periodo è stato scarsamente coinvolto dalle scelte del Ministero sul Pnrr (a partire dagli obiettivi mai concordati) ed avrebbe ben potuto ignorare la richiesta, anche se tardiva, di collaborare con idee e proposte da parte del Ministero, ed invece ha dato una bella prova di sinergia istituzionale fornendo un vero e proprio pacchetto di proposte concrete finalizzate a raggiungere obiettivi cruciali per la giustizia italiana. D’altro canto è positivo che, dopo un lungo periodo di inerzia, in cui gli Uffici giudiziari sono stati lasciati soli, il Ministero, sinora concentrato quasi esclusivamente sulla riforma costituzionale di separazione delle carriere e di Csmdivisi e sorteggiati, abbia ritenuto di coinvolgere il Csm per addivenire ad iniziative condivise.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 17 luglio 2025
Il giudice di Milano: “Importanti strumenti che vincano la neutralità ed esplicitino il movente di genere. È necessaria una formazione su diverse discipline e risorse”. Chiamare un fenomeno con il proprio nome aiuta a prendere consapevolezza della sua esistenza. Per questo il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano, Fabrizio Filice, esperto nel contrasto alla violenza di genere e coautore del libro “Manuale di diritto penale antidiscriminatorio”, è favorevole all’introduzione di un reato specifico di femminicidio.
- Sofri, Violante, il giustizialismo. Il manifesto garantista di Ezio Mauro
- Umbria. L’inferno delle carceri dove la civiltà tocca il fondo: la relazione del Garante dei detenuti
- Sicilia. Nelle carceri il progetto di sensibilizzazione sanitaria dell’Arnas “Garibaldi”
- Palermo. Carcere Pagliarelli senza acqua calda e medici. Il Ministro ammette: qualcosa non va
- Venezia. Detenuto picchiato in carcere, a processo 4 agenti penitenziari









