di Andrea Alberizia
ravennaedintorni.it, 19 luglio 2025
La struttura è attiva dal 1909 e ha una capienza di 49 persone, gli stranieri sono un terzo Numerose attività di rieducazione. Ispezione Ausl: temperature a 30 gradi e muffa sui muri. Il carcere di Ravenna, aperto nel 1909, è strutturato per ospitare al massimo 49 detenuti, ma ormai da anni sono stabilmente una ottantina (negli ultimi dodici mesi sono stati tra 68 e 87). Nell’edificio oggi sono in servizio 64 agenti di polizia penitenziaria, ma la pianta organica ne prevede una quindicina in più. L’ultimo suicidio all’interno risale al 2023.
asl5oristano.it, 19 luglio 2025
L’istituto penitenziario, che ospita circa 220 detenuti, può contare oggi su un team sanitario, organizzato dalla Asl 5 di Oristano e composto da una dirigente sanitaria e sei medici che garantiscono l’assistenza di base, più uno psichiatra, uno psicologo, diversi specialisti otto infermieri e due operatori socio-sanitari. All’interno anche la videointervista al giovane medico, che lavora in carcere. “Ho scelto questo lavoro perché sono affezionato agli ultimi”. Sono le parole di uno dei medici che lavorano nel carcere di massima sicurezza di Massama.
di Paola Gregorio
Giornale di Brescia, 19 luglio 2025
Nel pomeriggio la manifestazione organizzata da “Carcere e territorio” e patrocinata dalla Loggia per la giornata dedicata a Nelson Mandela. “Abbiamo perso la libertà, ma voi non perdete l’umanità”: è uno dei messaggi scritti sui cartelloni in largo Formentone realizzati dai detenuti di Canton Mombello e Verziano che si sono interrogati su come portare nel mondo esterno il loro vissuto. L’occasione è la manifestazione organizzata da “Carcere e territorio” e patrocinata dalla Loggia per il “Mandela’s rule day”, la giornata dedicata a Nelson Mandela per promuovere i diritti dei detenuti e far conoscere alla comunità le regole internazionali sulla detenzione e sul giusto trattamento dei detenuti approvate dalle Nazioni Unite. Sono chiamate “Mandela rules” in onore delle battaglie contro l’apartheid e per i diritti umani del primo presidente sudafricano non bianco.
di Enrico Ronchetti
voce.it, 19 luglio 2025
Il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna è un progetto della cooperativa sociale Eortè con il quale i detenuti del carcere di Modena vengono coinvolti in un percorso di inclusione e riscatto attraverso la cucina. Le loro produzioni artigianali finiscono infatti al Mercato Contadino di Carpi ogni sabato mattina. Utilizzando materie prime locali, a cominciare dalle verdure coltivate nell’orto del carcere, ogni settimana il laboratorio produce in media 120-130 chili di pasta fresca ripiena (tortellini, tortelloni, tortelli e tortellacci) e 150 chili di prodotti secchi da forno, dolci e salati (biscotti, grissini, streghette). A guidarne la realizzazione c’è il cuoco carpigiano Nicola Bertoncelli.
sassarinotizie.com, 19 luglio 2025
La Casa circondariale di Uta si apre all’arte per trasformare uno dei suoi spazi più delicati e carichi di emozioni: la sala d’attesa destinata ai visitatori. Grazie all’intervento dello street artist Manu Invisible, questo “non-luogo”, dove familiari e, in particolare, i figli minorenni attendono i controlli prima di incontrare i detenuti, ha assunto un volto nuovo, più accogliente e a misura di bambino. Lo spazio è stato presentato alla stampa questa mattina alla presenza di Pietro Borruto, direttore della Casa circondariale di Uta, Manu Invisible, Elenia Carrus, responsabile del progetto Liberi dentro per crescere fuori (e rappresentante della coop Elan, capofila) e Ugo Bressanello per Exmè & Affini.
di Luna Casarotti*
napolimonitor.it, 19 luglio 2025
Sembra un mosaico in accurata composizione, tassello dopo tassello per rafforzare il potere di chi lo esercita e silenziare la voce di chi lo subisce. Nelle carceri italiane, il tasso di sovraffollamento ha superato il 133 per cento nel giugno 2025: Milano San Vittore ha raggiunto il 220 per cento, Foggia il 212. Secondo il ministero della giustizia, tra gennaio e giugno si sono registrati trentasei suicidi, cui si sommano i novantuno del 2024, triste record assoluto nella storia penitenziaria. È il segno di un sistema al collasso, dove i corpi diventano esuberi amministrativi e la dignità si riduce a statistica.
di Marco Birolini
Avvenire, 19 luglio 2025
“Maranza? È una parola che non dice nulla”. Vista dalla strada, è solo un’etichetta appiccicata su una scatola vuota, dove puoi metterci dentro tutti e nessuno. Le Giovani Onde, gli educatori del Consorzio Solco arruolati dal Comune di Bergamo per intercettare i gruppi di giovani (tra cui tanti nordafricani) che fluttuano tra i quartieri cittadini, lo spiegano senza tanti fronzoli: “Nessuno si riconosce in quella definizione - spiega la coordinatrice Arianna Boroni. E se anche qualcuno si descrive così, lo fa per sfida. In strada esiste una grande pluralità, è difficile e anche inutile stabilire delle categorie”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 luglio 2025
L’Ufficio del Massimario della Cassazione fa il punto sulle conseguenze della decisione n. 96/2025 della Consulta negando il potere di disapplicazione delle Corte di appello. C’è il rischio che una valanga di nuove eccezioni di costituzionalità blocchi il sistema dei CPR. A lanciare l’allarme è l’Ufficio del Massimario della Cassazione, che nella Relazione n. 65/2025 analizza le conseguenze della sentenza n. 96 della Corte costituzionale, e nega alle Corti di appello il potere di disapplicare direttamente le norme sui trattenimenti degli stranieri.
di Marco Cremonesi
Corriere della Sera, 19 luglio 2025
“Qualche pm evidentemente non si rassegna”. Matteo Salvini è torvo. Il ricorso della Procura di Palermo contro la sua assoluzione nel processo per i fatti della nave Open Arms non era affatto inatteso: “I miei avvocati si aspettavano la mossa della Procura”. Il vicepremier ha appreso la notizia mentre era “in viaggio da Palermo a Milano, me l’ha riferita Giulia Bongiorno che ringrazio sempre per la straordinaria vicinanza umana oltre che per la nota professionalità”. Salvini ammette però di non averla presa bene: “Onestamente, la mia prima reazione è stata un mix di stupore e di rabbia. Incazzatura, anche”. Il leader leghista si ferma prima di riprendere, di getto e in crescendo: “Ma come? Come è possibile? Dopo quattro anni di processo? Dopo decine di testimonianze che hanno portato all’assoluzione, si rischia di ricominciare tutto da capo?”.
di Luca Masera*
Il Manifesto, 19 luglio 2025
La sentenza del Tribunale di Palermo appare giuridicamente molto debole, e il ricorso della Procura era scontato, oltre che doveroso. Se non fosse ormai scontato l’attacco ai magistrati che prendono posizioni non gradite alla maggioranza, ci sarebbe da stupirsi delle durissime reazioni di diversi esponenti di Governo nei confronti del ricorso della Procura di Palermo contro l’assoluzione del ministro Matteo Salvini.
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