di Nicoletta Toselli
calabriareportage.it, 24 marzo 2025
Si terrà oggi, presso la Sala Convegni della Casa Circondariale di Paola, l’incontro dal titolo “Emergenza carceri: diritti e criticità del sistema penitenziario. Espiazione della pena e reinserimento”, promosso dalla Camera Penale di Paola “Enzo Lo Giudice”. L’evento vedrà la partecipazione di avvocati, magistrati, rappresentanti delle istituzioni e garanti dei diritti delle persone detenute, con l’obiettivo di approfondire le problematiche del sistema penitenziario e le prospettive di reinserimento sociale per i detenuti. Ad aprire i lavori sarà l’avvocato Egidio Rogati, referente dell’Osservatorio carcere della Camera Penale di Paola. La moderazione sarà affidata all’avvocata Federica Sconza, componente dello stesso osservatorio.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 24 marzo 2025
Oltre quei 55 giorni. “Liberiamo Moro dal caso Moro”, di Angelo Picariello, documenta il pensiero moderno, la politica orientata al bene comune e l’impegno per la giustizia riparativa. Marco Bellocchio, nel film “Buongiorno, notte”, immagina Aldo Moro libero per le strade di Roma, al di fuori della prigione in cui era tenuto dalle Brigate rosse. Angelo Picariello, quirinalista di Avvenire, nel suo libro “Liberiamo Moro dal caso Moro. L’eredità di un grande statista” (San Paolo, 472 pagine), “libera” la figura di Moro dai 55 giorni del suo rapimento, restituendo una visione più completa dello statista: antigiustizialista, giusnaturalista, padre costituente, penalista, uomo di governo, ministro degli Esteri, professore attento ai giovani e ai movimenti di contestazione, uomo di pace, vittima del terrorismo, ispiratore della giustizia riparativa, e profondamente legato alla sua famiglia.
di Matteo Zuppi*
Il Dubbio, 24 marzo 2025
Chi è stato Aldo Moro, che cosa ci dice oggi quest’uomo “buono, mite, saggio, innocente ed amico” - nelle parole di Paolo VI - che ha offerto la sua vita per tutti noi? Fra i giovani la sua conoscenza resta confinata tutt’al più alla vicenda del rapimento e della sua tragica fine. Ma in realtà anche noi che per ragioni anagrafiche abbiamo avuto modo di vederlo all’opera sulla scena pubblica, non abbiamo chiaro chi sia stato veramente e cogliamo poco l’attualità del suo pensiero. È questo che ci viene in soccorso, ancora di più in questo periodo così buio: “Se fosse possibile dire: “saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a domani”, credo che tutti accetteremmo di farlo. Ma non è possibile. Oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso. Si tratta di vivere il tempo che ci è dato vivere con tutte le sue difficoltà”. Questa frase del suo ultimo discorso sembra scritta per noi, oggi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 marzo 2025
L’importanza del dialogo tra l’ex br e la terzogenita dello statista che dice: “La giustizia riparativa è avere a che fare con l’irreparabile”. Agnese Moro, Adriana Faranda: vittima e carnefice. Eppure da oltre diciassette anni, la figlia dell’ex presidente della Democrazia Cristiana, ucciso dalle Brigate rosse nel 1978, e una delle componenti del gruppo che lo ha rapito, tenuto in prigionia per 55 giorni e poi ucciso, si incontrano nell’ambito di un percorso di giustizia riparativa, e parlano insieme di quella dolorosa esperienza. Chi ha provocato il dolore e chi lo ha subìto insieme per lanciare un messaggio di riconciliazione. Come dice una stupenda frase del poeta persiano Rumi - che conclude la serie britannica “The Victim”, dove una madre perdona chi gli ha ucciso il figlio - “Al di là delle idee di male e di giusto c’è un campo: ti incontrerò lì”.
di Cristina Lazzati*
La Repubblica, 24 marzo 2025
I paesi dell’Europa del Nord dominano la classifica della felicità, con la Finlandia al primo posto. L’Italia si piazza in 40° posizione: la sfiducia nelle istituzioni pesa molto sul benessere. I dati del “World Happiness Report 2025”. La felicità è meno individuale di quanto sembri: passa dalla tavola, dal portafoglio restituito al proprietario e, soprattutto, dalla certezza che, in caso di bisogno, qualcuno sarà al nostro fianco. A rivelarlo è il “World Happiness Report 2025”, curato da Helliwell, Layard, Sachs e altri studiosi, che quest’anno esplora come la generosità e la condivisione incidano sulla felicità personale e collettiva.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 24 marzo 2025
La Corte costituzionale ha dato il via libera alle adozioni internazionali per donne e uomini single. Ma su temi dovrebbero intervenire i legislatori, visto che quella di promulgare o modificare le leggi è una delle prerogative per le quali vengono eletti. Il via libera alle adozioni internazionali per donne e uomini single porta con sé una considerazione immediata: bene, e in Italia quando? Immaginiamo quando la Corte Costituzionale si pronuncerà su un caso speculare a quello della donna fiorentina alla quale si deve la sentenza di incostituzionalità che da qui in avanti aprirà le nostre porte ai bambini abbandonati in Paesi diversi dal nostro. Intanto, però, c’è un altro pronunciamento atteso dai giudici, che potrebbe segnare una tappa fondamentale nel percorso a ostacoli verso la maternità delle single. L’11 marzo si è tenuta a Roma nel Palazzo della Consulta un’udienza pubblica per valutare l’incostituzionalità dell’articolo 5 della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, quello che la consente solo “a coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi”.
di Maria Sorbi
Il Giornale, 24 marzo 2025
Situazione caotica alla vigilia di una legge nazionale. Il caso Toscana: le prime domande valutate a inizio aprile. Valeria Imbrogno è l’ex compagna di dj Fabo e nel 2017, tra dolore misto fierezza, lo ha accompagnato in Svizzera per fargli avere il suicidio assistito e mettere fine al suo calvario. Da quel momento coordina il numero bianco dell’associazione Luca Coscioni, e raccoglie le chiamate di chi chiede aiuto per mettere fine alla trappola delle sofferenze “senza uscita”. Le richieste di informazioni sono tantissime: 13.977 in un anno, 38 al giorno. E anche questo conferma quanto sia urgente una legge nazionale che regoli il fine vita.
di Elisa Sola
La Stampa, 24 marzo 2025
L’assessore Rosatelli: “È la linea Meloni, ferita per la città”. Alle 18 in corso Brunelleschi un presidio dei militanti del Gabrio e altre realtà per la difesa dei diritti. Riapre oggi, tra polemiche e proteste annunciate, il “nuovo” Cpr di corso Brunelleschi. Il centro di permanenza per i rimpatri riapre dopo due anni di chiusura. Qui, in teoria già a partire da domani, potrebbero essere reclusi i richiedenti asilo, provenienti da altri centri, che non hanno il permesso di soggiorno o i requisiti per restare in Italia. La riapertura del centro è fortemente voluta dal governo Meloni. Ma è osteggiata da una parte della società civile, da associazioni e anche dal Comune di Torino. L’assessore Jacopo Rosatelli ribadisce ancora una volta: “Per la Città la riapertura del Cpr è una ferita. Un atto voluto dal governo contro l’opinione contraria espressa dal Comune”.
di Valentina Petrini
La Stampa, 24 marzo 2025
C’erano 200 milioni di euro dell’Unione Europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il superamento dei ghetti di migranti in Italia. Fondi che probabilmente perderemo o - nella migliore delle ipotesi - saranno spesi per comprare prefabbricati invece che per il recupero di “soluzioni alloggiative, di trasporto, di assistenza sanitaria e d’istruzione, dignitose per i lavoratori del settore agricolo”. Trentasette i comuni d’Italia mappati tra cui dividere lo stanziamento. La fetta più consistente (114 milioni di euro) ai comuni pugliesi. La mappa è quella dei campi di semina e raccolto tra le province di Foggia, Bari e Brindisi.
di Federico Capurso
La Stampa, 24 marzo 2025
Il ministro dell’Interno: “Rafforziamo il sistema dei rimpatri, ce lo chiede l’Europa. Ghani al Kikli non ha mai interagito con noi, i libici si curano spesso in Italia”. Per la prima volta, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi conferma l’ipotesi di imprimere una virata sull’utilizzo dei Centri albanesi di Gjader e Shengjin, finora rimasti vuoti. “Potrebbero avere un ruolo per rafforzare il sistema per rimpatriare i migranti irregolari che non hanno diritto a rimanere in Italia”, dice Piantedosi. Un modo, quindi, per iniziare a utilizzarli, magari utilizzando per i rimpatri anche la parte di struttura dedicata originariamente alle procedure accelerate di frontiera. E grazie alla veste di Cpr, ragiona Pianterosi, “potremo così riportare a casa i soggetti che, altrimenti, finiscono per rendere le nostre città meno sicure. I rimpatri sono un tema che sta affermandosi nel dibattito politico in tutto il mondo, anche oltreoceano. A noi, oramai, lo chiede l’Europa. Finalmente. Dovremmo esserne tutti contenti”.
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