di Viviana Mazza
Corriere della Sera, 20 luglio 2025
Si tratterebbe dell’italo-argentino Fernando Eduardo Artese (titolare anche di cittadinanza argentina) e del siciliano Gaetano Cateno Mirabella Costa, di 45 anni. La Farnesina ha confermato che due italiani si trovano ad Alligator Alcatraz, il centro di detenzione per migranti irregolari così soprannominato perché circondato da paludi con coccodrilli. Il presidente Trump ha detto che il centro è destinato “ad alcune delle persone più feroci del pianeta” in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti. I due italiani sono Fernando Eduardo Artese, 63 anni, con passaporto italiano-argentino, e Gaetano Cateno Mirabella Costa, 45 anni, nato a Taormina.
di Lorenzo Cremonesi
Corriere della Sera, 20 luglio 2025
Il Vaticano: errore l’attacco alla Chiesa? Legittimo pensare che non lo sia. Appello di Mattarella. E se il proiettile sparato dal carro armato israeliano contro la chiesa cattolica di Gaza due giorni fa non fosse un errore? Il quesito lo solleva direttamente il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin parlando al Tg2 Post. Legittimo “dubitare” che il raid alla sacra Famiglia non sia stato voluto, come invece si giustifica Israele. Ed è un dubbio più che lecito, specie se si tiene conto delle forze estremiste messianiche che compongono oggi il governo Netanyahu e il contesto delle dinamiche terrificanti dei massacri di civili palestinesi che da 21 mesi insanguinano Gaza.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 20 luglio 2025
Il capo del Mossad ha chiesto agli Usa di trovare i paesi in cui “trasferire” gli abitanti di Gaza. Netanyahu vuole il campo di concentramento per palestinesi a Rafah. Neppure i costi elevati e i tempi lunghi della sua attuazione - almeno un anno - sono riusciti a persuadere Benyamin Netanyahu. Il premier israeliano e i suoi ministri non rinunciano al piano volto a concentrare centinaia di migliaia di civili palestinesi in un gigantesco campo di internamento di massa che sorgerà sulle rovine di Rafah: la cosiddetta “città umanitaria” annunciata il 7 luglio dal ministro della Difesa, Israel Katz.
di Angela Stella
L’Unità, 19 luglio 2025
Parla Glauco Giostra. “Altro che istigazione per delinquere!” Tuona il giurista, che nel 2017 fu a capo della commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario. La task force di Nordio? “Senza senso”. In questi ultimi giorni, il ministro Nordio si è reso protagonista di pensieri davvero poco encomiabili sulla situazione carceraria. In più ha messo su una task force che dovrebbe risolvere il sovraffollamento, ma che in realtà è solo uno specchietto per le allodole. Ne parliamo con il professor Glauco Giostra, già Coordinatore del Comitato Scientifico degli Stati Generali dell’Esecuzione penale ed ex Presidente del Gruppo di studio per elaborare una proposta di interventi in tema di ordinamento penitenziario e, in particolare, di misure alternative alla detenzione.
Ristretti Orizzonti, 19 luglio 2025
Il Portavoce, Ciambriello: “Bisogna fermare la strage di vite e di diritti delle carceri italiane”. “Da decenni i numeri dei suicidi, del sovraffollamento, delle pessime condizioni igienico-sanitarie, dei detenuti chiusi per venti ore al giorno nelle celle, delle poche misure alternative al carcere, dell’eccessivo uso del carcere preventivo ci inducono a pensare che è difficile parlare di un carcere nella Costituzione, perché semplicemente non esiste nella realtà. Non esiste oggi un carcere che incarna i principi costituzionali.”.
di Osservatorio Carcere e Osservatorio Doppio Binario e Giusto Processo dell’UCPI
camerepenali.it, 19 luglio 2025
La tenuta costituzionale del regime differenziato del 41 bis resta ancorata alla sua temporaneità e alla stretta correlazione a comprovate esigenze di sicurezza. La Cedu ha messo un freno all’automatica privazione dei diritti fondamentali della persona umana, ancorché detenuta. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha di nuovo riscontrato una violazione dei diritti di un detenuto sottoposto al regime differenziato di cui all’art. 41-bis Ord. pen., recentemente agli onori delle cronache per la assurda vicenda che ha interessato diversi difensori, destinatari di segnalazione ai rispettivi Consigli dell’Ordine di appartenenza per aver salutato troppo affettuosamente i loro assistiti al termine di un colloquio. La “specialità” del regime detentivo, evidentemente, passa anche per la censura di rapporti umani considerati addirittura “criminalmente solidali”.
di Norina Di Blasio
La Repubblica, 19 luglio 2025
La salute nei luoghi di pena è un tema spesso trascurato, quasi un tabù. “Entrare in un carcere per vedere con i propri occhi come vivono i detenuti è un’esperienza che andrebbe resa obbligatoria nella scuola dell’obbligo”. Lo afferma Antonella Camposeragna, del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1. Prima di entrare in stato di reclusione sei costretto a lasciare tutto fuori: tutti gli effetti personali, a partire dal telefono; entrare di per sé significa essere esclusi dal mondo. Poi c’è il rumore dei blindati alti quattro metri, di acciaio, che si chiudono alle spalle, a confermarti che sei in un luogo ‘a parte’. Eppure, il carcere è un mondo osmotico: persone entrano ed escono, operatori entrano ed escono.
di Bernard Bolze
L’Unità, 19 luglio 2025
La festa è finita! Gli Incontri estivi sul confinamento, dal nome Concertina*, hanno appena smontato, a Dieulefit, nella provincia francese della Drôme, il loro tendone. Si va avanti verso il 2026 e alla sesta edizione. “Appetiti” è stato il tema di questa quinta edizione, così pensata: “Negli Appetiti c’è il desiderio. L’esperienza della privazione della libertà è infinitamente più complessa di come ci viene rappresentata. I luoghi di confinamento celano le più grandi frustrazioni e gli appetiti più sfrenati. La prigionia li acuisce, privando di tutto. L’alterazione dei sensi può anche portare alla perdita dell’appetito. Orco o passero, a ciascuno il suo (...)”.
di Giuseppe Bonaccorsi
Il Dubbio, 19 luglio 2025
“Se nulla fa la società, che non urla per denunciare quello che sta succedendo nelle nostre prigioni e per difendere la dignità dei detenuti, nulla fa la politica che è lo specchio della società ed è alla perenne ricerca del consenso”. “Spesso sento dire: “Chi ha sbagliato deve pagare”. Ed è vero. Ma la pena in carcere, per essere giusta, deve contenere in sé un seme di speranza. Non può ridursi a un parcheggio di carne umana, non può diventare una condanna all’asfissia, alla solitudine, alla follia”. Lo dice il segretario della nuova Dc, ex presidente della Regione Sicilia e soprattutto ex carcerato Totò Cuffaro.
di Oliviero Mazza
Il Dubbio, 19 luglio 2025
Per contrastare la montante ondata di populismo punitivo, Vittorio Manes e Nicolò Zanon hanno recentemente suggerito, dalle colonne de Il Sole 24 Ore, di introdurre nella Costituzione la previsione di maggioranze parlamentari qualificate per l’adozione di ogni nuova legge penale. Proposta certamente interessante e suggestiva, ma non inedita, dato che già Enzo Musco, nel 2004, l’aveva formulata nel suo bel volume dal titolo “L’illusione penalistica”. Questo va sottolineato perché sono trascorsi inutilmente oltre vent’anni da quando Musco notava che “la legislazione penale non può più essere il frutto della mera discrezionalità politica di una maggioranza, ma necessita di un larghissimo consenso parlamentare, al fine di evitare abusi e prevaricazioni”.
- Nordio: “La riforma fa paura ma state certi: si farà. Ci saranno aggressioni e molta adrenalina”
- Nordio: “Alcune toghe non accettano la realtà, ma rimedieremo”
- Perché la riforma stravolge il Csm
- Ma quale bavaglio: riecco dappertutto le intercettazioni (coi loro rischi)
- Borsellino, via D’Amelio e l’esibizione della new age dell’antimafia









