di Giulia D’Aleo
La Repubblica, 26 maggio 2025
Il progetta del torinese Gionathan e dell’olandese BlackRockStar nelle carceri del Nord-Ovest: laboratori di musica per mettere in strofe i propri pensieri. Il rap entra in carcere per aiutare a mettere in ordine i pensieri attraverso le strofe. Nelle carceri del Nord-ovest, gruppi di persone detenute potranno partecipare a workshop di rap e di scrittura di testi, ma anche assistere e prendere parte ai concerti del cantautore torinese Gionathan e dell’artista olandese BlackRockStar, che nei suoi brani racconta di un passato trascorso tra le gang e in prigione.
statoquotidiano.it, 26 maggio 2025
Gli organizzatori: “Obiettivo, offrire momenti di leggerezza e di autostima, affinché le partecipanti possano guardarsi allo specchio con un rinnovato senso di fiducia”. È iniziato lo scorso 24 marzo, presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Foggia, il progetto “Il bello delle donne”, un percorso di trucco e acconciature realizzato dalla Misericordia di Foggia e dal Csv di Foggia, con il sostegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia. L’iniziativa, che coinvolgerà 14 donne ristrette in un ciclo di otto incontri, vedrà i volontari della Misericordia supportati dalle professioniste Tiziana Allegretti e Lucia Sciotta. Al primo incontro hanno preso parte nove volontari della associazione presieduta da Laura Pipoli, accompagnati da Annalisa Graziano, responsabile della comunicazione e della promozione del volontariato penitenziario del Csv di Foggia.
siracusanews.it, 26 maggio 2025
Nei prossimi giorni la consegna. In occasione della Solennità dell’Annunciazione del Signore, questa mattina alle 10, monsignore Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime. Alla funzione hanno partecipato la dirigente scolastica, Lilly Fronte, insieme ai docenti e agli studenti del Liceo “O. M. Corbino” di Siracusa. Durante l’omelia, l’Arcivescovo ha richiamato il messaggio di Papa Francesco, che ha voluto porre la speranza al centro dell’Anno giubilare, sottolineando l’importanza di questa virtù teologale in un’epoca in cui il bene e il male sembrano confondersi nelle coscienze più fragili.
di Maurizio Porro
Corriere della Sera, 26 maggio 2025
Dopo “Il colpevole”, tutto chiuso in un centralino d’emergenza della polizia, ecco un’altra prova di equilibrismo narrativo dello svedese naturalizzato danese Gustav Möller, assistente di Lars Von Trier, che in “Sons”, pur titolandola ai figli, racconta una storia di madri infelici, della presenza-assenza dei figli. I suoi film sono singolari salti nel vuoto e qui lo spazio carcerario è il luogo ideale per dibattere il senso e il modello della prigione e la sua funzione: si crede nel perdono o nel reinserimento? In questo racconto molto coinvolgente, il punto di vista è davvero unico, la visuale della prigione è personale, se mai si pensa alla serie spagnola “Vis à vis” ma non ai classici delle fughe da Alcatraz e dintorni. La protagonista è Eva, guardia carceraria modello, anche lei a suo modo “detenuta” che non vediamo mai fuori dalla prigione, ma che improvvisamente si fa trasferire da un reparto “normale” a un altro violentissimo e pericoloso, dove il suo essere “madre” dei prigionieri, sfidando ogni archetipo, avrà difficoltà, dubbi, ripercussioni.
di Chiara Bidoli
Corriere della Sera, 26 maggio 2025
Cosa possono fare gli adulti per comprendere meglio i ragazzi di oggi? Ne parla lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, autore del nuovo libro “Chiamami adulto”. Per capire il loro malessere occorre andare oltre la visione semplificata con cui lo osserviamo e giudichiamo perdendo di vista ciò che conta davvero: la relazione autentica, l’unica strada per sintonizzarsi, davvero, con le nuove generazioni. Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, nel suo ultimo libro, “Chiamami adulto” (in libreria dal 25 marzo), affronta il tema della solitudine dei giovani e risponde alle domande del Corriere della Sera su cosa possono fare gli adulti per comprendere meglio i ragazzi di oggi.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 maggio 2025
I trattenuti più giovani volevano parlare con i genitori, ma i telefoni sono sistematicamente sequestrati o danneggiati. Si sono registrate ore di tensione nel Centro di permanenza per i rimpatri di Trapani, in cui sono trattenute 150 persone. Lunedì l’impossibilità di alcuni giovani reclusi di poter comunicare con le famiglie ha dato vita alla battitura delle reti e all’inizio di uno sciopero della fame. “A fronte di una sistematica privazione dei telefoni cellulari, della distruzione delle telecamere dei dispositivi talvolta concessi, e della soppressione violenta dei tentativi di queste persone di documentare la vita in questi luoghi, alcune di loro sono riuscite a farci arrivare le loro voci, i loro pensieri, le loro grida di aiuto”, scrive in un comunicato la Rete siciliana contro il confinamento.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 26 maggio 2025
Nella riunione annuale del 224 della CND (Commission on Narcotic Drugs), dove si discutono le politiche sulle droghe, gli Stati uniti, per bocca dell’allora segretario Blinken, sbloccano il veto che da decenni impedisce alla Riduzione del danno (RdD) di entrare nella strategia globale: una decisione storica, dopo centinaia di migliaia di morti per fentanyl, anche i paladini della war on drugs si convincono. 2025: la Colombia promuove, e ottiene, una risoluzione quasi sovversiva per l’immobile ordine mondiale proibizionista: due anni di analisi da parte di un panel indipendente su esiti, impatto e efficacia delle tre Convenzioni internazionali. 19 studiosi andranno a vedere cosa funziona e cosa no. E se davvero avranno il modo (e i fondi) per lavorare liberamente, non potranno che approfondire ciò che è da decenni evidente: il pieno fallimento e l’irrazionalità del sistema globale proibizionista.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 26 maggio 2025
Nuova fase delle proteste. Manifestazioni per Imamoglu, 1.400 in cella. Arresti confermati anche per nove giornalisti. In Turchia le manifestazioni di protesta si diffondono in diversi angoli del paese in varie forme. Mentre gli studenti universitari dichiarano boicottaggio e scendono in piazza, il principale partito d’opposizione, Chp, decide di cessare gli appuntamenti serali in corso dal 19 marzo. Özgür Özel, il leader del Chp, dal palco si è rivolto a centinaia di migliaia di persone la sera del 24 marzo, davanti al Palazzo di Città a Saraçhane, a Istanbul. “Queste non sono semplici manifestazioni di protesta, ma una sfida aperta contro il fascismo. Non ci fermiamo perché ci sono ancora motivi per scendere in piazza. Resisteremo in diversi modi finché i problemi non saranno risolti. Ormai, in questo paese il voto non conta, quindi decide tutto una persona: siamo in un sistema fascista”. Lo stesso Özel ha annunciato l’ultimo appuntamento per ieri 25 marzo, dichiarando l’inizio di “un nuovo percorso rivoluzionario”. Tra le proposte avanzate da Özel c’era quella di prendere di mira, sotto forma di boicottaggio, una serie di aziende molto grandi vicine al governo o legate alla famiglia del presidente Erdogan.
di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni
L’Espresso, 26 maggio 2025
Arresti arbitrari, espulsioni e minacce economiche. “Sembra l’Egitto, la Cina, l’Iran, non gli Usa”. E così muore il Primo emendamento. Alla sede di Fire non sono mai stati così impegnati. “Gli studenti internazionali ci chiamano e ci scrivono perché sono preoccupati. Non hanno solo dubbi sull’opportunità di partecipare o no alle proteste, ma anche sulla necessità di ripulire i social, di cancellare post di critica”. È così che Sarah McLaughlin, ricercatrice dell’organizzazione, descrive a L’Espresso il clima teso che si respira nella nuova America di Donald Trump tra gli stranieri, anche quelli in possesso di documenti in regola. “Sentono che ormai è rischioso non solo urlare le proprie opinioni, ma anche scriverle sulle loro pagine. Si chiedono se sia il caso di autocensurarsi mentre si trovano qui negli Stati Uniti”. La missione della Foundation for Individual Rights and Expression è quella di difendere la libertà di espressione e fornire strumenti utili per preservarla. “A ogni studente ricordiamo i propri diritti, ma oggi tutti si preoccupano delle conseguenze del loro esercizio”.
di Cristiana Flaminio
lidentita.it, 25 marzo 2025
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alza la voce e torna a tuonare sul problema del sovraffollamento delle carceri italiane. Il Capo dello Stato, che ha voluto celebrare il 208esimo anniversario dalla costituzione della Polizia penitenziaria, ha ribadito che le condizioni in cui i poliziotti sono costretti a lavorare e i detenuti a vivere rappresentano, oggi, un problema che non può più essere rimandato. “In occasione del 208° anniversario della costituzione del Corpo, sono lieto di esprimere gratitudine e apprezzamento alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria per il costante e generoso impegno al servizio dello Stato”, ha affermato aprendo il suo intervento il Presidente.
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