di Vincenzo Imperitura
Il Manifesto, 22 luglio 2025
L’incubo giudiziario di Maysoon Majidi non è ancora finito. La procura di Crotone ha infatti presentato appello alla sentenza di assoluzione con cui il tribunale della città pitagorica, nel febbraio scorso, aveva assolto la giovane attivista curdo-iraniana dall’accusa di essere una degli scafisti responsabili dello sbarco di 75 migranti in Calabria. Secondo il sostituto procuratore Rosaria Multari, infatti, la sentenza che aveva scagionato Maysoon dalle accuse “risulta errata, in fatto e in diritto, oltre che lacunosa e contraddittoria”. Nella lunga istanza presentata alla Corte d’Appello di Catanzaro, la pm crotonese ritorna poi sull’istruttoria dibattimentale che avrebbe confermato e rafforzato “il quadro probatorio emerso durante le indagini” che inquadrerebbe la ragazza in fuga dal regime iraniano come “aiutante del capitano Akturk e di membra dell’equipaggio che ha condotto l’imbarcazione”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 22 luglio 2025
È sempre più evidente che il regime sanzionatorio dell’amministrazione Trump è al servizio di Israele. Negli Usa ormai ci hanno preso gusto: dopo le sanzioni alla Corte penale internazionale e quelle alla relatrice speciale Onu Francesca Albanese, è stata oggetto di un analogo provvedimento anche Addameer, la più nota organizzazione palestinese per i diritti umani, conosciuta a livello internazionale per la sua decennale collaborazione con, tra le altre, Amnesty International e Human Rights Watch nonché con Ong italiane. È sempre più evidente che il regime sanzionatorio dell’amministrazione Trump è al servizio di Israele. La ragione delle sanzioni nei confronti di Addameer non sono altro che la ripresa della narrazione israeliana secondo la quale l’ong palestinese è affiliata al Fronte popolare per la liberazione della Palestina, che per gli Usa è una “organizzazione terroristica”. Che non vi sia alcuna prova di questa affiliazione, non importa.
di Valentina Errante
Il Messaggero, 21 luglio 2025
Nel 2024 il record di morti dietro le sbarre. Decine i casi di celle senza doccia, acqua calda e riscaldamento. L’ultimo suicidio si è consumato sabato a Rebibbia. È il quarantunesimo del 2025, nel 2024 erano stati 91. L’emergenza del mondo carcerario non si arresta e a descriverla con cifre drammatiche è il rapporto diffuso dall’associazione Antigone lo scorso maggio. Celle con meno di tre metri quadrati a persona, senza riscaldamento o acqua calda. Oltre 62mila detenuti (62.445 al 30 aprile 2025) a fronte di una capienza regolamentare di 51.280 posti.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 21 luglio 2025
Domani via libera del governo alle nuove strutture per arginare il sovraffollamento. Diecimila posti in più. Rebibbia, Milano Opera e Bollate, Bologna e Cagliari. Celle modulari da montare in tempi rapidi all’interno di strutture riqualificate. E poi le misure alternative per i detenuti a fine pena che si sono distinti per buona condotta - circa diecimila - e per i tossicodipendenti avviati a scontare la pena residua nelle comunità. Il governo ha un piano per affrontare l’emergenza sovraffollamento nelle carceri. Atterrerà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, riferiscono fonti qualificate al Messaggero, dove il commissario per l’edilizia carceraria Marco Doglio illustrerà la mappa degli interventi per ampliare la capienza per i detenuti davanti alla premier Giorgia Meloni.
di Miriam Di Peri
La Repubblica, 21 luglio 2025
La proposta di legge sottoscritta dal segretario di +Europa, Riccardo Magi, punta a istituire l’obbligatorietà delle pene alternative in assenza di celle libere nei penitenziari. Istituire il numero chiuso nelle carceri per contrastare il sovraffollamento sempre maggiore dietro le sbarre. La proposta di legge arriva dal deputato e segretario di +Europa, Riccardo Magi, e punta a sancire il principio, già adottato in altri Paesi europei, dell’obbligatorietà delle pene alternative in assenza di spazi sufficienti dietro le sbarre. A fine giugno era stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a lanciare l’allarme, parlando di un fenomeno divenuto “insostenibile”.
di Filippo Messana*
Corriere della Sera, 21 luglio 2025
Dobbiamo fare in modo che il posto di Magistrato di Sorveglianza non sia considerato come un modo per “spezzarsi la carriera” perché un “ufficio sine cura”. “Suicidi in carcere, un pesante fardello”. Così ha esordito il Ministro della giustizia Carlo Nordio in Parlamento, rispondendo al question-time sempre alla stessa domanda, posta male per la verità, dato che nessuno degli interroganti ha incalzato il Ministro sulle questioni che stanno a monte dei suicidi e che ne costituiscono l’inesorabile matrice.
di Francesco Merlo
La Repubblica, 21 luglio 2025
Hanno preso l’evaso per strada a Lloret de Mar, in Spagna, mettendogli una mano sulla spalla, e Andrea Cavallari “non ha fatto resistenza”, stringeva un telefonino, non era armato. E chissà perché solo al cinema stiamo tutti dalla parte di Steve McQueen e della sua “Grande fuga” sulla moto. Ci piace evadere nella tv di Prison Break e cantare la vita spericolata, ma nella realtà con chi stiamo? Detenuto modello a Bologna, Cavallari era fuggito il giorno della sua laurea in Legge, non legando lenzuola ma tradendo la fiducia del Tribunale di sorveglianza che lo aveva mandato all’università a discutere la tesi sul diritto d’impresa: 92 il voto. Non ci sono sondaggi e il Censis non studia cosa pensano gli italiani degli evasi veri. Questo ha 26 anni e non si era fatto crescere la barba né si era tinto i capelli. Aveva documenti, soldi falsi e 800 euro.
di Maria Raffaella Bisceglia
ilpattosociale.it, 21 luglio 2025
Oltre mille detenuti su 62mila hanno più di settant’anni secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. E secondo il Consiglio d’Europa, inoltre, l’Italia è il Paese europeo con più detenuti oltre i 65 anni d’età. Franco Della Casa, professore emerito di Diritto processuale penale all’Università di Genova, già docente di Diritto penitenziario nella stessa Università, parla di una “crescente moltitudine di invisibili”, riferendosi alla popolazione anziana detenuta. Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Roma, fa notare: “Se guardiamo la serie storica, dal 2005 il numero degli over 70 reclusi è costantemente cresciuto: dato che può essere collegato anche all’aumento degli ergastoli e che fa ipotizzare che una parte di queste persone siano diventate anziane in carcere”.
di Maria Sorbi
Il Giornale, 21 luglio 2025
La scommessa fragile degli Imam-educatori. Nel carcere minorile Beccaria di Milano sette detenuti su dieci sono musulmani, immigrati di seconda generazione (sì, i cosiddetti maranza). Una sproporzione tale rispetto agli italiani da rappresentare un’autentica bomba sociale. Da disinnescare al più presto. Vengono arrestati per rapine, violenza, spaccio. Arrivano tutti da situazioni di estremo disagio: non sono inseriti socialmente, non vanno quasi mai a scuola, detestano tutto ciò che è Occidente. E soprattutto sono facilmente manipolabili, si accendono per niente e quindi sono anche esposti a potenziali tentativi di indottrinamento e radicalizzazione jihadista. Basta che in carcere incontrino un “bro” più sicuro e incisivo che fomenti il loro rancore ed è facile che sposino concetti estremi e trasformino la loro fede religiosa in fanatismo.
di Maria Sorbi
Il Giornale, 21 luglio 2025
La jihadologa e consigliere scientifico della Fondazione Intelligence Culture and Strategic Analysis conosce bene le vie della radicalizzazione e sa che in un istituto di minori, soli, ribelli e fragili, c’è terreno a sufficienza perché cresca il fanatismo islamico. “È fondamentale togliere l’acqua alla propaganda jihadista”. Questa la lettura che Elettra Santori dà dell’ingresso dell’imam nel carcere minorile Beccaria di Milano. Lei, jihadologa e consigliere scientifico della Fondazione Icsa (Intelligence Culture and Strategic Analysis), conosce bene le vie della radicalizzazione e sa che in un istituto di minori, soli, ribelli e fragili, c’è terreno a sufficienza perché cresca il fanatismo islamico.









