di Irene Grigioni
orvietonews.it, 28 marzo 2025
Si è svolta martedì 25 marzo al Museo “Emilio Greco” l’annunciata presentazione del volume “Voci e colori di speranza. Lo sguardo al futuro dei detenuti della Casa di reclusione di Orvieto per l’Anno Santo 2025”: un volume che raccoglie le opere di pittura e scrittura realizzate dai detenuti nel corso di due rispettivi laboratori artistici. La mattinata è stata aperta da monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, il quale ha narrato la sua contemplazione di fronte al volume presentato e la ricchezza dei tanti incontri avuti con i detenuti della Casa di Reclusione di Orvieto. Con questi ultimi il Vescovo ha avuto l’opportunità di dialogare sul tema della speranza che - citando Papa Francesco - “non illude né delude”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 28 marzo 2025
Rileggere Rossi e Rosselli: rappresentano ancora l’unica lucida via d’uscita alla catastrofe. Donald Trump, con consueta brutalità, ha affermato che l’Unione europea è stata costruita per “fregare” gli Stati Uniti. Questo approccio obbliga a fare i conti con un mondo che si sta ridisegnando in modo imprevedibile. La guerra commerciale è solo il primo tassello di una politica di potenza e la questione degli armamenti rischia di essere lo spartiacque per il destino dell’Europa e dei singoli Paesi, destinati a essere un vaso di coccio tra sudditanze inedite, soprattutto in assenza di un pensiero alto e ambizioso. Forse per recuperare memoria e radici, molti hanno evocato lo spirito del Manifesto di Ventotene: da Corrado Augias a Sergio Fabbrini, da Raphael Glucksmann a Gustavo Zagrebelsky.
di Loredana Lipperini
L’Espresso, 28 marzo 2025
Un classico del pensiero socialista e l’esperienza nell’isola un addestramento ideale alla Resistenza. Tra i due film di Paolo Virzì ambientati a Ventotene passano 28 anni e parecchi fallimenti sintetizzabili in due battute: nel primo, Ferie d’agosto, il patriarca dei nuovi barbari che scoprono l’isola dice alla civile, ispirata parte antagonista: “Voi intellettuali v’atteggiate tanto, parlate così sofistici, state sempre a analizza, a criticà, a giudicà... Ma la sa qual è la verità? La verità è che non ce state a capì più un c…o!”. Nel secondo, Un altro ferragosto, gli eredi dei barbari ghignano: “Noi cavalchiamo er flame. La fiamma!”. È vero, sembra l’anticipazione dell’ultima polemica innescata dalla presidente del Consiglio verso l’opposizione, ovvero le citazioni tratte, con un certo disprezzo, dal Manifesto di Ventotene.
di Gianni Credit
ilsussidiario.net, 28 marzo 2025
Il disco verde europeo alla riforma fiscale del Terzo settore contiene più di un segnale importante per una realtà viva italiana. Il via libera dell’Ue alla riforma fiscale del Terzo settore sembra valere in misura di leva più che doppia. Segnala che l’Europa - quella delle sue radici pacifiche e solidali - è viva: anche in questo accidentato avvio del quinquennio “von der Leyen-2”, in questi giorni concentrato sul riarmo. Ma è uno stimolo forte e benefico anche agli altri settori dell’economia e della società italiana (europea): in un sistema-Paese è un caso di studio internazionale sulla valorizzazione di sue risorse strategiche - imprenditorialità e lavoro - sul terreno della sussidiarietà. Che è ormai divenuta una cifra costituzionale consolidata sia in Italia che in Europa.
di Luigi Testa
Il Domani, 28 marzo 2025
Le nostre democrazie non moriranno di attacchi volenti. Moriranno avvelenate. Lentamente agonizzanti per un veleno che il loro corpo avrà assorbito poco a poco, goccia a goccia, con dosi dissimulate, nascoste, non riconoscibili. Era per questo che l’avvelenamento, il veneficio, era più grave di un semplice omicidio - e ancora resta una forma aggravata di omicidio: modalità subdola di esecuzione; azione occulta e dissimulata; difficoltà nel contrasto; dolore e sofferenza prolungata. Tanto che è difficile rintracciare poi quale è stata la dose mortale, dopo che il veleno lo si è lasciato cadere goccia dopo goccia.
di Alessandra Kustermann*
La Stampa, 28 marzo 2025
Nei racconti riportati dalla campagna di “Medici del Mondo” frasi preoccupanti contro le pazienti che chiedono di interrompere la gravidanza. Gli italiani hanno voluto la legge 194. Le frasi molto preoccupanti, riportate nell’installazione di “Medici dal Mondo” a Torino, sono un esempio di “scoraggiamento attivo” della richiesta di interruzione della gravidanza. Sono parole talmente violente e crudeli da fare sperare che siano false. Ma se anche una sola di queste parole fosse stata pronunciata in un ospedale, in un consultorio pubblico o accreditato con il Sistema sanitario nazionale da un medico, da un infermiere o da un operatore di un centro di Aiuto alla Vita dovrebbero essere chiesti i danni a chi l’ha pronunciata. “Ti sei divertita, eh? Ora paghi” o “Bastava usare il preservativo”.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 28 marzo 2025
Premierato, Albania e sicurezza. Giorgia Meloni prova a ripartire da alcuni dei suoi capisaldi politici, approntando anche una stretta sul conferimento della cittadinanza italiana ai discendenti residenti all’estero. Mentre il governo fibrilla sotto il peso della politica estera e delle intemperanze di Matteo Salvini, al giro di boa della legislatura scoccato ieri, la premier sposta l’attenzione innanzitutto sulla “madre di tutte le riforme”. Con un video, ieri, Meloni si è auto-celebrata sui social rimarcando “la stabilità” del governo, ora sul podio dei cinque più duraturi della storia repubblicana, e indicando i volti alle sue spalle di coloro che l’hanno preceduta: “Pochissimi di questi uomini sono rimasti al governo per oltre due anni”. Il testo che Meloni concepisce come lo strumento per rendere “più forte” l’Italia, è però fermo in commissione Affari Costituzionali, alla Camera, con il prossimo step segnato sul calendario solo per metà maggio. Un rallentamento arrivato anche su input dell’esecutivo.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 28 marzo 2025
In Cdm approda il testo per riconvertire in Centri per il rimpatrio di migranti irregolari le strutture realizzate dal Governo. Ma per M5S un dl non basta, serve un nuovo protocollo con Tirana. Le ultime esitazioni si sono sciolte in serata. Fino al pomeriggio infatti, nella scaletta del pre-Consiglio dei ministri, la bozza del nuovo “decreto Albania” non c’era. Ma intorno alle 20, da Palazzo Chigi è arrivato l’ordine del giorno del Cdm odierno, con la conferma della presenza di un o “schema di decreto legge” con “disposizioni urgenti per il contrasto all’immigrazione irregolare”. Dei contenuti si è saputo poco. L’intenzione dovrebbe essere quella annunciata nei giorni scorsi dal titolare del Viminale Matteo Piantedosi: le due strutture per trattenere i migranti salvati in mare, costruite dall’Italia in Albania, potrebbero essere “riconvertite” in altrettanti Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), in cui trasferire e ospitare immigrati giunti in Italia irregolarmente e che hanno già ricevuto un provvedimento di espulsione, convalidato dalla magistratura.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 28 marzo 2025
Il tribunale ha revocato i domiciliari. È fuggita dall’Iran “per cercare un posto sicuro in cui crescere mio figlio”, ha raccontato in udienza parlando in italiano, denunciando violenza domestica dal suo ex partner e anche una violenza sessuale durante la traversata. La donna, dopo la decisione del tribunale della Libertà, attenderà la fine del processo in libertà. Locri - “Mi chiamo Marjan Jamali”. La donna iraniana agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ha scelto di parlare in italiano e inizia così il suo esame davanti al collegio del tribunale di Locri. “Ho aspettato 17 mesi per parlare con i giudici, sono stanca”. Jamali aveva voglia di spiegare in una lingua che non è la sua, ma che è quella di chi è chiamato a giudicarla e a decidere se rimetterla o meno in libertà.
di Cesare Martinetti
La Stampa, 28 marzo 2025
I filosofi: “L’Occidente è in crisi perché ha sacrificato la società alla finanza e alla tecnocrazia”. Non stiamo assistendo tutti a un film dell’orrore, ma è semplicemente la politica. Una politica oggi dominata dalla paura e orientata da una casta economica che si è impossessata della tecnologia. Elon Musk con il cappellino in testa e il figlio sulle spalle che maltratta nello Studio ovale il presidente degli Stati Uniti è l’emblema di questo processo. L’Europa che dichiara di riarmarsi senza avere una vera idea comune di come farlo ne è il controcanto. Putin che vagheggia il suo sogno imperiale, ma in tre anni non ha vinto la guerra è l’altro protagonista di un mondo in decadenza che ha perso ogni orizzonte di speranza, che non progetta un futuro e che è destinato al vero scontro finale che sarà con la Cina.
- Stati Uniti. Per una volta, simpatia per gli avvocati
- Costa d’Avorio. Maurizio Cocco, il caso dell’ingegnere italiano detenuto arriva in Parlamento
- Egitto. La battaglia di Laila Soueif contro il regime di Al Sisi
- Minori in carcere più che raddoppiati negli ultimi tre anni
- Io, donna trans in un carcere maschile











