di Alfonso Raimo
huffingtonpost.it, 24 luglio 2025
Intervista a Luigi Manconi: “Il sottosegretario Del Mastro, ha definito “epocali” le misure prese dal Cdm. Quel termine va usato con la massima sobrietà. Quando viene pronunciato da chi ha detto di provare “un’intima gioia” nel fatto che ai detenuti possa mancare il respiro, determina un effetto inquietante”. “Il Governo non è credibile. Il sistema penitenziario è al collasso. Nordio per decenza dovrebbe dichiararne il fallimento”. Luigi Manconi, già docente di sociologia dei fenomeni politici e già presidente della commissione per la tutela dei diritti umani del Senato, in un’intervista a Huffpost, commenta le misure approvate dal consiglio dei ministri per affrontare l’emergenza carceri.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 24 luglio 2025
Il Garante della Campania: “Nessun provvedimento deflattivo”. “Nei provvedimenti governativi comunicati sul tema delle carceri, comunicati con enfasi dal Ministro, non c’è nulla di immediata applicazione, non c’è nessuna misura deflattiva centrata sul sovraffollamento. Disegni di legge che non sono risolutivi e qualcuno già in contraddizione con il decreto Carceri approvato il 7 agosto dell’anno scorso dove è stata anche modificata la liberazione anticipata che non viene data più ogni sei mesi. Insomma, lo Stato continua a non rispettare quanto stabilito dalla Costituzione. Quindi sono provvedimenti che congelano l’attuale situazione di emergenza sociale e delle carceri che sono sovraffollate”.
di Gigliola Alfaro
agensir.it, 24 luglio 2025
Per l’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, ci sono le basi per migliorare la situazione negli istituti, anche rispetto al sovraffollamento, ma per ogni misura presentata ci sono diversi step da superare e la burocrazia da combattere. Un insieme di misure per provare a contrastare il fenomeno del sovraffollamento delle carceri, attraverso la realizzazione di nuove strutture e l’ampliamento di quelle esistenti, a rendere più rigorose e rapide le procedure di valutazione sulla liberazione anticipata e a offrire concrete possibilità di riabilitazione ai detenuti con dipendenza da stupefacenti o alcol: è quello che ha esaminato e approvato il Consiglio dei ministri, martedì 22 luglio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 24 luglio 2025
L’internato non sta scontando una pena: ha già pagato il suo debito con la giustizia. Ma viene ritenuto pericoloso e per questo viene trattenuto in una delle strutture previste dalla legge. Tra i 43 suicidi avvenuti dall’inizio dell’anno dietro le sbarre, ce n’è uno che merita particolare attenzione. È quello di un uomo di quarant’anni, morto il 6 luglio scorso nella Casa di lavoro di Vasto. Non un detenuto nel senso stretto del termine, ma un internato. La differenza non è di poco conto. Parliamo di una delle circa 300 persone in Italia che, pur avendo già scontato la loro pena, non hanno riacquistato la libertà. Usciti dalla condanna, entrano nel limbo dell’internamento: una misura di sicurezza detentiva, teoricamente pensata per contenere la cosiddetta “pericolosità sociale”, ma che nella pratica rischia di diventare una detenzione infinita, senza colpa e senza fine certa.
di Giovanna Vitale
La Repubblica, 24 luglio 2025
I sondaggi sono già stati commissionati. Incassato l’ok alla riforma della giustizia in seconda lettura, a Palazzo Chigi è partito il conto alla rovescia in vista del referendum che, annunciato dal Guardasigilli per la prossima primavera, dovrà confermare o bocciare la separazione delle carriere. In Parlamento il ddl Nordio non ha infatti raggiunto il quorum dei due terzi previsto dall’iter di revisione costituzionale che avrebbe evitato il ricorso alla consultazione popolare.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 24 luglio 2025
Atto primo: il piano carceri. Atto secondo: la riforma delle impugnazioni delle sentenze di assoluzione, poi la revisione della custodia cautelare. La giustizia torna ad essere un fronte politicamente caldissimo del del governo. Insieme alle tensioni fra governo e toghe che montano sullo sfondo. È il giorno della grande festa del centrodestra per il via libera al Senato della separazione delle carriere di giudici e pm. In una conferenza stampa fiume a margine del Consiglio dei ministri Carlo Nordio lancia il piano contro il sovraffollamento carcerario. Fino a quindicimila posti in più da qui al 2027 grazie alla costruzione di nuovi penitenziari da Roma a Milano e alla riqualificazione degli spazi all’interno degli istituti. E poi un disegno di legge, cesellato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, per permettere ai tossicodipendenti in carcere di scontare la pena all’interno di comunità.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 24 luglio 2025
Scardinare gli ingranaggi che intossicano la giustizia provando a riportare il processo più vicino alle aule di un tribunale che ai talk-show. Conta la luna, non il dito. Perché la riforma Nordio è meglio dello status quo. O di qua o di là. La riforma della giustizia approvata martedì in prima lettura al Senato ha generato una moltitudine di commenti di segno uguale e contrario.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 24 luglio 2025
Via libera al Senato al testo che introduce l’ergastolo per chi uccide una donna. L’opposizione vota sì ma critica: “Cultura da cambiare”. Un altro decreto spot approvato con il giubilo della destra e, per una volta, anche dal centrosinistra, seppure con toni diversi. Il Senato ieri ha votato all’unanimità il dl Femminicidio (che prevede l’ergastolo per chi uccide una donna), adesso il testo dovrà passare all’altro ramo del parlamento per l’approvazione definitiva.
di Davide Vari
Il Dubbio, 24 luglio 2025
Una via libera diverso dagli altri, accolto con l’applauso bipartisan di tutta l’Aula del Senato. Che con 161 voti favorevoli ha approvato all’unanimità il dl sul femminicidio. Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva. “Sono estremamente lieto di questo risultato che testimonia come sui temi importanti il Senato sappia esprimersi senza distinzioni di appartenenza. Grazie a tutti i senatori e le senatrici”, ha commentato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Accolgo con particolare soddisfazione l’approvazione all’unanimità, in Senato, del disegno di legge di iniziativa governativa che punta ad introdurre il delitto di femminicidio come reato autonomo nel nostro ordinamento.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 luglio 2025
Nell’inchiesta milanese e in quella su Ricci i giudici ipotizzano la corruzione. Serve una legge sul conflitto d’interessi che indirizzi sia i politici sia le procure. Leggendo gli atti, ormai pubblici, dell’inchiesta di Milano, una parola viene ripetuta e grassettata dalla procura: conflitto di interessi. Il concetto è sia giuridico sia politico, anche se non è di moda né in un settore né nell’altro. Nel primo caso perché una norma che ne definisca i contorni criminosi non c’è, nel secondo perché l’interprete che lo ha incarnato in modo più appariscente è uscito di scena. Secondo i pm è in conflitto di interessi l’ex presidente della commissione per il Paesaggio, Giuseppe Marinoni, che avrebbe agito come “procacciatore di affari” coinvolgendo grandi imprese nei progetti di rigenerazione urbana. Lo è anche l’ex componente della commissione e architetto, Alessandro Scandurra, che insieme ad altri avrebbero ricevuto incarichi di progettazione o consulenze da parte degli stessi costruttori i cui progetti poi passavano al vaglio della commissione.
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