Follonica (Gr). Tra teatro ed educazione civica: gli studenti assistono allo spettacolo dei detenuti
ilgiunco.net, 30 marzo 2025
In scena “Una tempesta” di Shakespeare: l’esperienza per avvicinare i ragazzi ai temi del potere del perdono e della libertà. Emozione e commozione, per uno spettacolo che li ha fatti riflettere e crescere. È l’esperienza vissuta dai ragazzi e dalle ragazze delle classi seconde e terze delle scuole medie follonichesi, “Pacioli” e “Bugiani”, che nei giorni scorsi, alla Fonderia Leopolda, hanno assistito alla rappresentazione “Una tempesta” della Compagnia del Teatro popolare delle arti. Lo spettacolo, con la regia di Gianfranco Pedullà e con il coordinamento della attrice e regista Chiara Migliorini, è il frutto di un progetto teatrale e musicale realizzato con i detenuti della Casa circondariale della Gorgona.
portalegiovani.comune.fi.it, 30 marzo 2025
Giovedì 3 aprile 2025, alle ore 19.00, arriva in programma l’appuntamento finale del Materia Prima Festival di Murmuris alla Casa Circondariale di Sollicciano, dove la compagnia formata dai detenuti del carcere sarà protagonista dello spettacolo itinerante “Il Giardino degli Incontri”. Prenotazione obbligatoria con documento d’identità a
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 30 marzo 2025
Milioni di italiani non sanno quale tragedia sia stato il fascismo, e non lo vogliono sapere. L’antifascismo è considerato di parte, perché molti pensano, magari in buona fede, che la Resistenza sia stata fatta soltanto dai comunisti, o comunque dalla sinistra. Ma non è vero. In questi trent’anni in Italia si è combattuta una guerra della memoria. E questa guerra noi antifascisti l’abbiamo perduta. Nettamente e clamorosamente. Non è stata una sconfitta elettorale. Non solo perché le elezioni la sinistra le ha quasi sempre perse. Anche perché solo in Italia - e questo è un altro segno della nostra sconfitta - è passata l’idea per cui se sei antifascista sei comunista, o comunque di sinistra. Non è così. Il nazifascismo fu sconfitto da uomini di destra. Un conservatore inglese come Winston Churchill. Un nazionalista francese come Charles de Gaulle.
di Carlo Tecce
L’Espresso, 30 marzo 2025
Stroncata dai giudici l’idea di utilizzare le colonie extraterritoriali per i rifugiati in attesa di asilo, Meloni cambia ancora: con un decreto legge approvato in Consiglio dei ministri nelle strutture verranno spediti i “clandestini da cacciare”. Ma riuscirci non sarà così facile. Ecco la soluzione per altri titoli da propaganda: mandiamo i migranti da espellere in Albania. Con un decreto legge approvato oggi in Consiglio dei ministri. Facile, no? Non proprio. Qualche minuto di pazienza. Per il governo italiano i centri migranti in Albania sono una specie di seconda casa di proprietà. Come le seconde case, lontane, costose, spesso inutili. Quanti tentativi falliti.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 30 marzo 2025
Con l’ultimo decreto il Governo italiano smentisce quanto aveva garantito a Tirana, parlamento e Corte costituzionale spiazzati. La sentenza dei giudici di Tirana svela il bluff di Piantedosi: nei Centri c’è doppia giurisdizione. “La Corte, riferendosi alle discussioni in seno alle Commissioni parlamentari per la ratifica del Protocollo sulle migrazioni, osserva che i rappresentanti del governo (il ministro della Difesa e il ministro dell’Interno) hanno sottolineato che nessuno dei migranti, in caso di rigetto della domanda di asilo da parte delle autorità italiane, o anche di ammissione, potrà rimanere nel nostro Paese oltre il periodo di 28 giorni previsto a tal fine dalla legislazione italiana. Ognuno di loro sarà inviato in Italia per procedere con ulteriori procedure di asilo o sarà rimpatriato nel suo Paese d’origine”. È scritto nella sentenza con cui il 29 gennaio 2024 la Corte costituzionale albanese ha respinto il ricorso contro il protocollo Roma-Tirana presentato da 30 deputati d’opposizione.
di Pierfrancesco Carcassi
Corriere della Sera, 30 marzo 2025
“Non avevo un lavoro e mi sono dato da fare. Conosco tutti nel quartiere”. Il giovane fuggito dalla Nigeria nel 2016 stava per essere espulso: quando il giudice ha visto le foto della sua attività, ha “fermato” la procedura. “C’era chi rideva di me, ora voglio trovare un impiego e portare qui moglie e figli”. Quando è chino sul marciapiede, gli occhi sono nascosti sotto il frontino del cappellino da baseball. Ma di tanto in tanto Happy alza la testa per salutare una persona del quartiere: allora si vede che quegli occhi seri, scuri, sorridono e si illuminano in un’espressione di gioia. A sud ovest di Padova lo conoscono in tanti: da anni spazza volontariamente le strade della città. Ha 28 anni. Rischiava di essere rispedito nel suo Paese, la Nigeria, da cui è scappato nel 2016
di Francesco Miragliuolo
L’Espresso, 30 marzo 2025
Davide Garufi, 21 anni, si è tolto la vita dopo aver condiviso il suo percorso di transizione. Il suo gesto riaccende l’attenzione sul fenomeno, in particolare tra chi è vittima di odio e discriminazione. Garufi aveva solo 21 anni quando, il 19 marzo scorso, ha deciso di togliersi la vita. Lo ha fatto dopo aver affrontato una valanga di insulti e cattiverie sui social, solo per aver condiviso con coraggio il suo percorso di transizione. Quel cammino lo avrebbe portato a diventare Alexandra, la persona che sentiva di essere da sempre. Una persona che desiderava solo essere vista, accolta e amata per ciò che era davvero. La procura ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio, cercando di fare luce sulle responsabilità dietro le parole d’odio che lo hanno travolto. Perché l’odio, anche quando si nasconde dietro uno schermo, può ferire profondamente. E nessuno dovrebbe pagare con la vita il prezzo della propria verità.
di Francesco Strazzari
Il Manifesto, 30 marzo 2025
Le contraddizioni dell’erdoganismo si sono spinte ormai troppo in profondità. Una vicenda politica inesorabilmente intrecciata alla nostra di cittadini europei. L’immensa mobilitazione turca sembra dire che Erdogan ha fatto un passo di troppo, quando ha deciso la prigione per il suo principale rivale, dopo avergli fatto togliere il titolo di studio, così da dichiararne l’ineleggibilità. Si può pensare che abbia calcolato la reazione di massa che ne sarebbe seguita, scommettendo sul suo contenimento, per uscire dalla crisi con una decisa accelerata allo smantellamento dei residui ancoraggi democratici del Paese.
ansa.it, 30 marzo 2025
Il leader chavista ha parlato con Antonio Guterres e Volker Türk. Nicolás Maduro ha chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e all’Alto Commissario per i diritti umani Volker Türk di intervenire a favore dei migranti venezuelani detenuti nel carcere di massima sicurezza di El Salvador su richiesta degli Stati Uniti. Secondo quanto riferisce il ministero degli Affari Esteri di Caracas, Maduro ha parlato telefonicamente con Guterres e con Türk per chiedere al sistema delle Nazioni Unite di assumere un “fermo impegno” nel garantire i diritti dei migranti venezuelani, “assicurando il rispetto del diritto internazionale, in particolare quello che protegge le persone in movimento”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 marzo 2025
Dopo un anno di battaglia legale, il Tribunale di Bologna ha respinto il ricorso e conferma il diritto del detenuto in regime di alta sicurezza a colloqui intimi con la moglie. Una sentenza, la prima nel merito, ribadisce il primato dei diritti fondamentali sulla logica securitaria. Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha rigettato il reclamo presentato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), con l’ausilio della Procura di Reggio Emilia, contro l’ordinanza che consentiva a un detenuto in regime di alta sicurezza nel carcere di Parma di effettuare colloqui intimi con la moglie senza il controllo visivo della polizia penitenziaria. La decisione, da poco depositata, chiude una battaglia legale durata oltre un anno, condotta dall’avvocata Pina Di Credico, e segna un punto di svolta nell’applicazione della sentenza numero 10/2024 della Corte Costituzionale, che ha riconosciuto il diritto all’affettività intramuraria come espressione della dignità umana.
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