di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 25 luglio 2025
“Il carcere deve garantire diritti, non toglierli”. Più volte, nel corso degli ultimi mesi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato istituzioni e opinione pubblica sul dovere di assicurare condizioni di detenzione dignitose. L’ha fatto nel messaggio per la fine dell’anno, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, in incontri con la magistratura e il volontariato. Tra i diritti più compromessi in carcere, c’è quello alla salute. E se, come stabilisce l’ordinamento penitenziario, la sanità penitenziaria è parte integrante del Servizio sanitario nazionale, la realtà quotidiana mostra invece quanto il carcere sia, ancora una volta, l’ultimo anello della catena.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 luglio 2025
È stato trasferito dal carcere di Novara in Abruzzo ma continua a essere recluso in “area riservata”. Esistono nelle nostre carceri dei luoghi che la legge non contempla, ma che la prassi amministrativa ha creato e continua a perpetuare. Si chiamano ‘ aree riservate’ e, al loro interno - come si apprende da una denuncia appena inviata al Garante nazionale per le persone private della libertà personale - si consumano quotidianamente violazioni sistematiche dei diritti umani più elementari. Parliamo di un super 41 bis, una restrizione che, negli anni passati, Il Dubbio ha già messo in evidenza.
di Cinzia Sciuto
micromega.net, 25 luglio 2025
Il governo Meloni ha annunciato con grande enfasi l’approvazione in Senato della riforma della giustizia. Anzi meglio: la riforma della magistratura (mancano ancora due passaggi parlamentari per l’approvazione definitiva), presentandola come una svolta storica. Nelle parole della presidente del Consiglio, si tratta di un “passo avanti fondamentale” per “garantire il giusto processo, disarticolare il sistema correntizio all’interno del Csm, restituire ai magistrati l’autorevolezza e la dignità che meritano”. Ma al di là della retorica, questa riforma - come tutte quelle adottate finora dal governo in materia di giustizia - non incide in alcun modo sui problemi reali del sistema giudiziario italiano.
di Serena Sileoni
La Stampa, 25 luglio 2025
I pubblici ministeri sono sentinelle alle porte della giustizia. Dalle loro ronde, dipende la capacità di tenuta del diritto penale, e ancor più i destini delle persone, degli indagati, dei colpevoli, degli assolti, delle parti offese, le cui vite - comunque vada - saranno per sempre quanto meno influenzate dall’apertura di quelle porte. Il loro ruolo è teso tra la necessità che agiscano in piena indipendenza e la pari necessità che lo facciano responsabilmente. La sottrazione a ogni tipo di pressione politica e la garanzia che la giustizia tratti tutti allo stesso modo sono la base generale delle soluzioni a quella tensione adottate nei paesi democratici, che mescolano in vario grado elementi tipici di modelli ora accusatori ora inquisitori, ora obbligatori ora discrezionali nell’esercizio dell’azione penale, ora più amministrativi ora più giurisdizionali.
di Simona Musco
Il Dubbio, 25 luglio 2025
La pratica su Piccirillo spacca Palazzo Bachelet: i consiglieri di destra tornano in aula per “dovere istituzionale”, ma accusano i togati di voler attaccare il governo. Alla fine sembra non sia servita nemmeno la moral suasion del Quirinale. È stato il richiamo al senso delle istituzioni a convincere i consiglieri laici di centrodestra a tornare in aula, dopo che per due volte, mercoledì, hanno fatto mancare il numero legale pur di non votare la pratica a tutela del magistrato Raffaele Piccirillo, finito nel mirino del ministro Carlo Nordio dopo un’intervista in cui commentava la gestione del caso Almasri. Così, nella seduta straordinaria di ieri, hanno annunciato di non voler partecipare alla discussione, garantendo la propria presenza per il voto, concluso con l’approvazione della delibera a maggioranza, con un solo astenuto e cinque voti contrari.
di Michele Carniani
Il Riformista, 25 luglio 2025
Esecutivo e magistratura. Un rapporto già incrinato, trasformatosi in uno scontro senza esclusione di colpi, in cui dalle parole si è passati ai fatti. Da una parte le indagini, avviate quasi consecutivamente, sul sindaco di Milano, Beppe Sala, per il complesso caso urbanistica e sul candidato del Pd per le regionali nelle Marche, Matteo Ricci, chiamato in causa per l’inchiesta “Affidopoli”. Dall’altra, la vittoria riportata dal governo in Senato sull’approvazione del testo in merito alla riforma della separazione delle carriere. Un grande passo in avanti per l’esecutivo e uno smacco alla magistratura che, però, promette ancora battaglia.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 25 luglio 2025
“Anche il ministro era contrario era contrario alla separazione delle carriere. Contro i magistrati spirito vendicativo. Un altro sciopero in vista del referendum? Non penso sia necessario, ma la fantasia non ci manca. Adotteremo altre forme di protesta”, dice Maruotti. L’Anm scalda i motori. “L’approvazione della riforma del Csm, perché di questo si tratta, anche in Senato era scontata. Ma il metodo utilizzato farà ricordare questa revisione della Costituzione come la più divisiva della storia repubblicana”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 25 luglio 2025
Finisce la protesta dei laici governativi, che non partecipano al dibattito ma poi votano (garantendo il numero legale). La notte ha portato consiglio ai laici di destra che siedono al Csm: dopo aver clamorosamente fermato i lavori per tutta la giornata di mercoledì, ieri mattina, alla riconvocazione del plenum, finalmente la situazione si è sbloccata e la pratica a tutela del giudice Raffaele Piccirillo - attaccato in pubblico da Nordio per una sua intervista a Repubblica sul caso Elmasry - è passata con il voto favorevole di tutti i togati (tranne Bernadette Nicotra di Magistratura indipendente, che si è astenuta) e dei laici dell’opposizione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 luglio 2025
Don Russo: l’unico intervento è la sedazione. Dovrebbero uscire dal carcere e invece ci restano. Sono 524 i detenuti in Toscana che presentano patologie psichiatriche, metà dei quali italiani. Dovrebbero essere curati in strutture alternative ai penitenziari, soprattutto laddove questi ultimi non permettono percorsi clinici adeguati, ma restano in cella. E in molti casi le loro condizioni di salute peggiorano giorno dopo giorno. Secondo la relazione annuale del garante regionale dei detenuti, il carcere toscano con il più alto numero di reclusi psichiatrici è Sollicciano, dove ammontano a 138, più o meno un quinto del totale. Dopo Sollicciano, il carcere con più malati psichiatrici è Le Sughere di Livorno con 77 detenuti, quindi San Gimignano con 67, Massa con 47, il Don Bosco di Pisa con 46. In percentuale al totale dei reclusi, il carcere con il più alto tasso di malati psichiatrici è l’istituto minorile femminile di Pontremoli, dove su 17 detenute 8 presentano sintomatologie associate alla salute mentale.
di Teresa Cioffi
Corriere di Torino, 25 luglio 2025
Nove metri quadrati. È questa la dimensione di una cella in cui, mediamente, convivono due detenuti. Per venti ore al giorno. “Al netto degli arredi, la superficie calpestabile si riduce a tre metri quadri a persona. Questi tre metri quadri rappresenterebbero il parametro minimo per gli standard europei. Peccato che in nessun istituto piemontese venga rispettato”. A parlare è Daniela Ronco, membro del comitato scientifico e dell’osservatorio di Antigone, associazione che ieri ha presentato il XXI rapporto sulle carceri piemontesi. Nel 2024 i detenuti obbligati a condividere quella manciata di metri quadri sono aumentati, con un sovraffollamento che è passato dal 106,2% al 113,3%. Il carcere resta la misura cautelare più utilizzata (28,9%) e, negli istituti minorili, il decreto Caivano ha spinto gli accessi.
- Piemonte. Cara Garante Formaiano, detenuti e agenti non sono sullo stesso piano
- Firenze. Carcere di Sollicciano, disastro continuo: stanze allagate e visite con stivali di gomma
- Firenze. “Quel carcere come una grotta che trasuda acqua dai muri”
- Cagliari. “Situazione ingestibile, no a nuovi detenuti e moduli container”
- Avellino. Il Garante dei detenuti: a un mese dall’appello di Mattarella, diritti ancora negati









